Far from the Madding Crowd

By

Publisher: Random House USA Inc

4.0
(452)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , Basque , Catalan

Isbn-10: 037575797X | Isbn-13: 9780375757976 | Publish date:  | Edition Modern Library

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description
Far from the Madding Crowd, Hardy’s passionate tale of the beautiful, headstrong farmer Bathsheba Everdene and her three suitors, firmly established the thirty-four-year-old writer as a popular novelist. According to Virginia Woolf, “The subject was right; the method was right; the poet and the countryman, the sensual man, the sombre reflective man, the man of learning, all enlisted to produce a book which . . . must hold its place among the great English novels.” Introducing the fictional name of “Wessex” to describe Hardy’s legendary countryside, this early masterpiece draws a vivid picture of rural life in southwest England. This Modern Library Paperback Classic is set from the 1912 Wessex edition and features Hardy’s map of Wessex.
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  • 4

    A dispetto della traduzione da dimenticare è sicuramente un libro da non perdere. Su Goodreads risulta che ho impiegato un mese a finire questo libro ma in realtà sono rimasta settimane intere senza l ...continue

    A dispetto della traduzione da dimenticare è sicuramente un libro da non perdere. Su Goodreads risulta che ho impiegato un mese a finire questo libro ma in realtà sono rimasta settimane intere senza leggere nulla (mea culpa), per cui si legge abbastanza in fretta, nonostante una traduzione pesante e non troppo scorrevole. Io delle traduzioni mi lamento poche volte, sopratutto di quelle dei classici, ma le parti descrittive erano veramente difficile da digerire. Nonostante ciò non vorrei mai che qualcuno rinunciasse al piacere della lettura per paura della traduzione.
    È la mia prima esperienza con Thomas Hardy, nonostante abbia visto la serie tv di Tess dei D'Urberville (e non mi sia mai cimentata nella lettura del romanzo).
    Via dalla pazza folla ha un'ambientazione bucolica, tra fattorie, pastori, fittavoli e padroni. Protagonisti sono la giovane Batsceba, che ha ereditato il podere dallo zio e il fattore Gabriele Oak, il primo dei suoi pretendenti e il primo ad essere respinto, ma anche quello più fortunato alla fine. Il pastore Oak è diventato presto uno dei miei personaggi preferiti, perché povero e rifiutato dal suo amore, non perde mai la sua integrità morale e, mentre gli altri si perdono per strada, lui alla fine riesce a migliorare la sua posizione sociale e a ottenere ciò che all'inizio gli era stato negato, senza mai smettere di essere se stesso. Benché Batsceba non sia tra le mie eroine preferite, ho comunque pregato che aprisse presto gli occhi, anche se detto tra noi Gabriele Oak non se lo merita. Batsceba per me è stata un personaggio difficile perché, se da una parte l'ho ammirata per il suo spirito d'iniziativa e la sua intraprendenza in un mondo prevalentemente maschile - il suo essere padrona in un mondo in cui i padroni sono gli uomini - dall'altra non ho apprezzato il fatto che predicasse bene e razzolasse male. La sua indipendenza bruciata da un solo incontro e oltretutto ha rischiato di compiere una seconda volta lo stesso errore. No, Gabriele Oak proprio non se lo merita.
    Hardy crea un ottimo intreccio per la sua storia e per i suoi personaggi, alcuni dei quali si presentano come personaggi negativi e poco raccomandabili, ma che in realtà possiedono anche loro un lato buono.
    Lettura sicuramente da affrontare per un amante dei classici.

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  • 3

    scrittura impeccabile e capacità di descrivere le personalità dei protagonisti garantita(il crescente turbamento sentimentale e la nascita della passione amorosa del fittavolo Boldwood sono da manuale ...continue

    scrittura impeccabile e capacità di descrivere le personalità dei protagonisti garantita(il crescente turbamento sentimentale e la nascita della passione amorosa del fittavolo Boldwood sono da manuale),ma la storia è un po' troppo " rosa" per i miei gusti...

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  • 0

    l'amore ai tempi dei pastori

    L'ho trovato molto gradevole, uno sviluppo piacevolissimo della storia, sequenziale, perfetto. Thomas Hardy ha uno stile di scrittura veramente "inglese", sempre teso a sottendere qualcos'altro, con u ...continue

    L'ho trovato molto gradevole, uno sviluppo piacevolissimo della storia, sequenziale, perfetto. Thomas Hardy ha uno stile di scrittura veramente "inglese", sempre teso a sottendere qualcos'altro, con una prosa talmente ironica da diventare quasi misteriosa.
    Vale a dire che non sempre riuscivo a seguire i suoi giri di parole!
    Ma l'ho apprezzato molto: la vivace Batsceba ha davvero un'evoluzione caratteriale all'interno del romanzo, tant'è che le sue scelte iniziali stridono parecchio con quelle che compirà alla fine. Naturalmente è un percorso di maturazione, il suo, dunque non possiamo che essere lieti di come "decide" di porre fine alle sue vicende sentimentali!

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  • 3

    «comincio a pagarlo caro l'onore di possedere un bel viso.»

    (p. 267)
    Bravo, Hardy:
    «È difficile per una donna tradurre i propri sentimenti in un linguaggio inventato soprattutto dagli uomini per esprimere i propri.» (p. 476)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    A questa Betsabea e a questo Gabriel alla fine va tutto bene ma quello che vuole probabilmente dire Hardy è che gli è andata di culo: se non ci fosse stata una serie di circostanze rocambolesche e ass ...continue

    A questa Betsabea e a questo Gabriel alla fine va tutto bene ma quello che vuole probabilmente dire Hardy è che gli è andata di culo: se non ci fosse stata una serie di circostanze rocambolesche e assurde - come quelle che si possono trovare in un romanzo rosa - con morti redivivi, pretendenti impazziti, etc etc - mai e poi mai avrebbero potuto coronare il loro romanzo d'amore, viste le differenti provenienze socioculturali - padrona e amministratore - il potere dei luoghi comuni e quant'altro. Alla fine ci arrivano, ad amarsi, quei due - ma solo attraverso un duro percorso di apprendistato e di rinuncia. Quindi si tratta di un romanzo di denuncia, a mio parere, sotto la falsa parvenza del romanzo d'amore: parla di come la società possa condizionarti a fare delle scelte sbagliate e stupide che non vanno bene per te solo per il fatto che vanno bene per la morale comune. Scritto in una prosa pacata e tranquilla.

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  • 4

    Non nascondo che la traduzione di questa edizione mi ha messo in difficoltà e ha affaticato la mia lettura....ma ho vinto io!Le descrizioni dettagliatissime delle scene , del paesaggio, dei personaggi ...continue

    Non nascondo che la traduzione di questa edizione mi ha messo in difficoltà e ha affaticato la mia lettura....ma ho vinto io!Le descrizioni dettagliatissime delle scene , del paesaggio, dei personaggi mi han fatto capire quanto poco siamo abituati a vederne nei romanzi moderni: molto più "sbrigativi". Stupendo essere catapultati in queste ambientazioni e in quegli anni grazie alla penna di Hardy. Un romanzo che merita tutte le mie 4 stelline e mezza!

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  • 3

    Ambientazioni bucoliche, gli impeti di Bathsheba e tre uomini ben diversi tra loro

    la recensione del capolavoro di Hardy:

    http://tantononimporta.blogspot.it/2015/11/libero-chi-legge-1-via-dalla-pazza-folla.html

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  • 4

    Da tempo desideravo leggere questo romanzo, ma la traduzione antiquata dell'edizione Garzanti (a proposito, non fatevi ingannare dalla nuova copertina, quella è sempre la stessa! xD) me ne ha tenuta a ...continue

    Da tempo desideravo leggere questo romanzo, ma la traduzione antiquata dell'edizione Garzanti (a proposito, non fatevi ingannare dalla nuova copertina, quella è sempre la stessa! xD) me ne ha tenuta alla larga. Solo quando è uscita questa nuova, moderna traduzione Bur ho finalmente potuto gustarlo, quasi in contemporanea con il film ^^
    Per una volta devo dire di averli apprezzati entrambi allo stesso modo: se il libro infatti ha il vantaggio, comune a tutti i libri, di contenere maggiori dettagli e di essere più ironico (almeno nella prima parte) il film è sicuramente più omogeneo nel suo svolgimento, laddove il libro subisce a mio parere un cambiamento troppo netto tra la levità della prima parte e la cupezza della seconda.
    Siamo nel Wessex, contea inglese inventata da Hardy, e Bathsheba Everdene, ragazza indipendente e un po' selvaggia, aiuta la zia nella sua fattoria quando conosce il fittavolo benestante Oak. Lui vuole sposarla, ma lei rifiuta in un modo che ho trovato davvero delizioso ("sarei lieta di essere una sposa, se questo non comportasse avere un marito" dice più o meno così, e mi ha ricordato molto la simpatica Emma di Jane Austen! xD) Poi le fortune dei due si rovesciano: Batsheba eredita una proprietà, mentre Oak perde la sua e finisce a lavorare per lei come pastore. La ama ancora, ma altri due pretendenti alla mano della bella proprietaria terriera si affacciano all'orizzonte...
    Il personaggio di Batsheba mi è piaciuto molto nella prima parte, per poi deludermi totalmente nella seconda, dove si piega inevitabilmente a una sorta di occulta misoginia Hardyana (Coraggio Hardy confessa!! xD) Ma, come dicevo, un po' tutta la seconda parte mi ha delusa, per il suo essere così cupa e improbabile da ricordarmi vagamente il "caro" Tess dei D'Ubervilles... Comunque un romanzo piacevole, da leggere! ^^

    said on 

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