Festa mobile

Di

Editore: mondadori

4.0
(1614)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Giapponese

Isbn-10: A000071736 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Cinque pagina da Nobel.

    Sollecitato da un commento altrui, mi sono voluto rileggere le prima cinque pagine di “Festa mobile”. E’ un po’ che non lo facevo. Considero la prima parte del libro quella che ci da l’esatta visione ...continua

    Sollecitato da un commento altrui, mi sono voluto rileggere le prima cinque pagine di “Festa mobile”. E’ un po’ che non lo facevo. Considero la prima parte del libro quella che ci da l’esatta visione di Hemingway. Non l’Hemingway sbruffone, macho, cacciatore spietato e impavido. Ma il ragazzo bohemienne, aspirante scrittore, alla ricerca di un posto nel mondo. Leggendole provo nostalgia, come se ci fossi io seduto in quel bistrot. E poi provo dolcezza per quel personaggio che si creò una corazza di acciaio inox per nascondere le proprie debolezze e forse la sua omosessualità. Sono comunque pagine di pura poesia, un inno alla gioventù, alla bellezza, all’amore. Tutte cose destinate a spegnersi avanzando nei meandri della vita.
    E la ragazza che entra nel bistrot mentre lui sta scrivendo il racconto? Meravigliosa, frizzante, profumata, giovane, effimera, evanescente Un inno alla bellezza. Il desiderio di piantare un chiodo nel calendario e fermare il tempo a quel giorno. Per sempre. Poi sarebbe arrivata la brutta stagione.

    ha scritto il 

  • 5

    Per i tetti di Parigi e le ore a pensare alla scrittura che sono essa stessa scrittura. Alle bevute in compagnia e alla voglia di amare. Al non arrenderti mai e all’avere sempre in tasca solo due sold ...continua

    Per i tetti di Parigi e le ore a pensare alla scrittura che sono essa stessa scrittura. Alle bevute in compagnia e alla voglia di amare. Al non arrenderti mai e all’avere sempre in tasca solo due soldi. Al mondo di libri di cui ti sei circondato per raccontare della bellezza delle pagine e della magia di chi le crea.

    https://justanotherpoint.wordpress.com/2017/03/26/leggendo-138-festa-mobile/

    ha scritto il 

  • 5

    Tu mi appartieni.

    Ernest Miller Hemingway è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Autore di famosi romanzi e racconti brevi, ricevette, nel 1953, il Premio Pulitzer per “Il vecchio e il mare”. Nel 1954, vinse ...continua

    Ernest Miller Hemingway è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Autore di famosi romanzi e racconti brevi, ricevette, nel 1953, il Premio Pulitzer per “Il vecchio e il mare”. Nel 1954, vinse il Premio Nobel per la letteratura.

    “Festa Mobile” è un libro pubblicato postumo nel 1964. Nella prima edizione l’editing venne realizzato dalla quarta moglie di Hemingway, Mary Walsh.
    Nell’edizione successiva a quella del 1964, e da me letta (Mondadori editore), l’editing venne effettuato dal nipote dell’autore Sean Hemingway, il quale curò una restaurazione filologica del testo reintegrando non solo i titoli che erano stati scartati ma anche ripristinando l’indice originale.
    “Festa Mobile”, romanzo incompiuto, custodisce i ricordi parigini degli anni ’20 di Hemingway. A quel tempo l’autore muoveva i suoi primi passi nell’ambiente letterario e artistico grazie all’incontro e all’amicizia di Gertrude Stein e Ezra Pound. Nei racconti oltre ad essere citati e, a volte, descritti autori americani espatriati in Europa come Ford, Crowley, Joyce, Belloc e Fitzgerald, vengono narrate scene di quotidiana felicità trascorse con la prima moglie Hadley.
    “Festa Mobile” è sicuramente tra i romanzi meno conosciuti di Hemingway e benché possa essere considerato una sorta di diario, il soggetto principale non è l’io narrante, quindi l’autore, ma Parigi. In questa città Hemingway imparerà e comprenderà l’arte della scrittura. Il legame che tesse con il luogo è qualcosa di magico, unico, e ciò lo si può avvertire durante tutta la lettura. I racconti, con un apparente filo cronologico, percorreranno la carriere dello scrittore che da piccolo e anonimo diverrà famoso e conosciuto tutto il mondo.
    La narrazione è fluida e travolgente, continuamente sospesa tra nostalgia, commozione e ironia. Le passeggiate tra i boulevard, i caffè ai bistrò, la libreria “Shakespeare & Company” vengono descritti così bene e con così tanto affetto, che si ha l’impressione di esser stati veramente in quei posti. Questi luoghi, così ben delineati, son stati una componente fondamentale per la sua formazione: sia letteraria che umana. L’immagine di Hemingway che vien fuori da queste righe è sorprendente. Un uomo umile che non si da mai per vinto, sicuro della sua strada e della sua vocazione.
    Quello che mi ha particolarmente colpita è l’inclinazione di quest’uomo a trasformare un momento difficile in uno produttivo: non si hanno soldi per il pranzo? Bene, si va a vedere i quadri perché da affamati si percepisce e si capisce di più.
    La lettura di “Festa Mobile” mi ha entusiasmata molto. In primo luogo perché mi ha svelato e fatto apprezzare al meglio Hemingway, svegliando ancora di più in me la curiosità per i suoi scritti. In secondo luogo perché il caso ha voluto che qualche capitolo fosse dedicato a Francis Scott Fitzgerald ed, essendo stata la lettura precedente “Il Grande Gatsby”, è stata una bellissima sorpresa leggere quelle parole perché svela dei retroscena che non mi sarei mai aspettata e che lascio così, avvolti da un alone di mistero, in modo tale che se mai doveste ritrovarvi a leggere questo libro ritroviate la sorpresa che ho avuto io.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi conosce Hemingway, ne apprezza il personaggio oltre che lo scrittore, questo libro rappresenta un piccolo vangelo, un diario, una parte intima di un uomo dalla vita mirabolante. Ezra, Gertrude ...continua

    Per chi conosce Hemingway, ne apprezza il personaggio oltre che lo scrittore, questo libro rappresenta un piccolo vangelo, un diario, una parte intima di un uomo dalla vita mirabolante. Ezra, Gertrude, Pablo, Scott... ci sono tutti.

    ha scritto il 

  • 1

    "Questo è un libro di fantasia."

    Dopo "Il vecchio e il mare" mi sono lasciato tentare di nuovo da quella leggenda letteraria che è Hemingway e il consiglio altrui mi ha portato a "Festa mobile".
    Ho iniziato pieno di entusiasmo questa ...continua

    Dopo "Il vecchio e il mare" mi sono lasciato tentare di nuovo da quella leggenda letteraria che è Hemingway e il consiglio altrui mi ha portato a "Festa mobile".
    Ho iniziato pieno di entusiasmo questa nuova avventura letteraria, ma mi sono trovato subito ad arrancare per tutto il libro e finirlo è stata una liberazione.
    Lo stile di Hem non incontra il mio gusto. La sua scrittura pulita e sincera qui non mi emoziona, non ho trovato il cuore e quella passione necessaria che cerco dentro un libro. C'è indubbiamente la capacità dello scrivere e metto in conto lo scarto della traduzione, che inevitabilmente toglie sempre qualcosa (il quanto è imponderabile) all'originale. Ma ho avvertito un'assenza emotiva (qualche traccia è affiorata negli ultimi "sketch parigini") che ha appesantito ogni parola, zavorrandola di una sensazione di inutilità difficile da sopportare.
    Senza avere la minima pretesa di giudicare altro che la mia esperienza diretta, esprimo un'opinione strettamente personale.

    ha scritto il 

  • 5

    A me non piace sempre Hemingway, la scrittura è semplice e piacevole, probabilmente non troppo difficile da tradurre e da rendere, ma lo stile non è tutto! Ernest mi sembra falso e caricato tranne qu ...continua

    A me non piace sempre Hemingway, la scrittura è semplice e piacevole, probabilmente non troppo difficile da tradurre e da rendere, ma lo stile non è tutto! Ernest mi sembra falso e caricato tranne qualche volta che è magnifico. E qui mi sembra che lo sia, in molte pagine, anche se non in tutte. E poi sembra sincero nella sua malinconia e nel rimpianto: finalmente un "uomo vero" e non solo un "vero uomo".

    ha scritto il 

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