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Fedra

By Jean Racine

(33)

| Paperback

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16 Reviews

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    Sintesi bruta della condizione umana - un Adamo&Eva only for adults

    Leggi la scrittura teatrale della Fedra di Racine e senti messa in crisi tutta la tua ammirazione per la forma romanzo dall'Ottocento in poi, compresi i suoi straordinari precursori del Seicento e del Settecento.

    L'essenzialità con la quale riesce ...(continue)

    Leggi la scrittura teatrale della Fedra di Racine e senti messa in crisi tutta la tua ammirazione per la forma romanzo dall'Ottocento in poi, compresi i suoi straordinari precursori del Seicento e del Settecento.

    L'essenzialità con la quale riesce a raccontare di uomini e donne e di come l'amore - che non è solo sessuale ma che se non fosse intensamente sessuale che amore mai potrebbe essere? - che ne spezza le vite con l'intemperanza di un dio pagano o di un destino.

    In una donna c'è la moglie e l'adultera, la madre e l'incestuosa, l'amante e l'odiante: un solo personaggio possiede tutti i caratteri coi quali si può dar vita a una intera commedia umana.

    Di uomini, siccome sono sempre meno capaci, ce ne vogliono almeno due.

    Poi la crisi passa perché ti dici: in Racine c'è davvero tutto il necessario, ma il bello della modernità - e del romanzo che la racconta - è la scoperta successiva, l'aver scoperto come altrettanto necessario, per l'umano, sia anche il superfluo.

    Titolo provvisorio della recensione: "Sintesi bruta della condizione umana - un po' come l'Adamo ed Eva biblico in versione adulta e non pensata apposta perché i bambini restino bambini a vita, scandalizzandoli con l'ideologia che blocca lo sviluppo invece che con le verità che lo mettono in fuga portandolo lontano."

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    Coda said on Oct 5, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sono mai stata una fan delle tragedie, particolarmente di quelle da datare col Carbonio 14 o comunque di ispirazione classica, ma questa Fedra mi ha lasciata senza parole. I suoi personaggi sono indimenticabili, cosa sorprendente per un'opera cos ...(continue)

    Non sono mai stata una fan delle tragedie, particolarmente di quelle da datare col Carbonio 14 o comunque di ispirazione classica, ma questa Fedra mi ha lasciata senza parole. I suoi personaggi sono indimenticabili, cosa sorprendente per un'opera così breve; ma probabilmente questo fa parte della sua potenza. Da leggere preferibilmente in francese, ma anche la traduzione è ottima.

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    l'aura said on Aug 31, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ritrovare lo sguardo

    Un’opera è, e appare grande, se è capace di destare in chi legge un’esperienza di vera contemplazione.
    “L’infinito” di Leopardi per esempio, o “Il cantico delle creature” o anche versi più recenti e vicini a noi come “Talor, mentre cammino solo al s ...(continue)

    Un’opera è, e appare grande, se è capace di destare in chi legge un’esperienza di vera contemplazione.
    “L’infinito” di Leopardi per esempio, o “Il cantico delle creature” o anche versi più recenti e vicini a noi come “Talor, mentre cammino solo al sole” di Sbarbaro, sono esempi eloquenti di opere di vera contemplazione.
    Grazie a queste opere ci sembra di ritrovare lo sguardo, o almeno intuiamo cos’è o com’è guardare, avere o essere uno sguardo.

    “Fedra” di Racine è credo un’opera di questo tipo.

    In “Fedra” è possibile contemplare la nostra vita come un continuo sconvolgimento d’immagini e piani sotto l’azione di forze e sentimenti che sono schiaccianti come dèi. Essere “io” in un tale mondo vuol dire cercare di abitarlo secondo una misura fragile che, per quanto faticosamente guadagnata, può in un attimo venir meno lasciandoci precipitare nella sventura.

    E nell’istante in cui precipitiamo avere la grazia di non diventare sempre più ciechi, ma come Ippolito o Teseo o Fedra ottenere per un attimo lo sguardo che non poteva diventare nostro prima che noi stessi diventassimo nessuno.

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    Anagramma said on Jul 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non riesco a non leggere qualche verso di quest'opera ogni tanto, ne sento il bisogno perchè alcune strofe rieccheggiano così tanto dentro di me che mi fanno venire i brividi...da volermele tatuare ;-) Questa tragedia è il paradigma delle passioni um ...(continue)

    Non riesco a non leggere qualche verso di quest'opera ogni tanto, ne sento il bisogno perchè alcune strofe rieccheggiano così tanto dentro di me che mi fanno venire i brividi...da volermele tatuare ;-) Questa tragedia è il paradigma delle passioni umane, prima fra tutte l'Amore, delle debolezze umane, del mistero, della verità, insomma è l'emblema di una Donna Vera, Forte Innamorata che ha rischiato tutto per questo sentimento!
    Amate con la stessa intensità di Phèdre!!!

    Ecco le tanto amate parole che porterò sempre nel cuore:
    Acte premier, Scène III

    "Je le vis, je rougis, je pâlis à sa vue ;
    Un trouble s'éleva dans mon âme éperdue ;
    Mes yeux ne voyaient plus, je ne pouvais parler,
    Je sentis tout mon corps et transir et brûler.
    (...)
    J'ai conçu pour mon crime une juste terreur.
    J'ai pris la vie en haine et ma flamme en horreur ;
    Je voulais en mourant prendre soin de ma gloire,
    Et dérober au jour une flamme si noire."

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    Francesina 90 said on Apr 16, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davvero un bel leggere.
    Mi sembra di ricordare, dai tempi del liceo, che quella di Seneca fosse un po' più brutale, mentre questa ci va forse un po' più "morbido". Rispetto invece a Euripide, qui si mette al centro Fedra anziché Ippolito; però non sa ...(continue)

    Davvero un bel leggere.
    Mi sembra di ricordare, dai tempi del liceo, che quella di Seneca fosse un po' più brutale, mentre questa ci va forse un po' più "morbido". Rispetto invece a Euripide, qui si mette al centro Fedra anziché Ippolito; però non saprei proprio fare un confronto.
    Quel che posso aggiungere è che quella di Racine andrebbe letta in francese, soprattutto per godere delle rime che in italiano non sono rese sempre alla perfezione.

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    Marco Renzi [costello89] said on Feb 21, 2011 | Add your feedback

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    E vi diffonde il segreto d'un respiro gelato:
    Già vedo attraverso una nube, un denso velo,
    Lo sposo offeso dalla mia presenza, il cielo;
    E la morte, togliendo ai miei occhi la chiarezza,
    Al giorno che insozzavo rende la sua purezza.

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    Le Roux said on Nov 23, 2010 | Add your feedback

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