Fiesta

Il sole sorgerà ancora

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.9
(3985)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Portoghese , Danese , Catalano

Isbn-10: A000020223 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Trevisani

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ho apprezzato le descrizioni dettagliate riguardo le tradizioni di San Firmino, ma non mi è molto piaciuto il fatto che la quasi totalità del romanzo giri attorno ad una donna non più tanto giovane ch ...continua

    Ho apprezzato le descrizioni dettagliate riguardo le tradizioni di San Firmino, ma non mi è molto piaciuto il fatto che la quasi totalità del romanzo giri attorno ad una donna non più tanto giovane che quasi si diverte a sedurre e far soffrire quegli uomini che si innamorano davvero di lei.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha fatto impazzire. Mi è sfuggito un po' il messaggio, credo.
    Probabilmente colpa della traduzione di Giuseppe Trevisani, veramente oscena.
    Proverò a rileggerlo in inglese.

    ha scritto il 

  • 3

    Opera che traccia le linee di quella che sarà la "generazione perduta". E' un romanzo che esalta l'impossibilità, di amare, di vivere e di creare rapporti stabili. Ogni personaggio è irrimediabilmente ...continua

    Opera che traccia le linee di quella che sarà la "generazione perduta". E' un romanzo che esalta l'impossibilità, di amare, di vivere e di creare rapporti stabili. Ogni personaggio è irrimediabilmente irrealizzato, non vive ma si lascia vivere, trasportato dallo stato d'incoscienza provocato dall'alcool. Un romanzo che testimonia l'incertezza degli anni a cavallo tra le due guerre, anni in cui ci si lasciava trascinare pur di non affrontare i terrori vissuti.

    ha scritto il 

  • 1

    Consigliato a chi soffre di insonnia...

    Il mio metro di giudizio su un libro è sempre stato il piacere o l'interesse suscitato dalla lettura, perciò, a costo di sembrare irriverente nei confronti di un autore come Hemingway, non posso che a ...continua

    Il mio metro di giudizio su un libro è sempre stato il piacere o l'interesse suscitato dalla lettura, perciò, a costo di sembrare irriverente nei confronti di un autore come Hemingway, non posso che assegnare un voto fortemente negativo a questo libro.
    In assoluto uno dei meno coinvolgenti mai letti. Sarà stato anche considerato un capolavoro nell'epoca in cui è stato pubblicato, ma oggi... che noia!
    Voto: 1/5.

    ha scritto il 

  • 3

    The Sun Also Rises (1926)

    A me Hemingway non piace, ma questo libro invece lo ho apprezzato perché forse è il meno Hemingway degli Hemingway, essendo il primo forse, non so. C'è la guerra solo accennata, non c'è il superomismo ...continua

    A me Hemingway non piace, ma questo libro invece lo ho apprezzato perché forse è il meno Hemingway degli Hemingway, essendo il primo forse, non so. C'è la guerra solo accennata, non c'è il superomismo, gli americani bighellonano in Europa come fossero i Fitzgerald. Ecco Hemingway, io voglio ricordarti così, quindi separiamoci a questo punto e a mai più rivederci

    "E' straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è un'altra faccenda." p. 41

    "Come lettere non erano gran che, ma io speravo che l'essere sulla carta intestata del Crillon le avrebbe aiutate." p. 47

    "La via dell'infermo è lastricata di cani impagliati e non comperati." p. 79

    ha scritto il 

  • 0

    A volte le prime opere di un autore sono le migliori, in questo caso preferisco altri libri di Hemingway. Forse il confronto con il vecchio e il mare per me lo rende di minor valore.

    ha scritto il 

  • 3

    Annoiati

    E’ il secondo libro di Hemingway che leggo, ricordo “Il vecchio e il mare”…
    Mah!
    Per ora Hemingway non riesce ad entusiasmarmi anche se sono consapevole del fatto che ha avuto un ruolo importante nel ...continua

    E’ il secondo libro di Hemingway che leggo, ricordo “Il vecchio e il mare”…
    Mah!
    Per ora Hemingway non riesce ad entusiasmarmi anche se sono consapevole del fatto che ha avuto un ruolo importante nella letteratura occidentale con il suo stile scarno, semplice, quasi giornalistico. Tra le pagine emergono sicuramente la trasgressione e la decadenza, ma i dialoghi, le bevute e ancora i bar etc… mettono in secondo piano l’introspezione che amo particolarmente.
    Farò un altro tentativo…forse.

    ha scritto il 

  • 4

    Cinque amici al bar

    Mi piace pensare che Fernanda Pivano in quel 1938, quando Pavese le portò quattro libri di autori americani, dovesse provare la stessa meraviglia della ancora non quindicenne ragazzina che, in un saba ...continua

    Mi piace pensare che Fernanda Pivano in quel 1938, quando Pavese le portò quattro libri di autori americani, dovesse provare la stessa meraviglia della ancora non quindicenne ragazzina che, in un sabato del gennaio ’66, comprò in edicola “Fiesta" con i soldi dell’autobus risparmiati. Un altro mondo. No piuttosto un altro modo di parlare dello stesso mondo.
    Per questo chiedo pazienza se dopo cinquant’anni scrivo di un fatto che a nessuno interessa: una rilettura, l’ennesima. Riletture che non sono altro che sbobinature di superotto. Una cosa è sempre stata fissa nella vita di questa ragazzina: l’avere un libro in mano. E ogni libro un fotogramma di vita.
    Oggi, quei cinque ultratrentenni “schiffarati” intenti a lannuniari ( leggi fancazzisti bighellonatori) tra Parigi e Pamplona, sono un pò patetici. Cliché della gioventù perduta, di cui ogni tempo ne ha una.
    La storia di quattro maschi di cui tre “afficionados” dell’unica femmina e tutti e cinque perennemente ubriachi non è che sia una lettura molto stimolante, e per di più con dialoghi dal contenuto inconsistente che dovrebbero schermare i veri sentimenti di questo quadrangolo amoroso. A cui se ne aggiunge un quinto, il diciannovenne torero, scultura appetitosa per la trentaquattrenne Brett, una vacca a suo stesso dire.
    Ma al di sopra di tutta questa inconsistenza, compresa l’impotenza del narratore protagonista eredità del recente primo conflitto mondiale, sta la forma. E sulla forma svetta quel “Dico, punto”, che cominciai a praticare per imitazione e che ancora mi scappa. Dico. Se vi va, leggetelo. Un po’ datato in generale ma ancora fresco in particolare.

    ha scritto il 

  • 0

    fiesta è il mio libro preferito di Ernest Hemingway fino ad ora letto. il racconto di questi annoiati bohemien che si credono dei vincenti ma che, alla fine, così tanto giulivi e leggeri non sono. ...continua

    fiesta è il mio libro preferito di Ernest Hemingway fino ad ora letto. il racconto di questi annoiati bohemien che si credono dei vincenti ma che, alla fine, così tanto giulivi e leggeri non sono.

    ha scritto il 

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