Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Favole al telefono

Di

Editore: Einaudi

4.5
(660)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Tedesco , Galego

Isbn-10: 8806307185 | Isbn-13: 9788806307189 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

Ti piace Favole al telefono?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"C'era una volta il ragionier Bianchi, di Varese. Era rappresentante di commercio e sei giorni su sette girava l'Italia intera vendendo medicinali. Ladomenica tornava a casa sua e il lunedì mattina ripartiva. Ma prima che partisse la sua bambina gli diceva: Mi raccomando papà: tutte le sere una storia... Così ogni sera, dovunque si trovasse, alle nove in punto il ragionierBianchi chiamava al telefono Varese e raccontava una storia alla sua bambina.Questo libro contiene appunto le storie del ragionier Bianchi. Sono tutte unpo' corte: per forza, il ragioniere pagava il telefono di tasca sua, nonpoteva mica fare telefonate troppo lunghe".
Ordina per
  • 5

    Capolavoro totale... "Brif, bruf, braf" su tutte

    Un capolavoro totale...
    Un padre deve assentarsi da casa per un certo tempo causa lavoro, così il figlio si fa promettere che tutte le sere, prima di dormire il papà gli telefonerà e gli racconterà un ...continua

    Un capolavoro totale...
    Un padre deve assentarsi da casa per un certo tempo causa lavoro, così il figlio si fa promettere che tutte le sere, prima di dormire il papà gli telefonerà e gli racconterà una favola.
    Splendido, divertente e struggente.
    Tutte splendide le favole, ma senza togliere nulla alle altre, "Brif, bruf, braf" è una vera perla. Su tutte.

    Ermanno Bartoli
    web page: www.webalice.it/barlow

    ha scritto il 

  • 5

    La cacca di Re Mida

    "Perchè ogni bambino che viene in questo mondo, il mondo intero è tutto suo, e non deve pagare neanche un soldo, deve soltanto rimboccarsi le maniche, allungare le mani e prenderselo"

    Ne parlo su yout ...continua

    "Perchè ogni bambino che viene in questo mondo, il mondo intero è tutto suo, e non deve pagare neanche un soldo, deve soltanto rimboccarsi le maniche, allungare le mani e prenderselo"

    Ne parlo su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=E4tA0O-McOw

    È bellissimo riaffacciarsi a qualcosa che si è letto da bambini e apprezzarla molto ma molto di più. Le favole non solo sono geniali e assurde ma sono anche tangibili e tridimensionali, non le percepiamo su carta stampata ma attraverso la cornetta di un telefono a gettoni, sentiamo l'amore e sentiamo la nostalgia di casa.

    ha scritto il 

  • 4

    Opera di un genio.

    Chi ha detto che per essere geniali bisogna scrivere mattonazzi dalle trame complicate e dai loschi intrecci? Il nostro italianissimo Gianni Rodari ci insegna che la bravura nello scrivere si può dimo ...continua

    Chi ha detto che per essere geniali bisogna scrivere mattonazzi dalle trame complicate e dai loschi intrecci? Il nostro italianissimo Gianni Rodari ci insegna che la bravura nello scrivere si può dimostrare anche e soprattutto rivolgendosi ad un pubblico di bambini, che d'altronde sono davvero gli ascoltatori/lettori più esigenti, formando e insegnando precetti di giustizia,in maniera intelligente e mai pesante, integrandoli nella favola senza renderla noiosa. Bellissimi (anche se un po' fastidiosi per chi come me non é abituato ad usare la fantasia) i finali aperti che spingono i piccini ad andare oltre e a volare fuori dagli schemi. Come ho detto Rodari è un autore geniale, e sono orgogliosa che sia stato un italiano proprio come me.

    ha scritto il 

  • 4

    Centotrentasei favole, brevi perché raccontate per telefono. Rodari immagina che un commesso viaggiatore tutte le sere racconti per telefono una storia alla sua bambina, perché, come tutti i bambini, ...continua

    Centotrentasei favole, brevi perché raccontate per telefono. Rodari immagina che un commesso viaggiatore tutte le sere racconti per telefono una storia alla sua bambina, perché, come tutti i bambini, senza la favola non riesce ad addormentarsi.
    Storie fantastiche che fanno sorridere piccoli e grandi, purché questi ultimi si ricordino che una volta erano stati bambini, come dice Saint Exupéry nella dedica al Piccolo Principe.
    Nel “Filobus numero 75” si vede che i grandi dimenticano le loro preoccupazioni di lavoro; il loro malumore, per una situazione inspiegabile, scompare come la nebbia al sole, e apprezzano le bellezze e i profumi della natura, raccolgono ciclamini, margherite o fanno un picnic sull’erba.
    Storie che fanno anche riflettere. Il giovane gambero mi ricorda il gabbiano Jonathan Livingston, riuscirà, andando contro corrente, a raddrizzare il mondo o verrà isolato come il vecchio gambero?
    Famosa è la favola del bizzarro signore che per vedere il mare, in una spiaggia super affollata, è costretto a posizionare sedia e ombrellone in aria con lo stupore di tutti.
    Storie che nascono da un capovolgimento delle favole tradizionali: il topo che mangiava i gatti o giocando sulle lettere delle parole: il paese con l’esse davanti dove il temperino diventa “stemperino” o l’attaccapanni “staccapanni”.

    ha scritto il 

  • 5

    In principio la Terra era tutta sbagliata,
    renderla più abitabile fu una bella faticata.
    Per passare i fiumi non c'erano ponti.
    Non c'erano sentieri per salire sui monti.
    Ti volevi sedere? Neanche l'o
    ...continua

    In principio la Terra era tutta sbagliata,
    renderla più abitabile fu una bella faticata.
    Per passare i fiumi non c'erano ponti.
    Non c'erano sentieri per salire sui monti.
    Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto.
    Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
    Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
    Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
    Per fare una partita non c'erano i palloni:
    mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,
    anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
    Non c'era nulla di niente. Zero via zero, e basta.
    C'erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
    e agli errori più grossi si poté rimediare.
    Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
    rimboccatevi le maniche, c'è lavoro per tutti quanti!

    ha scritto il