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Fare memoria. Perché conserviamo il nostro patrimonio culturale

Di

3.0
(1)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 8809764730 | Isbn-13: 9788809764736 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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    L'approccio al tema è interessante, perché prende la forma di una critica alla conservazione indiscriminata, che finisce per uccidere il senso simbolico del patrimonio. Pur con al centro questo tema, il libro non è molto coeso e a tratti si perde in approfondimenti non ben compiuti (il patrimonio ...continua

    L'approccio al tema è interessante, perché prende la forma di una critica alla conservazione indiscriminata, che finisce per uccidere il senso simbolico del patrimonio. Pur con al centro questo tema, il libro non è molto coeso e a tratti si perde in approfondimenti non ben compiuti (il patrimonio industriale, il ruolo degli etnologi). A ogni modo, riflessioni utili. Riporto un passaggio particolarmente significativo: «Tutto il mondo deve diventare un museo perché l'identità, l'etnicità, l'alterità finiscano per diventare niente più che etichette e che il loro richiamo serva soprattutto al commercio turistico mondiale. Per arrivare a ciò sono necessarie tre fasi distinte: la prima è l'estinzione delle culture viventi, realizzatasi già all'inizio del XX secolo, la seconda è il successivo «passaggio al museo» di queste stesse culture, nel senso di un'omogeneizzazione spettacolare, e la terza corrisponde a una riabilitazione dell'eterogeneità culturale favorita dalla guerra chirurgica e dai movimenti umanitari, preparando l'organizzazione della conservazione patrimoniale e della museografia».

    ha scritto il