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Figli di tenebra

Trilogia di Lothar Basler - Vol. 3

By Marco Davide

(116)

| Paperback | 9788895049625

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Book Description

La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell'ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L'obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all'apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un'epoca re Continue

La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell'ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L'obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all'apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un'epoca remota ha rischiato di annientare il mondo. Bisogna raggiungerlo, quindi, e in fretta: al destino non si può sfuggire, e necessario assecondarlo, è necessario costruirlo. Mentre nel mondo l'estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolale dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un'intera casta di vampiri, che li corroderanno nell'anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione e follia, l'odio e l'amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora... Fino a quando tornerà a sorgere la luna di sangue.

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    La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell'ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L'obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all'apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un'epoca re ...(continue)

    La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell'ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L'obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all'apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un'epoca remota ha rischiato di annientare il mondo. Bisogna raggiungerlo, quindi, e in fretta: al destino non si può sfuggire, e necessario assecondarlo, è necessario costruirlo. Mentre nel mondo l'estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolale dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un'intera casta di vampiri, che li corroderanno nell'anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione e follia, l'odio e l'amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora... Fino a quando tornerà a sorgere la luna di sangue.

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    edivad74 said on Oct 4, 2011 | Add your feedback

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    Trilogia di Lothar Basler, Vol. III

    Appurato l’evidente passo in avanti che il secondo volume della trilogia aveva costituito rispetto al primo, debbo dire che questo volume conclusivo non mi ha molto soddisfatto, a maggior ragione considerando che, essendo l’ultimo volume di una saga, ...(continue)

    Appurato l’evidente passo in avanti che il secondo volume della trilogia aveva costituito rispetto al primo, debbo dire che questo volume conclusivo non mi ha molto soddisfatto, a maggior ragione considerando che, essendo l’ultimo volume di una saga, molti aspetti generali e particolari della storia hanno trovato un senso e una collocazione soltanto con esso. La delusione, sia pur parziale, deriva cioè dal modo in cui il contenuto di questo terzo capitolo si riflette sulla storia nel suo insieme.
    C’è un aspetto in particolare – o meglio, in generale – che mi è risultato assai indigesto. Se il secondo volume si era distinto per un’apprezzabile dimensione “mondana” che caratterizzava lo svolgimento della storia, nel terzo questo aspetto viene drasticamente meno. Per cominciare, la storia è qui ridotta all’osso: è, fondamentalmente, la narrazione del viaggio conclusivo della compagnia, all’inseguimento del villain Kurt Darheim; non c’è altro intreccio, tutto – o quasi – è già stato predisposto, e non resta che portare a compimento la missione. Per carità, non sto dicendo che non succeda nulla; al contrario, succedono molte cose, alcune delle quali intriganti e ben studiate (su tutte, l’episodio del villaggio, davvero un’ottima trovata). Quello che voglio dire è che la linearità della trama sembra qui comportare una messa da parte della dimensione più propriamente umana che qualsiasi storia – anche fantasy – mi aspetto abbia (naturalmente ogni mio giudizio sia preso cum grano salis).
    Ma come – si potrebbe replicare – e la vicenda di Lothar e Helena? E l’amicizia tra i personaggi? E la sofferenza, l’angoscia, l’ansia del ritorno a casa, la paura per i pericoli incontrati lungo il viaggio? In una parola: e tutto l’ampio spettro di emozioni e sentimenti messi in campo dai personaggi e – devo dire – così ben tratteggiati dall’autore?
    Il problema è che tutte queste emozioni risultano estremamente polarizzate, troppo nette. Odio e amore, appunto. E non potrebbe essere altrimenti nel momento in cui il motore della vicenda è una classica situazione buoni vs. cattivi. Si prenda il flashback relativo all’uccisione della moglie di Lothar, picchiata, torturata e uccisa davanti ai suoi occhi da colui che poi diventerà il suo nemico giurato. Molto toccante, certo, ma piuttosto artefatto: una situazione estrema come questa può ispirare soltanto emozioni estreme, senza lasciare alcuno spazio per le sfumature, suscitando così una commozione un po’ troppo facile; e questo è, a mio avviso, l’andazzo generale del libro.
    Un altro problema connesso con il primo riguarda il motore della vicenda. I personaggi, nonostante siano sempre in primo piano, sembrano manovrati da qualcosa di ben più in alto di loro. Così, termini altisonanti quali ‘potere’, ‘destino’, ‘entropia’, ecc. risultano purtroppo abusati fino al logoramento, con due conseguenze. In primo luogo, come ho già detto, si determina un confine molto labile tra quello che i protagonisti decidono di fare e quello che invece sono costretti a fare, in virtù di questa presenza molto scomoda qui chiamata «destino». Inoltre, una gran parte della narrazione dev’essere sacrificata alla spiegazione del significato di queste espressioni e altre che vengono ad aggiungersi. Ecco dunque le svariate discussioni sul destino, sul potere e via dicendo, discussioni che al lettore non è dato che accettare, e di cui è molto difficile valutare la plausibilità, ma che secondo me finiscono per mettere da parte il lato “in carne e ossa” della vicenda e la credibilità delle emozioni così ben restituite.
    Due episodi su tutti: anzi tutto, il duello tra Lothar e Lucretia, colmo di frasi altisonanti e piuttosto “studiate a tavolino”, da parte dell’uno e dell’altro contendente. E poi, purtroppo, proprio il duello finale tra Lothar e Kurt, un rincorrersi di proclami verbosi, di descrizioni macchinose di incantesimi e portenti che alle mie orecchie sono suonati piuttosto vuoti.
    Probabilmente sono io che nel corso degli anni mi sono allontanato da un certo tipo di letture, eppure mi sembra che questo genere letterario sia assai più facile di altri allo stereotipo: il bene contro il male, il viaggio, la compagnia, il prescelto, lo scontro finale da cui dipendono le sorti dell’universo, e via di questo passo.
    A costo di apparire pignolo, vi sono poi da registrare alcune ingenuità minori. È ovvio che un romanzo fantasy non è un romanzo storico. Tuttavia, mi risulta abbastanza difficile credere che una civiltà simil-medievale o “post-medievale” come quella dipinta in questo romanzo possa aver acquisito concetti come subconscio, metabolismo, magnetismo e sinapsi. Si tratta chiaramente di difetti minori, ma è a mio avviso anche su queste sbavature che l’autore dovrà lavorare per sfruttare quella che è senza ombra di dubbio una penna estremamente felice.

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    pempi said on Jul 12, 2011 | Add your feedback

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    Devo dire che mi è piaciuto...ed è un po' che non lo dico per libri italiani. Non posso dire molto perchè vorrei evitare spoiler, ma il finale è bello, molto coinvolgente e capace di far immedesimare il lettore.
    L'unica remora, che più che un vero e ...(continue)

    Devo dire che mi è piaciuto...ed è un po' che non lo dico per libri italiani. Non posso dire molto perchè vorrei evitare spoiler, ma il finale è bello, molto coinvolgente e capace di far immedesimare il lettore.
    L'unica remora, che più che un vero e proprio problema, classificherei più come un leggero fastidio, è l'eccessiva lunghezza di alcune parti. Dava un po' l'impressione di allungare il brodo per suscitare suspence e assolutamente non ce n'era bisogno.
    Anche in alcune trovate, che mi sono sembrate molto interessanti, ho trovato una certa difficoltà a calibrare il peso e la lunghezza dell'intervento. (un esempio senza spoilerare: ad un certo punto due personaggi si incontrano e i pensieri di uno si mischiano alle frasi dell'altro con un bellissimo effetto, secondo me, ma il tutto è troppo lungo e alla fine diventa pesante da seguire)
    Comunque lo consiglio vivamente

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    le2pfm said on Jun 18, 2011 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    "Lo è sempre stato,forse lo sarà sempre.Ombra tra le ombre.
    Tutti lo siamo,ombre erranti.
    Siamo ombre poichè predisposti ai raggi di luce che attraversano la nostra vita.Molti,pochi nn ha importanza.
    Ci trafiggono e ci illuminano,alle volte con in ...(continue)

    "Lo è sempre stato,forse lo sarà sempre.Ombra tra le ombre.
    Tutti lo siamo,ombre erranti.
    Siamo ombre poichè predisposti ai raggi di luce che attraversano la nostra vita.Molti,pochi nn ha importanza.
    Ci trafiggono e ci illuminano,alle volte con intensità tale da farci esplodere come folgori abbaglianti..."
    Ultimo capitolo di questa trilogia dove l'azione nn manca di sicuro,la storia è molto bella,ma sviluppata in modo troppo prolisso.Nn mi piace ogni qualvolta Lothar nn vuole far partecipe i suoi compagni di ciò che sa,esponendoli cosi ad un pericolo maggiore.Rugni è un'ottimo personaggio,peccato gli venga dato poco spazio,molto forte la scena della sua morte.Thorval per me rimane un personaggio anonimo e poco approfondito.Mooz da un lato secondo me poteva essere più partecipe all'interno del gruppo,nn mi ha convinta molto il fatto che sia la"variabile",bello comunque il finale.

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    Manusk said on May 8, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (116)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 768 Pages
  • ISBN-10: 8895049624
  • ISBN-13: 9788895049625
  • Publisher: Armando Curcio
  • Publish date: 2009-10-09
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