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Fight Club

By

Publisher: Vintage

4.2
(9182)

Language:English | Number of Pages: 218 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , German , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Chi simplified , Finnish , Dutch , Polish

Isbn-10: 0099765217 | Isbn-13: 9780099765219 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
An underground classic since its first publication in 1996, Fight Club is now recognized as one of the most original and provocative novels published in this decade. Chuck Palahniuk's darkly funny first novel tells the story of a godforsaken young man who discovers that his rage at living in a world filled with failure and lies cannot be pacified by an empty consumer culture. Relief for him and his disenfranchised peers comes in the form of secret after-hours boxing matches held in the basements of bars. Fight Club is the brainchild of Tyler Durden, who thinks he has found a way for himself and his friends to live beyond their confining and stultifying lives. But in Tyler's world there are no rules, no limits, no brakes.
Sorting by
  • 5

    Il manifesto nichilista degli anni 90! Lettura ideale dopo una giornata storta al lavoro :)
    Lettura godibilissima anche dopo aver visto il film (pur se parecchio tempo fa).

    said on 

  • 1

    "La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club" . Ok, ma almeno durante lo svolgersi della storia qualche descrizione in più vogliamo darla o non ne parliamo neanche nel libro stess ...continue

    "La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club" . Ok, ma almeno durante lo svolgersi della storia qualche descrizione in più vogliamo darla o non ne parliamo neanche nel libro stesso? Mi aspettavo proprio tutt'altra cosa, e lo stile è talmente ripetitivo che quando arrivi al colpo di scena finale non ti accorgi neanche che si tratta di un colpo di scena ; sembra un ulteriore episodio messo lì a caso dall'autore. Nulla da togliere all'importanza dei temi trattati, ma considerarlo un capolavoro mi pare troppo. E' un altro rarissimo caso in cui il film è sicuramente meglio del libro a parer mio.

    said on 

  • 5

    A must read

    Palahniuk wrote a great book that inspire more people than he could ever think and also thanks to the movie it reached more people that otherwise could have not know this great history. The fight club ...continue

    Palahniuk wrote a great book that inspire more people than he could ever think and also thanks to the movie it reached more people that otherwise could have not know this great history. The fight club is just a tread in the history about how people can behave when they have lost everything and hit bottom.

    said on 

  • 5

    "Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta."

    Capolavoro crudo, violento, irrazionale, visionario: "Fight Club" è un libro che cattura dalla prima riga e che trascina pagina dopo pagina nel vortice di follia che esplode nella mente del protagonis ...continue

    Capolavoro crudo, violento, irrazionale, visionario: "Fight Club" è un libro che cattura dalla prima riga e che trascina pagina dopo pagina nel vortice di follia che esplode nella mente del protagonista. Una fuga dal quotidiano, dal lavoro che lentamente uccide, dal vuoto esistenziale, dalla solitudine assoluta che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita. Un fuga verso la morte, in tutte le sue forme e dimensioni. L'unico rammarico è stato averlo letto dopo aver visto più volte la stupenda pellicola cult diretta da David Fincher. Altrimenti la lettura sarebbe stata ancora più destabilizzante.

    said on 

  • 4

    Se la gente pensa che stai morendo, ti da più attenzione!

    Il libro di Palahniuk secondo me più riuscito, sia perchè gira intorno ad un tema che riesce ad immedesimare la maggior parte dei lettori nel protagonista, stanco della vità che si trascina nella soci ...continue

    Il libro di Palahniuk secondo me più riuscito, sia perchè gira intorno ad un tema che riesce ad immedesimare la maggior parte dei lettori nel protagonista, stanco della vità che si trascina nella società occidentale, usando a pieno la sua rude filosofia, e sia perchè la sua trama intigra fino ad esplodere nell'ultimo colpo di scena davvero fantastico. Per chi si avvicina per la prima volta all'autore è sempre complicato mantenere una lettura priva di incomprensioni, dato che il genere di scrittura di Palahniuk non è sempre fluido.

    "Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l'ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori della finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare."

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    "Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te."

    2013:
    Palahniuk affronta il disagio che la realtà consumistica occidentale porta con sé, e lo fa con il suo inconfondibile stile provocatorio e tagliente. Il giovane protagonista anonimo, insoddisfatt ...continue

    2013:
    Palahniuk affronta il disagio che la realtà consumistica occidentale porta con sé, e lo fa con il suo inconfondibile stile provocatorio e tagliente. Il giovane protagonista anonimo, insoddisfatto e sfiduciato, tormentato dall'insonnia, cerca sollievo al suo malessere bazzicando per anni gruppi di sostegno per malati di cancro, tubercolosi o demenza celebrale, pur non avendo nessuna di queste malattie, senza però trovare sollievo, al punto di perdere la ragione e creare un suo doppio: Tyler Durden, che invece ha coraggio ed è astuto Tayler è divertente e spiritoso e forte e indipendente e gli altri uomini lo ammirano e aspettano che cambi il loro mondo. Tayler è abile e libero e io non lo sono. Fondano i fight club sparsi in diverse località americane, la cui prima regola è che non si parla dei fight club e la seconda regola è che non si parla dei fight club, perciò per rispetto della regola io qui lo dico e qui lo nego! In questi sotterranei dei bar di periferia, ogni sorta di uomini, poliziotti, giornalisti, impiegati e avvocati, si trovano settimanalmente e si picchiano a sangue sfogando così le loro frustrazioni. Ma non basta, vogliono distruggere la società contemporanea, vogliono liberare il mondo dalla storia e per questo, con i proventi della fabbricazione del sapone ( vi risparmio lo schifosissimo procedimento), avviano il Progetto Caos per salvare il mondo, arruolando persone fidate e devote, con il compito di scardinare la civiltà, perché forse abbiamo bisogno di spaccare tutto per tirar fuori qualcosa di meglio da noi stessi. Finale inevitabile.

    http://youtu.be/eoyyr1SFPCY

    Ps: Naturalmente dopo questa lettura eviterò di ordinare, in ristoranti e alberghi, minestre o creme di pomodoro, mousse all'arancia o meringhe; mi limiterò ad una zuppa di cipolle, servita nel tegamino e coperta da una crosticina di formaggio fuso.....Tyler Durden permettendo.

    said on 

  • 5

    La struttura:
    Tra le pietre miliari della fertile letteratura contemporanea americana c’è questo lavoro del 1996 firmato da Chuck Palahniuk, non il primo – anche se pubblicato prima di Invisible Monst ...continue

    La struttura:
    Tra le pietre miliari della fertile letteratura contemporanea americana c’è questo lavoro del 1996 firmato da Chuck Palahniuk, non il primo – anche se pubblicato prima di Invisible Monster – ma di sicuro il più famoso grazie all’ottima pellicola di Fincher con un Edward Norton e un Brad Pitt a impreziosire il tutto.
    Chi non conosce né libro né film, farebbe bene a correre ai ripari.
    Innanzitutto per il bene di quelli che cercano un testo da studiare, Fight Club è un documento importante. Vi è una struttura narrativa fatta di continui flashback, il libro è scritto in prima persona e la narrazione è al presente. La struttura narrativa del romanzo è capace di descrivere il tutto utilizzando degli sbalzi temporali che danno continue sensazioni di rottura, fondamentali per concepire e comprendere bene il romanzo.
    Importante è l’uso dei “ritornelli” da parte dell’autore, ossia quelle ripetizioni durante il romanzo che hanno il compito di richiamare immagini nella mente del lettore, post it disseminati lungo la lettura messi in zone cruciali della narrazione. Rappresenta uno spaccato della società moderna, un disegno di quella Generazione X che schiacciata dall’angoscia, cerca valvole di sfogo che nel libro sono proprio gli incontri del Fight Club, una società alternativa formata da impiegati, di cui è paladino incontrastato Tyler Durden, guru che il protagonista del romanzo – di cui non viene mai rivelato il nome – incontra durante un viaggio in aereo.
    I personaggi:
    Il protagonista principale: Impiegato, assicuratore, uomo normale che soffre di un’insonnia cronica. Viaggia per lavoro e, ormai diventato narcolettico, si sveglia in un posto per addormentarsi in un altro, perde intere giornate in una consueta confusione. “Nulla con l’insonnia è reale”, dice il protagonista parlando della sua situazione. Scoprirà di poterla curare partecipando a centri di sostegno dove si raduno persone, malati terminali di cancro o comunque affetti da malattie più o meno gravi.
    Chi è Tyler Durden, lo scopriamo andando avanti in un continuo fare uso da parte di Palahniuk di flashback estremi (il libro inizia proprio da un flashback) che rendono la lettura estraniante, capace di colpire e assorbire tutta l’attenzione del lettore. Il genere è noir con venature da black comedy e rientra in quel movimento, il post modernismo, capace di stupire e sparare in mezzo alla fronte della società odierna, creando immagini altamente disturbanti e personaggi al limite della realtà.
    Marla Singer, femme fatale ricoperta di ustioni di sigaretta, che il protagonista conosce mentre partecipa agli incontri nei centri di sostegno, i quali lo aiutano a guarire dall’insonnia che lo affligge da parecchio tempo; tutto questo fino a quando, per l’appunto non conosce Marla Singer, una che come lui, non è malata di cancro ai testicoli, non sta morendo, non è affetta da batteri al cervello, ma ha bisogno dei centri di sostegno.
    Conclusioni:
    In Fight Club è facile trovare spunti e riferimenti, manifesto politico anarchico, forse, critica alla società (il grasso recuperato attraverso la liposuzione con cui Tyler fa saponette che rivende per finanziare il fight club), documento nichilista fuori dagli schemi capace di dare ispirazione e rendere a Fincher l’idea per anticipare i tempi. Famosa è la scena finale del film in cui le due torri del centro economico del paese crollano. Non è il 2001 ma solo il 1999 e soprattutto è solo l’antipasto di quello che da Lehman Brothers in poi sarebbe successo. Probabilmente è un documento che apre spiragli, dubbi, squarcia la realtà del lettore trasportandolo in un mondo che cova dentro, non è mai uscito ma che, tuttavia, può manifestarsi da un momento all’altro proprio come nelle corde di questo bellissimo libro.
    Curiosità:
    Chuck Palahniuk, che per un periodo ha fatto il camionista, ha rivelato come il testo sia frutto del lavoro svolto con i suoi ex colleghi con cui aveva creato un gruppo di scrittura. Altresì ha specificato di aver frequentato qualcosa di simile al fight club narrato nel libro.

    said on 

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