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Fast Food Nation

The Dark Side of the All-American Meal (Thorndike Press Large Print Nonfiction Series)

By Eric Schlosser

(278)

| Hardcover | 9780783895024

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Book Description

Are we what we eat?
To a degree both engrossing and alarming, the story of fast food is the story of postwar Amerca. Though created by a handful of mavericks, the fast food industry has triggered the homogenization of our society. Fast food h Continue

Are we what we eat?
To a degree both engrossing and alarming, the story of fast food is the story of postwar Amerca. Though created by a handful of mavericks, the fast food industry has triggered the homogenization of our society. Fast food has hastened the malling of our landscape, widened the chasm between rich and poor, fueled an epidemic of obesity, and propelled the juggernaut of American cultural imperialism abroad. That's a lengthy list of charges, but Eric Schlosser makes them stick with an artful mix of first-rate reportage, wry wit, and careful reasoning.
Schlosser's myth-shattering survey stretches from the California subdivisions where the business was born to the industrial corridor along the New Jersey Turnpike where many of fast food's flavors are concocted. He hangs out with the teenagers who make the restaurants run and communes with those unlucky enough to hold America's most dangerous job -- meatpacker. He travels to Las Vegas for a giddily surreal franchisers' convention where Mikhail Gorbachev delivers the keynote address. He even ventures to England and Germany to clock the rate at which those countries are becoming fast food nations.
Along the way, Schlosser unearths a trove of fascinating, unsettling truths -- from the unholy alliance between fast food and Hollywood to the seismic changes the industry has wrought in food production, popular culture, and even real estate. He also uncovers the fast food chains' efforts to reel in the youngest, most susceptible consumers even while they hone their institutionalized exploitation of teenagers and minorities. Schlosser then turns a critical eye toward the hot topic of globalization -- a phenomenon launched by fast food.
FAST FOOD NATION is a groundbreaking work of investigation and cultural history that may change the way America thinks about the way it eats.

57 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    30.03.2014 - sistemata tag

    Quando lo lessi, nel lontano 2002, mi trovai tra le mani: un'inchiesta giornalistica (talmente ben documentata che fu impossibile procedere ad alcuna denuncia) sul mercato del fast food e delle carni, una denuncia di sfruttamento sul lavoro e, non ul ...(continue)

    Quando lo lessi, nel lontano 2002, mi trovai tra le mani: un'inchiesta giornalistica (talmente ben documentata che fu impossibile procedere ad alcuna denuncia) sul mercato del fast food e delle carni, una denuncia di sfruttamento sul lavoro e, non ultimo, un inquietante sequenza di orrori (non solo alimentari).

    E' quello che sta dietro non alle mozzarelle azzurre che perlomeno denunciano con il colore qualche anomalia (e dietro non sappiamo che c'è), ma a sirene allettanti e profumate che rifiutiamo credere portatrici di morte solo perché sono trendy ....

    Le catene di montaggio della macellazione (in confronto il peggiore dei serial killer è una mammoletta), il ricatto delle forniture scolastiche per lavare il cervello (tramite lo stomaco) a migliaia di futuri consumatori (questo cibo crea una specie di dipendenza), la situazione lavorativa dei dipendenti, la scelta degli stessi....

    Il guadagno spinge ad ottenerne sempre di più. Il fantasma degli azionisti stimola la fantasia e ricopre di pelo lo stomaco dei dirigenti aziendali. E ovviamente la spinta all’imperialismo alimentare è forte: sempre più mercati, sempre più ampie fasce di popolazione, sempre più basse la paghe, sempre più rigidi i picchetti che regolamentano l’attività.

    L’obiettivo dello scrittore non è l’eliminazione di queste catene, ma costringerle (con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica) a fare degli interventi che limitino i componenti peggiori del cibo e che stimolino la creatività gastronomica con l’aggiunta di elementi più sani.

    Non ci credo molto: chi guadagna 100, vuol guadagnare 101. Non si accontenta neppure di restare fermo. Si limiteranno ad aggiungere una foglia di insalata o una fetta di pomodoro.

    Non tutto è così lontano: quando vado a mangiare una pizza ci sono solo tre ragazzi/a su 20 che non bevono Coca Cola (o Pepsi) e di quei 3 due bevono fanta e 1 acqua .... a qualsiasi ora al Mc Donald's c'è qualcuno ... mia nipote (che ho cercato di terrorizzare) mi ha detto che, oh no!, lei non mangia hamburger, solo pollo fritto e patatine. Ah le patatine così saporite dai misteriosi prodotti alchemici dei tedeschi ... (quelli delle mozzarelle) ....

    Testo di economia del terrore, alimentare.

    02.12.2010

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    Anina e "gambette di pollo" said on Mar 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Go local!

    Chiaro, esauriente, mai noioso affronta e sviluppa il tema di come la nascita e la diffusione dei fast food abbiano influenzato lo sviluppo socio-economico e agroalimentare degli Stati Uniti.
    Inquietante e angosciante .

    "La storia del ventesimo seco ...(continue)

    Chiaro, esauriente, mai noioso affronta e sviluppa il tema di come la nascita e la diffusione dei fast food abbiano influenzato lo sviluppo socio-economico e agroalimentare degli Stati Uniti.
    Inquietante e angosciante .

    "La storia del ventesimo secolo è stata dominata dalla lotta ai sistemi totalitari. Il ventunesimo sarà indubbiamente caratterizzato dalla lotta per la riduzione del potere eccessivo delle grandi aziende. La grande sfida che si presenta ai paesi di tutto il mondo è quella di trovare un giusto equilibrio tra l'efficienza e l'amoralità del mercato. Negli ultimi vent'anni gli Stati Uniti si sono spinti troppo in avanti in una sola direzione, indebolendo le normative per la salvaguardia dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente. Un sistema economico che promette la libertà è diventato troppo spesso un mezzo per negarla; i rigorosi diktat del mercato hanno la precedenza su valori democratici più importanti.
    L'odierna industria del fast food rappresenta il culmine di queste tendenze sociali ed economiche. Il prezzo basso di un hamburger non riflette il suo costo reale, ma dovrebbe farlo. I profitti delle catene sono possibili grazie alle perdite imposte al resto della società. Il solo costo annuale dell'obesità attualmente è il doppio dei ricavi totali nell'industria dei fast food. Il movimento ambientalista ha obbligato le aziende a ridurre l'inquinamento che esse provocano e una campagna simile dovrà indurre le catene di fast food ad assumersi la responsabilità dei loro procedimenti industriali, minimizzandone gli effetti nocivi."
    ........
    "Negli Stati Uniti nessuno è obbligato ad acquistare fast food e il primo passo verso un cambiamento decisivo è sicuramente il più facile: smettere di comprarlo. I dirigenti che mandano avanti l'industria del fast food non sono uomini cattivi, sono uomini d'affari. Se lo pretendete, venderanno hamburger biologici fatti con carne di animali allevati al pascolo, alimentari con erba. Venderanno qualsiasi cosa che produca un profitto. L'utilità del mercato e la sua efficacia come strumento sono armi a doppio taglio."

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    Babx said on Sep 16, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Saggio del 2002, ma ancora attualissimo, perché niente, di fatto, è cambiato.

    Schlosser realizza un'analisi complessa e impeccabile del mondo dei fast food e delle influenze che esso ha esercitato (e esercita) sull'America e, da qui, sull'intero mon ...(continue)

    Saggio del 2002, ma ancora attualissimo, perché niente, di fatto, è cambiato.

    Schlosser realizza un'analisi complessa e impeccabile del mondo dei fast food e delle influenze che esso ha esercitato (e esercita) sull'America e, da qui, sull'intero mondo occidentale (e non solo), condizionandone l'economia, la cultura e la morale.
    Non viene trascurato nessun aspetto: i 'pionieri' dell'industria alimentare e il sogno americano; i produttori di materie prime e i vessamenti ai quali sono sottoposti dalla grande distribuzione; la lobby della carne e le sue politiche illegali e pericole; l'accentramento della produzione e lo sfruttamento della manodopera (principalmente straniera); la crisi dei piccoli allevatori; l'elusione costante delle leggi antitrust; il lavoro non specializzato e il ruolo, non sempre invidiabile, dei manager; le politiche apparentemente autolesioniste delle catene e i molteplici sistemi con cui esse si arricchiscono. E ancora... la scarsa sicurezza dei prodotti; le epidemie; la violazione delle norme igieniche e di sicurezza; i sistemi inumani di lavorazione; la distruzione del paesaggio rurale e di quello urbano; le responsabilità della politica.
    Il saggio è complesso e molto dettagliato, consiglio di non farsi scoraggiare dai primi capitoli e di continuare a leggere.

    In definitiva: consigliatissimo. Schlosser non fa allarmismo, non semplifica, non banalizza, racconta semoplicemente la verità, fornendo dati e riscontri sicuri e verificabili.

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    Roberta - ロバータ (anche su Goodreads) said on Feb 3, 2012 | Add your feedback

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    Non sono una salutista, ma con il cibo sono un po’ esigente, soprattutto se si parla di qualità. Non sono vegetariana, anzi la gran parte delle verdure che ora mangio le ho scoperte solo dopo il matrimonio con la mezza mela (che ha intrapreso un pian ...(continue)

    Non sono una salutista, ma con il cibo sono un po’ esigente, soprattutto se si parla di qualità. Non sono vegetariana, anzi la gran parte delle verdure che ora mangio le ho scoperte solo dopo il matrimonio con la mezza mela (che ha intrapreso un piano mirato per ampliare i miei orizzonti alimentari). Non sono eccessivamente “schifettosa” (su questo forse la mezza mela dissentirebbe), ma almeno le norme di igiene base sto attenta che vengano rispettate se non mangio a casa.
    Ecco, dopo aver letto Fast Food Nation credo che con estrema difficoltà riuscirò a mangiare di nuovo con leggerezza da McDonald’s… e meno che mai se ciò dovesse avvenire in America.
    Eric Schlosser affronta in questo saggio ben scritto, mai noioso e denso di informazioni il fenomeno del fast food a 360°. Parte dalla diffusione del franchising come sistema di mercato, dalla diffusione capillare delle grandi aziende sul territorio, per poi esaminare i rapporti con i lavoratori, la sicurezza sul lavoro ed infine gli alimenti che vengono serviti. Sicuramente affascinante il capitolo dedicato alle fabbriche in cui si producono aromi naturali e artificiali, magiche fialette di “profumo” in grado di influenzare in maniera determinante gusto e olfatto umani al punto da rendere secondario il vero sapore del cibo che si mangia. Inquietante il capitolo sulla produzione della carne e sulla totale assenza di tutele per i lavoratori che vi operano in condizioni a dir poco disumane (e noi ci siamo tutti scandalizzati che la Nike facesse cucire i palloni ai bambini???). Sconvolgente quando parla della produzione e distribuzione della carne macinata da hamburger, roba che nemmeno i peggiori servizi di Report erano stati in grado di disgustarmi tanto. Il capitalismo puro viene messo a nudo, la logica del profitto al di là di ogni ragionevolezza, senza tutela per l’uomo/consumatore, a maggior ragione se bambino.
    Se in Europa ci salviamo un po’ è grazie alle rigide normative della comunità europea che esige controlli decisamente più duri di quelli americani in tema di alimenti (grazie al cielo!!!).
    L’intento finale non è quello di demonizzare il fast food, ma solo di metterne in luce ogni sfaccettatura, anche e soprattutto quelle negative sulle quali noi consumatori potremmo avere più influenza di quanta crediamo.

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    Francesca said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

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    un libro illuminante

    da tempo volevo leggere questo libro, ma solo ora sono ruscita a trovarlo in biblioteca, dire che è stata una lettura illuminante è poco.

    eric schlosser è un giornalista, uno di questi giornalisti investigativi che tanto mi piacciono. questo libro ...(continue)

    da tempo volevo leggere questo libro, ma solo ora sono ruscita a trovarlo in biblioteca, dire che è stata una lettura illuminante è poco.

    eric schlosser è un giornalista, uno di questi giornalisti investigativi che tanto mi piacciono. questo libro è nato da un'idea, un'inchiesta per il rolling stone, in due parti. successivamente l'idea è stata ampliata e ne è uscito questo libro, sebbene sia un po' datato (ha quasi 10 anni) è assolutamente attuale.

    su cosa sia un fast food direi che nessuno ha dei dubbi. vi tolgo subito la curiosità: il libro non è nè dichiaratamente contro nè dichiaratamente a favore, si limita a dare informazioni sul mondo dei fast food. non è un libro anti-mcdonalds, ma un libro che racconta come il mcdonalds e il mondo dei fast food ha cambiato la vita americana e non solo la loro. cosa c'è dietro un panino acquistato al volo, una fetta di pizza o un tacos di una grande catena. ho letto tempo fa un libricino assolutamente contro mcdonals, come spesso accade quando si legge qualcosa così dichiaratamente di parte anche le cose "giuste" passano per sbagliate. devo ammettere che temevo che questo libro seguisse la stessa strada e l'ho preso in prestito con un po' di pregiudizi. quando si vuole assolutamente convincere le persone che una cosa sia tutta sbagliata qualcosa non va, le cose sono sempre giuste e sbagliate insieme, non è mai tutto o bianco o nero. ciò che mi fatto credere che questo libro fosse diverso è ciò che si legge sul retro della copertina, che è anche l'ultima frase del libro:
    "Spalancate le porte a vetri, sentite il soffio dell’aria condizionata, entrate, mettetevi in fila e guardatevi intorno, guardate i ragazzini che lavorano in cucina, i clienti seduti ai tavoli, le pubblicità dell’ultimo giocattolo, studiate le fotografie illuminate lassù, dietro il bancone, pensate da dove arriva il cibo, a come e dove è stato fatto, a cosa viene messo in moto da ogni singolo acquisto di fast-food, e a come l’effetto si propaga, vicino e lontano; pensateci. Voi ordinate. Oppure fate dietro-front e uscite. Non è troppo tardi. Persino in questa nazione fast food, potete ancora fare come vi pare."
    è ovvio che questo libro non sia a favore dei fast food, ma allo stesso tempo è anche molto equilibrato nel dare giudizi: cosa c'è di meglio che arrivare alla conclusione da soli, ragionando sul problema piuttosto che leggere cosa si dovrebbe pensare?

    il libro è suddiviso in parti, sono quasi 400 pagine di lettura, tutte decisamente interessanti. siccome gli aspetti da considerare sono molteplici le parti in cui è stata suddiivisa l'analisi sono una decina. il viaggio nel mondo del fast food parte dalla nascita del fast food e finisce con la sua presenza ovunque nel mondo. ci sono particolari che mi hanno colpita molto, altri che conoscevo già, molti degli aspetti socio-culturali di questa globalizzazione li intuivo e ho potuto leggerli nero su bianco. alcuni degli aspetti trattati sono applicabili solo in america e sono limitati nel nostro paese, allo stesso modo alcuni degli aspetti ticicamente americani si ritrovano sempre con maggiore frequenza anche nei nostri paesi.

    l'idea di base su cui si poggia un fast food è il rendere produttivo e economicamente conveniente vendere panini. il tutto nasce dall'esigenza americana del dopo guerra di mangiare in fretta, le donne lavoravano e non avevano più tempo di stare ore e ore in cucina, cosa c'è di meglio di servire un hamburger in mezzo a due fette di pane, magari con delle patatine fritte? da questo è partito tutto. sembra semplice servire un panino, ma bisogna avere personale qualificato che si occupi di cuocere la carne, "montare il panino", preparare le patate e via dicendo.. fino a quando non si arriva alla conclusione (e questo lo fa il mcdonalds) che il panino può essere montato come in catena di montaggio. suddividendo la preparazione del panino in piccole azioni queste possono essere affidate a personale non specializzato, il lavoro nell'insieme risulterà più veloce e il panino sempre uguale. peccato che il personale non specializzato guadagna meno e con i giusti agganci ai piani alti si può arrivare a poter assumere adolescenti pagandoli il 20% in meno del salario minimo, facendogli fare straordinari non remunerati e senza avere la preoccupazione di un sindacato (conoscete qualche 16enne che si preoccupa di iscriversi al sindacato se lavora solo per comprarsi un auto e vede il lavoro come una cosa temporanea prima di andare al college?)... il risultato è che attualmente negli usa quasi tutti gli impiegati nel mondo del fast food sono adolescenti o immigrati che non parlano italiano, sottopagati e che spesso il manager che gestisce il fast food ha poco più di 20 anni.
    ho appena detto che il panino in questo modo sarà sempre uguale, il che non vero: ciò che rende uguali i panini sono gli aromi e la carne, quindi il fast food ha influenzato moltissimo il mondo degli aromi naturali o artificiali e il mondo della carne, dalla produzione al consumo. gli animali sono fatti ingrassare velocemente, cambiando la loro alimentazione (vi ricordate la mucca pazza?), i macelli sono vere e proprie catene di smontaggio di animali, in cui in un minuto davanti a un dipendente passano anche più di 60 animali da macellare. anche in questo caso invece che usare personale qualificato (in origine i macellai avevano un guadagno superiore alla media) si usa personale straniero, senza formazione, gli si dà in mano un coltello affilato e gli si chiede di fare lo stesso movimento per 8 ore di fila, senza pause e a un ritmo vertiginoso, unico risultato possibile infortuni, amputazioni, problemi di salute. ma a chi importa? non ci sono sindacati a difendere queste persone, il turn over è altissimo, si parla del 200% all'anno e non ho problemi a crederlo viste le condizioni di lavoro.

    i fast food non sono "solo" nocivi alla salute ma hanno davvero influenzato il modo di vivere e di lavorare, in america e non solo. il mondo dell'allevamento bovino ha avuto un'impennata di vendite senza precedenti quando i fast food hanno preso piede, ma a trarne vantaggio non sono stati i piccoli allevatori, ma solo chi ha saputo cogliere il vantaggio e si è "piegato" a cambiare modo di allevare gli animali. il mondo del lavoro è completamente cambiato, i sindacati sono inesistenti e mentre noi ci poniamo problemi rispetto a 40 ore settimanali o cose simili lì chi si infortuna macellando un vitello viene portato in ospedale, ricucito e riportato a lavoro dove finisce il turno, l'infortunio non viene dichiarato e se va bene il giorno dopo può stare a casa senza venire licenziato... una realtà che ho difficoltà anche solo ad immaginarla.

    se poi vogliamo analizzare l'impatto dei fast food sulla società americana e non solo il libro ci dà molti spunti di riflessione, almeno il 90% dei bambini americani va al fast food una volta alla settimana, un quarto della verdura che mangia è costituito da patatine fritte, la pubblicità del fast food è presente sui quaderni forniti dalla scuola (cosa non si fa per avere più fondi), le mense scolastiche sono principalmente gestite da fast food. se si cresce in un mondo in cui si mangia al fast food più che a casa propria si crescerenno i figli allo stesso modo e questo le catene di fast food lo sanno molto bene: il loro principale scopo è fidelizzare i piccoli clienti ben sapendo che se i piccoli vogliono andare al fast food loro venderanno il menù a loro e anche ai loro genitori. il risultato a livello sanitario è evidente a tutti: obesità diffuse, malattie dovute al sovrappeso. lo stesso fenomeno si sta presentando ovunque i fast food si sono diffusi. il giappone ha scoperto il sovrappeso e l'obesità solo dopo la seconda guerra mondiale grazie al cambio di alimentazione, l'unica causa non sarà il fast food ma di sicura la coincidenza è sospetta.

    la lettura è interessante, sconvolgente a tratti. lascia l'amaro in bocca, si diventa più consapevoli di cosa significa globabilizzazione. ma allo stesso tempo il libro non termina negativamente, lascia un barlume di speranza. i cambiamenti sono possibili, basta volerlo, diventare consumatori più consapevoli. catene come mcdonals hanno cambiato alcuni aspetti della loro produzione in seguito a proteste, avvenute principalmente al di fuori dell'america: non usano patate geneticamente modificate obbligando i loro fornitori a non piantarle, non usano più polisterolo per i loro panini (ma solo dove questo creava problemi). se tutti i consumatori protestassero per il trattamento riservato ai dipendenti, per la vita che i lavoratori fanno al mattatoio, per la qualità della carne, allora le cose cambierebbero e spesso con un minimo aumento (meno di un centesimo) sul prezzo del panino. ma il consumo consapevole è sempre più difficile e poco diffuso del consumo legato alla pubblicità e alla moda.

    capitolo importante che però ritengo in italia e in europa sia diversamente gestito è la qualità della carne, le patologie che si sviluppano mangiando carne infetta poco cotta possono portare alla morte. in america è incredibile il numero delle persone che subiscono un'intossicazione alimentare ogni anno, molti sono bambini. la qualità della carne destinata alle refezioni scolastiche non viene controllata, la qualità della carne destinata ai fast food è bassisisma, anche perchè tutto viene macinato, un animale malato può infettare tonnellate di carne, anche se viene scoperta una contaminazione non sempre la carne viene ritirata dal mercato, è a discezione dell'azienda farlo o meno... da noi per fortuna ci sono più controlli. fra l'altro le grandi catene di fast food piuttosto che importare la carne preferiscono avvalersi di fornitori locali (quindi per noi il problema della qualità pare non esserci) pccato che i fornitori però devono sottostare alle richieste... per dare un'idea un fornitore della catena mc donals italiana è l'aia. la speranza è che nel tempo non si diventi come in america, che i controlli vengano sempre fatti e che le normative non vengano cambiate se non in modo più restrittivo.

    da questo libro è nato anche un film che però non ho ancora visto, ovviamente sono molto curiosa di vederlo, ma dal mio punto di vista visto il gran numero di informazioni date è meglio il libro a priori: queste informazioni hanno bisogno di tempo per essere "digerite", non è un libro che si divora in una giornata, è un libro che va letto lentamente, con attenzione, per apprezzare l'enorme lavoro che ha fatto l'autore per mettere insieme tutte le informazioni. al termine del libro sono presenti le note, un lunghissimo elenco di frasi presenti nel libro con la spiegazione della loro nascita: da dove è uscita la statistica sulla quantità di adulti obesi? e le affermazioni riguardo la presenza di feci nella carne da macinare? tutto è documentato. seguono la bibliografia (3 pagine di letture che potrebbero anche essere interessanti, per quanto mi riguarda cercherò se esistono traduzioni). cosa interessante: moltissime delle affermezioni su mcdonads e burger king e grosse catene di fast food sono tratte proprio dai documenti della società: libri di testo per manager, monografie e similari.

    inutile dire che vi consiglio la lettura di questo libro!

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    Dhe said on Dec 27, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This is an insightful book that opens our eyes on what is really going on behind major fast food chains like McDonald's. Far from being just restaurants, they are gigantic corporations influencing just about every aspect we can think of - farms, fac ...(continue)

    This is an insightful book that opens our eyes on what is really going on behind major fast food chains like McDonald's. Far from being just restaurants, they are gigantic corporations influencing just about every aspect we can think of - farms, factories, governments, you name it. The book is very well researched, and is careful not to sound too accusatory (probably out of a fear of lawsuits), but still drives home the point that fast food corporations have grown too powerful. Naturally, too much power leads to corruption.

    My only complaint is the book's occasional veering off in irrelevant directions, like when it talks about Walt Disney. But it's just a minor nuisance.

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    Holmes said on Aug 26, 2011 | Add your feedback

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