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Federico II Imperatore

Di

Editore: Garzanti

4.4
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 789 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811693055 | Isbn-13: 9788811693055 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
dalla 2^ di copertina:
"Stupor Mundi" fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia...
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  • 5

    Federico II imperatore - Ernst H. Kantorowicz

    "Federico II imperatore" (titolo originale Kaiser Friedrich der Zweite), opera apparsa a Berlino tra il 1927 e il 1931, colpisce ancora per lo stile e la raffinatezza dell’esposizione. Il colossale corredo bibliografico (cronache, fonti diplomatiche e giuridiche, documenti iconografici e architet ...continua

    "Federico II imperatore" (titolo originale Kaiser Friedrich der Zweite), opera apparsa a Berlino tra il 1927 e il 1931, colpisce ancora per lo stile e la raffinatezza dell’esposizione. Il colossale corredo bibliografico (cronache, fonti diplomatiche e giuridiche, documenti iconografici e architettonici) se da un lato può creare un certo “timore”, dall’altro evidenzia lo sforzo dello storico di Poznań di ricostruire con onestà intellettuale la figura di colui che fu definito, a ragione, “stupor mundi”.
    Riprendere in mano questo libro (a distanza di 10 anni dalla prima lettura) mi ha permesso di approfondire aspetti che all’epoca erano passati in secondo piano. Lettura fondamentale per “riconciliarsi” con la letteratura storiografica del XX secolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sontuoso ritratto dell'ultimo grande imperatore europeo, il Federico II di Kantorovicz si segnala per molti motivi, anche al di là dell'accuratezza e del rigore della ricerca storica. L'autore non nasconde l'ammirazione per l'uomo ma, altrettanto, ne evidenzia tutte le pecche e gli errori. Tuttav ...continua

    Sontuoso ritratto dell'ultimo grande imperatore europeo, il Federico II di Kantorovicz si segnala per molti motivi, anche al di là dell'accuratezza e del rigore della ricerca storica. L'autore non nasconde l'ammirazione per l'uomo ma, altrettanto, ne evidenzia tutte le pecche e gli errori. Tuttavia il suo punto di vista è attento non solo alla storia militare, diplomatica, economica, quanto soprattutto a quella dello spirito e delle idee. E' in questo senso che il libro ci fa apprezzare l'imperatore, nella sua capacità di stimolare una stagione creativa in ambito artistico e scientifico che si pone come la coda tardiva e magnifica dell'antichità o, in alternativa, come l'alba del Rinascimento. Il capitolo centrale del testo, dedicato agli anni che vanno all'incirca dal 1230 al 1240, è un cardine per l'intera lettura della vicenda umana e politica dello Staufen. Si coglie allora il peculiare intreccio della rinascita in ambito del diritto, della fondazione dell'università di Napoli, della poesia siciliana, della plastica pugliese, dell'architettura... Molte facce del medesimo e poliedrico progetto federiciano che, seppur mai attuato fino in fondo, ha lasciato tracce profonde come solchi soprattutto in Italia. Ma se Federico è stato in grado di pensare così in grande è perché non ha disdegnato di confrontarsi con tutta la realtà, passata e presente: dagli stretti rapporti con i saraceni, alla conoscenza delle tradizioni ebraiche, fino alla fascinazione per il profondo Oriente dal quale stava emergendo Gengis-Khan. E' proprio questa capacità di abbattere confini ideali prima che reali a rendere l'imperatore un modello e un precursore. E a tutto questo Kantorovicz sa dar voce con rigore e partecipazione, spogliando le vicende dagli echi profetici e miracolistici che però, per rendere chiaro come Federico abbia potuto esser visto come Cristo e Anticristo, ci fa toccare con mano. Magistrale esempio di ricostruzione storica che nulla perde del fascino della narrazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Questa non è una recensione

    "Anche Gengis Khan ebbe la sua quando fece a Federico la proposta - comprensibile solo dal punto di vista asiatico - di sottometterglisi, promettendogli, se l'avesse fatto, una carica a corte: al quale si vuole che Federico abbia prontamente risposto, che prendeva in seria considerazione l'uffici ...continua

    "Anche Gengis Khan ebbe la sua quando fece a Federico la proposta - comprensibile solo dal punto di vista asiatico - di sottometterglisi, promettendogli, se l'avesse fatto, una carica a corte: al quale si vuole che Federico abbia prontamente risposto, che prendeva in seria considerazione l'ufficio di falconiere."

    Narra l'episodio Ernst Kantorowicz nel suo grandioso Federico II imperatore. Sia vera o meno, la storiella di questo incontro epistolare ha sempre esercitato sulla mia fantasia una forte suggestione. Sarà un po' da orientalista di primo Novecento ma vedo sfiorarsi in essa i mondi lontanissimi e fiabeschi delle due figure che, una a Oriente, l'altra a Occidente, dominano l'orizzonte del XIII secolo.

    Voci confuse giungono in Europa ai tempi della grande espansione mongola, leggende sul ritorno del re cristiano d'Oriente, il Prete Gianni, che sarebbe venuto a far giustizia dei saraceni e a liberare la Terra Santa. Sono soltanto una pallida ombra della realtà di un uomo che, venuto dal nulla delle steppe mongole, ha creato nel giro di pochi anni l'impero più immenso che la storia abbia mai visto. Sulla Muraglia cinese e sull'altipiano di Persia, alle porte della terra dei Rus e alle pendici dell'Himalaya ovunque il nome che corre su tutte le bocche è quello di Gengis Khan, il Signore Oceanico, il Conquistatore del mondo.

    E mi par di vedere il messaggero che a cavallo dalla lontana Karakorum o da un enorme accampamento nella steppa parte diretto a Occidente, con la missione di portare a un re lontano che si proclama signore della Terra la magnanima offerta del Grande Khan.

    Ed ecco la lettera arrivare infine a Palermo, ove siede sul trono dei Cesari il meno tedesco dei sovrani del Sacro Romano Impero Germanico. Il gran Staufen che fu pupillo di Innocenzo III, colui che per Gregorio IX è l'Anticristo e per i tedeschi il Puer Apuliae, per tutti lo Stupor Mundi. Un imperatore mezzo normanno e mezzo svevo, imbevuto di Mediterraneo, che dalla sua dotta corte siciliana vince la Crociata accordandosi con l'amico fraterno, il sultano d'Egitto, per la cessione di Gerusalemme. L'instancabile nemico dei papi, colui che più di tutti è giunto a far prevalere il Globo e la Spada sulla Tiara e le Chiavi nello scontro in cui si decide quale debba essere la prima autorità dei cristiani e della Chiesa, se il papa o l'imperatore. L'uomo il cui spettro un domani tormenterà i sogni dei pontefici, che stermineranno la sua stirpe e ne disperderanno le ossa, e cui s'ispirerà in segreto, molto più che al Valentino, messer Niccolò Machiavelli per scrivere il suo Principe.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'opera completa sulla figura di Federico II ultimo imperatore d'Europa.


    La sua vita, la sua ascesa, il suo pensiero ed il suo carattere, le riforme giuridiche, la creazione del primo vero stato nazionale nel regno di sicilia, le lotte con i principi tedeschi, la crociata, l'eterno confli ...continua

    Un'opera completa sulla figura di Federico II ultimo imperatore d'Europa.

    La sua vita, la sua ascesa, il suo pensiero ed il suo carattere, le riforme giuridiche, la creazione del primo vero stato nazionale nel regno di sicilia, le lotte con i principi tedeschi, la crociata, l'eterno conflitto contro la chiesa che voleva annientare e scongiurare il ritorno di un Cesare potente, la reintroduzione del mito Romano, l'impostazione della Divinità dell'Imperatore e l'alba del rinascimento.

    Questo libro tratteggia perfettamente il personaggio, le sue fatiche, le sue speranza ed il perchè delle sue lotte, in più punti mi sono ritrovato a "fare il tifo" per quest'uomo chiamato non a torto stupor mundi

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro rappresenta una pietra miliare della letteratura storica medievale; scritto sul finire degli anni 30, tradotto in italiano solo negli anni '80, è il testo di riferimento cardine per docenti e studiosi della figura dell' imperatore svevo Federico II.
    800 pagine di sana lettura, ...continua

    Questo libro rappresenta una pietra miliare della letteratura storica medievale; scritto sul finire degli anni 30, tradotto in italiano solo negli anni '80, è il testo di riferimento cardine per docenti e studiosi della figura dell' imperatore svevo Federico II.
    800 pagine di sana lettura, densi di dettagli rilevanti e collegamenti perspicaci e melliflui, senza contare le innumerevoli fonti citate, come solo un grande storico tedesco puo fare.

    ha scritto il