Fausto e Anna

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

3.7
(502)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8817204455 | Isbn-13: 9788817204453 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"...erano dieci anni che, prima di leggere questo romanzo, non avevamoricevuto più un'emozione altrettanto genuina e certa."Dall'introduzione di Mario Luzi.
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  • 4

    Ero veramente un ragazzino al tempo e trascorrevo le vacanze estive coi miei in Versilia. Giusto qualche giorno prima che ce ne tornassimo in città conobbi una ragazza con la quale si sviluppò un'inte ...continua

    Ero veramente un ragazzino al tempo e trascorrevo le vacanze estive coi miei in Versilia. Giusto qualche giorno prima che ce ne tornassimo in città conobbi una ragazza con la quale si sviluppò un'intesa particolare, cioè niente di che intendiamoci: rimanere a parlare da soli in spiaggia fino al tramonto, condividere qualche canzone, sedersi accanto al cinema, un paio di casti bacetti senza lingua. Però ci promettemmo, al momento delle rispettive partenze, di tenerci in contatto. Dato che lei abitava sulle colline fuori Prato ed io al tempo possedevo solo un 50ntino Piaggio – niente cellulare, niente skype, ecc. – per me lei era come se abitasse a Kranjska Gora. Così per rimanere in contatto ci scrivevamo delle lettere, proprio quelle con il francobollo, la carta di Snoopy o Joe Falchetto. Lunghe lettere nelle quali ci raccontavamo le cose di adolescenti come la scuola, i film visti in tv, i piccoli sogni, le uscite del pomeriggio del sabato, ecc. E tra lettere scritte e ricevute, l'inverno passò e agosto tornò di nuovo splendente e radioso, mentre noi due non vedevamo l'ora di rivederci, di riscoprire con gli occhi, la voce, il contatto, la magia che ci aveva colto 12 mesi prima. Attesa, trepidazione, misteriosa pretesa, palpitazione giovanile e tutto quanto. Poi però, la sera, quando ci ritrovammo come al solito davanti alla gelateria dove ci davamo appuntamento tutti quanti ci riscoprimmo, io e lei, incredibilmente estranei. Sì, dopo i saluti e i sorrisi(sempre più imbarazzati)infatti fu come se ci accorgessimo che la fisicità dei nostri corpi accresciuti di un anno aveva come annullato tutto, facendoci non-riconoscere. Scoprimmo che non sapevamo cosa dirci, non sapevamo cosa fare, tutto quello che c'era stato un anno prima e soprattutto tutto quello che ci eravamo detti nelle lettere invernali era come se si fosse evaporato, fium!: sparito, clamorosamente scomparso. Era passato poco tempo in realtà, ma sembrava una vita, tutto si era accelerato in fretta, eravamo confusi e inermi, vicini e distanti lì, ora, io e lei, in mezzo tutti quei giorni e tutte quelle lettere e anche il niente. Un grosso niente. Non ci veniva più naturale parlarci, quel “sentire” comune che ci aveva uniti pareva solo un ricordi, una cosa che era stata, come tante. Trascorremmo la serata assieme giusto perché ci sembrava obbligatorio farlo, ma niente complicità, niente intesa, alla fine lei si riunì alle sue amiche ed io a miei amici. Pochi giorni dopo lei si mise assieme ad un ragazzo di un paio d'anni più grande di me, che possedeva una bella moto e non portava gli occhiali ed io mi presi una cotta colossale per una tipa lombarda che aveva un piccolo neo nella parte superiore del grosso seno, che non mi filava manco per errore, ma che divenne la mia fedele compagna di solitari e furiosamente appiccicosi pomeriggi di quell'agosto.

    Leggendo §Fausto e Anna§ di Cassola mi è tornata in mente questa storia. Sì perché la prima parte del libro – la migliore a mio modo di vedere – è tutta incentrata sul rapporto fra i due protagonisti che spesso, quando si incontrano o quando si scrivono lunghe e frequenti lettere, non sanno come reagire ai loro sentimenti, non riescono a rapportarsi, si avvicinano, paiono amarsi, ma subito dopo si allontanano, si scoprono diversi, vorrebbero persino odiarsi, dimenticarsi, rifiutarsi. In questa parte del romanzo emerge tutta l'inadeguatezza, l'ignoranza sentimentale, la totale mancanza di esperienza dei due giovani che si trovano a fronteggiare un mondo di relazioni amorose ben codificato, ben strutturato, mentre loro sono solo due ragazzi che palpitano e al massimo agiscono sbattendo la testa contro porte che non possono aprire perché non hanno le chiavi. Cassola a mio parere è molto bravo nel condurci nella quotidianità della loro ignoranza amorosa e a tratteggiare le due psicologie in gioco. Da una parte Anna che, essendo donna proveniente da una famiglia modesta, ha la “fortuna” e l'obbligo di una strada già definita per lei: deve trovare un uomo che sia serio, mettere su famiglia, credere in Dio e stop. È consapevole di questo destino e, sebbene senta di essere pronta e disponibile ad altro, vi si aggrappa e si tiene alla sua “missione”. Fausto invece studia, legge libri e critica la società borghese nella quale cresce. È confuso e odia e ama ad ondate. Non ha esperienza delle cose della vita, delle donne, di cosa voglia dire appunto amare o odiare. Si getta nelle cose come, alla sua età, tutti quanti ci siamo buttati in qualcosa.

    Quando la guerra arriva nella parte di Toscana dove vive, Fausto diventa partigiano e sale sui monti per combattere. Mentre Anna da qualche anno è già sposata e ha una figlia. In questa seconda parte del romanzo, sempre a parer mio, la splendida partitura contrapposta fra Anna e Fausto si perde a favore di lunghe descrizioni della vita partigiana e delle difficoltà esistenziali del protagonista che prova sentimenti altalenanti sull'essere appunto partigiano. Sta facendo la cosa giusta? Sta sbagliando? Un dilemma che lo accompagnerà fino alla fine. Anche l'imprevedibile momento di gloria che proverà tornando da eroe liberatore nel paesino di Anna, non gli impedirà di avere amletici dubbi sul suo operato e sui suoi sentimenti. Ed infatti, mentre assistiamo alla costruzione di un finale che pare indirizzarci verso un epilogo “amorosamente” felice, Cassola ci piazza una chiusa che è, di nuovo, una porta sbattuta in faccia, perché i due protagonisti messi di fronte alla possibilità di essere(di nuovo) una coppia, non sanno come comportarsi. Il destino ha già scritto per loro la parte, ed essi non sono in grado di strapparla, guardarsi in faccia e voltare pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro che narra, con uno stile semplice ed essenziale, la tormentata storia d'amore tra il cupo e inquieto Fausto e la semplice e spontanea Anna, la guerra e la resistenza partigiana.

    ha scritto il 

  • 3

    A causa di questo romanzo, Carlo Cassola fu accusato di aver diffamato la Resistenza. In realtà se c’è qualcuno diffamato nel libro questo è il protagonista, Fausto, in cui Cassola riversa moltissimo ...continua

    A causa di questo romanzo, Carlo Cassola fu accusato di aver diffamato la Resistenza. In realtà se c’è qualcuno diffamato nel libro questo è il protagonista, Fausto, in cui Cassola riversa moltissimo di sé: è un giovane appassionato di libri, che si laurea in legge e fa il professore al liceo; è di Roma; diventa partigiano in Toscana senza molta convinzione; si comporta malissimo con Anna, la ragazza che ama; detesta la violenza della lotta antifascista, ma non riesce a impedire le esecuzioni sommarie che avvengono sotto i suoi occhi. Pubblicato la prima volta nel 1952, Fausto e Anna si legge ancora con grande interesse: il modo in cui lo scrittore mette in luce il velleitarismo di Fausto è più che mai attuale. L’estate in cui Fausto conosce Anna, una sedicenne di campagna, è uno studente indeciso tra medicina e legge, con ambizioni artistiche. I due si piacciono, si frequentano, provano a fare i fidanzati a distanza; la cosa finisce perché Fausto è irrazionalmente geloso e perseguita Anna con lettere offensive. Si rivedono diversi anni dopo per caso: Fausto è partigiano e porta da una zia di Anna un compagno ferito. Lei nel frattempo ha sposato Miro e ha una bambina di due anni e mezzo; in cuor suo non ha smesso di pensare a Fausto e come da ragazza non si nega ai suoi baci. Non finirà bene tra loro, ma neppure in tragedia (Fausto non è all’altezza di questo genere, è più un inetto, nonostante tutte le sue aspirazioni). Scrive in modo piano Cassola: frasi brevi, paratattiche. Evoca un mondo, quello dell’Italia pre e post fascista divisa per bande, e un carattere, quello dell’intellettuale tutto proclami e niente fatti: non è cambiato nulla da allora.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo bellissimo che può sicuramente essere paragonato al più famoso “La ragazza di Bube” dello stesso Autore. Con uno stile semplice e immediato, con un registro leggero e tenero, Cassola riesce a ...continua

    Romanzo bellissimo che può sicuramente essere paragonato al più famoso “La ragazza di Bube” dello stesso Autore. Con uno stile semplice e immediato, con un registro leggero e tenero, Cassola riesce a pennellare le prime emozioni giovanili e la dolcezza della storia d'amore tra Fausto e Anna. Il primo anticonformista ed un po' cocciuto, la seconda invece più semplice e più realista, dopo l'estate trascorsa a Volterra, sono costretti a separarsi perché lui parte a Roma per motivi di studio. Pur tenendosi in contatto epistolare, pian piano i loro rapporti peggiorano fino alla rottura definitiva. Negli anni successivi, Anna si sposa con Miro, da cui ha una figlia, e Fausto inizia un suo percorso politico che lo porta a combattere nella Resistenza al fianco dei partigiani, dei quali ben presto impara a conoscere, disapprovandoli, i metodi sbrigativi e vendicativi. In seguito ad un'azione militare, casualmente, i due si rincontrano e pur scoprendo di essere ancora innamorati, sono costretti a non frequentarsi per salvare la tranquillità della vita famigliare di lei. Rappresentazione realistica, soprattutto nel raccontare l'implacabilità della guerra (“uccidere è una cosa da niente quando si crede di metter fine solo a un po' di materia”), sani principi e delicatezza di sentimenti. Una lettura salutare e gradevolissima.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo essermi annoiata abbastanza con La ragazza di Bube, ho voluto dare un'altra possibilità a questo autore, ma ne sono stata nuovamente delusa. Lento, freddo nella narrazione, e quindi deprimente. ...continua

    Dopo essermi annoiata abbastanza con La ragazza di Bube, ho voluto dare un'altra possibilità a questo autore, ma ne sono stata nuovamente delusa. Lento, freddo nella narrazione, e quindi deprimente.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è uno di quei libri che mi manda in crisi al momento di decidere che valutazione dare. E’ come se fosse diviso in due tronconi netti. Nella prima parte Cassola descrive magistralmente l’incontr ...continua

    Questo è uno di quei libri che mi manda in crisi al momento di decidere che valutazione dare. E’ come se fosse diviso in due tronconi netti. Nella prima parte Cassola descrive magistralmente l’incontro di fausto ed Anna e lo sviluppo della loro storia. Nella seconda invece si dilunga nella descrizione della guerra partigiana e devo dire che l’ho trovata fredda e confusa. Insomma la seconda parte non mi è piaciuta. Ancora una volta Cassola crea in Anna una figura femminile di spicco che svetta sotto ogni punto di vista di fianco ad un irritante e supponente pseudo intellettuale quale è Fausto. Tanto lei è matura, decisa e forte per quanto giovane, tanto lui è pieno di sé, fragile e immensamente “piccolo” nel suo tentativo di essere “grande”. La forza di Anna è la grande forza di una donna che sa arrendersi all’amore senza mai per questo risultare debole e sottomessa. Anzi, sotto questo punto di vista è quasi “anacronistica” rispetto all’epoca in cui si svolge la storia. Lui invece è la figura classica di un piccolo uomo spaventato dai propri sentimenti e proprio per questo tanto tanto fragile. Ed è molto triste come Cassola descrive lo sbocciare di questo amore tra due anime che si cercano e si sfiorano senza mai riuscire veramente ad incontrarsi, quando invece basterebbe tanto poco…solo un piccolo gesto che nessuno riesce mai davvero a fare. Questa prima parte è davvero bellissima e coinvolgente. Altrettanto non si può dire della seconda parte dove troviamo un Fausto partigiano che non fa altro che perpetuare nell’esperienza della guerra tutti i meccanismi che aveva messo in atto nella storia con Anna. E’ un uomo che tenta inutilmente di ricondurre ogni situazione ad un livello “intellettuale” e per questo, come se non volesse riconoscere la propria “umanità”, appare tanto più “piccolo” di tutti gi altri uomini, anche i più semplici che gli ruotano accanto. Dai compagni partigiani fino al marito di Anna. E verso la fine, quando si intuisce che forse c’è una speranza per l’amore di Fausto ed Anna che non aveva trovato terreno adatto per crescere in gioventù, quando speri con tutte le tue forze che finalmente anche Fausto sia davvero “cresciuto” e si prenda con tutta la forza di un uomo innamorato la sua Anna ….ancora una volta questo piccolo uomo demorde e cade. Ancora una volta Anna svetta in tutta la sua superiorità e grandezza. Anche nella scena finale…nel suo voltarsi indietro…”e fuori non c’era nessuno”.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo romanzo di Cassola reca già in sè i tratti distintivi delle capacità dello scrittore: attenzione ai particolari, descrizione minuziosa degli stati d'animo dei protagonisti. In questo libro pr ...continua

    Il primo romanzo di Cassola reca già in sè i tratti distintivi delle capacità dello scrittore: attenzione ai particolari, descrizione minuziosa degli stati d'animo dei protagonisti. In questo libro protagonista la storia d'amore tra Fausto e Anna si snoda sullo sfondo dei tragici fatti del secondo conflitto bellico, tra delusioni, tradimenti, imprese eroiche e meschinità

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto "La ragazza di Bube" al biennio (ere ed ere fa.. Sniff sniff!), libro grazie al quale ho leggermente perdonato la mia professoressa di italiano per avermi mollato sòle pazzesche (Tipo Goethe. ...continua

    Ho letto "La ragazza di Bube" al biennio (ere ed ere fa.. Sniff sniff!), libro grazie al quale ho leggermente perdonato la mia professoressa di italiano per avermi mollato sòle pazzesche (Tipo Goethe..); speravo di trovare la stessa magia in questo libro, ma non è scoccata la scintilla :( Peccato.
    E' l'opera prima di Cassola, e si sente. Non mi è completamente dispiaciuto, ma nemmeno piaciutissimo, ecco!

    Nessuno dei due lo aveva voluto interamente, ma solo a metà: le loro volontà si erano incontrate a mezza strada.

    ha scritto il 

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