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Favole

Di

Editore: Newton & Compton

4.0
(141)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 365 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882899578 | Isbn-13: 9788882899578 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Children , Fiction & Literature , Pets

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Descrizione del libro
La volpe e l'uva.
Una volpe. chi dice di Guascogna,
e chi di Normandia,
morta affamata, andando per la via,
in un bel tralcio d'uva s'incontrò,
così matura e bella in apparenza,
che damigella subito pensò
di farsene suo pro.
Ma dopo qualche salto,
visto che troppo era la vite in alto,
pensò di farne senza.
E disse: - E' un'uva acerba, un pasto buono
per ghiri e per scoiattoli - .
Ciò che non posso aver, ecco ti dono.
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  • 5

    La citazione a "Il Contadino del Danubio" che ne fa Proust nel terzo volume della sua Recherche, mi ha invogliata a leggere queste Favole brevi ma intense. Molte le conoscevo fin da bambina, altre ...continua

    La citazione a "Il Contadino del Danubio" che ne fa Proust nel terzo volume della sua Recherche, mi ha invogliata a leggere queste Favole brevi ma intense. Molte le conoscevo fin da bambina, altre con una morale rivolta al politico o al sociale, come Il Contadino del Danubio, mi sono sembrate ancora di grandissima attualità.

    ha scritto il 

  • 4

    Favole sempreverdi queste di La Fontaine, in quello che nella prima parte si è configurato come un piacevolissimo ritorno all'infanzia. Celeberrime sono infatti favole come "La cicala e la formica" ...continua

    Favole sempreverdi queste di La Fontaine, in quello che nella prima parte si è configurato come un piacevolissimo ritorno all'infanzia. Celeberrime sono infatti favole come "La cicala e la formica" o "Il corvo e la volpe", alzi la mano chi non le ha studiate alle elementari! Nella seconda parte, negli ultimi libri specialmente, il tono si fa meno spensierato, i temi toccati raggiungono non di rado punte ciniche e una profondità che mi ha fatto amare proprio le ultime favole in particolar modo. La Fontaine, in aperto contrasto coi cartesiani, è il pittore dell'anima degli animali, queste graziose creature antropomorfizzate che sono in tutto rappresentazioni intuitive delle virtù e dei vizi umani, della corte di Versailles in particolar modo. La Fontaine, pur riprendendo Esopo e altri favolisti, fa sue le favole e ha il pregio di traslarle in una realtà che era la sua contemporanea, di cui non di rado fa aperta satira. Di qui il grande interesse e diletto che queste favole suscitavano (e suscitano). Lettura gradevolissima.

    ha scritto il 

  • 5

    In una foresta, sulla riva del mare o di un fiume – se un animale vi rivolge la parola, allora non c'é dubbio: siete capitati nel mondo delle favole, nel mondo che fu caro a molti scrittori, ma ...continua

    In una foresta, sulla riva del mare o di un fiume – se un animale vi rivolge la parola, allora non c'é dubbio: siete capitati nel mondo delle favole, nel mondo che fu caro a molti scrittori, ma che rese immortali soprattutto Esopo, Fedro e il pre-illuminista Jean de La Fontaine (1621 – 1695). I versi di quest'ultimo, prodotto di una rigorosa ricerca stilistica e contenutistica, caratterizzati da un'eleganza ed una scorrevolezza invidiabili, trasformano ciascuna favola in un'acuta ed inquieta riflessione sull'uomo. Infatti, questa è la loro dichiarata finalità: educare divertendo, far ragionare fantasticando . Lo scrive lo stesso autore:

    Le favole non son soltanto favole, ma quasi una moral sono ristretta. Coloro che s'annoiano alla predica ascoltan di buon cuor la barzelletta.(VI, 1)

    Senza morale la favola è un boccone senza sale.(XII, 2)

    Ascoltando le parole di una volpe o di un lupo, di un asino o di una formica, il lettore associa – in via del tutto spontanea, automatica - il parlante ad un tipo umano ben preciso: sia esso il ladro o l'imbroglione, l'avaro o il potente, il saggio o il michione. Altresì, la dimensione metastorica delle FABLES consente al lettore di ogni tempo di trarne un qualche beneficio intellettuale o morale, anche se l'allusione alla contemporanea società di corte ed ai valori che la rendono impefetta - ricchezza, iprocrisia, avidità, arroganza – è palmare e costante. Paradossi... nei quali tacendo dell'uomo, si parla solo di lui!

    ha scritto il 

  • 3

    Leggi delle favole tratte da questa raccolta:

    Il leone e il topo:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/10/12/il-leone-e-il-topo/

    Il testamento interpretato da Esopo: ...continua

    Leggi delle favole tratte da questa raccolta:

    Il leone e il topo:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/10/12/il-leone-e-il-topo/

    Il testamento interpretato da Esopo:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/09/06/il-testamento-interpretato-da-esopo/

    Il lupo e il cane:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/08/10/il-lupo-e-il-cane/

    Il corvo e la volpe:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/08/06/il-corvo-e-la-volpe/

    Il lupo pastore:

    http://www.chiaravitetta.it/2011/12/28/il-lupo-pastore/

    Il pavone e Giunone:

    http://www.chiaravitetta.it/2011/10/10/il-pavone-e-giunone/

    L'asino carico di spugne e l'asino carico di sale:

    http://www.chiaravitetta.it/2011/01/17/lasino-carico-di-spugne-e-lasino-carico-di-sale/

    La volpe e l'uva:

    http://www.chiaravitetta.it/2011/02/14/la-volpe-e-luva/

    L'ubriacone e la sua donna:

    http://www.chiaravitetta.it/2010/11/26/lubriacone-e-la-sua-donna/

    ha scritto il 

  • 0

    l<b>a volpe e il busto</b>

    I grandi, presi in blocco, son di solito larve di commedianti, che fanno effetto sol sugli ignoranti. I ciuchi a lor s'inchinano, perchè capir non sanno più in la di quel che vedono; ma i furbi, ...continua

    I grandi, presi in blocco, son di solito larve di commedianti, che fanno effetto sol sugli ignoranti. I ciuchi a lor s'inchinano, perchè capir non sanno più in la di quel che vedono; ma i furbi, che con più prudenza vanno, dapprima non si fidano se in ogni parte chiaro non ci vedono, o come quell'antica volpe fanno.

    Un dì (narra la favola)innanzi a un colossale busto d'un grande eroe la Volpe si fermò, e subito esclamò: -Testa stupenda e nobile opera di scalpello, ma vuota di cervello-.

    Di quanti miei signori anch'io direi l'eguale!

    Che altro aggiungere? Niente, se non che queste favole sono scritte da La Fontaine,nel pieno 1600 e riprendono chiaramente le favole greche di Esopo. La Fontaine sosteneva che il mondo si conosce tramite le favole....!!!!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Una per una

    Da leggere e meditare una per una, queste favole che favole poi non sono. Questo poeta, forse il più limpido e luminoso di tutta la letteratura francese, è anche il più difficile da definire. ...continua

    Da leggere e meditare una per una, queste favole che favole poi non sono. Questo poeta, forse il più limpido e luminoso di tutta la letteratura francese, è anche il più difficile da definire. Altro che favole!

    ha scritto il