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Ferro sette

Di

Editore: Armando Curcio

4.1
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897508200 | Isbn-13: 9788897508205 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: Ettore Biondo

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Futuro remoto: l’umanità ha smarrito le basi della sua stessa natura. Due vecchi commilitoni si ritrovano, nemici. Il primo, Tobruk Ramarren, è una ignara pedina di un potere occulto; il secondo, seguendo un’antica intuizione, si ribella a quella che sembra l’unica vita possibile. Nelle viscere di un piccolo pianeta minerario ai confini dell’Alleanza, il protagonista s’imbatterà in una sorprendente comunità di reietti, custodi del segreto che li rende liberi. Lo scontro tra i Dominatori e lo sparuto gruppo di rivoluzionari è inevitabile, così come la sorpresa di Tobruk Ramarren di fronte alla scoperta che gli cambierà la vita. Una sorprendente visione di un possibile futuro della civiltà del nostro tempo, e di una ribellione che scaturisce dalla natura più segreta e preziosa dell’essere umano.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Premetto che Francesco Troccoli è un amico e compagno dell'esperienza di scuola di scrittura creativa fatta ormai quasi 10 anni fa, ma cercherò di non essere troppo indulgente. L'idea di un'umanità (in un futuro prossimo e "in una galassia lontana, lontana...") che abolisce il sonno ai fini della ...continua

    Premetto che Francesco Troccoli è un amico e compagno dell'esperienza di scuola di scrittura creativa fatta ormai quasi 10 anni fa, ma cercherò di non essere troppo indulgente. L'idea di un'umanità (in un futuro prossimo e "in una galassia lontana, lontana...") che abolisce il sonno ai fini della produttività è semplicemente geniale e (almeno per la mia esperienza di lettore) assolutamente originale. Il romanzo si sviluppa poi attraverso le avventure e disavventure (tante) del suo protagonista seguendo alcuni momenti chiave abbastanza consolidati (uno per tutti: l'"arrivano i nostri" nel momento topico in cui i "cattivi" stanno per sgominare i ribelli "buoni") alternati a colpi di scena molto intriganti. Lo stile è vivace e coinvolgente anche se sono presenti alcune spiegazioni o retroscena piuttosto prolungati che ne spezzano un po' il ritmo. L'idea di un'umanità insonne poteva forse essere sviluppata più in profondità: per esempio, quali sono le differenze di vita fra chi dorme e gli insonni (a parte che questi ultimi sognano e vivono di più)? Per il resto un ottimo romanzo che riecheggia le grandi storie della fantascienza classica, concedendosi diverse "citazioni", come ad esempio "Lazarus l'immortale" (o altri) nell'apparizione dei Longevi. E ora ho grandi aspettative per il seguito "Falsi dei".

    ha scritto il 

  • 3

    un buon romanzo di fantascienza "classica", in cui un antieroe si trova coinvolto in un conflitto più grande di lui e lentamente ne realizza la portata, fino a schierarsi dalla parte più giusta. la storia è ambientata in un lontano futuro su un pianeta desertico e inospitale, abitato da un'umanit ...continua

    un buon romanzo di fantascienza "classica", in cui un antieroe si trova coinvolto in un conflitto più grande di lui e lentamente ne realizza la portata, fino a schierarsi dalla parte più giusta. la storia è ambientata in un lontano futuro su un pianeta desertico e inospitale, abitato da un'umanità che ha dedicato tutta se stessa alla "produttività" fino a smettere di dormire. in questo contesto un gruppo di "rivoluzionari" sta imprando di nuovo l'arte del sonno, e per questo rappresenta un pericolo. il protagonista si infiltra tra di loro per scoprire come sconfiggerli, ma poco per volta comprenderà le loro ragioni e in una serie di battaglie scoprirà che ci sono forze ancora più grandi in gioco nella rivoluzione in corso.

    ha scritto il 

  • 5

    Ferro sette è uno di quei romanzi di fantascienza che mi sentirei di consigliare anche a chi non ama il genere in sé. La prosa è fluida e la vicenda intrigante, i personaggi e il mondo ben caratterizzati, gli spunti di riflessione non mancano. Direi che gli ingredienti richiesti a un buon romanzo ...continua

    Ferro sette è uno di quei romanzi di fantascienza che mi sentirei di consigliare anche a chi non ama il genere in sé. La prosa è fluida e la vicenda intrigante, i personaggi e il mondo ben caratterizzati, gli spunti di riflessione non mancano. Direi che gli ingredienti richiesti a un buon romanzo ci sono tutti e sono conditi da piacevoli citazioni e rimandi a grandi classici della sci-fi. Consigliato quindi a chi ama la fantascienza, ma non solo, sconsigliato soltanto a chi brama l'assoluta originalità e non ama un'impostazione più classica nelle storie.

    ha scritto il 

  • 4

    Italian sci-fi

    Francesco Troccoli è un'ottima penna: Ferro Sette è un romanzo d'azione le cui pagine sono impregnate dall'odore di una fantascienza classica di cui l'Italia ha davvero bisogno. Salvo la parte iniziale, fondamentale per dare un orientamento al lettore, il romanzo è fluido e si fa leggere. La stor ...continua

    Francesco Troccoli è un'ottima penna: Ferro Sette è un romanzo d'azione le cui pagine sono impregnate dall'odore di una fantascienza classica di cui l'Italia ha davvero bisogno. Salvo la parte iniziale, fondamentale per dare un orientamento al lettore, il romanzo è fluido e si fa leggere. La storia è avvincente e originale. Sono convinto che Troccoli può vestire i panni del pionere dello sci-fi italiano, creare nuovi sentieri nella squallida scena editoriale italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Italian style?

    Un romanzo davvero ottimo. Uscendo da Urania la sf italiana è poco più di nulla, a parte questi casi sporadici in cui un editore "extra genere" decide di investire su uno scrittore alla sua opera prima.
    In questo caso si legge una storia ben congegnata e scritta molto bene. Non si esce dai canon ...continua

    Un romanzo davvero ottimo. Uscendo da Urania la sf italiana è poco più di nulla, a parte questi casi sporadici in cui un editore "extra genere" decide di investire su uno scrittore alla sua opera prima. In questo caso si legge una storia ben congegnata e scritta molto bene. Non si esce dai canoni standard del genere (cosa molto positiva a mio parere) e si incontra un personaggio, Tobruk Ramarren, a cui sarà facile affezionarsi. In attesa del nuovo capitolo nel 2013 non posso far altro che chiedere al bravo Troccoli di continuare imperterrito su questa strada.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantascienza classica

    Era da molto tempo che non leggevo una storia serrata come questa. Non leggo piu' molta sf, troppe delusioni dopo aver letto il meglio. Si finisce spesso per rimpiangere le letture di un tempo, quando il sense of wonder ti ghermiva e ti faceva volare fino all'ultima pagina. Ecco, come per certe s ...continua

    Era da molto tempo che non leggevo una storia serrata come questa. Non leggo piu' molta sf, troppe delusioni dopo aver letto il meglio. Si finisce spesso per rimpiangere le letture di un tempo, quando il sense of wonder ti ghermiva e ti faceva volare fino all'ultima pagina. Ecco, come per certe storie di Vance e Van Vogt, stavolta mi e' successo questo. Una storia avvincente, scrittura robusta ed efficace, un autore che pensa alla storia, perche' pensa al lettore, e non al suo ombelico. Non solo, uno spunto iniziale magari non originalissimo (lo dico perché una dozzina d'anni fa ne scrissi un raccontino pure io) ma svolto con sagacia, portandone a compimento le implicite conseguenze. Eppoi, Tobruk e' un signor personaggio, di quelli che si lasciano ricordare a lungo. Per questo libro provo particolare affetto: l'ho portato con me in viaggio di nozze e l'ho pure finito prima di tornare a casa! Se questa non e' garanzia di un libro che si lascia leggere volentieri...

    ha scritto il 

  • 2

    La Recensione di Terre di Confine

    Anche i minatori sognano pecore elettriche?


    Ferro Sette è un onesto romanzo di fantascienza. che scorre con cadenze regolari ed effetti adeguati a una lettura di genere, descrivendo la tardiva epopea di formazione di un ruvido dal cuore buono, Tobruk Ramarren, nome decisamente mattiolesco ...continua

    Anche i minatori sognano pecore elettriche?

    Ferro Sette è un onesto romanzo di fantascienza. che scorre con cadenze regolari ed effetti adeguati a una lettura di genere, descrivendo la tardiva epopea di formazione di un ruvido dal cuore buono, Tobruk Ramarren, nome decisamente mattiolesco che ben introduce un protagonista piuttosto originale.

    Chi ha letto Il dono di Farhome di Ted White vi riconoscerà un antenato della vicenda qui narrata: Tobruk inizia al sua missione come un infiltrato; deve scoprire ciò che sta succedendo in una miniera di ferro sul pianeta Harris IV. La storia si colloca nel lontano futuro quando l'umanità ha colonizzato lo spazio da secoli subendo drastiche trasformazioni fisiche e psichiche. Il responsabile della miniera è un carismatico ex commilitone di Ramarren, David Vinicius Pereira Hobbes, che sembra essere dedito a esperimenti disumani sui minatori. Ramarren scoprirà rapidamente quali siano in realtà i piani di Hobbes. Questi progetti, fra cui una rivoluzione planetaria, non saranno che il paravento dietro cui si nasconde una realtà intricata, pericolosa e complessa: il prestigiatore fa sempre indugiare la mano sul dettaglio secondario per non svelare il trucco, e Francesco Troccoli imbastisce il romanzo proprio così, come un primo capitolo di una saga che attende nuove rivelazioni.

    Ferro Sette si fa leggere con facilità, anche se a livello più tecnico e stilistico presenta aspetti da migliorare. È insomma un minerale grezzo che deve essere ulteriormente raffinato. Lo stile dovrebbe liberarsi (specialmente nella resa delle emozioni e del 'pensato' dei personaggi) da espressioni che si pescano sin troppo facilmente nei dialoghi ormai arcinoti di tanta cinematografia d'azione. In molti punti si vorrebbe che l'autore osasse infrangere la barriera della frase orecchiabile e della battuta a effetto. Leggi la Recensione Completa di Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/ferro-sette.html

    ha scritto il 

  • 5

    Dice "ma a me la fantascienza non piace". Chi lo dice? Io. O almeno lo dicevo, prima di Ferro sette. E' una grande storia di mondi immaginari ove il gesto più rivoluzionario è essere degli esseri umani. Anzi l'Autore è fin troppo ottimista, per come si sta organizzando il mondo a quel punto ci ar ...continua

    Dice "ma a me la fantascienza non piace". Chi lo dice? Io. O almeno lo dicevo, prima di Ferro sette. E' una grande storia di mondi immaginari ove il gesto più rivoluzionario è essere degli esseri umani. Anzi l'Autore è fin troppo ottimista, per come si sta organizzando il mondo a quel punto ci arriveremo molto prima, temo. Ma noi rivoluzionari continueremo a dormire, è quella la vera rivoluzione (questo lo si può capire solo leggendo il libro). Dice "non mi piace la fantascienza" ma se Giulietta e Romeo fosse ambientato su Marte non sarebbe comunque la storia d'amore più grande mai scritta? Adesso lo so

    ha scritto il 

  • 5

    SF Classica ma...

    ...con tutta la modernità di un autore che sente con i suoi personaggi. Il protagonista è un duro, un assassino, un soldato, un cacciatore. un uomo senza ideali ma soprattutto una persona alla ricerca inconsapevole di qualche cosa al di là della stessa verità.
    Una scrittura che fa pensare ai gran ...continua

    ...con tutta la modernità di un autore che sente con i suoi personaggi. Il protagonista è un duro, un assassino, un soldato, un cacciatore. un uomo senza ideali ma soprattutto una persona alla ricerca inconsapevole di qualche cosa al di là della stessa verità. Una scrittura che fa pensare ai grandi scrittori della SF, Asimov, Bradbury, rifiutandone una certa "asetticità" di fondo. Romanzo divorato in 3 giorni. Aspetto il seguito.

    ha scritto il