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Fedro

Testo greco a fronte

Di

Editore: Bompiani

4.2
(444)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8845290654 | Isbn-13: 9788845290657 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un discorso che è per molti versi un approfondimento di temi che Platone aveva già trattato nella Repubblica: da una parte il tema della natura e della composizione dell'anima, qui legato al tema dell'amore, dall'altro il tema della dialettica come scienza principe e antecedente a tutte le ...continua

    Un discorso che è per molti versi un approfondimento di temi che Platone aveva già trattato nella Repubblica: da una parte il tema della natura e della composizione dell'anima, qui legato al tema dell'amore, dall'altro il tema della dialettica come scienza principe e antecedente a tutte le altre scienze.
    Contiene inoltre la più esplicita critica platonica alla scrittura: il libro non discute ma afferma sempre la stessa cosa e, soprattutto, non è in grado di scegliere il suo interlocutore. C'è dunque il rischio che un inadatto legga un libro e ne travisi completamente il senso... E la storia non è forse piena di esempi del genere? Che fine fece Nietzsche sotto il nazismo?

    ha scritto il 

  • 0

    Due grandi temi, l'amore e la retorica, e l'emergere di tanti concetti platonici (il sapere, le parole e la scrittura, la dottrina delle idee e molti altri) in un dialogo piacevole e di facile comprensione.

    ha scritto il 

  • 0

    1* Platone

    Mi ha forse sorpreso come, più che costituirne le origini, Platone sia stato mutuato (smembrato, a tranci) nell'impianto ideologico e morale del cristianesimo (o del paolanesimo)
    E in Fedro è lo stesso Platone a preconizzare la manipolazione dei sui scritti, cristallizzati e indifesi propri ...continua

    Mi ha forse sorpreso come, più che costituirne le origini, Platone sia stato mutuato (smembrato, a tranci) nell'impianto ideologico e morale del cristianesimo (o del paolanesimo)
    E in Fedro è lo stesso Platone a preconizzare la manipolazione dei sui scritti, cristallizzati e indifesi proprio perché fissati su carta.

    Con Platone torno a chiedermi perché retorica e dialettica siano state cancellate dal percorso di studi.

    ha scritto il 

  • 4

    Che voglia di filosofia!

    Platone ha il merito di non sviscerare a fondo un argomento, lascia spazio alla riflessione personale. I temi in questo libro sono tanti e molti quelli che meritano uno studio più approfondito. Fa venir voglia di tante altre letture ma allo stesso tempo di smettere di leggere e pensare un po' da ...continua

    Platone ha il merito di non sviscerare a fondo un argomento, lascia spazio alla riflessione personale. I temi in questo libro sono tanti e molti quelli che meritano uno studio più approfondito. Fa venir voglia di tante altre letture ma allo stesso tempo di smettere di leggere e pensare un po' da soli.

    Il testo greco a fronte è ovviamente utile solo per chi conosce questa lingua.....

    ha scritto il 

  • 5

    «E poi disse la cosa più sottile, l'astuto seduttore: disse questo, che l'amante è più divino dell'amato perché dio è nel primo ma non nell'altro…» (La morte a Venezia - T. Mann)

    Il più bucolico e frammentato dei dialoghi platonici: il sapiente satiro Socrate e il giovane riccioluto Fedro s’intrattengono fuori dalle mura di Atene dialogando fra platani, sotto la cui ombra aspettano passi l’afa del mezzogiorno, mentre le muse ispirano cicale cantanti tutt’intorno.


    S ...continua

    Il più bucolico e frammentato dei dialoghi platonici: il sapiente satiro Socrate e il giovane riccioluto Fedro s’intrattengono fuori dalle mura di Atene dialogando fra platani, sotto la cui ombra aspettano passi l’afa del mezzogiorno, mentre le muse ispirano cicale cantanti tutt’intorno.

    Si narra tra l’altro della vita dell’anima nell’iperuranio in dantesca contemplazione delle forme divine («…immersi in una luce pura, noi stessi puri e privi di questa tomba che ora ci portiamo in giro col nome di corpo, imprigionati in esso come un’ostrica…») e della successiva caduta luciferina dell’alata biga dell’anima per una colpa sconosciuta, nonché delle ali perdute che rispuntano all’improvviso solo incrociando sulla terra la Bellezza (profonda, essenziale, di cui partecipa) dell’oggetto amato.

    Così, ecco “l’eros che si fa parola”: prima la seduzione intellettiva, poi dialettico copulare, quindi fecondazione nell’animo dell’amato dei logoi e successiva perpetuazione del sapere, visto che l’amato a sua volta diviene cercatore del Bello, e dunque dialettico-filosofo.
    (sì, ma non provate a fare questo a casa – n.d.L.)

    Non si risparmiano critiche ai saperi tradizionali, accettati passivamente ma non indagati razionalmente, e ai persuasori dalle belle parole, che farebbero credere anche che un asino sia la migliore cavalcatura e l’amore/Eros il peggiore degli dèi.

    In ultimo, la stra-citata, stra-studiata e ormai tediosa critica alla scrittura, che a diciassette secoli di distanza attirerebbe l’astio di qualsiasi anobiiano, eppure in qualcosa ancor valida: la conoscenza si può realizzare solo nella comunicazione diretta tra anime.
    Nell’era di internet non ha molto senso, eppure è come dire che la vita non la troveremo nei discorsi arrotolati su pergamene o nello smile di emmessenne, ma forse in una bottega periferica qualunque di un’abbruttita moderna Atene, dove incrociare lo sguardo d’un Fedro o d’un’Anattoria, e d’un tratto riscoprirsi, in delirante in-divinirsi, sulla schiena, un paio d’ali.

    (ma non cercheremo più un Bene assoluto, né studieremo per 40 anni matematica(!) sognando una Repubblica con tanto di controllo delle nascite, mio caro spocchioso Aristocle ,detto Plato.)

    *

    SOCR. O caro Pan, e quanti altri dèi qui dimorate, fate che io sia bello di dentro. Che io ritenga ricco chi è sapiente e che di denaro ne possegga solo quanto non ne può prendere e portare altri che il saggio.

    ha scritto il