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Favole al telefono

Di

Editore: Einaudi

4.5
(552)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Galego

Isbn-10: 8806307185 | Isbn-13: 9788806307189 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
"C'era una volta il ragionier Bianchi, di Varese. Era rappresentante di commercio e sei giorni su sette girava l'Italia intera vendendo medicinali. Ladomenica tornava a casa sua e il lunedì mattina ripartiva. Ma prima che partisse la sua bambina gli diceva: Mi raccomando papà: tutte le sere una storia... Così ogni sera, dovunque si trovasse, alle nove in punto il ragionierBianchi chiamava al telefono Varese e raccontava una storia alla sua bambina.Questo libro contiene appunto le storie del ragionier Bianchi. Sono tutte unpo' corte: per forza, il ragioniere pagava il telefono di tasca sua, nonpoteva mica fare telefonate troppo lunghe".
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  • 4

    Opera di un genio.

    Chi ha detto che per essere geniali bisogna scrivere mattonazzi dalle trame complicate e dai loschi intrecci? Il nostro italianissimo Gianni Rodari ci insegna che la bravura nello scrivere si può dimostrare anche e soprattutto rivolgendosi ad un pubblico di bambini, che d'altronde sono davvero gl ...continua

    Chi ha detto che per essere geniali bisogna scrivere mattonazzi dalle trame complicate e dai loschi intrecci? Il nostro italianissimo Gianni Rodari ci insegna che la bravura nello scrivere si può dimostrare anche e soprattutto rivolgendosi ad un pubblico di bambini, che d'altronde sono davvero gli ascoltatori/lettori più esigenti, formando e insegnando precetti di giustizia,in maniera intelligente e mai pesante, integrandoli nella favola senza renderla noiosa. Bellissimi (anche se un po' fastidiosi per chi come me non é abituato ad usare la fantasia) i finali aperti che spingono i piccini ad andare oltre e a volare fuori dagli schemi. Come ho detto Rodari è un autore geniale, e sono orgogliosa che sia stato un italiano proprio come me.

    ha scritto il 

  • 4

    Centotrentasei favole, brevi perché raccontate per telefono. Rodari immagina che un commesso viaggiatore tutte le sere racconti per telefono una storia alla sua bambina, perché, come tutti i bambini, senza la favola non riesce ad addormentarsi.
    Storie fantastiche che fanno sorridere piccoli ...continua

    Centotrentasei favole, brevi perché raccontate per telefono. Rodari immagina che un commesso viaggiatore tutte le sere racconti per telefono una storia alla sua bambina, perché, come tutti i bambini, senza la favola non riesce ad addormentarsi.
    Storie fantastiche che fanno sorridere piccoli e grandi, purché questi ultimi si ricordino che una volta erano stati bambini, come dice Saint Exupéry nella dedica al Piccolo Principe.
    Nel “Filobus numero 75” si vede che i grandi dimenticano le loro preoccupazioni di lavoro; il loro malumore, per una situazione inspiegabile, scompare come la nebbia al sole, e apprezzano le bellezze e i profumi della natura, raccolgono ciclamini, margherite o fanno un picnic sull’erba.
    Storie che fanno anche riflettere. Il giovane gambero mi ricorda il gabbiano Jonathan Livingston, riuscirà, andando contro corrente, a raddrizzare il mondo o verrà isolato come il vecchio gambero?
    Famosa è la favola del bizzarro signore che per vedere il mare, in una spiaggia super affollata, è costretto a posizionare sedia e ombrellone in aria con lo stupore di tutti.
    Storie che nascono da un capovolgimento delle favole tradizionali: il topo che mangiava i gatti o giocando sulle lettere delle parole: il paese con l’esse davanti dove il temperino diventa “stemperino” o l’attaccapanni “staccapanni”.

    ha scritto il 

  • 5

    In principio la Terra era tutta sbagliata,
    renderla più abitabile fu una bella faticata.
    Per passare i fiumi non c'erano ponti.
    Non c'erano sentieri per salire sui monti.
    Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto.
    Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.<
    ...continua

    In principio la Terra era tutta sbagliata,
    renderla più abitabile fu una bella faticata.
    Per passare i fiumi non c'erano ponti.
    Non c'erano sentieri per salire sui monti.
    Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto.
    Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
    Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
    Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
    Per fare una partita non c'erano i palloni:
    mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,
    anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
    Non c'era nulla di niente. Zero via zero, e basta.
    C'erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
    e agli errori più grossi si poté rimediare.
    Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
    rimboccatevi le maniche, c'è lavoro per tutti quanti!

    ha scritto il 

  • 4

    Non trovavo più la vecchia copia di casa, e l'ho ricomprato oggi per il nipotino di sette anni. Fa profumo d'infanzia: non il profumo della mia infanzia, che era odore di legna bruciata nella cucina economica, di arance e di pane, ma il profumo, decisamente più ricco, dell'infanzia delle ...continua

    Non trovavo più la vecchia copia di casa, e l'ho ricomprato oggi per il nipotino di sette anni. Fa profumo d'infanzia: non il profumo della mia infanzia, che era odore di legna bruciata nella cucina economica, di arance e di pane, ma il profumo, decisamente più ricco, dell'infanzia delle mie figlie, negli anni '80. Per questo io lo sento ancora come un libro modernissimo, e invece mi sono trovata a dover spiegare al nipote che una volta non c'erano i cellulari, e si facevano le telefonate interurbane passando per il centralino, e si pagavano le "unità"... Mi è sembrato di essere un archeologo più vecchio dei suoi scavi.

    ha scritto il 

  • 0

    l'oro [escrementizio]

    sulla spiaggia di Ostia (dove incontri gagarin, e leggi in romanesco), pp.47-49;
    il topo che mangiava i gatti [studiare dal vero; ripetizione della formula Eh, tu la sai lunga"], pp.100-101;
    tante domande (sulla posizione del soggetto), pp.107-108;
    il re mida (l'oro e la cacca), ...continua

    sulla spiaggia di Ostia (dove incontri gagarin, e leggi in romanesco), pp.47-49;
    il topo che mangiava i gatti [studiare dal vero; ripetizione della formula Eh, tu la sai lunga"], pp.100-101;
    tante domande (sulla posizione del soggetto), pp.107-108;
    il re mida (l'oro e la cacca), pp.96-97

    ha scritto il