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Fiesta

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(3501)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Portoghese , Danese

Isbn-10: 8804060220 | Isbn-13: 9788804060222 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1926, Fiesta ebbe un successo immediato, collocando Hemingway tra i più ammirati scrittori di quella che Gertrude Stein definì "la generazione perduta". Romanzo per quei tempi di palpitante attualità, per le situazioni che descrive e per i riferimenti alle burrascose inquietudini di un gruppo di emigrati internazionali, Fiesta tratteggia l'intensa suggestione dell'ambienta, le notti insonni trascorse tra clamorose sbornie e tempestose discussioni con uno stile tutto teso tra cronaca e poesia. La narrazione, caratterizzata tra l'altro da un dialogo che rimane esemplare per incisività ed eleganza, viene definita, in una lettera di Hemingway al suo editore, "non una satira, ma una tragedia che ha come eroe la terra".
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  • 3

    Bello, per carità, scritto molto bene, e la descrizione del toreare nell'arena di Pamplona è realmente vivida, sanguinaria, si sente l'aficion dell'autore. Il perchè di solo 3 stelle (che, per me che son rimasto alla vecchia scala, significa così così)?
    Perchè l'autore, anche se brav ...continua

    Bello, per carità, scritto molto bene, e la descrizione del toreare nell'arena di Pamplona è realmente vivida, sanguinaria, si sente l'aficion dell'autore. Il perchè di solo 3 stelle (che, per me che son rimasto alla vecchia scala, significa così così)?
    Perchè l'autore, anche se bravo a scrivere, quei posti non li ha vissuti, non li ha capiti veramente. Ha sempre l'aria dell'americano spocchioso, che può permettersi di condurre una vita dissipata nell'Europa devastata dalla Grande Guerra solo grazie ai dollari americani. E non dimentichiamoci che lui, come dice all'inizio, di dollari sul conto prima della partenza per Pamplona ne aveva ben 2400.
    Ben altro modo di vivere rispetto a Miller, lui sì emigrato sul serio (e non turista a lungo termine), costretto a mendicare agli amici qualche franco ogni giorno, con il conto in banca (ma ce l'aveva un conto in banca?) perennemente in rosso, ma che Parigi l'ha vissuta sul serio, sputando sangue insieme a lei, prostituendosi insieme a lei (Opus Pistorum non è forse stato scritto per sbarcare il lunario? E i Mezzotints?), bevendo insieme a lei.

    ha scritto il 

  • 0

    Ernest Hemingway, Fiesta

    Pubblicato nel 1926, è il primo romanzo dello scrittore americano. Vi si narrano le vicende stravaganti e a volte drammatiche di un gruppo di amici durante un viaggio da Parigi e Pamplona (città nella quale vogliono assistere alla tradizionale corsa dei tori e alla Fiesta di San Firmin).
    Pu ...continua

    Pubblicato nel 1926, è il primo romanzo dello scrittore americano. Vi si narrano le vicende stravaganti e a volte drammatiche di un gruppo di amici durante un viaggio da Parigi e Pamplona (città nella quale vogliono assistere alla tradizionale corsa dei tori e alla Fiesta di San Firmin).
    Pur non essendo il miglior Hemingway, lo scrittore fa trapelare in questo romanzo quelle che saranno le tematiche poi sviluppate in altre opere mature: l'amore, l'avventura, la morte, il rapporto uomo-natura

    ha scritto il 

  • 2

    Povero: l'aggettivo che più gli si confà. Povero di avvenimenti degni di essere ricordati, povero di personaggi forti, povero di desideri. Non riesce a penetrare nella profondità.
    Mi è venuto naturale paragonarlo ai libri di Fitzgerald: mentre questi, sebbene rappresentino persone di ceto s ...continua

    Povero: l'aggettivo che più gli si confà. Povero di avvenimenti degni di essere ricordati, povero di personaggi forti, povero di desideri. Non riesce a penetrare nella profondità.
    Mi è venuto naturale paragonarlo ai libri di Fitzgerald: mentre questi, sebbene rappresentino persone di ceto sociale elevato e il loro declino, ci mettono profondamente in contatto con la loro psicologia e i loro pensieri, Fiesta non arriva mai nell'intimo, resta sempre in superficie, e parlando degli anni '20 non si tratta di una superficie estremamente nobile.

    ha scritto il 

  • 5

    Il viaggio dentro di sé

    Un capolavoro di stile, narrazione e delineamento psicologico. Hemingway, già nel suo primo romanzo, si distingue per il maestro che era, riuscendo a tratteggiare un'intera generazione, persa tra i fumi dell'alcool, la gioia di vivere e l'incapacità di amare. Il viaggio compiuto dai protagonisti ...continua

    Un capolavoro di stile, narrazione e delineamento psicologico. Hemingway, già nel suo primo romanzo, si distingue per il maestro che era, riuscendo a tratteggiare un'intera generazione, persa tra i fumi dell'alcool, la gioia di vivere e l'incapacità di amare. Il viaggio compiuto dai protagonisti in Spagna, a Pamplona, per assistere alla "Fiesta" e alla corrida, è un viaggio alla scoperta di sé, un tuffo in una realtà parallela, specchio della vita reale. Come i tori, che muoiono e uccidono a seconda delle circostanze, così la vita premia o danneggia gli uomini e le donne a seconda degli atteggiamenti. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un incubo meraviglioso

    Parigi è la città di incontri piacevoli e irritanti, inseguiti ed evitati. È un luogo dove i personaggi cozzano tra di loro rivelando colpe e desideri, difetti e ambizioni abbandonate. Quando la ripetitività di cene e balli, ubriacature e incompiute attrazioni sembra aver esaurito la propria forz ...continua

    Parigi è la città di incontri piacevoli e irritanti, inseguiti ed evitati. È un luogo dove i personaggi cozzano tra di loro rivelando colpe e desideri, difetti e ambizioni abbandonate. Quando la ripetitività di cene e balli, ubriacature e incompiute attrazioni sembra aver esaurito la propria forza, ecco che allora Pamplona diventa lo scenario di un “incubo meraviglioso”, di un continuo alternarsi di tori e spettatori, matadores e camerieri. Ma la vera “Fiesta” non è nell’arena e neppure ai tavoli dei bar, poiché non potrebbe forse esserci alcun posto dove decidere di restare e fermarsi, quando costruire qualcosa sembra impossibile e perdersi è ciò da cui si vorrebbe sfuggire ma che poi si finisce irrimediabilmente per scegliere. E se in Francia è più facile vivere, perché per piacere alla gente basta solo spendere un po’ più di soldi, ben venga tornare, seppur soltanto per vivere quello che non potrebbe mai realizzarsi.

    ha scritto il 

  • 4

    " La fiesta era cominciata sul serio. Sarebbe durata notte e giorno per sette giorni, e con essa i balli, il bere e il rumore. Le cose che accaddero sarebbero potute accadere solo in una fiesta. Tutto finiva con l'apparire irreale, e pareva che nulla avrebbe potuto avere conseguenze."

    ha scritto il 

  • 0

    La fiesta esplose a mezzogiorno di domenica 6 Luglio. Non c’è molto alto da descrivere di ciò che avvenne. Era tutto il giorno che arrivava gente dalla campagna, ma si mimetizzavano nella città e non li notavi. Sotto il sole cocente, la piazza era tranquilla come in qualsiasi altro giorno. I cont ...continua

    La fiesta esplose a mezzogiorno di domenica 6 Luglio. Non c’è molto alto da descrivere di ciò che avvenne. Era tutto il giorno che arrivava gente dalla campagna, ma si mimetizzavano nella città e non li notavi. Sotto il sole cocente, la piazza era tranquilla come in qualsiasi altro giorno. I contadini erano nelle osterie fuori mano, a bere e a prepararsi alla fiesta. Erano arrivati da poco dalle piane e dalle colline e avevano bisogno di compiere a poco a poco I loro spostamenti di valori. Non potevano cominciare pagando I prezzi dei caffè. Trovavano di che spendere bene I propri soldi nelle osterie. I soldi avevano ancora un valore preciso, in ore di lavoro e staia di grano venduto. Col procedere delle fiesta, non avrebbe più avuto importanza quanto pagavano né dove compravano.

    ha scritto il 

  • 3

    Fiesta

    Che dire? Da ragazza lo abbandonai, troppo noioso. Mi appare ancora eccessivamente lento nella parte centrale.
    Certo, per essere ambientato e stato scritto quasi cent'anni fa è molto spregiudicato. I protagonisti sono veri dissoluti, tutti alcolizzati, nobili ma squattrinati.
    All'epoc ...continua

    Che dire? Da ragazza lo abbandonai, troppo noioso. Mi appare ancora eccessivamente lento nella parte centrale.
    Certo, per essere ambientato e stato scritto quasi cent'anni fa è molto spregiudicato. I protagonisti sono veri dissoluti, tutti alcolizzati, nobili ma squattrinati.
    All'epoca fece furore.

    ha scritto il 

  • 3

    Bicchieri di vino

    Giovani che tra un bicchier di vino e l'altro e un altro ancora riempiono il tempo. Sempre in giro, sempre ubriachi, alla ricerca di qualcosa o qualcuno capace di placare l'insoddisfazione latente che li avvolge.
    Un destino, quello del gruppo di protagonisti, raramente interessante e che ha ...continua

    Giovani che tra un bicchier di vino e l'altro e un altro ancora riempiono il tempo. Sempre in giro, sempre ubriachi, alla ricerca di qualcosa o qualcuno capace di placare l'insoddisfazione latente che li avvolge.
    Un destino, quello del gruppo di protagonisti, raramente interessante e che ha funzionato poco con me. Salvo Jake, l'io narrante, a cui piace parlare poco e arrivare al punto senza spreco di fiato; come lo stile dell'autore, asciutto e diretto, senza fronzoli.

    ha scritto il 

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