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Fedeli a San Siro

Di ,

Editore: Mondadori (Strade blu)

3.4
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804608749 | Isbn-13: 9788804608745 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
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  • 1

    Che delusione questo libro che prometteva di suscitare brividi ed emozioni agli innamorati del calcio milanese. Personalmente, nonostante sia di poco più giovane degli autori e abbia un curriculum ...continua

    Che delusione questo libro che prometteva di suscitare brividi ed emozioni agli innamorati del calcio milanese. Personalmente, nonostante sia di poco più giovane degli autori e abbia un curriculum di 22 anni di abbonamento e quasi altrettanti di tifo sfegatato per il Milan, non ho trovato in queste pagine niente di niente di quel che mi aspettavo. Gli autori cercano di accompagnare con i loro ricordi intrisi di rossonero o nerazzurro un racconto sulle storie popolari della Milano degli anni '70. Esperimento non riuscito, nel senso che si cade nella banalità e nel già letto mille volte. Il contenuto è noioso e ripetitivo, soprattutto da parte di Marelli (dopo dieci volte che lo ha scritto, anche la mia poltrona ha capito che era un comunista attivista... cosa che non aggiunge niente al merito del libro, anzi). Oltre tutto c'è anche uno strafalcione nella ricostruzione storica degli eventi calcistici, da parte dello stesso Marelli, che racconta il Milan-Inter 2-2 della primavera '79 (anno della stella del Milan) con doppietta di De Vecchi ponendolo come episodio della stagione successiva (scudetto all'Inter). Per chi si prende la responsabilità di una storia calcistica incentrata su quegli anni è un errore assurdo (se non si ha memoria, basta guardare l'almanacco Panini... Io li ho tutti dal 1975 in poi). Per i non calciofili e i non tifosi potrà sembrare una recensione senza senso, e in effetto il libro non è certo rivolto a loro. Per tutti gli altri: non lasciatevi abbindolare o coinvolgere dalla romantica foto di Rivera e Mazzola che si stringono la mano all'inizio di un derby. Questo libro non vi darà niente.

    ha scritto il 

  • 0

    Nella vita di un milanista nato e cresciuto a Milano ci sono alcune certezze. Una di queste è che ogni giorno è costretto a condividere amicizie, parentele, studio, lavoro e qualche volta persino ...continua

    Nella vita di un milanista nato e cresciuto a Milano ci sono alcune certezze. Una di queste è che ogni giorno è costretto a condividere amicizie, parentele, studio, lavoro e qualche volta persino l'amore (insomma, la vita) con una quantità smodata di interisti." Claudio tifa Milan (o tiene al Milan, come direbbe lui), e non saprebbe nemmeno spiegare come sia nata questa passione, tanto gli sembra naturale. Tiziano tifa Inter e anche per lui la fede nerazzurra non ammette spiegazioni, ovvia come una funzione vitale. Calcisticamente su sponde opposte, quindi, che più non si potrebbe. Eppure i due sono amici per la pelle, da quando più di trent'anni fa si conobbero per le scale del condominio dove abitavano, nel quartiere Città Studi di Milano. Claudio e Tiziano, come si sarà capito, sono gli autori di questo libro, uno spumeggiante dialogo a distanza a colpi di miti, riti (e, perché no, liti), sfottò, equivoci, sofferenze, trionfi, scaramanzie, manie e tic da tifoso milanese. Un derby della penna in cui ognuno mette mano al proprio armamentario di "diavolo" o "serpente" per regalarci una galleria di ritratti comici e struggenti e una girandola di episodi spassosi e bizzarri: i primi calci all'oratorio (al Gallaratese quello di Claudio, a Niguarda quello di Tiziano) e il primo derby a San Siro, indimenticabile come il primo bacio... Con una prefazione di Gianni Mura. (da IBS)

    ha scritto il 

  • 0

    Allora...io non sopporto il calcio, non capisco questo rito tribale settimanale che sembra far emergere il peggio del peggio della decadenza umana, non comprendo come padri di famiglia attempati ...continua

    Allora...io non sopporto il calcio, non capisco questo rito tribale settimanale che sembra far emergere il peggio del peggio della decadenza umana, non comprendo come padri di famiglia attempati possano rendersi sgradevoli e volgari, o peggio ancora tristi all’inverosimile, di fronte a 22 trogloditi miliardari che tra l’altro, sempre più spesso, comprano e si vendono le partite. Ma tant’è.

    Il commento completo lo trovi su http://iltopocongliocchiali.blogspot.it/2012/04/fedeli-san-siro.html

    ha scritto il 

  • 5

    Bello anche per chi, come me, non capisce niente di calcio. Non solo tifo, dunque, ma anche la descrizione di un'amicizia e di una Milano negli anni sessanta, così simile alla mia città, che mi ha ...continua

    Bello anche per chi, come me, non capisce niente di calcio. Non solo tifo, dunque, ma anche la descrizione di un'amicizia e di una Milano negli anni sessanta, così simile alla mia città, che mi ha fatto tornare all'infanzia e mi ha regalato attimi di nostalgia e ricordi di atmosfere che credevo di aver dimenticato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma chi non è appassionato?

    Un bel libro scritto bene e davvero godibile, anche da chi non nutre la stessa fede incrollabile dei due autori per le due squadre meneghine o per il giuoco del calcio in genere. Non sono uno ...continua

    Un bel libro scritto bene e davvero godibile, anche da chi non nutre la stessa fede incrollabile dei due autori per le due squadre meneghine o per il giuoco del calcio in genere. Non sono uno sfegatato del pallone, non conosco a memoria le formazioni della mia squadra del cuore dalla fondazione ad oggi, non vado tutte le domeniche allo stadio e non pagherei mai e poi mai per vedere una partita qualunque su mediaset premium, ma i due autori sono bravi a coinvolgere nella loro passione anche i meno sfegatati. Godibili soprattutto (almeno per me) le riflessioni esterne al futbòl, quelle che riguardano il costume degli ultimi cinquant'anni d'Italia (o forse più), le curiosità legate alla periferia di una grande città, e gli aspetti più autobiografici raccontati in maniera coinvolgente. In realtà il calcio avrebbe potuto benissimo essere il pretesto per raccontare qualcosa d'altro, un'amicizia ad esempio... poi la passione ha preso la mano e si è indugiato un po' troppo in tecnicismi, ma alla fine il risultato complesso è sicuramente piacevole. Esecrabile il capitolo sul tifo giallorosso ma qui sono stato colpito nell'orgoglio :)

    ha scritto il 

  • 4

    difficile parlare di un libro scritto da un caro amico e da un bel conoscente. Ma la milano che ne esce, le storie che ci accomunano, sono una bella oasi, il giusto respiro per momenti di incertezza. ...continua

    difficile parlare di un libro scritto da un caro amico e da un bel conoscente. Ma la milano che ne esce, le storie che ci accomunano, sono una bella oasi, il giusto respiro per momenti di incertezza. Grazie Tiziano, grazie Claudio!

    ha scritto il