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Favole

Di

Editore: Scheiwiller

4.1
(8)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 60 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: A000164926 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Patrizia de Rachewiltz

Disponibile anche come: Altri

Genere: Children , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Tra i più grandi poeti statunitensi del Primo Novecento va annoverato senza dubbio il celebre E.E. Cummings, noto artefice di una nuova poesia, dai tratti originali e soffici, dai richiami a volte onirici e dai risultati spesso commoventi.
    Ma non è questa la veste di Cummings che voglio presentar ...continua

    Tra i più grandi poeti statunitensi del Primo Novecento va annoverato senza dubbio il celebre E.E. Cummings, noto artefice di una nuova poesia, dai tratti originali e soffici, dai richiami a volte onirici e dai risultati spesso commoventi. Ma non è questa la veste di Cummings che voglio presentare. Come tutti i poeti dall’animo sensibile, il Nostro non si dedicò infatti esclusivamente ai versi, ma si affacciò anche al mondo della prosa – famoso è il suo pseudo-diario di guerra “Lo stanzone”. L’approccio alla prosa non termina qua: come la maggior parte degli uomini sposati, Cummings era anche un padre affettuoso e come tale il miglior regalo che poteva lasciare alla figlia proveniva dalla sua attitudine più grande, la scrittura: è così che ci ha lasciato quattro favole d’eccezione, pubblicate postume solo nel 1965.

    La più classica definizione di favola (breve testo che ha per protagonisti degli animali e che fornisce una morale) è qui attuata con candore, senza dimenticare però il tipico e personalissimo uso avanguardista delle convenzioni sintattiche. L’innovazione non è però portata agli estremi come accade in poesia: se nei suoi versi si trovano spesso segni di punteggiatura inaspettati e una particolare disposizione grafica, qui, nel regno dell’assoluto e della purezza, regna invece la classicità della struttura favolistica, che porta avanti un progetto di oralità (ricorrenti sono infatti le iterazioni) e piacere del racconto che si discosta, appunto, dalla preferenza per la lettura in solitaria che caratterizza la produzione poetica di Cummings. Come a sottolineare che la dimensione privata delle favole si attua realmente solo a voce alta.

    Ed è tra i temi dell'amore, della natura e della felicità, che il lettore, ritornato bambino, rimane deliziato dalla storia di un amore possibile tra un elefante e una farfalla, dalle vicende che permisero ad una casa di potersi gustare in santa pace una fetta di torta di zanzare, del dialogo tra la bambina Io e… (spetta al lettore interessato scoprirlo!). Ma la mia preferita, forse perché ho visto dietro l’impalcatura una morale grossa così, è la storia di un folletto di un milione di anni che abitava su una stella lontana lontana, il cui paese fu destabilizzato dalla presenza, in un altro mondo della stessa galassia, di un omino molto molto molto molto vecchio che stava tutto il giorno seduto sulla punta dell’affilatissimo campanile di una chiesa senza dire nulla se non rispondere a chi lo interrogava chiedendo “Perché?”. Gli uomini e le fate, irritati dal vecchietto, inviarono il folletto affinché sistemasse la situazione. Non racconto il finale, spezzerei la magia; ma giuro che l’incanto di questa breve prosa vi rapirà il cuore.

    Ed è il circolo vizioso (Cummings regalò le favole alla figlia, ed io ho ricevuto in dono questa raccolta) che rende ancor più preziosa la lettura di queste favole che rendono il cuore piccolo piccolo e riempiono gli occhi di gratitudine. E di un pizzico di magia.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è mai tardi per avere un'infanzia felice.

    Queste storie furono scritte per la figlia di Cummings, quando era ancora molto piccina.
    - Marion Morehouse Cummings


    “Questo volumetto a cura di Vanni Scheiwiller è stato impresso a Trezzano sul Naviglio dalla tipografia Locatelli & Figli in mille copie numerate il 22 febbraio 197 ...continua

    Queste storie furono scritte per la figlia di Cummings, quando era ancora molto piccina.” - Marion Morehouse Cummings

    “Questo volumetto a cura di Vanni Scheiwiller è stato impresso a Trezzano sul Naviglio dalla tipografia Locatelli & Figli in mille copie numerate il 22 febbraio 1975. COPIA n. 238.”

    Due note, la prima e l’ultima pagina stampata del libro, che sono sufficienti a spiegare la meraviglia di scoprire, per puro caso e mentre cercavo altro, in un’ala della biblioteca umanistica che probabilmente non visiterò mai più, queste favole di Cummings. Certo, la copertina verde è opinabile, ma d’altro canto è così sbiadita da fare tenerezza. E fanno tenerezza, moltissima, anche le quattro favole. Che Cummings potesse essere dolce e delicato e pieno di fantasia, che avesse una grazia impareggiabile nel disseminare le sue opere di dettagli naturali, queste cose le sapevamo già. Ma fa tenerezza immaginarlo mentre legge, anzi recita, alla figlia. E lui dev’essersi divertito un sacco. Al punto che l’ultima storia, “La piccola bambina chiamata Io”, è costruita come un dialogo, in cui la voce narrante incita l’altra ad indovinare chi incontrerà la piccola Io e cosa si diranno. La verità è che io mi sono pure commosso: le storie d’amore tra elefanti e farfalle mi fregano sempre. Il che porrà seri problemi quando toccherà a me leggere favole… Dovrò ripiegare sul Beowulf, ecco.

    Mannaggia a Cummings, come si fa a non volergli bene?

    p.s.: a quanto pare il libro è stato ristampato nel 1995: http://bit.ly/u81P4U Ed esiste anche un'edizione inglese delle favole: http://bit.ly/vVhQ3W

    ha scritto il 

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