Fight club

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4.2
(9617)

Language: Suomi | Number of Pages: 233 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , German , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Chi simplified , Dutch , Polish

Isbn-10: 9520100849 | Isbn-13: 9789520100841 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 4

    Parliamo del fight club

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà nel seguire la storia, causa dello stile narrativo. Però devo dire che il libro funziona e negli ultimi capitoli tutto viene "rivelato". Una storia di persone ...continue

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà nel seguire la storia, causa dello stile narrativo. Però devo dire che il libro funziona e negli ultimi capitoli tutto viene "rivelato". Una storia di persone "perse" con un protagonista psicopatico che mette in piedi un suo mondo che lo innalza a Dio salvo poi implodere.
    Dà da pensare.

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  • 4

    Piangere è facile nel buio soffocante, chiuso dentro qualcun altro, quando vedi che tutto quello che riuscirai mai a combinare finirà in spazzatura. […] Facile piangere quando ti rendi conto che tutte ...continue

    Piangere è facile nel buio soffocante, chiuso dentro qualcun altro, quando vedi che tutto quello che riuscirai mai a combinare finirà in spazzatura. […] Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all'altro mondo.

    Una volta lessi un parere riguardo Palahniuk: un tipo scrisse che non era riuscito a finire un suo libro, perché gli provocava troppo angoscia.

    Tyler dice che io non sono nemmeno vicino ad aver toccato il fondo. E se non precipito completamente non posso essere salvato. […] «Se ti perdi d'animo prima di aver toccato il fondo» dice Tyler, «non ce la farai mai davvero.»
    Solo dopo il disastro si può risorgere.
    «È solo dopo che hai perso tutto» dice Tyler, «che sei libero di fare qualunque cosa.»

    Rimasi perplessa e pensai che forse era lui ad essere troppo sensibile, ma dopo aver letto questo libro mi rendo conto che, in effetti, Palahniuk è tremendamente angosciante.

    Finché mi metto a piangere.
    Tutto quello che hai amato ti respinge o muore.
    Tutto quello che hai creato sarà gettato via.
    Tutto quello di cui sei orgoglioso finirà in immondizia.
    Sotto e dietro e dentro tutto quello che davo per scontato, è andato crescendo qualcosa di orribile.
    Tutto è andato a pezzi.

    Capisco perché quel tipo non sia riuscito a continuare, e penso che sceglierò con cautela il momento per leggere il prossimo libro di questo autore.

    Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te.

    Palahniuk vuole buttarti giù, farti pensare a cose da cui sfuggi di continuo, l’intera narrazione sembra un sussurro minaccioso nella tua mente.

    Forse l'automiglioramento non è la risposta.
    Forse la risposta è l'autodistruzione.

    Quella sensazione di resistenza, quell’attrito tra il tuo voler restare a galla e il suo volerti trascinare giù a toccare il fondo, ti crea un senso di oppressione e inquietudine per tutto il tempo.

    Quando hai ventiquattro anni» dice Maria, «non hai idea di quanto puoi cadere per arrivare in fondo, ma io ero veloce a imparare.»

    Se vince lui, chiudi il libro e ti senti uno schifo, se vinci tu ti senti stanco perché hai fatto un grande sforzo. In ogni caso, la tua mente ha fatto un po’ di esercizio fisico.

    "Perché non posso toccare il fondo, non posso essere redento. […] Questa era libertà. Perdere ogni speranza era la libertà. […] Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta."

    "«Se non sai quello che vuoi» ha detto il portiere, «finisci con un mucchio di roba che non vuoi.»"

    "Possa non essere mai completo.
    Possa non essere mai soddisfatto.
    Possa non essere mai perfetto.
    Liberami, Tyler, dall'essere perfetto e completo."

    "Molte persone vogliono Maria morta, dice lei a Tyler. Queste persone sono già morte e dall'altra parte e di notte la chiamano al telefono."

    "Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione.
    Se questa può essere l'ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori della fine¬stra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine.
    Hai la loro piena attenzione.
    La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare.
    E quando qualcuno ti parla, non ti sta cacciando balle. Quando chiacchierate, costruite qualcosa e dopo siete tutt'e due diversi da prima."

    "Non c'è niente di statico. Tutto va a pezzi."

    "Il modo in cui la vedeva Tyler era che attirare l'attenzione di Dio per essere stati cattivi era meglio di non ottenere attenzione per niente. Forse perché l'odio di Dio è meglio della sua indifferenza.
    Se tu potessi essere o il peggior nemico di Dio o niente di niente, che cosa sceglieresti?"

    "Io sono inutile.
    Io sono stupido e tutto quello che so fare è desiderare cose e aver bisogno di cose."

    "Noi siamo i figli di mezzo di Dio, secondo Tyler Durden, senza un posto speciale nella storia e senza speciale attenzione.
    Se non otteniamo l'attenzione di Dio non abbiamo speranza di dannazione o redenzione.
    Che cos'è peggio, l'inferno o niente?
    Solo se veniamo presi e puniti possiamo essere salvati."

    "«Perché dovrei credere a una storia del genere?»
    Succede così, in un lampo.
    Perché credo di volerti bene.
    «Di amarmi no?» chiede Maria.
    È un momento già abbastanza complicato così, dico io. Non pretendere troppo.
    Tutti quelli che ci guardano sorridono."

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  • 4

    [...] Fight Club è un romanzo sui generis, la stessa follia pura che ho potuto captare vedendo il film di David Fincher, resa, in questo caso, ancora più tale attraverso l’uso dello stile adottato dal ...continue

    [...] Fight Club è un romanzo sui generis, la stessa follia pura che ho potuto captare vedendo il film di David Fincher, resa, in questo caso, ancora più tale attraverso l’uso dello stile adottato dall’autore, Chuck Palahniuk, un approccio alla scrittura che si fa percepire, fin dalle prime righe, immediato eppure di difficile comprensione, caotico eppure ordinato, in una resa malsana di frasi ad effetto e profonde, capace di incatenare il lettore alle sue pagine, tenendolo sulle spine e sospingendolo su un’altalena oscillante tra le più grasse risate e un climax culminante di tristezza. Sebbene l’edizione che ho comprato io sia poco curata, a causa di alcuni errori ortografici e parole contenenti lettere semi cancellate, caratteristiche che non hanno assolutamente leso la mia lettura ma che hanno urtato davvero il mio spirito di lettrice perfezionista e maniacale, Fight Club è una piccola perla letteraria che vi consiglio caldamente, un insieme di pensieri all’apparenza sconclusionati, incastrati tra loro come se fossero pezzi di puzzle differenti forzati a formarne uno solo, ma che, alla fine, vengono distinti nel modo in cui sono stati concepiti, cioè nella forma di innumerevoli elucubrazioni, confuso vociare di sinapsi troppo utilizzate, come se stessero a indicare le tantissime sfaccettature diverse che possono coesistere in un uomo solo, accozzaglia di idee agli antipodi che ci rendono perfetti e imperfetti contemporaneamente. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/%E2%99%A6-domino-letterario-recensione-di-fight-club/

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  • 3

    Raro caso in cui ho preferito il film al libro. La storia è molto interessante, i personaggi sono ben caratterizzati e i temi su cui riflettere ci sono. Ma la scrittura di Palahniuk non riesco proprio ...continue

    Raro caso in cui ho preferito il film al libro. La storia è molto interessante, i personaggi sono ben caratterizzati e i temi su cui riflettere ci sono. Ma la scrittura di Palahniuk non riesco proprio a farmela piacere.

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  • 4

    Leggere Fight club è come stare al centro dello scantinato di uno di quei bar, dopo la chiusura del sabato sera, senza camicia e senza scarpe, con Palahniuk di fronte che a ogni frase ti sferra un pug ...continue

    Leggere Fight club è come stare al centro dello scantinato di uno di quei bar, dopo la chiusura del sabato sera, senza camicia e senza scarpe, con Palahniuk di fronte che a ogni frase ti sferra un pugno o un calcio aprendoti squarci sulla pelle e facendoti saltare un dente o un osso.
    Non è detto che piaccia, ma non poteva essere scritto meglio.

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  • 2

    Non riesco a farmi piacere lo stile di Palahniuk, conciso, breve e sferzante come una pugnalata allo stomaco. Tuttavia le tematiche trattate sono interessanti e il libro merita di essere letto.
    Non un ...continue

    Non riesco a farmi piacere lo stile di Palahniuk, conciso, breve e sferzante come una pugnalata allo stomaco. Tuttavia le tematiche trattate sono interessanti e il libro merita di essere letto.
    Non uno dei miei preferiti in definitiva

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  • 3

    Generazione X al lavoro

    Uno stile letterario originale, che prende le mosse da diversi generi.
    Le immagini violente richiamano tutto il filone dei crudi versamenti di sangue che va dall’Iliade ai film di Tarantino.
    Le vision ...continue

    Uno stile letterario originale, che prende le mosse da diversi generi.
    Le immagini violente richiamano tutto il filone dei crudi versamenti di sangue che va dall’Iliade ai film di Tarantino.
    Le visioni oniriche derivano da quel mondo che va dai contenuti surreali alla Lewis Carroll ai romanzi moderni con visioni condizionate dall’abuso di droghe.
    Le figure immaginarie che si alternano ai personaggi reali sono prese dalla tradizione postmoderna e dalle opere che ruotano attorno al mondo della realtà virtuale.
    Il tutto omogeneizzato con un linguaggio che spesso diventa turpiloquio ed ossessive ripetizioni di temi ricorrenti.
    La filosofia di fondo è espressa con sufficiente chiarezza: con la violenza cui ci si sottopone volontariamente si porta il mondo (o almeno l’individuo) a toccare il fondo, allo stato primitivo, sublimando il nichilismo figlio del nostro tempo, per poi risorgere su nuove basi. Tutto molto opinabile, ma indubbiamente affascinante per la Generazione X.

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  • 3

    Avendo già visto il film l'ho letto conoscendo gli spoiler principali, ma resta una lettura interessante, stralunata, malata.
    Non è esattamente il mio genere, ne' per stile ne' per contenuti, ma ogni ...continue

    Avendo già visto il film l'ho letto conoscendo gli spoiler principali, ma resta una lettura interessante, stralunata, malata.
    Non è esattamente il mio genere, ne' per stile ne' per contenuti, ma ogni tanto una lettura così ci sta.

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  • 2

    Non il più bello di Palahniuk

    Fight Club è sicuramente un cult della nostra epoca. Penso ci siano pochissime persone a non aver letto il libro o a non aver visto il film, di cui uno degli attori principali è Brad Pitt (Brad Pitt c ...continue

    Fight Club è sicuramente un cult della nostra epoca. Penso ci siano pochissime persone a non aver letto il libro o a non aver visto il film, di cui uno degli attori principali è Brad Pitt (Brad Pitt con dei super addominali! Dopo la scena senza maglietta è un po’ difficile concentrarsi al 100% sulla trama, quindi se non ricordate nulla vi capisco!).
    E’ la storia di un anonimo protagonista che, insoddisfatto della propria vita e a causa dell’insonnia che lo tormenta da mesi, comincia a frequentare gruppi di sostegno per diverse malattie, pur non essendo malato. Il suo stato di profonda insoddisfazione, lo porta a conoscere il giovane Tyler Durden con il quale fonderà il Fight Club, una sorta di club di pugilato con funzione terapeutica.

    Chuck Palahniuk è uno dei pochi autori contemporanei che apprezzo. Lo stile crudo, asciutto, realistico e talvolta anche surreale mi ha subito colpita. I suoi racconti si basano molto sui colpi di scena che nel caso di Fight Club ritroviamo alla fine del libro, ma viene scritto in una maniera talmente contorta che non lo riesci a capire fino in fondo.

    A me non è piaciuto molto. Se dovessi consigliarvi un libro di Palahniuk sarebbe sicuramente Invisible Monsters, letto qualche anno fa. Lo stile è sempre lo stesso, solo che quest’ultimo è un po’ più fresco, meno polemico nei confronti della società e della politica contemporanea e anche meno contorto, riesci a stare dietro la storia più facilmente, quindi ti coinvolge anche di più.

    said on 

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