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Ferite profonde

Di

3.8
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 528 | Formato: Altri

Isbn-10: 8862511108 | Isbn-13: 9788862511100 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    “Troppi misteri, troppi punti oscuri, troppi elementi senza senso” “E’ tutto terribilmente ingarbugliato. Su cosa stiamo indagando ?” Discreto ma molto faticoso!.

    ha scritto il 

  • 4

    la Neuhaus migliora rispetto alla Donna malvista e si percepisce lo stile che me l'ha piacere in Biancaneve deve morire buona tensione nella narrazione anche se leggendo bisogna appuntarsi i nomi di ...continua

    la Neuhaus migliora rispetto alla Donna malvista e si percepisce lo stile che me l'ha piacere in Biancaneve deve morire buona tensione nella narrazione anche se leggendo bisogna appuntarsi i nomi di tutti i personaggi, una miriade impossibile a ricordarsi

    i due Bodestein e Pia mi piacciono sempre di più, umani finalmente in una selva di poliziotti supereroi

    ha scritto il 

  • 4

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/

    Eccoci in Germania, ancora alle prese con ebrei e nazisti quasi settant'anni dopo le vicende della seconda guerra mondiale. ...continua

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/

    Eccoci in Germania, ancora alle prese con ebrei e nazisti quasi settant'anni dopo le vicende della seconda guerra mondiale. Alcuni personaggi di spicco della comunità ebraica iniziano a morire e in qualche modo la vicenda arriva molto vicino a Vera Kaltensee, anche lei ebrea, e famosa per i successi imprenditoriali e per la beneficienza. Eppure, tutte le persone morte hanno collegamenti netti con le SS. La quarta di copertina è più ampia della sinossi che vi ho riportato sopra e incuriosisce molto di più. Ammetto che il libro mantiene le promesse. La trama è complessa, elaborata, fantasiosa e si dipana lentamente fino al finale. I personaggi coinvolti sono molti e questo permette di spaziare con gli scenari e di alternare le azioni. Per contro, questo frammenta molto la storia e, soprattutto all'inizio, quando non si conoscono ancora bene tutti i protagonisti, confonde un po' il lettore e rischia di fargli perdere alcuni elementi che successivamente si rivelano importanti. Senza limitarsi semplicemente ai fatti principali, l'autrice inserisce anche piccole vicende personali, momenti privati e riflessioni su piccoli fatti quotidiani. Da un lato lo apprezzo, dall'altro in questo libro danno l'impressione di essere buttate lì o per umanizzare un po' i personaggi (poi spiegherò meglio quest'idea) o, addirittura, per allungare le pagine. Lo preciso perchè in questi momenti mi sono ritrovata a pensare 'Sì ma che me ne frega?' Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il finale. Ci sono degli elementi sulla cui possibilità di accadimento ho dubitato. Cose che non sono chiaramente impossibili, ma fortemente improbabili. Non era una cosa necessaria al fine della storia, poteva risolverla allo stesso modo senza questi elementi. Qualcuno potrà apprezzare l'originalità e l'idea, a me invece non è piaciuta e mi è sembrato solo un modo per fare scena, per colpire il lettore con un effetto speciale che lo ripaghi di essere arrivato in fondo. Ecco, io non ne avevo bisogno, la storia mi era sembrata buona e interessante già così e quegli elementi, invece di esaltarmi mi hanno fatta sbuffare.

    Personaggi: Troppi per elencarli tutti e parlarne uno per uno, ma il mio pensiero è uguale per tutti e posso riassumerlo. I personaggi della Neuhaus sono brutti. E' il suo secondo libro che leggo e in entrambi ho riscontrato la stessa cosa. Sono noiosi, patetici, sempre afflitti da qualche dranna, opachi e tutti uguali. A distanza di pochisismi giorni non si fatto ricordare e si tende a confonderli.per alcuni di essi sembra quasi che inserisca degli elementi per qualche avvenimento e poi rimangono fili morti. Forse le parentesi sulle vicende personali dovrebbero servire a caratterizzarli, ma annoiano e basta e non sono in grado di suscitare empatia.

    Stile: La Neuhaus utilizza un registro medio senza volgarità (se non in rarissimi casi e sempre intonate al personaggio e al momento). Buono il vocabolario che comunque rientra nella media. Se la cava anche nelle spiegazioni tecniche e nelle descrizioni (non troppo ampie). Sempre sulle spiegazioni però non mi piace l'uso che ha di rimandare tutto alla fine con il personaggio di turno che in 20 pagine racconta tutti i motivi. Preferisco informazioni più sparse.

    Giudizio finale complessivo: Una trama carina e curiosa, che mi avrebbe appassionata di più se non fosse stata ammorbata da protagonisti noiosi e insignificanti, con vite noiose. Purtroppo è la seconda volta che mi capita con quest'autrice (e due romanzi ha scritto quindi c'è anche poco da scegliere) e se la prima volta poteva essere un po' di inesperienza, adesso mi è chiaro che i suoi personaggi non mi piacciono. Una bella trama, ben scritta e ben risolta è importante, ma per me è altrettanto importante avere personaggi con cui riesco ad entrare in sintonia, che smuovono qualcosa dentro o che comunque posso capire ed apprezzare, cosa che in questo libro non ho trovato. Rimane una mia esigenza personale e tolto questo, Ferite profonde è un bel thriller, che incuriosisce. E' ben strutturato e ben condotto e, se non è proprio immancabile, comunque agli appassionati del genere lo consiglio. Voto: 7/10

    ha scritto il 

  • 4

    http://www.readingattiffanys.com/2013/04/recensioni-ferite-profonde.html

    Quando il corpo dell'anziano Goldberg viene ritrovato senza vita e martoriato da un colpo di pistola le indagini per Pia e ...continua

    http://www.readingattiffanys.com/2013/04/recensioni-ferite-profonde.html

    Quando il corpo dell'anziano Goldberg viene ritrovato senza vita e martoriato da un colpo di pistola le indagini per Pia e Oliver risultano nebulose: cosa significa il numero 16145 scritto con il sangue sul corpo della vittima? Ben presto altri corpi verranno ritrovati e i misteri che avvolgono questo caso porteranno i nostri investigatori sino alla Seconda Guerra Mondiale ed alle SS. Un intrigo ben orchestrato fa di questo secondo romanzo di Nele Neuhaus un romanzo migliore del primo che l'aveva consacrata maestra del thriller. I suoi personaggi risultano sempre oscuri e il lettore viene catturato sin da subito dalla voce fuori campo che esegue gli omicidi: chi sarà? Con grande maestria l'autrice svia i nostri sospetti e con il susseguirsi delle pagine rimaniamo incatenati alla storia cercando di smascherare il colpevole prima degli investigatori. La coppia consolidata nel primo romanzo formata da Pia ed Oliver risulta subito vincente: nuovi retroscena delle loro vite vengono svelati ma è soprattutto la netta distinzione caratteriale che lega a loro il lettore rendendoli sin dal primo romanzo veritieri e simpatici. La trama di questo secondo romanzo è più ingarbugliata rispetto al primo ma non c'è mai un calo di tensione nella narrazione: nuovi eventi e personaggi si aggiungono mano a mano che la storia procede rendendola sempre più intrigante. Risultano come sempre un pochino ostici i nomi dei personaggi così diversi dai soliti che siamo abituati a leggere ma questo non causerà disagi al lettore. Un romanzo davvero consigliato agli amanti del genere giallo: la suspance e gli intrighi non vi deluderanno!

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo. Una saga familiare con tanti scheletri nell'armadio + parecchi morti freschi. Intrigante. E anche buon esercizio di ginnastica mnemonica (focalizzare i tanti personaggi un capitolo si e ...continua

    Ottimo. Una saga familiare con tanti scheletri nell'armadio + parecchi morti freschi. Intrigante. E anche buon esercizio di ginnastica mnemonica (focalizzare i tanti personaggi un capitolo si e quattro no).

    ha scritto il 

  • 4

    Come un caleidoscopio.....

    Ho conosciuto Nele Neuhaus con Biancaneve deve morire e ne ho apprezzato lo stile e la capacità di coinvolgere il lettore fino all’ultima riga dell’ultima pagina, e senza dubbio Ferite profonde ...continua

    Ho conosciuto Nele Neuhaus con Biancaneve deve morire e ne ho apprezzato lo stile e la capacità di coinvolgere il lettore fino all’ultima riga dell’ultima pagina, e senza dubbio Ferite profonde è una piacevolissima conferma . Avete presente un calidoscopio? Quel piccolo strumento con all’interno specchi che formano tante figure e che riflettono e cambiano ad ogni movimento? Ecco, è quello che mi è venuto in mente leggendo questo romanzo. Tutto sembra il contrario di tutto, le situazioni cambiano radicalmente, la trama è una tela intricata che viene intessuta sotto i nostri occhi mano mano che la lettura va avanti. Ad ogni capitolo sembra di aver capito tutto per essere poi smentiti dopo poche pagine. Era una specie di puzzle. Ogni singolo pezzo aveva un significato che sarebbe apparso chiaramente una volta completato il quadro. Mi piace da matti questo stile, mi piace come scrive la Neuhaus, è davvero brava nel coinvolgere prima e sconvolgere poi il lettore con storie avvincenti e personaggi ottimamente strutturati. Con Ferite profonde ci troviamo di fronte ad un romanzo che non è solo un thriller, ma una torbida storia di bugie e tradimenti che hanno radici profonde nel nazismo e nella seconda guerra mondiale e che sfociano nell’omicidio di David Goldberg ultranovantenne, giustiziato con un colpo alla nuca. Il vecchio era inginocchiato sul lucido pavimento di marmo del corridoio, a neanche tre metri dalla porta d’ingresso. La parte superiore del corpo era rovesciata in avanti, la testa in una pozza di sangue. Per Bodenstein era impossibile distinguere le fattezze del viso, o meglio, di ciò che ne restava. La pallottola mortale era entrata da dietro, ma il foro scuro sul lato posteriore del cranio si vedeva appena. All’uscita il proiettile aveva però causato notevoli danni. Gli indizi sulla scena del delitto e un particolare tatuaggio sul braccio della vittima mettono sul piede di guerra il commissario Oliver von Bodenstain e Pia Kirchoff (coppia di investigatori già presente in Biancaneve deve morire). La situazione si complica ancora di più con l’omicidio di altri due anziani, anche loro giustiziati con un colpo di pistola in testa, amici di Goldberg e tutti collegati alla ricca Vera Kaltansee. Sarà difficile venire a capo dell’intricata matassa anche perchè il bandolo è difficile da trovare, i Kaltansee sono una famiglia potente ma dietro alla facciata di perbenismo si cela una sconvolgente e fitta rete di menzogne che verrà svelata solo alla fine inchiodando il lettore alle pagine. Ci tengo a puntualizzare (precisazione è doverosa per chi come me è un fanatico della serialità) che Ferite profonde non è il seguito di Biancaneve deve morire, anche se uscito dopo, ma non è neanche il primo della serie, e questo mi ha infastidita e mi ha creato qualche problema iniziale perchè si fa riferimento a personaggi o casi precedenti sconosciuti. Mi chiedo il motivo di questa pubblicazione “ballerina”.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' lento l'inizio a causa dei tanti personaggi che prendono parte alla vicenda. Superate le lunghe presentazioni, si trasforma in un giallo avvincente ed intrigante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Allora, l’assassino è … No, non ve lo dico, perché troppo facile e poco gratificante. Il bello di un libro è proprio l’addentrarsi nelle vicende, comprenderne i personaggi con le sfumature ...continua

    Allora, l’assassino è … No, non ve lo dico, perché troppo facile e poco gratificante. Il bello di un libro è proprio l’addentrarsi nelle vicende, comprenderne i personaggi con le sfumature del loro carattere e dei loro comportamenti, seguendo le indicazioni che lo scrittore di turno ci lascia filtrare durante la sua narrazione. Questa volta il merito di tanta creatività va a Nele Neuhaus, scrittrice tedesca famosa per Biancaneve deve morire, romanzo che precede quello di cui vi parlo e che ho già incluso nella mia wish list, fra le letture obbligate. Ferite profonde ha il mio totale feedback positivo. È innegabilmente un thriller ricco di tutto: non solo suspense, intreccio e indagini investigative ad alto livello, ma tanti efferati delitti (con una media di un delitto ogni 24 pagine) e tantissimi personaggi di cui conoscere la storia, i segreti, le bugie e, soprattutto, di cui sospettare. Le indagini si svolgono a ritmo serrato e a condurle sono una coppia di investigatori che sanno il fatto loro, Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff. Nomi complicati, come quelli di tutti i personaggi, ma una volta che ci si addentra nella storia, seguirli passo dopo passo, mentre indagano e intrecciano le loro vite con i casi da risolvere, che si sommano l’uno agli altri, tutto entra in un’ottica diversa e la finzione narrativa si compone. Se amate i grandi romanzi con famiglie numerose, apparentemente tranquille e prive di segreti, questo è il thriller che fa per voi.

    Inizia con l’omicidio di David Joshua Goldberg, 92enne ebreo appena tornato in Germania dopo 60 anni trascorsi negli Stati Uniti. Le modalità dell’omicidio fanno pensare a una vera e propria esecuzione: un colpo alla nuca sparato mentre la vittima era in ginocchio. Ancora più sconcertanti poi sono i ritrovamenti successivi: un numero misterioso, 16145 (che può essere qualsiasi cosa), scritto col sangue su uno specchio e un tatuaggio in tutto e per tutto identico a quello delle SS. Un ebreo con un tatuaggio nazista non può essere reale, qualcosa non torna: l’uomo ha vissuto una vita nella menzogna. E non è il solo. Presto il commissario capo Oliver von Bodenstein e la collega Pia Kirchhoff devono inoltrarsi nella vita della vittima e nella fitta rete delle sue amicizie, mentre rapidamente la situazione si complica e vengono uccise altre due persone: un uomo di 86 anni e una donna di 88, entrambi giustiziati con un colpo alla testa esploso da una vecchia pistola risalente alla seconda guerra mondiale. A legare le vittime, oltre all’età avanzata e al misterioso numero 16145, è anche il fatto che tutte e tre fossero state invitate all’85esimo compleanno di Vera Kaltensee, una ricca vedova della zona.

    Ferite profonde vi riporta all’atmosfera della trilogia Millennium larssoniana, poiché la trama avvincente non manca di coinvolgere il lettore negli intrighi familiari dei Kaltensee, dove tutti nascondono qualcosa, che non vogliono nessuno sappia. Bugie e menzogne si sovrappongono alterando la realtà, confondendo gli avvenimenti storici, riportando indietro gli orrori del nazismo e intrecciandoli a vendette familiari che il tempo non ha cancellato. Mentre il vecchio rancore esplode e le vittime aumentano numericamente, soltanto Bodenstein e Pia possono riportare a galla la verità e fermare la nuova ondata di orrore.

    Originale, imprevedibile, sconvolgente e con un finale inimmaginabile. Le verità nascoste sono così tante che è complicato districarsi nell’intreccio tra i personaggi ed è proprio questa componente a rendere interessante e piacevole da leggere questo thriller.

    ha scritto il