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Fatherland

Di

Editore: Mondadori (I Miti, 162)

3.9
(2160)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Finlandese , Giapponese , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8804479477 | Isbn-13: 9788804479475 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Rambelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Aprile 1964. Berlino si prepara a celebrare il 75° compleanno di Hitler. L'impero tedesco domina l'europa, Mosca non esiste più: il sogno di un nuovo ordine si è realizzato. Ma dietro la facciata trionfalistica il granitico edificio del reich nasconde molte crepe; violenza e corruzione hanno minato la fede nazista. L'investigatore della polizia criminale Xavier March è uno dei tanti che non si fanno illusioni. E l'indagine sulla strana morte di un gerarca, avvenuta alla vigilia di una visita ufficiale del presidente degli stati uniti, gli darà ragione: sulla gloriosa bandiera imperiale si stende l'ombra di un terribile segreto
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  • 2

    Deludente...

    L'idea era buona, ma il libro non cattura granché il lettore. March è un po' a metà fra lo sfigato e l'antipatico, ma non si riesce proprio a provare empatia per lui, gli altri personaggi sono macchie ...continua

    L'idea era buona, ma il libro non cattura granché il lettore. March è un po' a metà fra lo sfigato e l'antipatico, ma non si riesce proprio a provare empatia per lui, gli altri personaggi sono macchiette quasi inesistenti, cattivi compresi.
    Una nota negativa va anche alla traduzione: si è volutamente evitato di tradurre una quantità notevole di parole tedesche, fra gradi militari e località. Se l'idea era quella di far calare di piu' il lettore nel mondo tedesco, direi che non ha funzionato. Avere parole lunghissime e praticamente illeggibili per un italiano medio, fa sì che la lettura diventi solo molto piu' impastata e faticosa, senza dare nessun valore aggiunto.

    ha scritto il 

  • 4

    L'europa nazista

    L'idea di un libro su un "e cosa sarebbe successo se..." mi sembra buona. Poi in realtà non si tratta molto di quello che sarebbe potuto essere il mondo se la germania nazista avesse vinto la guerra, ...continua

    L'idea di un libro su un "e cosa sarebbe successo se..." mi sembra buona. Poi in realtà non si tratta molto di quello che sarebbe potuto essere il mondo se la germania nazista avesse vinto la guerra, ma è più che altro un romanzo sulla scoperta dei crimini perpetrati contro gli ebrei e mai rivelati dai nazisti. Il libro è comunque di piacevole lettura, scorrevole e ben articolato. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo molto di più, mezza delusione

    Mi aspettavo un libro molto diverso, con la descrizione di un mondo dove regnavano i tedeschi, dopo aver vinto la seconda guerra mondiale e invece mi ritrovo per le mani un thriller, niente di più e n ...continua

    Mi aspettavo un libro molto diverso, con la descrizione di un mondo dove regnavano i tedeschi, dopo aver vinto la seconda guerra mondiale e invece mi ritrovo per le mani un thriller, niente di più e niente di meno, con il presupposto che i tedeschi hanno vinto la guerra e che Hitler è ancora vivo. Ma il mondo comandato dai tedeschi è poco approfondito, e non resta altro da leggere se non un semplice giallo. Delusione!

    ha scritto il 

  • 4

    Premetto: le spy stories non sono il mio genere preferito. Questa lettura mi è stata consigliata da mio figlio, per i miei interessi privati legati all'ucronia tema di questa storia. Scritto bene, la ...continua

    Premetto: le spy stories non sono il mio genere preferito. Questa lettura mi è stata consigliata da mio figlio, per i miei interessi privati legati all'ucronia tema di questa storia. Scritto bene, la lettura è scivolata leggera in questi ultimi giorni di vacanza, a tratti un po' troppo spy e poco story. Però mi ha fatto riflettere: la Storia è scritta sempre dai vincitori, e questa è un'ovvietà. La comunicazione è sempre pilotata, e questa è un'altra ovvietà. Perché questa riflessione, forse un po' troppo fuori contesto da una recensione tout court? Perché il Grande Reich, per distogliere l'attenzione dalla sua Soluzione Finale, punta il dito e denuncia l'altrettanto mostruosa soluzione finale testimoniata dai gulag russi. Allora questa lettura estiva, senza troppe pretese, può essere un'ennesima chiamata alla vigilanza, a saper guardare Oltre, a saper riconoscere oggi il pericolo che scaturisce sempre quando il Potere decide che è tempo di difendere se stesso, quando gli occhi di chi guarda sono velati dall'ipocrisia, così da poter continuare la propria vita difendendo i propri interessi e privilegi.

    ha scritto il 

  • 4

    In una realtà distopica in cui, nel 1964, il regime nazista è padrone di tutta l'Europa, e ha come alleati gli Stati Uniti, il poliziotto Xavier March si ritrova ad indagare sulla morte di un vecchio ...continua

    In una realtà distopica in cui, nel 1964, il regime nazista è padrone di tutta l'Europa, e ha come alleati gli Stati Uniti, il poliziotto Xavier March si ritrova ad indagare sulla morte di un vecchio gerarca. Questa indagine lo porta a scoprire altre morti tutte collegate tra loro. Come prevedibile c'è di mezzo la Gestapo che cerca di affossare il tutto... Non voglio spoilerare, leggetevi il libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto la guerra? Obiettivamente non riesco nemmeno a pensarci, mi vengono i brividi solo ad immaginare uno scenario del genere, ho ancora negli occhi le immagini ...continua

    Cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto la guerra? Obiettivamente non riesco nemmeno a pensarci, mi vengono i brividi solo ad immaginare uno scenario del genere, ho ancora negli occhi le immagini di repertorio dello sbarco alleato in Normandia trasmesse da un superbo documentario televisivo e penso di dovere tanto a quei ragazzi morti per dare concretezza alla nostra libertà evitando così alla mia domanda di trovare una risposta reale.
    Cosa sarebbe successo se la scorsa settimana il caldo non avesse preso in ostaggio una tipica settimana di Giugno trasformando il nostro paese in un deposito a cielo aperto di taniche di sudore di dubbia provenienza? Beh, questa domanda è più semplice, se non avesse fatto tutto quel caldo con il ciufolo sarei andato al centro commerciale a rovistare come un sopravvissuto nella cesta delle ciabatte in offerta sperando di tirarne fuori una coppia non spaiata e ancora integra. Visto che la fortuna mi ha arriso aiutandomi a tirare sù una coppia di infradito talmente vintage da avere il talloncino scritto a china con una penna d'asporto di gallina conseziente, ho deciso di regalarmi un giro tra gli scaffali delle offerte editoriali. Ebbene si, se vai in un centro commerciale non ha senso comprare qualcosa che è a prezzo pieno, ti sentiresti preso in giro, rimarresti convinto di aver sprecato del tempo prezioso a cercare un parcheggio decente che non t'imponga di chiamare un taxi per uscire indenne dal deserto che ti separa dalle porte scorrevoli dell'ingresso. E' evidente che in un centro commerciale tutto DEVE costare assolutamente di meno, altrimenti quando torni a casa come fai a vantarti con tua moglie di aver fatto l'affare del secolo mostrandogli un paio di ciabatte talmente esili e malnutrite da farti venire il dubbio che non reggeranno molto sotto il peso del tuo corpaccione.
    Ho voglia di leggere qualcosa di semplice, uno di quei libri cartonati scritti in maniera così minuta che poi alla fine quello che ti rimane delle pagine che scorrono è un gran dolore di testa causato dalla miopia conclamata. La scelta cade su Robert Harris e il suo Fatherland. Trovo fascinose le storie che cercano d'immaginare cosa sarebbe potuto accadere se ciò che è accaduto realmente non fosse mai accaduto (ndr. E' ormai risaputo che la frequentazione del centro commerciale riduce la capacità cognitiva in maniera decisiva ed è difficile poi far filare un concetto in maniera razionale mentre la voce suadente ma decisa proveniente dal punto informazione ti ricorda che non puoi perderti la strepitosa offerta dei 60 rotoli di carta igienica a soli 3 euro e che tra pochi minuti ci sarà il concerto di Mario Mazzolato che canterà per noi le splendide melodie composte in questi anni dai dispersi del parcheggio interrato). Ammetto senza reticenze la mia ignoranza rispetto all'autore e alla storia ma sono bastate le poche righe stampate sul retro per convincermi a sceglierlo: sembrava il libro ideale da leggere di sera, quando il sonno tarda ad arrivare e provi a fare il tenero impossessandoti della piccola sedia da balcone e finendo a litigare con la lucina da un euro che hai comprato dal cinese ma che illumina meno della tua ciabatta rosso peperone. Mi sono appassionato a questo libro, mi ha conquistato con i suoi intrecci interessanti, con i suoi personaggi ben congegnati e mai banali, con la raffigurazione di una Berlino che sembra la Baghdad di Saddam Hussein (ricordate l'arco della vittoria della capitale irachena? Nella Berlino di Harris faranno molto di più), per la capacità dell'autore di toccare un tema delicato come quello dello sterminio degli ebrei con discrezione ma in modo deciso e toccante. Evviva i centri commerciali!!

    ha scritto il 

  • 3

    Ucronia. Thriller. Spy story.
    Un mix molto, molto interessante.
    Non vi sono, ahimé, abituato, per questo solo tre stelline (quindi la colpa è mia, piuttosto, questa volta).
    Il libro, nel complesso, è ...continua

    Ucronia. Thriller. Spy story.
    Un mix molto, molto interessante.
    Non vi sono, ahimé, abituato, per questo solo tre stelline (quindi la colpa è mia, piuttosto, questa volta).
    Il libro, nel complesso, è scritto molto bene. Per niente banale, con un finale da brividi, soprattutto per... una frase :)

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon thriller con la particolarità di essere ambientato in una Europa in cui si ipotizza che il fascismo sia uscito vittorioso dalla secondo guerra mondiale. Protagonista è Xavier March, ispettore ...continua

    Un buon thriller con la particolarità di essere ambientato in una Europa in cui si ipotizza che il fascismo sia uscito vittorioso dalla secondo guerra mondiale. Protagonista è Xavier March, ispettore di polizia che decide di andare a fondo in quello che, apparentemente, sembra il suicidio di un vecchio elemento di spicco del Reich. Le verità che scoprirà March, aiutato da una giovane e bella giornalista americana, sono terribili tanto che i due saranno oggetto di una durissima caccia all'uomo.
    Mi è piaciuta tantissimo la figura di questo ispettore di cui l'autore ha tracciato un quadro psicologico molto profondo; la cosa migliore, però, è l'idea su cui è fondata il romanzo in quanto vengono davvero i brividi ad immaginare (come fatto da Harris) come fosse il mondo oggi se Hitler avesse vinto.

    ha scritto il 

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