Fight Club

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Verleger: Goldmann

4.2
(9358)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 253 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Chi simplified , Finnish , Dutch , Polish

Isbn-10: 3442542103 | Isbn-13: 9783442542109 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo au ...weiter

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo autore, Palahniuk, è stato "Soffocare" e che, a memoria, lo gradisco di più.
    Perché il problema di questa opera prima di Chuck Palahniuk è un po' il medesimo di quello che, solitamente, riscontro con un altro autore, ovvero Goethe: ottime idee, ma svoglimento non dei migliori. Almeno secondo i miei gusti.
    Fight Club è un'opera intelligente, nelle intenzioni, probabilmente, merita davvero il successo che ha avuto. Però non mi piace come è stato scritto. Ci sono alcune parti che saranno ottime fonti da cui attingere per orde di amanti delle citazioni (me compreso), ma tante altre parti che ho trovato noiose.
    Per cui, per me, è un libro "medio"... nè brutto, nè bello... con spunti interessanti.
    Avrebbe potuto essere di più.

    gesagt am 

  • 3

    Fight club.

    Fight Club è il primo romanzo dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk pubblicato nel 1996, in Italia edito Mondadori.
    Il regista David Fincher ne ha tratto l’omonimo film di culto, il quale conse ...weiter

    Fight Club è il primo romanzo dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk pubblicato nel 1996, in Italia edito Mondadori.
    Il regista David Fincher ne ha tratto l’omonimo film di culto, il quale consegnò il libro alla fama di cui gode tutt’ora.

    Il protagonista è un anonimo impiegato trentenne che, pur godendo di un buon lavoro, non ha più fiducia nel genere umano e nella società. Oltre a sentirsi passivo nei confronti di tutto ciò che lo circonda, soffre di una terribile insonnia che lo costringe a partecipare a svariati gruppi di sostegno per persone con malattie terminali: qui trova il conforto che il resto del mondo gli nega.
    E’ in questi luoghi che conoscerà Marla Singer. Ma l’evento che porterà alla distruzione di ogni sua prospettiva, sarà l’incontro con Tyler Durden. Tyler è un guru moderno, disilluso della cultura del consumismo, auspica la distruzione del mondo capitalistico.
    I due, uniti dal senso di vuoto della proprio esistenza, trovano la loro valvola di sfogo negli incontri clandestini di boxe che si tengono nei sotterranei di bar: è così che nasce il primo Fight Club, il primo passo del più ampio desiderio di distruggere l’intera società.

    "Se puoi svegliarti in un luogo diverso.
    Se puoi svegliarti in un fuso orario diverso.
    Perché non ti puoi svegliare diverso tu stesso?"

    E’ stato il primo libro di Palahniuk che ho letto.
    Quello che salta subito all’occhio è senza dubbio il suo stile difficile da digerire, frammentato ma che racchiude in sé un messaggio molto chiaro ed esplicito. L’autore non utilizza mezzi termini: il linguaggio è crudo, violento così come sono crude e violente le immagini che ci racconta. La narrazione sembra volerci disorientare di proposito, pieno di flashback e di sottili metafore, la prospettiva cambia in continuazione.
    Con il suo stile martellante, Palahniuk riesce a criticare aspramente la società capitalistica e il consumismo sfrenato che sembra aver inghiottito l’ultimo briciolo di umanità.

    Disseminato di metafore e allusioni, quella che sicuramente mi ha colpita di più è stata quella del sapone. Tyler, per finanziare il progetto ancor più grande e ambizioso – quello di distruggere l’intera società- , produce saponette con “il grasso più ricco e più cremoso del mondo, il grasso della terra”.

    Il sapone da sempre simbolo dell’igiene, in questo romanzo, diviene merce che finanzia la distruzione. Distruzione che, in questo caso io, ho associato all’idea di pulire una società malata e sporcata dal consumismo, dal capitalismo, dall’inumanità che nega ogni conforto emotivo; quasi a voler eliminare da una bellissima e candida camicia bianca un alone di sporco ostinato.
    Ma è davvero così che si fa pulizia, eliminando, distruggendo dalla radice tutto ciò che per noi è impuro e sporco?
    Forse sì, forse no.
    Qualsiasi sia la prospettiva adottata troveremo, sicuramente, dei pro e dei contro. L’incerto, la doppiezza del romanzo si riflette nella risposta.

    Pur riconoscendo l’originalità stilistica e narrativa, il romanzo non è riuscito ad entusiasmarmi più di tanto forse perché caricato di troppe aspettative.
    Il mio consiglio comunque è quello di leggerlo perché è un romanzo che nel bene o nel male incuriosisce, smuove qualcosa nella mente di ognuno.

    gesagt am 

  • 3

    I personally felt that the story was dry. The book was well written but did not at times have a good flow and was not as conducive to the reading perspective as I would have liked. One of the few time ...weiter

    I personally felt that the story was dry. The book was well written but did not at times have a good flow and was not as conducive to the reading perspective as I would have liked. One of the few times I have been able to say that the movie was better.

    gesagt am 

  • 3

    Barocco

    Fight club è troppo crudo, troppo violento, troppo porno, troppo psico-qualcosa. Capisco che nel 1996 anno di pubblicazione sia stato un caso letterario ma per me è eccessivo in ogni pagina. L'anarchi ...weiter

    Fight club è troppo crudo, troppo violento, troppo porno, troppo psico-qualcosa. Capisco che nel 1996 anno di pubblicazione sia stato un caso letterario ma per me è eccessivo in ogni pagina. L'anarchia sociale è insensata e il finale scialbo. Palahniuk scrive bene e si vede. Dopo aver letto tutto il libro mi rimane l'impressione che quando la gente è disperata segue sempre il pazzo più scatenato che c'è in circolazione.

    gesagt am 

  • 3

    Purtroppo non mi è possibile scindere la lettura di Fight Club dal film, che ho visto prima di affrontare il libro e che personalmente adoro.
    Per questo motivo la prima considerazione che mi viene all ...weiter

    Purtroppo non mi è possibile scindere la lettura di Fight Club dal film, che ho visto prima di affrontare il libro e che personalmente adoro.
    Per questo motivo la prima considerazione che mi viene alla mente è che è incredibile l'aderenza all'opera letteraria che ha la pellicola, un piccolo miracolo. Se dovessimo considerare Fight Club per un film, senza pensare al fatto che un film c'è già, probabilmente arriveremmo alla conclusione che non è possibile realizzare una pellicola dai deliri di Palahniuk. Il fatto invece che lo si sia fatto, lo si sia fatto in modo gradevole e soprattutto nel farlo si sia lasciato intatto il messaggio dell'autore è indubbiamente qualcosa di rilevante.

    Però siamo su Anobii e qualcosa del libro libro bisogna pur dire.

    Fight Club, più che un romanzo, è un pamphlet vagamente romanzato su un concetto di anarchia moderno, adatto a questi tempi, riformulato a valle della società del consumismo. A essere cattivi si può pensare che Palahniuk abbia scritto in questo libro il progetto di apocalisse che veramente avrebbe piacere di realizzare nella realtà. Sicuramente ha desistito al progetto reale perché non crede di avere il carisma di Tyler, ma questo non vuol dire che non abbia tracciato con notevole precisione tutti gli step necessari per arrivare, sostanzialmente, al collasso della nostra società.
    Questi intenti un po' sfuggenti e nebulosi, in qualche modo, hanno stemperato il mio coinvolgimento. Fight Club è pieno di pagine molto belle e concetti molto profondi, ma i suoi personaggi in qualche modo non sono personaggi, sono solo schegge della personalità dell'autore che riportano il suo pensiero. Non è un caso che la figura femminile, a conti fatti, risulti quasi posticcia, coinvolta in una storia d'amore piuttosto forzata.

    E' un romanzo che consiglierei a tutti perché è molto intelligente, ma colpisce alla testa, a svariati livelli. Non riesce mai a prenderti allo stomaco.

    gesagt am 

  • 5

    Eccezionale

    Dopo aver letto Rabbia ho sentito il bisogno di continuare con Palahniuk, ed è stata una rivelazione completa. Lo stile di scrittura è particolarissimo, tra discorsi interiori, dialoghi e deliri. Il t ...weiter

    Dopo aver letto Rabbia ho sentito il bisogno di continuare con Palahniuk, ed è stata una rivelazione completa. Lo stile di scrittura è particolarissimo, tra discorsi interiori, dialoghi e deliri. Il tocco di "estremo" non è mai banale, la storia si intreccia continuamente senza mai mostrare lati banali della cosa. Piccolo capolavoro.

    gesagt am 

  • 4

    pazzo

    pazza la trama, pazzi i personaggi, pazzo lo stile di scrittura. Un inizio incerto, per me che non ero abituato al genere, ma poi nel finale ho capito il meccanismo e il senso di tutto. Molto buono! ...weiter

    pazza la trama, pazzi i personaggi, pazzo lo stile di scrittura. Un inizio incerto, per me che non ero abituato al genere, ma poi nel finale ho capito il meccanismo e il senso di tutto. Molto buono!

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    Allora, come buona parte dei libri di Palahniuk, per quanto talvolta piacevoli e talaltra divertenti, l'ho trovato piuttosto delirante, e non credo nemmeno di essere riuscita a comprenderlo in toto.
    O ...weiter

    Allora, come buona parte dei libri di Palahniuk, per quanto talvolta piacevoli e talaltra divertenti, l'ho trovato piuttosto delirante, e non credo nemmeno di essere riuscita a comprenderlo in toto.
    Ok, il protagonista - voce narrante che non sa nemmeno il suo nome, o, almeno, che preferisce evitare di rivelarlo ai lettori - ha una doppia personalità: Tyler Durden, un tipo che fa il cameriere, l'eco-terrorista e il direttore del "Fight Club", un posto/locale dove la gente va a prendersi mazzate per scaricare lo stress. E poi c'è Maria, che è giusto una tipa strana.
    Non male come libro, ma se l'autore la piantasse di scrivere per enigmi/caz**te che può capire solo lui farebbe un favore all'umanità, o almeno a chi decide di comprare i suoi libri.
    Va bene lo stile "futuristico", ma quando è troppo è troppo.

    gesagt am 

  • 5

    Prima e seconda regola di Giò

    1. Non confronto mai i libri con i film. Sono grandezze incommensurabili. Un libro non può essere più o meno bello di un film. Forme espressive completamente diverse. Fight club libro è ottimo. Fight ...weiter

    1. Non confronto mai i libri con i film. Sono grandezze incommensurabili. Un libro non può essere più o meno bello di un film. Forme espressive completamente diverse. Fight club libro è ottimo. Fight club film è ottimo. Chiedersi se sia meglio il film o meglio il libro per me è incomprensibile.
    2. ho un filo, ma proprio un filo, il dentino avvelenato con quelli che ti dicono: "Le donne non possono capire veramente questo libro, e in generale nessun libro di Palahniuk". Io dico a queste persone, che sono sostanzialmente maschi, "cicciobello, vedi di emanciparti da questa visione cazzuta (scusate, ma questa volta il termine casca a fagiolo) della vita".
    Detto questo, Fight club è tutto quello che di più esagerato si possa dire di un libro: è un pugno in faccia, è vetriolo puro, è violenza, solitudine, follia. È, come qualcuno ha detto, un grido di dolore. Implacabile e inascoltato. È una critica feroce alla società, che Palahniuk avanza senza nemmeno il bisogno di esprimere un'opinione e che fa invece, da dio, grazie alla sua scrittura potente e immediata, grazie alla sua talentuosa efficacia descrittiva, che sa essere fredda, ironica e sdrammatizzante.
    Palahniuk lascia al lettore e solo a lui la capacità di reagire emotivamente alla sua scrittura, non fa nulla per suscitare empatia. Sei tu che leggi, sei tu che tiri fuori quello che hai dentro, sei tu a partecipare. Se vuoi, se sei in grado, per quanto sei in grado di fare.
    (gennaio 2004)

    gesagt am 

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