Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Rechercher Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Feux

By

Editeur: Gallimard

4.1
(330)

Language:Français | Number of pages: 216 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German , Catalan

Isbn-10: 2070733122 | Isbn-13: 9782070733125 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy

Aimez-vous Feux ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Sorting by
  • 2

    Facciamo anche 2 e mezzo...

    ...le rivisitazioni dei miti greci sono belle, gli aforismi un po' meno, non è assolutamente brutto e in un paio di passaggi mi ha dato i brividi ma, come nota lei stessa nella prefazione, è un poco acerbo anche se comunque interessante.

    dit le 

  • 4

    Scavalco ogni parola e volgo il mio sguardo indietro, per non perdere la strada e il filo rosso delle tue parole..

    Lo stesso avviene con un cane, una pantera o un cinghiale. Leda diceva: “Non sono più libera di suicidarmi da quando ho comprato un cigno.”

    dit le 

  • 5

    un libro che ho letto da adolescente,da ragazza,da adulta e sicuramente leggero' nella vecchiaia se mi sara' data l'opportunita' di giungervi.
    " quel figlio contagiato di mortalita' le ricordava l'unico errore della sua giovinezza: si era coricata accanto ad un uomo senza prendere la banale ...continuer

    un libro che ho letto da adolescente,da ragazza,da adulta e sicuramente leggero' nella vecchiaia se mi sara' data l'opportunita' di giungervi.
    " quel figlio contagiato di mortalita' le ricordava l'unico errore della sua giovinezza: si era coricata accanto ad un uomo senza prendere la banale precauzione di mutarlo in Dio". Ineguagliabile lettura dei moti del cuore....
    " per ogni pensiero,per ogni amore che,abbandonato a se stesso potrebbe venir meno,esiste un cordiale stranamente energico:tutto il resto del mondo,che gli si oppone senza averne il valore"

    dit le 

  • 5

    Catarsi. Forse.

    Dall'introduzione
    "Ma non è qui il luogo adatto a discutere se l'amore totale per una particolare creatura, con ciò che comporta di rischio per sé e per l'altro, d'inevitabile inganno, di abnegazione e di umiltà autentiche,ma altresì di violenza latente e di egoistiche esigenze, meriti o no ...continuer

    Dall'introduzione
    "Ma non è qui il luogo adatto a discutere se l'amore totale per una particolare creatura, con ciò che comporta di rischio per sé e per l'altro, d'inevitabile inganno, di abnegazione e di umiltà autentiche,ma altresì di violenza latente e di egoistiche esigenze, meriti o no il posto privilegiato che gli hanno riservato i poeti. Ciò che appare evidente è che questa nozione dell'amore puro, a volte scandaloso ma pur tuttavia imbevuto di una specie di virtù mistica, non sembra possa sussistere se non associato a una qualsiasi forma di fede nella trascendenza, non fosse che all'interno della persona umana, e che una volta privato di certi valori metafisici e morali oggi disprezzati, forse perché i nostri predecessori ne hanno fatto un grande abuso, il folle amore smette presto di essere altro che un vano gioco di specchi o una triste mania. Non c'è sublimazione, secondo le pretese di una formula decisamente infelice e offensiva per la carne stessa, ma oscura percezione che l'amore per una data persona, così lancinante, spesso non è che un meraviglioso incidente di passaggio, in certo senso meno reale che certe predisposizioni o certe scelte che l'hanno preceduto e dureranno dopo di lui. Attraverso la foga o la disinvoltura inseparabili da questo genere di confessioni quasi pubbliche, certi passi di Fuochi mi sembrano oggi racchiudere verità intraviste molto presto, ma che poi tutta la vita non sarebbe stata di troppo per tentare di ritrovare e autenticare. Questo ballo in maschera è stato una delle tappe di una presa di coscienza."

    "Assente, il tuo volto si dilata tanto da colmare l'universo. Passi allo stato fluido, quello dei fantasmi. Presente, si condensa; e raggiungi la concentrazione dei metalli più pesanti, l'iridio, il mercurio. Mi fa morire, quel peso, cadendomi sul cuore."

    "Dove trovare scampo? Tu riempi il mondo. Non posso fuggire che in te stesso."

    "Non darsi più, è darsi ancora. Significa dare il proprio sacrificio."

    "Amare a occhi chiusi significa amare come un cieco. Amare a occhi aperti forse significa amare come un folle: accettare a fondo perduto. Io ti amo come una folle."

    "Quando ti rivedo, tutto ridiventa limpido. Accetto di soffrire."

    "E tu te ne vai? Tu te ne vai?... No, tu non te ne vai: io ti trattengo... Mi lasci nelle mani la tua anima come un mantello."

    "Sei giorni fa, sei mesi fa, erano sei anni allora, e fra dieci secoli... Ah! Morire per fermare il Tempo..."

    "Paura di niente? Ho paura di te."

    "Come sarebbe stato scialbo essere felici!"

    "Le due del mattino. La città appartiene ai fantasmi, agli assassini, ai sonnambuli. Dove sei tu, in che letto, in che sogno? Se ti incontrassi, tu andresti oltre senza vedermi, perché noi non siamo visti dai nostri sogni. NOn ho fame: questa notte non riesco a digerire la mia vita. Sono stanca: ho camminato tutta la notte cercando di buttare via il tuo ricordo. Seduta su una panchina, abbrutita mio magrado dall'avvicinarsi del mattino, smetto di ricordare che sto tentando di dimenticarti."

    dit le 

  • 4

    Non cadrò. Ho raggiunto il centro.
    Ascolto il pulsare di chissà quale orologio divino attraverso l'esile parete carnale della vita piena di sangue, di trasalimenti e respiri.
    Sono accanto al nocciolo misterioso delle cose come di notte, talvolta, si è accanto a un cuore.

    dit le 

  • 4

    Breve ma intenso!

    La Yourcenar riscrive nove storie tratte dalla mitologia (ad eccezione della storia di Maria Maddalena) ; ma invece di trattare della storia del mito, racconta dell’amore, quell’amore che accomuna le donne di ogni tempo. Brevi note, annotazioni sull’amore nel suo connubio di passione e dolore. No ...continuer

    La Yourcenar riscrive nove storie tratte dalla mitologia (ad eccezione della storia di Maria Maddalena) ; ma invece di trattare della storia del mito, racconta dell’amore, quell’amore che accomuna le donne di ogni tempo. Brevi note, annotazioni sull’amore nel suo connubio di passione e dolore. Non dolcemente delicato come Alexis, ma ardente, come il titolo suggerisce, dalla prima all’ultima parola!

    dit le 

  • 3

    "Capivo come quel Dio fuorilegge avesse dovuto sgusciare un mattino fuori delle porte dell'alba, lasciandosi dietro le persone della Trinità sbalordite di essere rimaste in due"

    La vedo.
    Se ne sta là, ferma su di uno scoglio, figura cancellata dalla luce del sole, sotto l'influsso della quale tutto diventa miraggio; davanti a lei il mare, sotto i piedi la roccia, della quale Marguerite pare, a dire il vero, un'alta, inquietante, escrescenza. Duro e scolpito, il suo ...continuer

    La vedo.
    Se ne sta là, ferma su di uno scoglio, figura cancellata dalla luce del sole, sotto l'influsso della quale tutto diventa miraggio; davanti a lei il mare, sotto i piedi la roccia, della quale Marguerite pare, a dire il vero, un'alta, inquietante, escrescenza. Duro e scolpito, il suo corpo non respira. Mi mostra le spalle e la piccola nuca (non si muove nemmeno un capello), tenuta, con fierezza, leggermente bassa; se sia, la sua, l'immobilità dell'animale che cerca di mimetizzarsi per sfuggire al predatore, o quella della fiera in agguato, non so dirlo.
    Magari si tratta semplicemente dell'inerte, elegante immobilità che possiamo ammirare nelle statue (appartengono forse a lei le fredde labbra dipinte che troneggiano sulla copertina di "Fuochi"?).
    Eppure la conosco abbastanza per sapere che non è incapace di balzi furiosi, di voli improvvisi; se dovesse scappare, son certa che non saprei più come arrivare a lei, o dove cercarla. Per questo motivo mi avvicino piano.
    Riesce ancora a sentire, mi chiedo, i sussurri del cuore morto che tengo in mano (è scivolato fuori dalle pagine di "Fuochi" non appena l'ho aperto)? E d'altra parte chissà quanti ne aveva, di cuori, la Yourcenar; uno per ogni amore, probabilmente (ha continuato a strapparli, quei cuori, come petali da una corolla, finché non è rimasto altro che il centro: il suo vero cuore, che solo l'arte sapeva far battere). Quello che stringo io, ora, tra le dita, è oramai una cosuccia secca, nera, quasi trasparente: se l'è staccato dal petto anni fa, con la stessa foga rabbiosa con la quale ci si leva una spina dalla carne, e è da allora che lui se ne sta buono ad essiccare tra le pagine del libro.
    Il mio scetticismo, invece, son sicura che riesce a sentirlo; arriva a lei come una scossa, attraverso l'aria tersa e pulita del giorno pieno. D'un tratto si anima, prende a tremare piano. Ci sono, lo so, in quel tremolio, superbo disprezzo, rabbia, forse persino odio. E allora io vorrei poterle dire, facendo il gesto di appoggiarle una mano sulla spalla (ma senza toccarla): "Abbi pazienza, con me, Marguerite (e non adirarti se ho la sfacciataggine di chiamarti per nome); la stessa pazienza che avresti con un bambino che non riesce a capire. Sopportami, te ne prego, Marguerite; non compatirmi (e, d'altra parte, che compassione potresti provare per me? Nessuna, te lo garantisco, dal momento che nulla abbiamo in comune) ma abbi pietà di me. Forse ti viene più facile se pensi che tutto ciò che tu hai avuto (l'amore, la passione, il talento), io non l'avrò mai. Ecco, vedi, bastava poco. Qualche parola appena e già riesci a sopportarmi un po' di più".
    Ma questo patetico ed immaginario colloquio non avrà mai luogo tra noi. Un attimo di distrazione è stato sufficiente, a lei, per scomparire.
    Sporgendomi dal bordo della roccia, la vedo in acqua (sirena o altra figura mitologica che pare danzare, invece che guerreggiare contro le correnti), e subito mi getto anch'io; per qualche metro appena, m'illudo di poter mantenere il suo ritmo. Basta poco, però, per realizzare che non è così: non sto inseguendo lei, bensì la sua scia, una bianca serpe, che è insieme riflesso e materia, seta bagnata, lucente. Marguerite è molto più avanti; metri, ormai, mi separano da lei ed io, che credevo di saper nuotare, so che mai riuscirò a colmare la distanza.
    Poi, d'un tratto, una barca sorge dal mare; a bordo, ombre bianche e flessuose come piccole, candide vele, eroi mitologici, sante prostitute, poetesse dannate.
    Ci mette poco, Marguerite, ad unirsi a loro (un elegante colpo di reni ed è già su), a quelle creature che sono tanto sue da essere lei (parti di lei e sua moltiplicazione).
    Non spero più di raggiungerli, ormai. Rallento l'andatura e da lontano m'arriva il suono delle loro risa; quella di Marguerite, cattiva, quasi isterica, mi esaspera. Sto quasi per invertire la mia rotta, quand'ecco che, malgrado il mio pigro procedere, la barca inizia, piano piano, ad ingrandirsi; sembra si siano fermati. Qualcuno di loro mi fa cenno di avvicinarmi, mi invita ad accompagnarli nel viaggio: bontà grande, che mi commuove. Non ci sono, tra queste gentili figure, né Fedra, cattiva madre addolorata, né il valoroso Achille, ma nemmeno Patroclo, Antigone, o Lena. Da Maria Maddalena che, dolcemente, sorride, mi viene la grazia più bella, proprio perché insperata; accanto a lei, salvatori ammaccati, ma eroi, ai miei occhi, Fedone, la fiera Clitennestra, l'angelica Saffo, acrobata disfatta.
    Confusa provo anch'io a sorridere al loro indirizzo, e con gli occhi cerco lei, ma senza vederla. Che, in silenzio, sia, forse, ascesa al cielo?
    Guardando verso i miei benefattori scuoto timidamente il capo; non posso andare con loro, non adesso: mi mancano le forze e la disposizione d'animo.
    Un'altra volta, forse, chissà.
    A bracciate lente riguadagno la riva.

    dit le 

Sorting by