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Fermati tanto così

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.1
(193)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8884907543 | Isbn-13: 9788884907547 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Health, Mind & Body

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Descrizione del libro
Il protagonista deve fare il suo servizio civile in un istituto di bambini "difficili". L'impatto con la realtà drammatica, dopo la famiglia, le amicizie, l'università, mette a confronto le ansie nevrotiche e le attese di un giovane "normale" con un universo sconosciuto, quello della malattia psichica, dove la comunicazione è difficoltosa, spesso fraintesa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mi spiace dare una valutazione negativa però onestamente non mi ha preso. L'autore racconta dell'anno trascorso all' interno di un istituto di suore come educatore di bambini con problemi psichici. ...continua

    Mi spiace dare una valutazione negativa però onestamente non mi ha preso. L'autore racconta dell'anno trascorso all' interno di un istituto di suore come educatore di bambini con problemi psichici. Quindi mi aspettavo che parlasse di fatica, gioia, dolore, vittorie e sconfitte. Invece nulla di tutto questo. Il libro narra la storia piatta della sua vita in Istituto mettendo se stesso invece che i bambini come protagonista. Preferisce raccontare del pulmino dell'istituto o dei suoi incontri in discoteca piuttosto che dei suoi successi/insuccessi con i bambini. Un esempio: ad un certo punto narra che una coppia si era interessata ad un bambino, lo aveva illuso e poi era sparita. Qui mi aspettavo che raccontasse se c'era stata una reazione da parte del bambino, degli educatori, come avevano gestito la cosa. Nulla di questo, dopo aver raccontato l'episodio un bel colpo di spugna e andiamo avanti con un altro argomento. Incompleto

    ha scritto il 

  • 3

    E' il racconto dell'anno vissuto dall'autore come obiettore di coscienza in una clinica per bambini con problemi: alcuni sono autistici, altri hanno situazioni disastrose in famiglia e ne sono stati ...continua

    E' il racconto dell'anno vissuto dall'autore come obiettore di coscienza in una clinica per bambini con problemi: alcuni sono autistici, altri hanno situazioni disastrose in famiglia e ne sono stati rifiutati, altri ancora hanno un mix di disturbi difficili da inquadrare e guarire. Sembra banale da dire, ma quando passi un'infanzia idilliaca e felice, fai la merenda tutti i pomeriggi, ricevi i regali a Natale, e sei amato e coccolato, ti senti grato, ma ti sembra la normalità, e quando vedi che a qualcuno è toccata una sorte ben diversa fa ancora più impressione e inizi a cambiare il tuo modo di pensare e di vedere le cose, cambi priorità e sempre più spesso ti ritrovi a valutare la gente in base alla sensibilità dimostrata ogni volta che apre bocca. Lo sai da prima che nel mondo non tutti sono così fortunati, ma è diverso quando alle persone puoi dare un volto, quando conosci le loro debolezze, che ne hanno decretato l'allontanamento dalla società, e l'inadeguatezza; è diverso quando i bambini in questione li porti al mare e una di loro "non si può mica fare il bagno con queste troie di onde!" e tu da un lato sei impietrito perché capisci come l'ha imparato e dall'altro non puoi fare a meno di ridere e ridere.

    ha scritto il 

  • 3

    il diario di un obiettore di coscienza-psicologo alle prese con le storie quotidiane (vere) di bambini/ragazzi psicotici. dalla teoria alla pratica quotidiana. alcuni spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    Fermati tanto così

    Assolutamente un'esperienza ricca e da raccontare perché altri possano capire cosa vuol dire svolgere un servizio presso una comunità per bambini con disagio mentale. Ben scritto, piacevolissimo e ...continua

    Assolutamente un'esperienza ricca e da raccontare perché altri possano capire cosa vuol dire svolgere un servizio presso una comunità per bambini con disagio mentale. Ben scritto, piacevolissimo e scorrevole alla lettura. Lo consiglio davvero a tutti..e poi.. si legge d'un fiato!

    ha scritto il 

  • 5

    Una particolare parentesi nella letteratura di Matteo B. Bianchi, alla quale siamo maggiormente abituati. Intimo, davvero disarmante.

    PS: preferivo il titolo precedente "NON SI PUO' MICA FARE IL ...continua

    Una particolare parentesi nella letteratura di Matteo B. Bianchi, alla quale siamo maggiormente abituati. Intimo, davvero disarmante.

    PS: preferivo il titolo precedente "NON SI PUO' MICA FARE IL BAGNO CON QUESTE TROIE DI ONDE"

    ha scritto il 

  • 4

    La semplicità della prosa di Matteo Bianchi mi stupisce ogni volta per quanto è in realtà ben strutturata. E' la testimonianza schietta e concisa di una realtà parallela, verso la quale ci ...continua

    La semplicità della prosa di Matteo Bianchi mi stupisce ogni volta per quanto è in realtà ben strutturata. E' la testimonianza schietta e concisa di una realtà parallela, verso la quale ci accompagna. E' una sorta di diario, composto da ricordi, quasi fossero fotogrammi, ma mai una volta che diventi stucchevole o "patetico" (e detto tra noi, è uno dei pochi autori a utilizzare egregia,ente questo aggettivo).

    ha scritto il 

  • 4

    "...forse l'unica cosa che posso dire è che ho voluto bene a questi bambini e loro ne hanno voluto a me"

    Partiamo dall'idea che il mio giudizio su Matteo B. Bianchi come scrittore va dalla rabbia più atroce, all'indifferenza, all'accettazione e riconoscimento della bontà dell'opera. Questo piccolo ...continua

    Partiamo dall'idea che il mio giudizio su Matteo B. Bianchi come scrittore va dalla rabbia più atroce, all'indifferenza, all'accettazione e riconoscimento della bontà dell'opera. Questo piccolo saggio ha in se' qualcosa di più: è una testimonianza, un diario di un anno difficile perchè non tutte le parentesi della vita si possono chiudere, e alcune rimangono aperte, forse per sempre. Da qui le mie 4 stellette che sorvolano la bellezza del racconto o la capacità di scrittura, ma che sono un giusto 'premio' per averci ammessi a partecipare a quell'anno di servizio civile in quella casa per bambini difficili. Il mio è un piccolo grazie per le testimonianze riportate, per averci fatto conoscere Guido, Pamela e Renzino..." perchè con questi matti in miniatura era sempre così: mi sembrava di aver afferrato una verità profonda grazie alle loro scoperte, e poi, di colpo, mi sentivo solo più stupido di prima". Anche quando Matteo si prodiga di 'mostrarci i sentimenti' che lui stesso poteva aver provato, o sofferto, lo fa con classe e stile, quasi sussurrando il suo senso di inadeguatezza o la sua difficoltà a capire certe reazioni...io l'ho apprezzato e nel mio piccolo so di aver potuto voler bene a questi bimbi, in maniera indiretta, nella mia immaginazione (oh lo so che così è troppo facile, non vale così!)...ma se un libro riesce a suscitare determinati 'istinti' vale la pena, giusto? Nota del giorno dopo: Uhmmm la notte porta consigli e suggerimenti. Mi hanno fatto notare che per avere 5 stelle il libro deve essere un vero capolavoro, e questo non lo è sicuramente, anche se è davvero bello 'intenso'...convengo che il suo giusto voto sia 4 stelle accompagnato da una nota di merito, però! :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Ho deciso di leggere questo libro per colpa (o merito?) di Matteo Bordone. Attenzione alla scelta dei verbi: “leggere”, non “comprare”. Perché io i libri di Matteo B. Bianchi li avevo già ...continua

    Ho deciso di leggere questo libro per colpa (o merito?) di Matteo Bordone. Attenzione alla scelta dei verbi: “leggere”, non “comprare”. Perché io i libri di Matteo B. Bianchi li avevo già da parecchio tempo, questo ma anche “Generations of love” (che sto leggendo), “Apocalisse a domicilio” e “Esperimenti di felicità provvisoria” (per gli altri mi adopererò). Però chissà com’è chissà come non è non li avevo mai letti. Poi ogni tanto Matteo Bordone nominava Matteo Bianchi su Twitter, così passando davanti ai volumi nella mia libreria li ho visti e ho detto ma sì dai proviamo. E ho fatto bene!

    Il preambolo inutile è finito, non vi preoccupate. E’ che se ultimamente non infilo Matteo Bordone in ogni discorso non sto bene.

    Il preambolo è finito adesso, avete ragione.

    “Fermati tanto così” è un libro estremamente delicato, intimo, positivo, divertente ma anche commovente, abitato dal protagonista (l’autore stesso) ma soprattutto dagli ospiti di Villa Azzurra, piccole persone che non si sa come sono sopravvissute alle brutture che la vita ha inflitto loro troppo precocemente: c’è chi è autistico e sempre rinchiuso nel suo impenetrabile mondo, c’è quello che chiama tutti per cognome (Taramelli!), c’è la bambina che ha subito terribili sevizie in famiglia (l’unica della famiglia ad averle subite), c’è il bambino che si vede circondato da mostri e pensa lui stesso di esserlo, un mostro, c’è Pamela che parla con una volgarità inaudita («Questo te lo ficco nel culo, puttana! Adesso vedi, ti apro in due, bagascia»). E poi ci sono le suore, che, se pure si sono un po’ lamentate del romanzo, secondo me non ne escono male, anzi, io ho letto del rispetto per quello che fanno. Un anno di servizio civile, ecco cos’è questo libro. Certamente è un libro che viaggia molto sul personale, non vuole essere un racconto universale, il che volendo può essere un limite, ma in realtà conferma una cosa che sostengo da tempo, cioè che se scrivi bene e se scrivi di cose che sai, che conosci, che hai vissuto alla fine il risultato è quasi sempre buono. Ok, forse non salterà fuori il romanzo del millennio, è vero, però il libro, come si suol dire, lo porti a casa.

    continua qua http://ladydarcy.wordpress.com/2012/03/29/matteo-b-bianchi-fermati-tanto-cosi/

    ha scritto il 

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