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Ferito

Di

Editore: Nutrimenti (Greenwich; 7)

4.2
(231)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8888389997 | Isbn-13: 9788888389998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Rossari

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Qualcosa sta per accadere – la consapevolezza di questa tensione è l’ossatura del libro – perché nulla accade mai a Highland, Wyoming, profondo e gelido West, dove un impenetrabile cowboy di mezz’età, uno tra John Wayne e Gary Cooper, vedovo, laureato in Storia dell’arte con una passione per Klee, Kandinskij e le caverne, vive la sua appartata quotidianità fatta di giornate che iniziano alle cinque e trenta, un centinaio di chili di merda di cavallo da spalare, cavalli difficili da addestrare, un cucciolo di coyote con tre zampe da curare. Perché la comunità locale, compresi gli amici del protagonista, apostrofa con pesanti epiteti il ragazzo gay scomparso? È l’intolleranza bruta che permea il doppio fondo dell’etica individuale, una reazione che ricorda da vicino i cartelli ("Dio odia i froci", "Cambiate o bruciate") imbracciati da migliaia di persone comuni nelle contromanifestazioni “per ristabilire i princìpi etici” dopo il tragico omicidio del giovane Matthew Shepard nel 1998. Everett, stavolta con uno stile disadorno e lontano da qualsiasi genere (“non ho mai scritto western, ho scritto alcuni romanzi ambientati nel West”), dimostra che la narrativa è un mezzo, e che qui la suspance non è tanto data da ciò che il lettore non si aspetta che accada, ma dal fatto che accada ciò che il lettore sa perfettamente debba accadere. Su tutto, tra le righe di questo romanzo, ci sono Emily, il cucciolo di coyote a tre zampe, che punteggia la neve attorno al ranch con le sue orme strane, e Peste, un mulo ingovernabile in grado di aprire i cancelli della stalla e che non sta mai fermo, come il pensiero libero di una mente liberata, finalmente, dalla disillusione della successiva ferita da curare. Perché prima o poi il tempo per le parole sarà finito.
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  • 3

    Non so, pensavo meglio visto le recensioni entusiastiche. Everett è bravo, la storia non è male, i personaggi sono ben delineati, ma il tutto è un po' leggerino, non è graffiante, sta in superficie, s ...continua

    Non so, pensavo meglio visto le recensioni entusiastiche. Everett è bravo, la storia non è male, i personaggi sono ben delineati, ma il tutto è un po' leggerino, non è graffiante, sta in superficie, sembra di leggere un romanzo di Lansdale solo meno divertente.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplice e cazzuto (o semplicemente cazzuto?)

    Avete presente quel vecchio che si mette a raccontare una storia davanti al fuoco, quello che tutti ci immaginiamo ma nessuno ha mai conosciuto? Ecco, Percival Everett è quel vecchio, Ferito la storia ...continua

    Avete presente quel vecchio che si mette a raccontare una storia davanti al fuoco, quello che tutti ci immaginiamo ma nessuno ha mai conosciuto? Ecco, Percival Everett è quel vecchio, Ferito la storia.
    Per leggere la recensione completa: http://wp.me/p4X9gY-7J

    ha scritto il 

  • 3

    LETTURA COLLETTIVA (GRUPPO OMONIMO) DI NOVEMBRE 2014 consigliato da SERY-AMENTE

    Ho comperato e letto questo libro dopo aver letto recensioni molto favorevoli ma ammetto che non mi ha convinto fino in fondo......
    Lo stile con cui l'autore scrive è scorrevole e la vicenda, pur con ...continua

    Ho comperato e letto questo libro dopo aver letto recensioni molto favorevoli ma ammetto che non mi ha convinto fino in fondo......
    Lo stile con cui l'autore scrive è scorrevole e la vicenda, pur con un tocco di "giallo", facile da seguire però le importanti tematiche trattate (omosessualità, razzismo e tumore dello zio del protagonista) sembrano affrontate con leggerezza e "servono" , a mio avviso, solo da cornice alle vicende della storia d'amore del protagonista.
    Le sue 230 pagine ( e poco più) mi sono sembrate poche per raccontare una vicenda dai numerosi risvolti....... Forse sviluppato in maniera più ampia mi avrebbe sicuramente coinvolto di più!

    ha scritto il 

  • 4

    Frontiere

    Primo (ma non sarà certamente l’ultimo…) libro di Percival Everett che mi capita di leggere, “Ferito” è un romanzo anomalo e inclassificabile: troppo duro e minaccioso per rientrare nella narrativa ma ...continua

    Primo (ma non sarà certamente l’ultimo…) libro di Percival Everett che mi capita di leggere, “Ferito” è un romanzo anomalo e inclassificabile: troppo duro e minaccioso per rientrare nella narrativa mainstream, seppure in ambito western, ma troppo libero per essere annoverato fra i polizieschi o thriller a cui l’ho sentito accomunare; e proprio questa sua inafferrabilità determina il fascino di quest’opera almeno secondo i miei gusti, in quanto ben lontana dai cliché di genere che recentemente mi hanno un po’ saturato.

    Il protagonista narrante simboleggia quest’atmosfera indefinibile, anche perché un rancher di colore non è personaggio frequente nella narrativa americana; nel suo carattere ho trovato qualche traccia del Robicheaux di James Lee Burke (se proprio vogliamo restare nel genere…) per il suo rapporto con gli animali, la cura dettagliata del proprio lavoro di allevatore (qui di cavalli, là di gamberetti), il rapporto con i familiari, la squisita descrizione della natura circostante. Ma certamente Burke, da autore di polizieschi, immette molta più azione, indagine e intreccio nelle sue trame, mentre qui il racconto si fa a tratti rarefatto e contemplativo, “lento” direbbe un appassionato esclusivo di thriller.

    L’ambiguità stilistica e razziale si estende anche alle connotazioni sessuali dei personaggi ed anche il protagonista si trova a fare i conti con situazioni in cui la sua stessa identità viene messa in discussione e l’affetto paterno, seppure vicario, sfuma verso altre sensazioni che soprattutto nel West Wyoming non hanno vita facile ed espongono a rischi maggiori di quelli determinati dal gelo e dalle altre insidie dei luoghi.

    In conclusione proprio l’atmosfera sembra il vero protagonista del libro, in primo piano quella della natura selvaggia e degli animali, a loro volta in parte selvatici in parte addomesticati, ma mai fino in fondo come l’ineffabile e ingovernabile mulo, il cucciolo di coyote a tre zampe, il cavallo palomino che mette a dura prova anche l’addestratore più esperto. Su questo paesaggio ambientale, se non idilliaco almeno armonioso e appagante, incombe tuttavia un senso palpabile di minaccia, di tensione, di corda tesa che Everett è molto abile a costruire e che rappresenta un ingrediente fondamentale nel conferire a “Ferito” la sottile indefinibilità cui alludevo all’inizio.

    ha scritto il 

  • 5

    librone

    che dire..., molto bello, molto bellissimo il personaggio JOHN. Simbolico, silenziosamente educativo come i buoni esempi. .... non ho capito il titolo, che mi ha fatto pensare ad un libro diverso, inv ...continua

    che dire..., molto bello, molto bellissimo il personaggio JOHN. Simbolico, silenziosamente educativo come i buoni esempi. .... non ho capito il titolo, che mi ha fatto pensare ad un libro diverso, invece c'è dolcezza, anche dolore ma dolcezza di più.. e amore quello generale e generico, per tutto; e c'è cattiveria, ignoranza e violenza!, ma amore di più, tanto di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Quel ragazzo sta scivolando su un fiume di lava con un canotto

    E' più teso di un repubblicano che ha formulato un pensiero tutto suo

    E non l'amavo perché avevo bisogno di amare qualcuno, ma perché lei ...continua

    Quel ragazzo sta scivolando su un fiume di lava con un canotto

    E' più teso di un repubblicano che ha formulato un pensiero tutto suo

    E non l'amavo perché avevo bisogno di amare qualcuno, ma perché lei non sarebbe mai sparita. E non intendevo fisicamente, ma dalla mia testa

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' di western (ma senza indiani). Un po' di sana love story. Un po' di difesa dei più deboli (qua omosessuali inside). Storia facile ma ben congegnata. Date fiducia a Percival.

    ha scritto il 

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