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Fantasmi

Dispacci dalla Cambogia

Di

Editore: TEA

4.2
(457)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850217862 | Isbn-13: 9788850217861 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Angela Terzani Staude

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: History , Political , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia dei paesi dell'Asia travolti nel corso del XX secolo dai giochi delle grandi potenze (USA, Cina, UR ...continua

    La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia dei paesi dell'Asia travolti nel corso del XX secolo dai giochi delle grandi potenze (USA, Cina, URSS). Terzani visitò più volte il Paese tra il 1972 e il 1994, divenne amico del suo re e nemico indignato degli assassini khmer rossi, per denunciare infine come ipocrita e immorale anche l'operato di pace da parte delle Nazioni Unite. Il libro, fondato sui reportage di Terzani dalla Cambogia, contiene anche il racconto scritto in prima persona della sua cattura da parte di combattenti ragazzini, dell'attimo in cui si salvò la vita con una risata - come amava raccontare - e circa cinquanta fotografie originali, scattate spesso da lui stesso.

    ha scritto il 

  • 0

    Da consigliare senz'altro

    Adatto a chiunque stia per affrontare un viaggio in Cambogia; scritto col consueto vigore e col piglio che conosciamo, è una collectanea di scritti ed articoli di Terzani, veri e propri dispacci, capaci di offrirci una fotografia fedele ed equidistante di un periodo storico, quello dei Khmer ross ...continua

    Adatto a chiunque stia per affrontare un viaggio in Cambogia; scritto col consueto vigore e col piglio che conosciamo, è una collectanea di scritti ed articoli di Terzani, veri e propri dispacci, capaci di offrirci una fotografia fedele ed equidistante di un periodo storico, quello dei Khmer rossi. In definitiva, è la storia di un auto genocidio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ti ritrovi nell'orrore di un paese distrutto dalla violenza politica ed economica di occidente prima e oriente poi.Tutti bravi davanti all'opinione pubblica,ma al popolo cambogiano chi pensa? Semplice la risposta....NESSUNO.Grande Terzani che apre gli occhi a chi vuol vedere le cose da un altro p ...continua

    Ti ritrovi nell'orrore di un paese distrutto dalla violenza politica ed economica di occidente prima e oriente poi.Tutti bravi davanti all'opinione pubblica,ma al popolo cambogiano chi pensa? Semplice la risposta....NESSUNO.Grande Terzani che apre gli occhi a chi vuol vedere le cose da un altro punto di vista.Adesso continuerò a viaggiare con lui In Asia

    ha scritto il 

  • 5

    La cronaca di un paese straziato e praticamente dimenticato dalla comunità internazionale; la storia e la cultura di un popolo capace di mantenere il sorriso nonostante il destino palesemente e ingiustamente avverso; il percorso umano di un giornalista dalla passione degli ideali alla disillusion ...continua

    La cronaca di un paese straziato e praticamente dimenticato dalla comunità internazionale; la storia e la cultura di un popolo capace di mantenere il sorriso nonostante il destino palesemente e ingiustamente avverso; il percorso umano di un giornalista dalla passione degli ideali alla disillusione degli stessi.
    "I Khmer dicono: 'non bisogna protestare contro il destino'. Continuo a pensare che c'è qualcosa di indecente in una pace fondata sull'ingiustizia umana e una democrazia sull'ingiustizia sociale"
    "Le radici dell'orrore sono dappertutto. L'orrore siamo noi."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro terribile, ma non perché sia brutto, quanto piuttosto per quello che racconta.
    Terzani mi viene da pensare che fosse un missionario, nella sua professione. Non riesco a credere ai pericoli che ha corso né alla serenità con cui li racconta.
    Una lettura essenziale, se si vuol ...continua

    È un libro terribile, ma non perché sia brutto, quanto piuttosto per quello che racconta.
    Terzani mi viene da pensare che fosse un missionario, nella sua professione. Non riesco a credere ai pericoli che ha corso né alla serenità con cui li racconta.
    Una lettura essenziale, se si vuole sapere di più di quello che è realmente accaduto in Cambogia

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo me, il miglior Terzani è proprio questo dei reportage di guerra, delle analisi fulminanti e mai superficiali, della curiosità rispettosa per le vite altrui.
    In questo libro sono stati raccolti molti suoi articoli comparsi sui quotidiani italiani e sullo Spiegel sulla guerra in Cambo ...continua

    Secondo me, il miglior Terzani è proprio questo dei reportage di guerra, delle analisi fulminanti e mai superficiali, della curiosità rispettosa per le vite altrui.
    In questo libro sono stati raccolti molti suoi articoli comparsi sui quotidiani italiani e sullo Spiegel sulla guerra in Cambogia: gli americani prima, Pol Pot, i vietnamiti poi, l'Onu e - come sempre, alleato di questi o di quelli - Sihanouk, il vecchio re-dio, machiavellico e mondano nel contempo.
    Terzani soffre per il dolore atroce che vede, ma non perde lucidità, anzi la riacquista. In una sofferta confessione, si rende conto che le mostruosità dei crimini di Pol Pot non sono il frutto di un folle, ma la diretta conseguenza di un'ideologia applicata alla lettera: il leninismo secondo la dottrina maoista. Pol Pot ci ha aggiunto di suo una componente etnico nazionalista fanatica. Un'ideologia in cui Terzani e molta sinistra europea hanno creduto nonostante centinaia di testimonianze che ne rivelavano gli orrori. Non erano testimoni, per loro, ma persone manipolate dalla CIA, che di errori in Indocina ne ha sempre fatti. Terzani prima la cerca e poi va a sbattere contro la realtà, fatta di sangue, di autogenocidio - forse l'unico caso al mondo - di rifiuto della modernità in nome della ruralizzazione e l'analfabetizzazione di un intero paese e di una popolazione che ha sterminato il 20% di se stessa. Come? Uccidendo a bastonate tutti coloro che non erano contadini e tutti coloro che sapevano leggere e scrivere. E i bambini, le donne, tutti. Lo ordinava Angkar, il Partito Comunista Cambogiano. Il tutto con l'avallo cinico di Pechino, fino agli anni '90.
    L'ideologia voleva creare un uomo nuovo, purificato, disumanizzato. Questo è stato il maoismo in salsa cambogiana.
    Da leggere, per capire che cosa sia l'onestà intellettuale in un uomo di sinistra. Quanti altri possono vantarla?

    ha scritto il 

  • 4

    C'è un ritaglio di giornale, sul muro di una delle stanze dell'ufficio in cui lavoro, con un'agghiacciante e sorprendente "classifica", denominata - visti i risultati - "Terrore rosso": in testa abbiamo Mao con 60 milioni di morti, seguito da Stalin (40) e Hitler (20). Al quarto posto c'è ...continua

    C'è un ritaglio di giornale, sul muro di una delle stanze dell'ufficio in cui lavoro, con un'agghiacciante e sorprendente "classifica", denominata - visti i risultati - "Terrore rosso": in testa abbiamo Mao con 60 milioni di morti, seguito da Stalin (40) e Hitler (20). Al quarto posto c'è Pol Pot, con 3 milioni di morti "su una popolazione complessiva di 7 milioni di abitanti".

    Il regime dei khmer rossi, guidato da Pol Pot, è stato il responsabile non solo di uno dei più grandi massacri (e per di più nei confronti della propria gente) di tutta la storia moderna, ma anche del più grande e radicale esperimento rivoluzionario che sia mai stato concepito e messo in atto, e il vero scandalo è che pochissimi conoscono questa vicenda e molti la "fraintendono"...
    Terzani, in questo incredibile viaggio "in presa diretta" attraverso gli eventi che vanno dal 1970 (anno in cui un colpo di stato sostenuto dalla CIA dà inizio a una guerra civile che durerà più di 20 anni) per arrivare appunto all'inizio degli anni 90, ci mostra che non c'è "follia" né "aberrazione" dietro questi eventi... anzi, c'è un' "affascinante logica", basata sulla creazione di un "uomo nuovo" da realizzarsi con l'annientamento sistematico e senza riserve di quello "vecchio". Ma è una logica fatta anche di guerre "per procura" da parte delle Grandi Potenze, di strategie a lungo termine che valgono più del destino di un popolo, di corruzione nelle basse sfere e di lampante immoralità nelle scelte politiche delle alte...
    Se una "follia" c'è, non è quella di Pol Pot, inquietante frutto dell'ideologia maoista, ma è piuttosto quella del prima e soprattutto del "dopo-Pol Pot", di una pace "a tutti i costi": a costo di lasciare impuniti gli assassini e persino di riconoscerne la legittimità sul piano internazionale. Ma - si chiede Terzani (che pure all'epoca della guerra aveva parteggiato per la fazione minoritaria e nazionalista del khmer rossi) - "che pace è quella fondata su una tale immoralità?" E ancora: "Ad un piccolo compromesso ne segue uno più grande ed alla fine il tutto diventa una rivoltante indecenza."
    Un libro che dovrebbe diventare un "must" per il solo fatto che ognuno di noi ha l'obbligo morale di conoscere certi fatti, di sapere in che mondo viviamo, di capire le vere ragioni che si nascondono dietro quelle "ufficiali". Un libro che mi ha riempito di tristezza (ho visitato la Cambogia, ho visto coi miei occhi le migliaia di teschi (piccola goccia in un oceano di morte) nei luoghi-simbolo dell'olocausto Tuol Sleng e Choeung Ek Memorial), ma che mi ha anche commosso (le poche pagine dedicate ad Angkor - uno dei luoghi più spettacolari del mondo, di una grandezza e bellezza impossibile da descrivere - mi hanno fatto venire la pelle d'oca e le lacrime agli occhi) e mi ha ricordato non abbiamo il diritto di non sapere. E di non ricordare.

    "Gli assassini continuano a uccidere, i poveri continuano ad aver fame e i ricchi diventano sempre più grassi e potenti. La Cambogia è un'altra scoraggiante prova che al mondo non c'è giustizia e che l'umanità ha perso la capacità di indignarsi."

    "Ma da dove nasce l'orrore? Che cosa fa di un uomo - o di un intero popolo - all'apparenza così semplice e puro, un mostro di violenza e crudeltà? (...)
    Le radici dell'orrore sono dappertutto. L'orrore siamo noi.
    "

    ... e per regalare un sorriso in mezzo a tanto dolore:
    "Angkor (è) uno di quei pochi, straordinari luoghi del mondo dinanzi ai quali ci si sente orgogliosi d'essere membri della razza umana.

    ha scritto il 

  • 3

    Inizialmente pesante per via della continua presenza dell'ideologia politica dell'autore.
    Quando stavo proprio per abbandonarlo il libro è cambiato ed improvvisamente ho trovato quello che cercavo.
    Terminato il libro non si può non vedere il cambiamento interiore dell'autore seguito a ...continua

    Inizialmente pesante per via della continua presenza dell'ideologia politica dell'autore.
    Quando stavo proprio per abbandonarlo il libro è cambiato ed improvvisamente ho trovato quello che cercavo.
    Terminato il libro non si può non vedere il cambiamento interiore dell'autore seguito ai fatti avvenuti in Cambogia.

    ha scritto il 

  • 4

    Attraverso la raccolta di vari articoli di Tiziano Terzani si ricostruiscono 30 anni di storia cambogiana: dai bombardamenti americani, allo sterminio di più di due milioni di persone da parte dei khemer rossi, seguito dalla "liberazione" del paese... Una parte della storia moderna che non ha avu ...continua

    Attraverso la raccolta di vari articoli di Tiziano Terzani si ricostruiscono 30 anni di storia cambogiana: dai bombardamenti americani, allo sterminio di più di due milioni di persone da parte dei khemer rossi, seguito dalla "liberazione" del paese... Una parte della storia moderna che non ha avuto la risonanza che merita.

    ha scritto il 

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