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Fast Food Nation

By Eric Schlosser, M. G. Gini (Translator)

(155)

| Others | 9788843803668

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Book Description

La determinazione delle industrie alimentari nel ricercare l'omogeneizzazionedei prodotti e la rapidità del consumo non solo ha drasticamente trasformatola nostra dieta, ma ha prodotto radicali mutamenti nell'economia e nel mercatodel lavoro, con effetti spesso distruttivi. Eric Schlosser espContinue

La determinazione delle industrie alimentari nel ricercare l'omogeneizzazionedei prodotti e la rapidità del consumo non solo ha drasticamente trasformatola nostra dieta, ma ha prodotto radicali mutamenti nell'economia e nel mercatodel lavoro, con effetti spesso distruttivi. Eric Schlosser esplora l'universoche circonda un fenomeno alimentare di proporzione mondiale. Dallosfruttamento di massa di adolescenti sottopagati agli stabilimenti industrialidove si producono manzi e patate, fino ai giganteschi mattatoi gestiti dallemultinazionali della macellazione. Dopo avere scoperto perché le patatinefritte sono così gustose o cosa si nasconde tra le due fette di pane alsesamo, saranno in molti a rimpiangere la dieta mediterranea.

Critics

  • Meat is murder

    Fast Food Nation: What the All-American Meal is Doing to the World Eric Schlosser (Penguin, £6.99) If you read this book, I defy you to eat a mass-produced hamburger again. This column had a soft spot for the Burger King Bacon Double Cheeseburger (me ... (read full critics)

    guardian.co.uk published on Sat, 25 Sep 2010

  • Fast Food Nation: The Dark Side of the All-American Meal By Eric Schlosser

    aps nothing is so ubiquitous in 21st-century America as fast food. Fully one-half of the country's food expenditures takes place in restaurants, and the large majority of those dollars is spent on fast food. It is no surprise that the two best-known ... (read full critics)

    bookpage published on Mon, 13 Sep 2010

2 Reviews

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  • Non sono una salutista, ma con il cibo sono un po’ esigente, soprattutto se si parla di qualità. Non sono vegetariana, anzi la gran parte delle verdure che ora mangio le ho scoperte solo dopo il matrimonio con la mezza mela (che ha intrapreso un piano mirato per ampliare i miei orizzonti alimentari) ... (continue)

    Non sono una salutista, ma con il cibo sono un po’ esigente, soprattutto se si parla di qualità. Non sono vegetariana, anzi la gran parte delle verdure che ora mangio le ho scoperte solo dopo il matrimonio con la mezza mela (che ha intrapreso un piano mirato per ampliare i miei orizzonti alimentari). Non sono eccessivamente “schifettosa” (su questo forse la mezza mela dissentirebbe), ma almeno le norme di igiene base sto attenta che vengano rispettate se non mangio a casa.
    Ecco, dopo aver letto Fast Food Nation credo che con estrema difficoltà riuscirò a mangiare di nuovo con leggerezza da McDonald’s… e meno che mai se ciò dovesse avvenire in America.
    Eric Schlosser affronta in questo saggio ben scritto, mai noioso e denso di informazioni il fenomeno del fast food a 360°. Parte dalla diffusione del franchising come sistema di mercato, dalla diffusione capillare delle grandi aziende sul territorio, per poi esaminare i rapporti con i lavoratori, la sicurezza sul lavoro ed infine gli alimenti che vengono serviti. Sicuramente affascinante il capitolo dedicato alle fabbriche in cui si producono aromi naturali e artificiali, magiche fialette di “profumo” in grado di influenzare in maniera determinante gusto e olfatto umani al punto da rendere secondario il vero sapore del cibo che si mangia. Inquietante il capitolo sulla produzione della carne e sulla totale assenza di tutele per i lavoratori che vi operano in condizioni a dir poco disumane (e noi ci siamo tutti scandalizzati che la Nike facesse cucire i palloni ai bambini???). Sconvolgente quando parla della produzione e distribuzione della carne macinata da hamburger, roba che nemmeno i peggiori servizi di Report erano stati in grado di disgustarmi tanto. Il capitalismo puro viene messo a nudo, la logica del profitto al di là di ogni ragionevolezza, senza tutela per l’uomo/consumatore, a maggior ragione se bambino.
    Se in Europa ci salviamo un po’ è grazie alle rigide normative della comunità europea che esige controlli decisamente più duri di quelli americani in tema di alimenti (grazie al cielo!!!).
    L’intento finale non è quello di demonizzare il fast food, ma solo di metterne in luce ogni sfaccettatura, anche e soprattutto quelle negative sulle quali noi consumatori potremmo avere più influenza di quanta crediamo.

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    Francesca said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

  • un libro illuminante

    da tempo volevo leggere questo libro, ma solo ora sono ruscita a trovarlo in biblioteca, dire che è stata una lettura illuminante è poco.

    eric schlosser è un giornalista, uno di questi giornalisti investigativi che tanto mi piacciono. questo libro è nato da un'idea, un'inchiesta per il rolling sto ... (continue)

    da tempo volevo leggere questo libro, ma solo ora sono ruscita a trovarlo in biblioteca, dire che è stata una lettura illuminante è poco.

    eric schlosser è un giornalista, uno di questi giornalisti investigativi che tanto mi piacciono. questo libro è nato da un'idea, un'inchiesta per il rolling stone, in due parti. successivamente l'idea è stata ampliata e ne è uscito questo libro, sebbene sia un po' datato (ha quasi 10 anni) è assolutamente attuale.

    su cosa sia un fast food direi che nessuno ha dei dubbi. vi tolgo subito la curiosità: il libro non è nè dichiaratamente contro nè dichiaratamente a favore, si limita a dare informazioni sul mondo dei fast food. non è un libro anti-mcdonalds, ma un libro che racconta come il mcdonalds e il mondo dei fast food ha cambiato la vita americana e non solo la loro. cosa c'è dietro un panino acquistato al volo, una fetta di pizza o un tacos di una grande catena. ho letto tempo fa un libricino assolutamente contro mcdonals, come spesso accade quando si legge qualcosa così dichiaratamente di parte anche le cose "giuste" passano per sbagliate. devo ammettere che temevo che questo libro seguisse la stessa strada e l'ho preso in prestito con un po' di pregiudizi. quando si vuole assolutamente convincere le persone che una cosa sia tutta sbagliata qualcosa non va, le cose sono sempre giuste e sbagliate insieme, non è mai tutto o bianco o nero. ciò che mi fatto credere che questo libro fosse diverso è ciò che si legge sul retro della copertina, che è anche l'ultima frase del libro:
    "Spalancate le porte a vetri, sentite il soffio dell’aria condizionata, entrate, mettetevi in fila e guardatevi intorno, guardate i ragazzini che lavorano in cucina, i clienti seduti ai tavoli, le pubblicità dell’ultimo giocattolo, studiate le fotografie illuminate lassù, dietro il bancone, pensate da dove arriva il cibo, a come e dove è stato fatto, a cosa viene messo in moto da ogni singolo acquisto di fast-food, e a come l’effetto si propaga, vicino e lontano; pensateci. Voi ordinate. Oppure fate dietro-front e uscite. Non è troppo tardi. Persino in questa nazione fast food, potete ancora fare come vi pare."
    è ovvio che questo libro non sia a favore dei fast food, ma allo stesso tempo è anche molto equilibrato nel dare giudizi: cosa c'è di meglio che arrivare alla conclusione da soli, ragionando sul problema piuttosto che leggere cosa si dovrebbe pensare?

    il libro è suddiviso in parti, sono quasi 400 pagine di lettura, tutte decisamente interessanti. siccome gli aspetti da considerare sono molteplici le parti in cui è stata suddiivisa l'analisi sono una decina. il viaggio nel mondo del fast food parte dalla nascita del fast food e finisce con la sua presenza ovunque nel mondo. ci sono particolari che mi hanno colpita molto, altri che conoscevo già, molti degli aspetti socio-culturali di questa globalizzazione li intuivo e ho potuto leggerli nero su bianco. alcuni degli aspetti trattati sono applicabili solo in america e sono limitati nel nostro paese, allo stesso modo alcuni degli aspetti ticicamente americani si ritrovano sempre con maggiore frequenza anche nei nostri paesi.

    l'idea di base su cui si poggia un fast food è il rendere produttivo e economicamente conveniente vendere panini. il tutto nasce dall'esigenza americana del dopo guerra di mangiare in fretta, le donne lavoravano e non avevano più tempo di stare ore e ore in cucina, cosa c'è di meglio di servire un hamburger in mezzo a due fette di pane, magari con delle patatine fritte? da questo è partito tutto. sembra semplice servire un panino, ma bisogna avere personale qualificato che si occupi di cuocere la carne, "montare il panino", preparare le patate e via dicendo.. fino a quando non si arriva alla conclusione (e questo lo fa il mcdonalds) che il panino può essere montato come in catena di montaggio. suddividendo la preparazione del panino in piccole azioni queste possono essere affidate a personale non specializzato, il lavoro nell'insieme risulterà più veloce e il panino sempre uguale. peccato che il personale non specializzato guadagna meno e con i giusti agganci ai piani alti si può arrivare a poter assumere adolescenti pagandoli il 20% in meno del salario minimo, facendogli fare straordinari non remunerati e senza avere la preoccupazione di un sindacato (conoscete qualche 16enne che si preoccupa di iscriversi al sindacato se lavora solo per comprarsi un auto e vede il lavoro come una cosa temporanea prima di andare al college?)... il risultato è che attualmente negli usa quasi tutti gli impiegati nel mondo del fast food sono adolescenti o immigrati che non parlano italiano, sottopagati e che spesso il manager che gestisce il fast food ha poco più di 20 anni.
    ho appena detto che il panino in questo modo sarà sempre uguale, il che non vero: ciò che rende uguali i panini sono gli aromi e la carne, quindi il fast food ha influenzato moltissimo il mondo degli aromi naturali o artificiali e il mondo della carne, dalla produzione al consumo. gli animali sono fatti ingrassare velocemente, cambiando la loro alimentazione (vi ricordate la mucca pazza?), i macelli sono vere e proprie catene di smontaggio di animali, in cui in un minuto davanti a un dipendente passano anche più di 60 animali da macellare. anche in questo caso invece che usare personale qualificato (in origine i macellai avevano un guadagno superiore alla media) si usa personale straniero, senza formazione, gli si dà in mano un coltello affilato e gli si chiede di fare lo stesso movimento per 8 ore di fila, senza pause e a un ritmo vertiginoso, unico risultato possibile infortuni, amputazioni, problemi di salute. ma a chi importa? non ci sono sindacati a difendere queste persone, il turn over è altissimo, si parla del 200% all'anno e non ho problemi a crederlo viste le condizioni di lavoro.

    i fast food non sono "solo" nocivi alla salute ma hanno davvero influenzato il modo di vivere e di lavorare, in america e non solo. il mondo dell'allevamento bovino ha avuto un'impennata di vendite senza precedenti quando i fast food hanno preso piede, ma a trarne vantaggio non sono stati i piccoli allevatori, ma solo chi ha saputo cogliere il vantaggio e si è "piegato" a cambiare modo di allevare gli animali. il mondo del lavoro è completamente cambiato, i sindacati sono inesistenti e mentre noi ci poniamo problemi rispetto a 40 ore settimanali o cose simili lì chi si infortuna macellando un vitello viene portato in ospedale, ricucito e riportato a lavoro dove finisce il turno, l'infortunio non viene dichiarato e se va bene il giorno dopo può stare a casa senza venire licenziato... una realtà che ho difficoltà anche solo ad immaginarla.

    se poi vogliamo analizzare l'impatto dei fast food sulla società americana e non solo il libro ci dà molti spunti di riflessione, almeno il 90% dei bambini americani va al fast food una volta alla settimana, un quarto della verdura che mangia è costituito da patatine fritte, la pubblicità del fast food è presente sui quaderni forniti dalla scuola (cosa non si fa per avere più fondi), le mense scolastiche sono principalmente gestite da fast food. se si cresce in un mondo in cui si mangia al fast food più che a casa propria si crescerenno i figli allo stesso modo e questo le catene di fast food lo sanno molto bene: il loro principale scopo è fidelizzare i piccoli clienti ben sapendo che se i piccoli vogliono andare al fast food loro venderanno il menù a loro e anche ai loro genitori. il risultato a livello sanitario è evidente a tutti: obesità diffuse, malattie dovute al sovrappeso. lo stesso fenomeno si sta presentando ovunque i fast food si sono diffusi. il giappone ha scoperto il sovrappeso e l'obesità solo dopo la seconda guerra mondiale grazie al cambio di alimentazione, l'unica causa non sarà il fast food ma di sicura la coincidenza è sospetta.

    la lettura è interessante, sconvolgente a tratti. lascia l'amaro in bocca, si diventa più consapevoli di cosa significa globabilizzazione. ma allo stesso tempo il libro non termina negativamente, lascia un barlume di speranza. i cambiamenti sono possibili, basta volerlo, diventare consumatori più consapevoli. catene come mcdonals hanno cambiato alcuni aspetti della loro produzione in seguito a proteste, avvenute principalmente al di fuori dell'america: non usano patate geneticamente modificate obbligando i loro fornitori a non piantarle, non usano più polisterolo per i loro panini (ma solo dove questo creava problemi). se tutti i consumatori protestassero per il trattamento riservato ai dipendenti, per la vita che i lavoratori fanno al mattatoio, per la qualità della carne, allora le cose cambierebbero e spesso con un minimo aumento (meno di un centesimo) sul prezzo del panino. ma il consumo consapevole è sempre più difficile e poco diffuso del consumo legato alla pubblicità e alla moda.

    capitolo importante che però ritengo in italia e in europa sia diversamente gestito è la qualità della carne, le patologie che si sviluppano mangiando carne infetta poco cotta possono portare alla morte. in america è incredibile il numero delle persone che subiscono un'intossicazione alimentare ogni anno, molti sono bambini. la qualità della carne destinata alle refezioni scolastiche non viene controllata, la qualità della carne destinata ai fast food è bassisisma, anche perchè tutto viene macinato, un animale malato può infettare tonnellate di carne, anche se viene scoperta una contaminazione non sempre la carne viene ritirata dal mercato, è a discezione dell'azienda farlo o meno... da noi per fortuna ci sono più controlli. fra l'altro le grandi catene di fast food piuttosto che importare la carne preferiscono avvalersi di fornitori locali (quindi per noi il problema della qualità pare non esserci) pccato che i fornitori però devono sottostare alle richieste... per dare un'idea un fornitore della catena mc donals italiana è l'aia. la speranza è che nel tempo non si diventi come in america, che i controlli vengano sempre fatti e che le normative non vengano cambiate se non in modo più restrittivo.

    da questo libro è nato anche un film che però non ho ancora visto, ovviamente sono molto curiosa di vederlo, ma dal mio punto di vista visto il gran numero di informazioni date è meglio il libro a priori: queste informazioni hanno bisogno di tempo per essere "digerite", non è un libro che si divora in una giornata, è un libro che va letto lentamente, con attenzione, per apprezzare l'enorme lavoro che ha fatto l'autore per mettere insieme tutte le informazioni. al termine del libro sono presenti le note, un lunghissimo elenco di frasi presenti nel libro con la spiegazione della loro nascita: da dove è uscita la statistica sulla quantità di adulti obesi? e le affermazioni riguardo la presenza di feci nella carne da macinare? tutto è documentato. seguono la bibliografia (3 pagine di letture che potrebbero anche essere interessanti, per quanto mi riguarda cercherò se esistono traduzioni). cosa interessante: moltissime delle affermezioni su mcdonads e burger king e grosse catene di fast food sono tratte proprio dai documenti della società: libri di testo per manager, monografie e similari.

    inutile dire che vi consiglio la lettura di questo libro!

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    Dhe said on Dec 27, 2011 | Add your feedback

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