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Fiducia e paura nella città

Di

Editore: Mondadori Bruno

3.6
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842492051 | Isbn-13: 9788842492054 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Cagnone N.

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
In questo volume l'autore pone in discussione la vita quotidiana delle persone nella grande città. Un tempo luogo di sviluppo e promozione sociale, e anche di sicurezza, è oggi un "vaso di Pandora" dal quale zampillano fuori problemi che appaiono difficilmente risolvibili e generano un senso di frustrazione e insicurezza. Le città postmoderne conoscono oggi il fenomeno inverso dell'abbandono di un numero crescente di abitanti, respinti dalle proibitive condizioni materiali e soprattutto da un senso di paura che Bauman descrive lucidamente e impietosamente.
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    Mi sento in dovere di specificare che ho messo una stella non perché sia scritto male, ma perché non sono interessata all'argomento e sono stata costretta a leggerlo per scuola. Comunque mi rendo conto che può risultare interessante se siete in cerca di un saggio sociologico riguardante questo ar ...continua

    Mi sento in dovere di specificare che ho messo una stella non perché sia scritto male, ma perché non sono interessata all'argomento e sono stata costretta a leggerlo per scuola. Comunque mi rendo conto che può risultare interessante se siete in cerca di un saggio sociologico riguardante questo argomento. Magari io stessa potrei aumentare il mio giudizio tra qualche anno, se dovessi trovarmi a rileggerlo di mia spontanea volontà. Ma dato che è stata un'agonia leggerlo per forza durante le vacanze di Natale, per il momento non gli posso dare più di una stella.

    ha scritto il 

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    "Quando ero studente, ho avuto un professore di antropologia il quale mi diceva (lo ricordo perfettamente) che gli antropologi sono arrivati a individuare gli albori della società umana grazie al ritrovamento di uno scheletro fossile, lo scheletro di una creatura umanoide invalida, che aveva una ...continua

    "Quando ero studente, ho avuto un professore di antropologia il quale mi diceva (lo ricordo perfettamente) che gli antropologi sono arrivati a individuare gli albori della società umana grazie al ritrovamento di uno scheletro fossile, lo scheletro di una creatura umanoide invalida, che aveva una gamba spezzata; ma la gamba gi si era spezzata quando era bambino, e lui era morto all'età di trent'anni. La conclusione dell'antropologi era semplice: lì doveva esserci stata una società umana, perchè questo non sarebbe potuto accadere nel branco, dove una gamba spezzata pone fine alla vostra vita, poichè non potete più sostentarvi.
    La società umana è diversa dal branco di animali perchè qualcuno può sostenervi; è diversa perchè è in grado di convivere con degli invalidi, tanto che storicamente la società umana potrebbe dirsi nata insieme con la compassione e con l'aver cura; qualità soltanto umane. La preoccupazione odierna è tutta qui: portare questa compassione e questa sollecitudine sul piano planetario. So che le generazioni precedenti hanno affrontato questo compito, ma voi dovrete proseguire su questa strada, vi piaccia o no, cominciando dalla vostra casa, dalla vostra città, adesso.
    Non riesco a pensare a niente che sia più importante di questo. È da qui che si deve cominciare."

    ha scritto il