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Ferro recente

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili. Letteratura; 603)

3.5
(287)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806151584 | Isbn-13: 9788806151584 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

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Descrizione del libro
Fois è uno scrittore tutto fatti e concretezza che utilizza le tecniche e i ritmi del noir per raccontare le delusioni e gli errori di una generazione che finisce per tradire se stessa. Il titolo ci rimanda ironicamente alle periodizzazioni dei manuali di storia, per i quali il tempo della civiltà nuragica è divisa in cinque fasi. La quinta e ultima, quella del Ferro recente, è durata dal 500 al 238 a. C., anno in cui la Sardegna cade sotto il dominio di Roma.
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  • 2

    Il pluriencomiato libro di esordio del pluriencomiato Marcello Fois, onestamente mi ha lasciato un po' perplesso. Certo, Fois scrive molto bene, ha una padronanza della lingua non comune e una capacit ...continua

    Il pluriencomiato libro di esordio del pluriencomiato Marcello Fois, onestamente mi ha lasciato un po' perplesso. Certo, Fois scrive molto bene, ha una padronanza della lingua non comune e una capacità di tirare fuori metafore e figure retoriche a nastro rare nel nostro panorama letterario ma a volte tende un po' troppo a bearsi della sua bravura di cesellatore di parole finendo per perdere di vista il dispiegarsi degli eventi e la costruzione di un ritmo crescente di lettura.

    Qui abbiamo essenzialmente una storia ridotta in frantumi e poi sparpagliata sul tavolo, raccontata attraverso le vicende di vari, tanti, troppi personaggi che passano il tempo a parlare, a meditare o a scazzare una storia completamente priva di azione tranne due flash di ultraviolenza che spiccano maldestri come due tette enormi di silicone su un corpo magro rachitico.

    Fois non perde tempo a spiegare cose e ambienti e motivazioni lasciando che il lettore se li ricostruisca da solo in testa. Il problema è che quando il puzzle si completa, la storia che ne viene fuori è scarsamente credibile. Diciamo pure che non sta in piedi manco con le stampelle e a quel punto dopo tanto soffrire per seguire il contortissimo filo, scatta il fastidio.

    Secondo me almeno un'altra trentina di pagine in mezzo e alla fine per sviluppare meglio storia, personaggi e intrigo e chiudere con l'adrenalina a palla ci andavano. Così come è stato impostato invece questo "Ferro Recente" si dipana trascinandosi su un terreno accidentato in attesa di un crescendo che non arriva, facendo perdere oltretutto sostanza anche al messaggio dell'autore, fin troppo esplicito, sulle radici e il rifiuto del cambiamento che anima certe comunità.

    Una mezza delusione e un'occasione persa.

    ha scritto il 

  • 4

    “Quando ho iniziato a scrivere ferro recente non sapevo che sarei diventato scrittore. é…[…]la storia è il tentativo di stabilire fino a che punto può resistere una cultura millenaria di fronte alle m ...continua

    “Quando ho iniziato a scrivere ferro recente non sapevo che sarei diventato scrittore. é…[…]la storia è il tentativo di stabilire fino a che punto può resistere una cultura millenaria di fronte alle malie della modernità. Una storia di terrorismo in Sardegna, a Nuoro. Una storia di generazioni confuse, o , forse, troppo coscienti rispetto a una crisi irreversibile.
    [..]
    L’ingenuità e l’incoscienza dell’esordiente mi hanno portato a raccontarla senza preoccuparmi delle conseguenze e delle convenienze, senza preoccuparmi della complessità del problema…

    In qualche modo Ferro Recente si è scritta da sola, con furia, con rabbia. Non è un buon metodo, non è un metodo che consiglierei, però è così che è successo. Non ho più provato lo stesso sentimento di fronte a una storia: la certezza che mi avrebbe condotto verso un viaggio senza ritorno".
    Un doppio omicidio. Orribile. Opera di un maniaco. Sicuramente.
    o forse l’esito di una storia iniziata dieci anni prima, un conto in sospeso. Una vendetta che si mostra.
    La trama è un po’ faticosa e mi ha costretto a rileggere delle pagine, ma la scrittura di Fois ha la capacità di rapirmi.

    ha scritto il 

  • 4

    bel noir. lui è padrone dell'anfratto del racconto: emergono come zombie "personeri" con l'animo nascosto in nomine di un indipendentismo sardo ormai sfiorito. ma nell'anfratto non manca una ricetta p ...continua

    bel noir. lui è padrone dell'anfratto del racconto: emergono come zombie "personeri" con l'animo nascosto in nomine di un indipendentismo sardo ormai sfiorito. ma nell'anfratto non manca una ricetta poetica, una nostalgia costante di ciò che poteva essere e non è stato... rimane solo il conto da pagare.
    devo ricordare di predermi anche "meglio morti", così completo l'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    Lorenzo e Ilaria fanno rifornimento a un self service; qui vengono massacrati e ricomposti con "cura" dall'assassino dinanzi alla loro macchina.
    Noir breve ma intenso, ben scritto, ma letto al mare tr ...continua

    Lorenzo e Ilaria fanno rifornimento a un self service; qui vengono massacrati e ricomposti con "cura" dall'assassino dinanzi alla loro macchina.
    Noir breve ma intenso, ben scritto, ma letto al mare tra castelli, racchettoni e nuotatina...più volte sono dovuta tornare indietro. Nè è valsa comunque la pena.

    Consigliato a chi non si arrende alle "letture da ombrellone". :-)

    ha scritto il 

  • 3

    "E ancora uomini da terza media «fatti da sé», con figli laureati a Firenze, Bologna, Roma che tornavano dalle sedi in Continente solo quando il loro posto di lavoro nei giornali, nei Consorzi Agrari, ...continua

    "E ancora uomini da terza media «fatti da sé», con figli laureati a Firenze, Bologna, Roma che tornavano dalle sedi in Continente solo quando il loro posto di lavoro nei giornali, nei Consorzi Agrari, nelle Banche, nell'Ospedale, nei vari Inps, Enel, Sip, era pronto, o che non tornavano affatto."

    ha scritto il 

  • 3

    "ucciso... e 'l modo ancor m'offende."

    Una scrittura da cinque stelle, che emoziona, cattura, colpisce, lacera. Però la storia, seppur interessante, è frammentaria, ingarbugliata. Tanti personaggi, tante vite, passati che ritornano, tutto ...continua

    Una scrittura da cinque stelle, che emoziona, cattura, colpisce, lacera. Però la storia, seppur interessante, è frammentaria, ingarbugliata. Tanti personaggi, tante vite, passati che ritornano, tutto collegato da un filo sottile, che non sempre è facile districare. Più volte ho sentito il bisogno di tornare indietro e rileggere dei passi, per vedere se avevo capito e collegato bene personaggi ed eventi. Mi succede raramente, e non è mai un buon segno. Nonostante ciò, sono rimasto incollato alle pagine e l'ho divorato. Il finale è un pugno nello stomaco. Fois merita.

    ha scritto il