Far from the Madding Crowd

By

Publisher: Random House USA Inc

3.9
(470)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , Basque , Catalan

Isbn-10: 037575797X | Isbn-13: 9780375757976 | Publish date:  | Edition Modern Library

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description
Far from the Madding Crowd, Hardy’s passionate tale of the beautiful, headstrong farmer Bathsheba Everdene and her three suitors, firmly established the thirty-four-year-old writer as a popular novelist. According to Virginia Woolf, “The subject was right; the method was right; the poet and the countryman, the sensual man, the sombre reflective man, the man of learning, all enlisted to produce a book which . . . must hold its place among the great English novels.” Introducing the fictional name of “Wessex” to describe Hardy’s legendary countryside, this early masterpiece draws a vivid picture of rural life in southwest England. This Modern Library Paperback Classic is set from the 1912 Wessex edition and features Hardy’s map of Wessex.
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    Campagna inglese, i tre uomini di una possidente terriera, l'ingenua (soprattutto nei rapporti con gli uomini) Bathsheba Everdene: Gabriele, prima agiato proprietario, poi ridotto a contadino al suo s ...continue

    Campagna inglese, i tre uomini di una possidente terriera, l'ingenua (soprattutto nei rapporti con gli uomini) Bathsheba Everdene: Gabriele, prima agiato proprietario, poi ridotto a contadino al suo servizio, Boldwood, interessato più al tornaconto economico che ad altro, che le chiede la mano dopo una lettera farneticante in lei cui le rivela i suoi sentimenti, ma che rifiuta e, infine, Troy, avvenente donnaiolo, che ha già compromesso un'altra donna, ma a cui la protagonista cede. Il matrimonio non sarà felice, la fine dell'amante di Troy ne causeranno la scomparsa e, in seguito al suo ritorno, la reazione spropositata di Boldwood che, incarcerato, morirà, lasciando a Gabriele, che ha sempre vissuto da amico, nell'ombra, la possibilità di farsi avanti.

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  • 5

    Finte-stronze d'un certo spessore

    Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto: non soltanto Thomas Hardy si dimostra un conoscitore attento e sensibile dell'animo femminile e maschile in relazione alle dinamiche di coppia più universal ...continue

    Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto: non soltanto Thomas Hardy si dimostra un conoscitore attento e sensibile dell'animo femminile e maschile in relazione alle dinamiche di coppia più universali, ma descrive qui quella che, assieme a Scarlett O'Hara e poche altre elette, mi piace definire come una delle prime, vere "finte-stronze" della letteratura e del cinema. Perché Bathsheba Everdene è proprio questo: una giovane donna a cui piace da matti far girare la testa agli uomini, salvo poi, sul più bello, farsi incastrare pure lei da qualcuno. Ciò nonostante, in tempi facili come in tempi difficili, nonché in tutte le altre questioni umane, Bathsheba conosce il fatto suo e non si lascia scoraggiare da niente e da nessuno. Insomma, se amate le figure femminili forti, quelle di un certo spessore e che sono capaci di sconfinare nella simpatia come nell'antipatia a seconda dell'occasione, "Via dalla pazza folla" farà tutto fuorché deludervi, alternando ritmi serratissimi e quasi cinematografici a descrizioni lente e godibili nella loro folkloristica poesia.

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  • 2

    "Via dalla pazza folla" si concentra sul classico tema dell'amore travagliato, come travagliata è stata per me la sua lettura.
    L'ho infatti iniziato con le migliori intenzioni, per poi abbandonarlo a ...continue

    "Via dalla pazza folla" si concentra sul classico tema dell'amore travagliato, come travagliata è stata per me la sua lettura.
    L'ho infatti iniziato con le migliori intenzioni, per poi abbandonarlo a metà strada e infine ultimarlo solo per puro puntiglio personale.
    Un'opera che mi ha delusa sotto ogni punto di vista: la vicenda è piuttosto scontata, i personaggi sono ridotti a non più di meri "caratteri"- piatti e privi di un qualsiasi guizzo di originalità -, il ritmo narrativo è lento e monotono (direi addirittura soporifero), oltre che costantemente accompagnato da un irritante tono paternalistico e maschilista nei riguardi dei pochi personaggi femminili, nonostante la protagonista, Batsceba, si distingua per fierezza e indipendenza (ovviamente doti straordinarie per una donna, tanto per fare dell'ironia). Insomma, per quanto riguarda l'aspetto contenutistico, siamo ben lontani dall'innovazione e dalla grandezza di altri romanzi ottocenteschi.
    A rincarare la dose ci si mette pure il testo nella sua veste sintattica, nonché grammaticale e linguistica: tralasciando alcuni aspetti tecnici (come le virgole tra soggetto e verbo), la cosa più esilarante e al contempo irritante è stata la traduzione (direi ripescata direttamente da un'edizione degli anni Trenta e non riadattata ad una prosa più moderna), tanto che persino gran parte dei nomi propri sono stati tradotti in italiano (e che uniti ai cognomi inglesi si sono rivelati veramente comici).
    Insomma, mi scuseranno gli amanti di Hardy, ma più che dalla pazza folla non ho visto l'ora di allontanarmi da questo romanzo.

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  • 4

    quando anni fa ho scoperto Thomas Hardy, le sue storie di amori, tradimenti, fallimenti ho divorato tutti i suoi romanzi. Non sono una rilettrice, il gusto di scoprire come va a finire una storia per ...continue

    quando anni fa ho scoperto Thomas Hardy, le sue storie di amori, tradimenti, fallimenti ho divorato tutti i suoi romanzi. Non sono una rilettrice, il gusto di scoprire come va a finire una storia per me predomina su quello di gustare una bella prosa, di scoprire nuovi aspetti di un libro, di vederlo sotto un’altra luce. Riprendere in mano Via dalla pazza folla nella traduzione di Sara Antonelli e con la sua bella introduzione (edizione Bur) però mi è piaciuto molto. Non si può non palpitare per Bathsheba, giovane, bella, indipendente, che respinge due uomini che farebbero qualunque cosa per lei e finisce dritta dritta nelle grinfie di un fatuo sergente di cavalleria, neppure troppo invaghito. Il Wessex, lo scenario campagnolo in cui è ambientata la vicenda, è parte integrante del racconto: i personaggi rivelano il loro carattere nei momenti in cui la natura infierisce contro di loro (Bathsheba ha sposato da poco Troy e lui organizza una festa con sbronza; scoppia un terribile temporale; l’unico a occuparsi di coprire il raccolto è Gabriel, il pastore, per amore nei confronti della padrona; l’altro pretendente Boldwood è così disperato per essere stato respinto che non pensa neppure al proprio grano). Nella prefazione Antonelli fa un parallelo tra Bathsheba e Isabel di Ritratto di signora di Henry James: sia l’eroina campestre che la raffinata americana soggiacciono al fascino di bellimbusti crudeli e pur essendo due donne di grande intelligenza e forza di volontà non riescono a distinguere l’adulazione dalla devozione. Peccato che James sottovalutasse Hardy e si permettesse di chiamarlo “il piccolo Thomas Hardy”: chiunque legga Via dalla pazza folla trova un grande scrittore.

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  • 4

    A dispetto della traduzione da dimenticare è sicuramente un libro da non perdere. Su Goodreads risulta che ho impiegato un mese a finire questo libro ma in realtà sono rimasta settimane intere senza l ...continue

    A dispetto della traduzione da dimenticare è sicuramente un libro da non perdere. Su Goodreads risulta che ho impiegato un mese a finire questo libro ma in realtà sono rimasta settimane intere senza leggere nulla (mea culpa), per cui si legge abbastanza in fretta, nonostante una traduzione pesante e non troppo scorrevole. Io delle traduzioni mi lamento poche volte, sopratutto di quelle dei classici, ma le parti descrittive erano veramente difficile da digerire. Nonostante ciò non vorrei mai che qualcuno rinunciasse al piacere della lettura per paura della traduzione.
    È la mia prima esperienza con Thomas Hardy, nonostante abbia visto la serie tv di Tess dei D'Urberville (e non mi sia mai cimentata nella lettura del romanzo).
    Via dalla pazza folla ha un'ambientazione bucolica, tra fattorie, pastori, fittavoli e padroni. Protagonisti sono la giovane Batsceba, che ha ereditato il podere dallo zio e il fattore Gabriele Oak, il primo dei suoi pretendenti e il primo ad essere respinto, ma anche quello più fortunato alla fine. Il pastore Oak è diventato presto uno dei miei personaggi preferiti, perché povero e rifiutato dal suo amore, non perde mai la sua integrità morale e, mentre gli altri si perdono per strada, lui alla fine riesce a migliorare la sua posizione sociale e a ottenere ciò che all'inizio gli era stato negato, senza mai smettere di essere se stesso. Benché Batsceba non sia tra le mie eroine preferite, ho comunque pregato che aprisse presto gli occhi, anche se detto tra noi Gabriele Oak non se lo merita. Batsceba per me è stata un personaggio difficile perché, se da una parte l'ho ammirata per il suo spirito d'iniziativa e la sua intraprendenza in un mondo prevalentemente maschile - il suo essere padrona in un mondo in cui i padroni sono gli uomini - dall'altra non ho apprezzato il fatto che predicasse bene e razzolasse male. La sua indipendenza bruciata da un solo incontro e oltretutto ha rischiato di compiere una seconda volta lo stesso errore. No, Gabriele Oak proprio non se lo merita.
    Hardy crea un ottimo intreccio per la sua storia e per i suoi personaggi, alcuni dei quali si presentano come personaggi negativi e poco raccomandabili, ma che in realtà possiedono anche loro un lato buono.
    Lettura sicuramente da affrontare per un amante dei classici.

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  • 3

    scrittura impeccabile e capacità di descrivere le personalità dei protagonisti garantita(il crescente turbamento sentimentale e la nascita della passione amorosa del fittavolo Boldwood sono da manuale ...continue

    scrittura impeccabile e capacità di descrivere le personalità dei protagonisti garantita(il crescente turbamento sentimentale e la nascita della passione amorosa del fittavolo Boldwood sono da manuale),ma la storia è un po' troppo " rosa" per i miei gusti...

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    l'amore ai tempi dei pastori

    L'ho trovato molto gradevole, uno sviluppo piacevolissimo della storia, sequenziale, perfetto. Thomas Hardy ha uno stile di scrittura veramente "inglese", sempre teso a sottendere qualcos'altro, con u ...continue

    L'ho trovato molto gradevole, uno sviluppo piacevolissimo della storia, sequenziale, perfetto. Thomas Hardy ha uno stile di scrittura veramente "inglese", sempre teso a sottendere qualcos'altro, con una prosa talmente ironica da diventare quasi misteriosa.
    Vale a dire che non sempre riuscivo a seguire i suoi giri di parole!
    Ma l'ho apprezzato molto: la vivace Batsceba ha davvero un'evoluzione caratteriale all'interno del romanzo, tant'è che le sue scelte iniziali stridono parecchio con quelle che compirà alla fine. Naturalmente è un percorso di maturazione, il suo, dunque non possiamo che essere lieti di come "decide" di porre fine alle sue vicende sentimentali!

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  • 3

    «comincio a pagarlo caro l'onore di possedere un bel viso.»

    (p. 267)
    Bravo, Hardy:
    «È difficile per una donna tradurre i propri sentimenti in un linguaggio inventato soprattutto dagli uomini per esprimere i propri.» (p. 476)

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