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Federico II Imperatore

By Ernst H. Kantorowicz

(32)

| Hardcover | 9788811693055

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Book Description

dalla 2^ di copertina:
"Stupor Mundi" fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia...

12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Federico II imperatore - Ernst H. Kantorowicz

    "Federico II imperatore" (titolo originale Kaiser Friedrich der Zweite), opera apparsa a Berlino tra il 1927 e il 1931, colpisce ancora per lo stile e la raffinatezza dell’esposizione. Il colossale corredo bibliografico (cronache, fonti diplomatiche ...(continue)

    "Federico II imperatore" (titolo originale Kaiser Friedrich der Zweite), opera apparsa a Berlino tra il 1927 e il 1931, colpisce ancora per lo stile e la raffinatezza dell’esposizione. Il colossale corredo bibliografico (cronache, fonti diplomatiche e giuridiche, documenti iconografici e architettonici) se da un lato può creare un certo “timore”, dall’altro evidenzia lo sforzo dello storico di Poznań di ricostruire con onestà intellettuale la figura di colui che fu definito, a ragione, “stupor mundi”.
    Riprendere in mano questo libro (a distanza di 10 anni dalla prima lettura) mi ha permesso di approfondire aspetti che all’epoca erano passati in secondo piano. Lettura fondamentale per “riconciliarsi” con la letteratura storiografica del XX secolo.

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    Anna Valentina Farina said on Jun 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Probabilmente grazie a questo libro il mio amore per Federico II, il medioevo e la storia ha iniziato ad ardere di un fuoco che non brucia. Mastodontico, impegnativo, ma affascinante!

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    Michele Leone said on Apr 27, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Sontuoso ritratto dell'ultimo grande imperatore europeo, il Federico II di Kantorovicz si segnala per molti motivi, anche al di là dell'accuratezza e del rigore della ricerca storica. L'autore non nasconde l'ammirazione per l'uomo ma, altrettanto, ne ...(continue)

    Sontuoso ritratto dell'ultimo grande imperatore europeo, il Federico II di Kantorovicz si segnala per molti motivi, anche al di là dell'accuratezza e del rigore della ricerca storica. L'autore non nasconde l'ammirazione per l'uomo ma, altrettanto, ne evidenzia tutte le pecche e gli errori. Tuttavia il suo punto di vista è attento non solo alla storia militare, diplomatica, economica, quanto soprattutto a quella dello spirito e delle idee. E' in questo senso che il libro ci fa apprezzare l'imperatore, nella sua capacità di stimolare una stagione creativa in ambito artistico e scientifico che si pone come la coda tardiva e magnifica dell'antichità o, in alternativa, come l'alba del Rinascimento. Il capitolo centrale del testo, dedicato agli anni che vanno all'incirca dal 1230 al 1240, è un cardine per l'intera lettura della vicenda umana e politica dello Staufen. Si coglie allora il peculiare intreccio della rinascita in ambito del diritto, della fondazione dell'università di Napoli, della poesia siciliana, della plastica pugliese, dell'architettura... Molte facce del medesimo e poliedrico progetto federiciano che, seppur mai attuato fino in fondo, ha lasciato tracce profonde come solchi soprattutto in Italia. Ma se Federico è stato in grado di pensare così in grande è perché non ha disdegnato di confrontarsi con tutta la realtà, passata e presente: dagli stretti rapporti con i saraceni, alla conoscenza delle tradizioni ebraiche, fino alla fascinazione per il profondo Oriente dal quale stava emergendo Gengis-Khan. E' proprio questa capacità di abbattere confini ideali prima che reali a rendere l'imperatore un modello e un precursore. E a tutto questo Kantorovicz sa dar voce con rigore e partecipazione, spogliando le vicende dagli echi profetici e miracolistici che però, per rendere chiaro come Federico abbia potuto esser visto come Cristo e Anticristo, ci fa toccare con mano. Magistrale esempio di ricostruzione storica che nulla perde del fascino della narrazione.

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    Chicca said on Jan 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Punto di riferimento

    Da elogiare per chiarezza e accuratezza. Splendido

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    Fabio said on Dec 18, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questa non è una recensione

    "Anche Gengis Khan ebbe la sua quando fece a Federico la proposta - comprensibile solo dal punto di vista asiatico - di sottometterglisi, promettendogli, se l'avesse fatto, una carica a corte: al quale si vuole che Federico abbia prontamente risposto ...(continue)

    "Anche Gengis Khan ebbe la sua quando fece a Federico la proposta - comprensibile solo dal punto di vista asiatico - di sottometterglisi, promettendogli, se l'avesse fatto, una carica a corte: al quale si vuole che Federico abbia prontamente risposto, che prendeva in seria considerazione l'ufficio di falconiere."

    Narra l'episodio Ernst Kantorowicz nel suo grandioso Federico II imperatore. Sia vera o meno, la storiella di questo incontro epistolare ha sempre esercitato sulla mia fantasia una forte suggestione. Sarà un po' da orientalista di primo Novecento ma vedo sfiorarsi in essa i mondi lontanissimi e fiabeschi delle due figure che, una a Oriente, l'altra a Occidente, dominano l'orizzonte del XIII secolo.

    Voci confuse giungono in Europa ai tempi della grande espansione mongola, leggende sul ritorno del re cristiano d'Oriente, il Prete Gianni, che sarebbe venuto a far giustizia dei saraceni e a liberare la Terra Santa. Sono soltanto una pallida ombra della realtà di un uomo che, venuto dal nulla delle steppe mongole, ha creato nel giro di pochi anni l'impero più immenso che la storia abbia mai visto. Sulla Muraglia cinese e sull'altipiano di Persia, alle porte della terra dei Rus e alle pendici dell'Himalaya ovunque il nome che corre su tutte le bocche è quello di Gengis Khan, il Signore Oceanico, il Conquistatore del mondo.

    E mi par di vedere il messaggero che a cavallo dalla lontana Karakorum o da un enorme accampamento nella steppa parte diretto a Occidente, con la missione di portare a un re lontano che si proclama signore della Terra la magnanima offerta del Grande Khan.

    Ed ecco la lettera arrivare infine a Palermo, ove siede sul trono dei Cesari il meno tedesco dei sovrani del Sacro Romano Impero Germanico. Il gran Staufen che fu pupillo di Innocenzo III, colui che per Gregorio IX è l'Anticristo e per i tedeschi il Puer Apuliae, per tutti lo Stupor Mundi. Un imperatore mezzo normanno e mezzo svevo, imbevuto di Mediterraneo, che dalla sua dotta corte siciliana vince la Crociata accordandosi con l'amico fraterno, il sultano d'Egitto, per la cessione di Gerusalemme. L'instancabile nemico dei papi, colui che più di tutti è giunto a far prevalere il Globo e la Spada sulla Tiara e le Chiavi nello scontro in cui si decide quale debba essere la prima autorità dei cristiani e della Chiesa, se il papa o l'imperatore. L'uomo il cui spettro un domani tormenterà i sogni dei pontefici, che stermineranno la sua stirpe e ne disperderanno le ossa, e cui s'ispirerà in segreto, molto più che al Valentino, messer Niccolò Machiavelli per scrivere il suo Principe.

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    Giovanni T. said on Aug 23, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Hardcover 789 Pages
  • ISBN-10: 8811693055
  • ISBN-13: 9788811693055
  • Publisher: Garzanti
  • Publish date: 1988-03-01
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