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Faust - ­Urfaust

(2 Voll.)

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri)

4.5
(182)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1361 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8811519403 | Isbn-13: 9788811519409 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Andrea Casalegno ; Prefazione: Italo Alighiero Chiusano

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Philosophy

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Descrizione del libro
Testo originale a fronte
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  • 5

    Faust lo leggi, lo capisci ma non subito lo assimili. Si rimane immobili per diversi istanti, quando ormai tutto si è concluso, la prima parte è terminata e il destino (divino e umano) cerca di salvar ...continua

    Faust lo leggi, lo capisci ma non subito lo assimili. Si rimane immobili per diversi istanti, quando ormai tutto si è concluso, la prima parte è terminata e il destino (divino e umano) cerca di salvare il poco salvabile nell'anima di Faust. Questo libro è bellissimo. Mi è piaciuto tantissimo Mefistofele e quell'ambiente esoterico e pagano che si crea attorno. Ci sono tanti elementi e citazioni in questo libro che difficilmente si possono cogliere alla prima lettura.
    Tutta l'opera è strutturata in scale gerarchiche, stabilite già dall'introduzione dell'opera:
    Signore : Direttore = Autore : Mefistofele = Comico : Faust/Greta
    Questa meccanica è il punto di forza dell'opera (e di tutte le opere di Goethe, come Werther o Affinità elettive). La peculiare connessione trai personaggi li rende autonomi e indipendenti, nonostante siano l'uno dominato dall'altro. Già dai nomi è evidente questo dominio e le loro caratteristiche tipiche.
    Mefistofele significa " colui che non ama la luce ", il fratello di Margherita si chiama Valentino e significa "Valente", Margherita perde la sua radice Mar (Marte, forte) dopo la caduta rovinosa in cui l'ha condotta Faust e si chiamerà solo Greta " Perla senza più luce " e per ultimo Faust, il nome più ambiguo, "Favorevole colpo di mano", personaggio che di favorevole riesce a fare proprio poco e nulla. Ci sono molti esempi a favore di ciò che ho detto; per esempio, la madre di Margherita morirà per un intruglio che Faust consegna a Margherita, dicendole che è solo un sonnifero. In realtà era un veleno preparato dalla strega che lavora per Mefisto; o almeno, per la logica esoterica i fatti dovrebbero essere andati così, dato che questa pozione appare dal nulla e non sappiamo come Mefisto se la sia procurata. Valentino, fratello di Greta, morirà per mano di Faust, mentre Mefisto le farà scudo ai colpi che Valentino scaglia contro Faust (altro topico esoterico medievale). Eclatante è la dichiarazione che farà poi Valentino a Greta, sul punto di morte. Suo fratello non solo si limita a chiamarla "Puttana" ma anche scopre davanti a tutti la perdita di onore (verginità) con l'assassino. Ormai Greta, ingannata da Faust e Mefisto, entrambi latitanti, si ritrova a commettere un infanticidio quando nasce suo figlio; che tra l'altro Goethe si rifiuta di scrivere per dettaglio come succede questo omicidio e preferisce un "saltatempo" tipico dell'epica. Io avrei trovato davvero eccezionale la stesura di una scena del genere, non perché sia a favore dell'infanticidio, bensì perché il lettore si perde, si distrae. Siamo nel 1800 Goethe, non siamo più così abituati a brevi rubriche che colmano salti tempo-spaziali così enormi! Questo è il momento più caotico dell'opera. Greta preferirà consegnarsi alla giustizia e compiere il sacrificio cristiano per salvarsi (pensiero di Erasmo da Rotterdam) nonostante la pazzia. Faust si vede costretto a rinunciare alla sua scalata verso la conoscenza e il primo libro si conclude con un silenzio a cui il lettore smarrisce il senso. Infatti, il crescendo tragico e macabro ("l'assassinio di Valentino" e "la notte di Valpurga") nella seconda parte dell'opera riflette la rapida caduta di Faust e di Greta: la prima con la rinuncia, la seconda con il sacrificio.
    Il sacrificio è un elemento molto importante in questa opera. Quando si leggono le ultime parole tra Faust e Greta ci si deve chiedere subito: " Perché Faust non si pente? Non si sacrifica? Non si uccide? ".
    La pazzia di Greta è paradossalmente normale, quasi annunciata quando lei stessa riconosce di essere incinta e di avere in grembo un bambino qualche atto prima. In qualunque caso, il finale di Greta sarebbe stato scontato. Impazziva o finiva in convento. Perciò non ho trovato molto originale la vita di Greta, che coincide quasi del tutto con Melibea, di "La Celestina" di Rojas scritto nel 1499. Questa coincidenza tra Greta e Melibea non significa però nulla. Goethe sicuramente non ha letto Rojas perché Greta nasce dal modello Maria e Maddalena della cultura medievale cattolica, così come ne nasce Melibea.
    Ma resta Faust, la sua incapacità del sacrificio e la sua disperata fuga alla giustizia divina e umana sono anomale rispetto alla reazione di Greta. In realtà, se si analizzano bene le relazioni tra Mefisto e Greta e tra Mefisto e Faust si scopre ben presto che la vera congiura con Satana e possessione demoniaca la compie solo Faust, non tanto con il contratto di sangue tra Mefisto e Faust, bensì con la pozione della sibilla e il suo incantesimo dei "Trent'anni di meno", numero relativo all'archetipo del Sacrificio e quindi acquisire la totale egoicità. Faust avrebbe potuto togliersi la vita, compiere il sacrificio per essere perdonato da Greta e da Dio ma soprattutto compiere la sua penitenza nell'Inferno dopo i casini che ha fatto. Invece no, non lo fa. Ora, pateticamente nel XXI secolo diremo: "Eh cazzo! C'è la seconda parte. Dobbiamo leggere l'altro mattone per sapere come finisce. " Ma nel XIX, la prima parte si pubblica nel 1808 e la seconda nel 1832, tra l'altro postuma. Inoltre non voglio dimenticare un'altro dettaglio, a Goethe non piaceva l'idea di scrivere una seconda parte di questo capolavoro, per questo impiega ben 60 anni di lavoro, tormento e tempo che mi ricordano tanto il povero Tasso con "Gerusalemme liberata".

    Ci sono tanti esempi nella letteratura che traggono direttamente da Johann Faust (Marlowe e Byron), stregone del 1500, esempi di ribellione ai limiti dell'uomo rinascimentale e non solo, perché tutto il post romanticismo è colmo di personaggi che sfidano questi limiti. Ma devo essere sincera, la multi-tecnica goethiana è sempre ipnotica e brillante. Ho letto il Faust in meno di due giorni e credo che questa sia l'unica opera in cui Goethe riesce davvero a essere sincero con il suo lettore e a scrivere il suo disagio da scrittore tanto celebre quanto discusso.

    ha scritto il 

  • 5

    Citazione di vita

    Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo;
    anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento,
    sente in profondo, quand'è commosso, l'Immensità.

    ha scritto il 

  • 5

    "Faust. Der Tragödie erster Teil"
    Davanti a certe opere monumentali bisogna tacere.
    Mi risuonano ancora nelle orecchie le splendide quartine della scena "Sogno della Notte di Valpurga", lo strazio del ...continua

    "Faust. Der Tragödie erster Teil"
    Davanti a certe opere monumentali bisogna tacere.
    Mi risuonano ancora nelle orecchie le splendide quartine della scena "Sogno della Notte di Valpurga", lo strazio dell'inconsolabile Gretchen. Il dramma di Susanna Margaretha Brandt, uccisa a Francoforte sul Meno il 14 gennaio del 1772.

    ha scritto il 

  • 5

    Di una bellezza folgorante.
    Anche se mi chiedo come sia comprensibile ad una prima lettura senza un professore di letteratura tedesca che spieghi i temi di fondo, complessi e assolutamente incomprensi ...continua

    Di una bellezza folgorante.
    Anche se mi chiedo come sia comprensibile ad una prima lettura senza un professore di letteratura tedesca che spieghi i temi di fondo, complessi e assolutamente incomprensibili per il loro sapore filosofico.

    ha scritto il 

  • 0

    L'eterna lotta tra il Bene e il Male, patti col diavolo, magia...

    Faust è un uomo di scienza che vuole vivere e conoscere, sperimentare appieno la vita reale, vera, che c'è oltre il suo sapere teoric ...continua

    L'eterna lotta tra il Bene e il Male, patti col diavolo, magia...

    Faust è un uomo di scienza che vuole vivere e conoscere, sperimentare appieno la vita reale, vera, che c'è oltre il suo sapere teorico e costruito sui libri.
    Mefistofele lo aiuterà introducendolo a nuove esperienze in cambio della sua anima ma poiché la sua sete di verità e di vita è giudicato uno stimolo positivo e una buona aspirazione, Dio interverrà a salvargli l'anima (e poi dite che non ho il dono della sintesi!) .

    Goethe impiegò quasi 60 anni a stendere l'opera completa, tra momenti di dubbio, di studio e di sfiducia, e pare che l'idea iniziale per questo poema sia stata ispirata da un famoso mago/indovino/furbacchione/ciarlatano vissuto prima del 1700 che aveva lasciato nel popolo un ricordo indelebile, e quindi mitizzato e rappresentato nei teatri e nelle rappresentazioni popolari, del suo passaggio.

    La scrittura è sublime e impegnativa, soprattutto per una comune lettrice come me: tra opera epica e ballata, è un po' come leggere la divina commedia senza la prof che fa la parafrasi, ma le numerosissime note al testo aiutano.

    ha scritto il 

  • 5

    Der Herr:
    Kennst du den Faust?

    Mephistopheles:
    Den Doktor?

    Der Herr:
    Meinen Knecht!
    v. 299

    "L'ispirazione non giova averla in bocca
    a chi tentenna non appare mai"
    vv. 218-219 ...continua

    Der Herr:
    Kennst du den Faust?

    Mephistopheles:
    Den Doktor?

    Der Herr:
    Meinen Knecht!
    v. 299

    "L'ispirazione non giova averla in bocca
    a chi tentenna non appare mai"
    vv. 218-219

    ha scritto il 

  • 5

    Ineffabile colosso artistico. Troppo grande e troppo arduo sarebbe (per me) il compito di "entrare" nell'analisi di questo testo. Vale solo accennare i temi dell'insoddisfazione dell'homo novus, l'ane ...continua

    Ineffabile colosso artistico. Troppo grande e troppo arduo sarebbe (per me) il compito di "entrare" nell'analisi di questo testo. Vale solo accennare i temi dell'insoddisfazione dell'homo novus, l'anelito insopprimibile per l'azione, la volonta' titanica dell'addomesticamento della natura, la curiosita' per la mente e i suoi travagli, con degli spunti straordinariemente precursori delle discipline psicoanalitiche di la' da venire. Resta da sottolineare la straordinaria fruibilita' dell'opera. Mi aspettavo un mattone ingestibile e invece ho scoperto una lettura piacevole (ovviamente condizionata dal livello di approfondimento) che si invischia un po' solo nella seconda parte, negli atti dedicati al "viaggio" classicista alla ricerca di Elena.

    ha scritto il 

  • 5

    No ma io dico: come ho fatto ad arrivare alla mia età senza averlo letto?????
    E' Pazzesco, davvero eccezionale, è qualcosa di totalizzante paragonabile - per me- solo a The Waste Land di Eliot...

    ce ...continua

    No ma io dico: come ho fatto ad arrivare alla mia età senza averlo letto?????
    E' Pazzesco, davvero eccezionale, è qualcosa di totalizzante paragonabile - per me- solo a The Waste Land di Eliot...

    certo la traduzione vuole dire molto.. questa edizione della Garzanti ha la Superba traduzione di Andrea Casalegno che mantiene la perfetta tensione tra lirica e lingua corrente...una magistrale traduzione poetica che nè tradisce (la poetica dell'opera non certo al lingua) nè appesantisce...insomma nulla a che vedere con la aulica e pesante traduzione del Mancorda (grande dotto e erudito per carità) o di altri...

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle 'politiche'. Riconosco la grandiosità e l'importanza dell'opera e il Faust non mi è del tutto indigesto, eppure per usare le parole di un mio amico musicista "Goethe è un centro tavola ...continua

    Quattro stelle 'politiche'. Riconosco la grandiosità e l'importanza dell'opera e il Faust non mi è del tutto indigesto, eppure per usare le parole di un mio amico musicista "Goethe è un centro tavola ricamato da una vecchia signora molto paziente. Rifinito, elegante, esteticamente curatissimo, ma perfettamente inutile ed inappagante. Non è finto, è vero ma noioso, megalomane e borioso. Universalizza qualche piccola teoria, la fa diventare grande e perfetta, grandiosa, ma a nessuno interessa il vino annacquato, anche se è un morgante disciolto in acqua di rose". Se volete capirci qualcosa vi consiglio di gustare prima il Faust di Marlowe, poi il Manfred di Byron (meraviglioso!) e infine il Sant'Antonio di Flaubert (solo per menti dall'intestino d'acciaio). Molto più vibranti.

    ha scritto il 

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