Fight Club

Di

Editore: A. Mondadori (Piccola biblioteca Oscar 387)

4.2
(9416)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Ceco , Giapponese , Catalano , Lettone , Chi semplificata , Finlandese , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8804508353 | Isbn-13: 9788804508359 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner ; Postfazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Nota: Pur rimanendo invariato il codice ISBN, questo titolo è stato ristampato dal 2013 con una diversa copertina e imputato alla collana "Oscar Contemporanea".

Tayler Durden è un giovane che si trascina in una vita di bugie e fallimenti, disilluso dalla cultura vacua e consumistica che impera nel mondo occidentale. Sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato una strada per riscattare il vuoto della propria vita, ma nel suo mondo non c'è posto per alcuna regola, freno, o limite.
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  • 5

    Così parlò ... Tyler Durden

    Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione.

    Cinico, corrosivo, nichilista, alienato, disperato. Tyler Durden ovvero se Zarathustra fosse vissuto nel XX se ...continua

    Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione.

    Cinico, corrosivo, nichilista, alienato, disperato. Tyler Durden ovvero se Zarathustra fosse vissuto nel XX secolo. Chuck Palahniuk come novello Nietzsche. Filosofare con il martello. Leggere Fight Club è come rialzarsi stordito dopo aver avuto un pugno alla bocca dello stomaco, e capire che il sangue che hai alla bocca è il tuo. Volete saperne di più?
    La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.

    Una nota di merito alla versione cinematografica di David Fincher: uno dei pochi casi in cui il film regge il confronto con il libro

    ha scritto il 

  • 3

    “Che cos'è peggio, l'inferno o niente?”

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchi ...continua

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchia d'olio e tutto annienta per tutto ricostruire, fomentata da odio di classe, assenza di figure genitoriali, ingiustizie sociali, consumismo.
    Colpisce il ritmo della narrazione, sonoro e rockeggiante, con frasi a cadenza martellante che trascinano il lettore quasi suo malgrado, e colpisce quel gusto per lo splatter tipico di Palahniuk, tra facce gonfie di botte e appagate, denti che saltano e sangue che sprizza catarticamente fuori nei momenti più improbabili, perché “forse l'automiglioramento non è la risposta... forse la risposta è l'autodistruzione”.
    Toccare il fondo per risalire, attirare l'attenzione di Dio per essere puniti e salvati (“che cos'è peggio, l'inferno o niente?”) e nel frattempo pestare il prossimo tuo come te stesso, o meglio ancora, farsi pestare secondo regole prestabilite, in un combattimento dove alla fine senti che niente è risolto ma poco importa, perché niente conta.
    Le ferite diventano stimmate laiche da sfoggiare con orgoglio, segni attraverso cui gli appartenenti al Fight Club si riconoscono strizzandosi a vicenda l’occhio tumefatto, mentre le pagine più cruente o demenziali sono talmente sopra le righe da sembrare quasi fumettistiche.
    Il punto più alto del romanzo, che potrebbe persino costituire un racconto a sé, è il capitolo venti, asciutto (se si escludono le copiose lacrime di uno dei personaggi) e senza eccessi: solo una pistola contro la tempia pronta e sparare e uno scambio di battute - più vicino, in effetti, ad un monologo - che scuote ed emoziona.
    Al lettore attento non sfuggirà che trattasi di nichilismo per molti versi moderato, dove la si butta in cagnara e si sbandiera la dissacrazione di concetti come bellezza e amore senza peraltro perderli mai di vista.
    E’ uno spirito da figliol prodigo che scaglia la prima pietra e si crogiola nel peccato:
    “Brucia il Louvre e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo”.

    ha scritto il 

  • 4

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mi ...continua

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mia impressione finale è comunque positiva, perchè Palahniuk è riuscito con il suo stile e la sua bravura ad intrattenermi nonostante conoscessi già la trama. Sicuramente iniziare la lettura senza conoscere nulla del romanzo avrebbe sortito un effetto sorpresa che, forse, avrebbe potuto farmi urlare al miracolo.

    ha scritto il 

  • 3

    correva il 1996..

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico. ...continua

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Illuminante

    Premessa: ho guardato il film ben prima di aver letto questo libro ed è la seconda volta che mi affaccio all'universo Palahniuk dopo "Portland Souvenir"

    Un ragazzo sui 30 anni (è stato omesso il nome ...continua

    Premessa: ho guardato il film ben prima di aver letto questo libro ed è la seconda volta che mi affaccio all'universo Palahniuk dopo "Portland Souvenir"

    Un ragazzo sui 30 anni (è stato omesso il nome per tutto il libro) soffre di insonnia e sente che la sua vita è "vuota", non si identifica nella società odierna e trova conforto (e sonni tranquilli, poi) solo durante le sedute di psicoterapia di gruppo, fra alcolisti, persone con malattie incurabili o altro ancora.
    La sua vita verrà sconvolta quando incontrerà l'eccentrico Tyler Durden, un uomo disinibito e anche un po' nichilista che aprirà gli occhi all'autore portandolo allo stato brado, senza aver bisogno delle inutili cose che ci dà la vita moderna, ossia una casa, un bell'arredamento, un bel vestiario, un buon lavoro.
    Per far questo, Tyler e il protagonista fondano un Fight Club, chiunque può aderirvi (anche se secondo le regole uno e due, non bisognerebbe parlarne...) e può dar sfogo in un combattimento uno contro uno per "evadere" dalla vita quotidiana. Tutto nasce quando Tyler chiede al protagonista "hit me as hard as you can" nel retrobottega di un bar.
    Lo scopo di Tyler è quello di azzerare il capitalismo moderno e portare tutti a vedere la propria vita sotto un punto di vista differente.
    Le vicissitudini che seguiranno saranno "pazze", sconvolgenti, pulp e abbastanza violente, prima di arrivare al finale a sorpresa che comunque rimane abbastanza aperto ma "irreversibile".

    Avendo visto prima il film (tra l'altro è fatto benissimo, molto fedele al libro e la trasposizione è seriamente degna) diciamo che mi ero già spoilerato tutto, ma la lettura è stata sicuramente meritevole e nonostante un po' pesante, mi è piaciuta tanto (l'ho letto in lingua originale).

    Il libro fa sicuramente pensare, non penso che Palahniuk voglia una società nichilista, ma abbia voluto mettere questo azzeramento del capitalismo e dei beni comuni come monito, come un ammonimento verso la vita di tutti i giorni dove "le cose che possiedi alla fine ti possiedono" (cit.).
    Ovviamente, il libro è diventato fenomeno di culto solo dopo il film e questo un po' mi dispiace, dispiace pure a me che non ho mai avuto occasione di leggerlo se non fino ad oggi, dove a brevissimo uscirà la graphic novel Fight Club 2.

    Lo consiglio vivamente, la lettura può essere a tratti caotica o poco scorrevole, ma a mio parere ne vale la pena, soprattutto perchè lo considero davvero un libro illuminante a cui tutti dovrebbero dargli una chanche.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo au ...continua

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo autore, Palahniuk, è stato "Soffocare" e che, a memoria, lo gradisco di più.
    Perché il problema di questa opera prima di Chuck Palahniuk è un po' il medesimo di quello che, solitamente, riscontro con un altro autore, ovvero Goethe: ottime idee, ma svoglimento non dei migliori. Almeno secondo i miei gusti.
    Fight Club è un'opera intelligente, nelle intenzioni, probabilmente, merita davvero il successo che ha avuto. Però non mi piace come è stato scritto. Ci sono alcune parti che saranno ottime fonti da cui attingere per orde di amanti delle citazioni (me compreso), ma tante altre parti che ho trovato noiose.
    Per cui, per me, è un libro "medio"... nè brutto, nè bello... con spunti interessanti.
    Avrebbe potuto essere di più.

    ha scritto il 

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