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Fantasmi

Dispacci dalla Cambogia

Di

Editore: TEA

4.2
(474)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850217862 | Isbn-13: 9788850217861 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Angela Terzani Staude

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: History , Political , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Quella della Cambogia è una storia tragica, che molti ignorano. Coinvolta, suo malgrado, nei conflitti che infiammarono l'Indocina tra gli anni Sessanta e Settanta, essa piombò in una sanguinosa guerr ...continua

    Quella della Cambogia è una storia tragica, che molti ignorano. Coinvolta, suo malgrado, nei conflitti che infiammarono l'Indocina tra gli anni Sessanta e Settanta, essa piombò in una sanguinosa guerra civile e, dopo anni di combattimenti, l'ascesa al potere dei Khmer Rossi segnò l'inizio di uno dei più terribili genocidi del XX secolo.
    Gli esperimenti di ingegneria sociale, la riforma agraria e lo sterminio sistematico degli oppositori causarono la morte di milioni di persone: circa un terzo dell'intera popolazione del paese, secondo alcune stime, scomparve durante gli anni della dittatura. L'intervento vietnamita, prima, e delle Nazioni Unite, poi, ristabilirono la pace e una parvenza di democrazia, ma la nazione che uscì da quell'incubo era debole e smarrita. I colpevoli del genocidio non furono mai puniti e Pol Pot, che di esso fu il primo responsabile, non subì nemmeno un processo.
    Terzani, nel suo girovagare per l'Asia, fu un testimone d'eccezione di questi eventi, di questa ennesima rivoluzione fallita, di questa follia manifesta. Oggi la Cambogia si è trasformata in una meta turistica, ma tra gli alberi delle foreste, in riva ai fiumi e nei templi di pietra di Angkor si aggirano ancora i fantasmi di quell'epoca di sangue e morte, ripetendo ciò che i cambogiani sanno da secoli: la vita è una ruota e la Storia non è progresso.

    ha scritto il 

  • 4

    La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia de ...continua

    La Cambogia è stato uno dei grandi amori di Tiziano Terzani. La storia di questo piccolo regno, che custodisce al suo interno i misteriosi templi di Angkor, divenne per lui emblematica della storia dei paesi dell'Asia travolti nel corso del XX secolo dai giochi delle grandi potenze (USA, Cina, URSS). Terzani visitò più volte il Paese tra il 1972 e il 1994, divenne amico del suo re e nemico indignato degli assassini khmer rossi, per denunciare infine come ipocrita e immorale anche l'operato di pace da parte delle Nazioni Unite. Il libro, fondato sui reportage di Terzani dalla Cambogia, contiene anche il racconto scritto in prima persona della sua cattura da parte di combattenti ragazzini, dell'attimo in cui si salvò la vita con una risata - come amava raccontare - e circa cinquanta fotografie originali, scattate spesso da lui stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzani prima di essere (para)Guru

    Una raccolta di articoli che abbraccia i 20 anni di guerre civili e invasioni straniere di un piccolo paese, la Cambogia, con una grande tradizione che è diventato, suo malgrado, pedina di un gioco di ...continua

    Una raccolta di articoli che abbraccia i 20 anni di guerre civili e invasioni straniere di un piccolo paese, la Cambogia, con una grande tradizione che è diventato, suo malgrado, pedina di un gioco di superpotenze (USA, URSS e Cina) tre la fine degli anni 60 e la metà dei 90.
    Un genocidio (di quasi un terzo della popolazione cambogiana(taciuto e ignorato sia dall ONU che da una intellighenzia troppo impegnata a restare allienata (Bellissimo il pezzo "Ci eravamo sbagliati" con cui Terzani ammette le miopie di chi inneggiava alla rivoluzione proletaria e vedeva nella vittoria Vietnamita sugli USA l'inizio di una nuova era.)
    Terzani prima di diventare (para)guru era un giornalista vecchio stampo i cui pezzi sono ancora godibili.
    Peccato che i pezzi fossero per diverse testate e spesso sono ripetitivi.
    Il libro testimonia comunque l'amore di Terzani per il suo lavoro e per la sventurata Cambogia

    ha scritto il 

  • 0

    Da consigliare senz'altro

    Adatto a chiunque stia per affrontare un viaggio in Cambogia; scritto col consueto vigore e col piglio che conosciamo, è una collectanea di scritti ed articoli di Terzani, veri e propri dispacci, capa ...continua

    Adatto a chiunque stia per affrontare un viaggio in Cambogia; scritto col consueto vigore e col piglio che conosciamo, è una collectanea di scritti ed articoli di Terzani, veri e propri dispacci, capaci di offrirci una fotografia fedele ed equidistante di un periodo storico, quello dei Khmer rossi. In definitiva, è la storia di un auto genocidio.

    ha scritto il 

  • 5

    «Il saggio sa che la vita non è che una fiammella scossa da un vento violento»

    Queste parole, intagliate sull'architrave di una porta delle rovine di Angkor, riassumono perfettamente la storia della C ...continua

    «Il saggio sa che la vita non è che una fiammella scossa da un vento violento»

    Queste parole, intagliate sull'architrave di una porta delle rovine di Angkor, riassumono perfettamente la storia della Cambogia. Nonostante sia stata scritta molti secoli fa, appare come una sinistra profezia , come scrive lo stesso Terzani.
    Se la lettura di In Asia era stata per me una grandissima scoperta, Fantasmi costituisce una vera e propria rivelazione. Con il consueto stile leggero e senza fronzoli, gli articoli di Terzani mi hanno accompagnato nella storia di questo Paese che, per quanto piccolo, ha subito una serie di tragedie ed orrori inenarrabili.
    Trascinati in una guerra che non era la loro a causa della logica bipolare della Guerra Fredda, i cambogiani, o meglio, i khmer, hanno sopportato i bombardamenti di Stati Uniti e relativi nemici. Una volta che i loro "partigiani", i khmer rossi, sono riusciti a prendere potere, gli abitanti della Cambogia speravano nel ritorno della pace. Invece, era solo iniziato uno dei periodi più oscuri della storia mondiale: 1.5-2 milioni di persone uccise dal regime dei khmer rossi, su una popolazione di 6-7 milioni. A questo proposito, la serie di articoli "Sento ancora le urla nella notte" sono veramente impressionanti, tra i migliori del libro.
    Come se questo non fosse già abbastanza, i khmer hanno dovuto sopportare una liberazione/invasione da parte del Vietnam, carestia, fame e continue ingerenze politiche da parte di altri Paesi. Riporto qui un frammento di un articolo del 1991, che riassume perfettamente la drammatica situazione della Cambogia di allora:

    « Gli assassini continuano a uccidere, i poveri continuano ad aver fame e i ricchi diventano sempre più grassi e potenti. La Cambogia è un'altra scoraggiante prova che al mondo non c'è giustizia e che l'umanità ha perso la capacità d'indignarsi.
    Il mondo non si è curato minimamente delle sofferenze di questo piccolo, struggente Paese e non ha fatto nulla per mitigarne le pene. Al contrario. [...]
    L'orrore continua, nessuno dei grandi responsabili dell'olocausto cambogiano ha finora pagato per quel delitto. Invece di essere portati dinanzi a un tribunale internazionale, i dirigenti khmer rossi - per una strana logica che ignora ogni decenza - vengono regolarmente invitati alle conferenze internazionali e le stesse Nazioni Unite considerano questi assassini come indispensabili protagonisti del futuro del Paese.
    »

    Persino la soluzione proposta dall'ONU viene descritta da Terzani come "una pace indecente", fondata sull'ingiustizia sociale. Tuttavia, per quanto sia d'accordo che l'inclusione, da parte dell'ONU, dei khmer rossi nelle trattative per il nuovo governo sia stata un affronto alla decenza, vorrei spezzare una lancia in favore delle Nazioni Unite. Il loro lavoro in Cambogia non è stato perfetto, ma Terzani (e questa è l'unica critica che posso fargli) ha evidenziato solo le "mancanze" di questa organizzazione, glissando sui suoi aspetti positivi e la sua comunque non estesa gamma di poteri. Però questo è un discorso a parte, che non riguarda la recensione di questo libro.
    Eppure, nonostante tutte queste atrocità, la Cambogia è sempre descritta come un Paese affascinante, magico, che riesce comunque ad andare avanti tra le mille difficoltà. E proprio nell’ultima parte del libro, dedicata ad Angkor (che ho trovato magnifica, tra i passaggi migliori del libro), Terzani, e qui mi unisco a lui, si augura che esso continui a ricordare la grandezza del genere umano, nonostante gli orrori di cui siamo testimoni tutti i giorni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ti ritrovi nell'orrore di un paese distrutto dalla violenza politica ed economica di occidente prima e oriente poi.Tutti bravi davanti all'opinione pubblica,ma al popolo cambogiano chi pensa? Semplice ...continua

    Ti ritrovi nell'orrore di un paese distrutto dalla violenza politica ed economica di occidente prima e oriente poi.Tutti bravi davanti all'opinione pubblica,ma al popolo cambogiano chi pensa? Semplice la risposta....NESSUNO.Grande Terzani che apre gli occhi a chi vuol vedere le cose da un altro punto di vista.Adesso continuerò a viaggiare con lui In Asia

    ha scritto il 

  • 5

    La cronaca di un paese straziato e praticamente dimenticato dalla comunità internazionale; la storia e la cultura di un popolo capace di mantenere il sorriso nonostante il destino palesemente e ingius ...continua

    La cronaca di un paese straziato e praticamente dimenticato dalla comunità internazionale; la storia e la cultura di un popolo capace di mantenere il sorriso nonostante il destino palesemente e ingiustamente avverso; il percorso umano di un giornalista dalla passione degli ideali alla disillusione degli stessi.
    "I Khmer dicono: 'non bisogna protestare contro il destino'. Continuo a pensare che c'è qualcosa di indecente in una pace fondata sull'ingiustizia umana e una democrazia sull'ingiustizia sociale"
    "Le radici dell'orrore sono dappertutto. L'orrore siamo noi."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro terribile, ma non perché sia brutto, quanto piuttosto per quello che racconta.
    Terzani mi viene da pensare che fosse un missionario, nella sua professione. Non riesco a credere ai pericoli ...continua

    È un libro terribile, ma non perché sia brutto, quanto piuttosto per quello che racconta.
    Terzani mi viene da pensare che fosse un missionario, nella sua professione. Non riesco a credere ai pericoli che ha corso né alla serenità con cui li racconta.
    Una lettura essenziale, se si vuole sapere di più di quello che è realmente accaduto in Cambogia

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo me, il miglior Terzani è proprio questo dei reportage di guerra, delle analisi fulminanti e mai superficiali, della curiosità rispettosa per le vite altrui.
    In questo libro sono stati raccolti ...continua

    Secondo me, il miglior Terzani è proprio questo dei reportage di guerra, delle analisi fulminanti e mai superficiali, della curiosità rispettosa per le vite altrui.
    In questo libro sono stati raccolti molti suoi articoli comparsi sui quotidiani italiani e sullo Spiegel sulla guerra in Cambogia: gli americani prima, Pol Pot, i vietnamiti poi, l'Onu e - come sempre, alleato di questi o di quelli - Sihanouk, il vecchio re-dio, machiavellico e mondano nel contempo.
    Terzani soffre per il dolore atroce che vede, ma non perde lucidità, anzi la riacquista. In una sofferta confessione, si rende conto che le mostruosità dei crimini di Pol Pot non sono il frutto di un folle, ma la diretta conseguenza di un'ideologia applicata alla lettera: il leninismo secondo la dottrina maoista. Pol Pot ci ha aggiunto di suo una componente etnico nazionalista fanatica. Un'ideologia in cui Terzani e molta sinistra europea hanno creduto nonostante centinaia di testimonianze che ne rivelavano gli orrori. Non erano testimoni, per loro, ma persone manipolate dalla CIA, che di errori in Indocina ne ha sempre fatti. Terzani prima la cerca e poi va a sbattere contro la realtà, fatta di sangue, di autogenocidio - forse l'unico caso al mondo - di rifiuto della modernità in nome della ruralizzazione e l'analfabetizzazione di un intero paese e di una popolazione che ha sterminato il 20% di se stessa. Come? Uccidendo a bastonate tutti coloro che non erano contadini e tutti coloro che sapevano leggere e scrivere. E i bambini, le donne, tutti. Lo ordinava Angkar, il Partito Comunista Cambogiano. Il tutto con l'avallo cinico di Pechino, fino agli anni '90.
    L'ideologia voleva creare un uomo nuovo, purificato, disumanizzato. Questo è stato il maoismo in salsa cambogiana.
    Da leggere, per capire che cosa sia l'onestà intellettuale in un uomo di sinistra. Quanti altri possono vantarla?

    ha scritto il 

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