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Figlia del silenzio

By Kim Edwards

(209)

| Hardcover

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Book Description

Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l'ospedale e suo marito David decide di far nascere il bambino con l'aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah Continue

Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l'ospedale e suo marito David decide di far nascere il bambino con l'aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah partorisce due gemelli: il maschio, nato per primo, è perfettamente sano, ma i tratti del viso della bambina rivelano immediatamente la sindrome di Down. Travolto dalla disperazione, David affida la piccola a Caroline, ordinandole di rinchiuderla in un istituto. A Norah, sedata dall'anestesia durante il parto, dice che la bambina è morta. Ma Caroline non può abbandonare la piccola Phoebe. Con un coraggio che non credeva di avere, fugge in un'altra città, determinata a prendersi cura della bambina e a conservare un segreto che solo lei e David conoscono. Un segreto che nel tempo si farà sempre più insopportabile e, come una piovra, allungherà i suoi tentacoli sulla vita di David e della sua famiglia: lui, ossessionato dal senso di colpa, ma incapace di affrontare la realtà, Norah, inconsolabile per la figlia che crede morta, e Paul, il fratellino di Phoebe, che cresce in una casa piena di dolore. Intanto Caroline vivrà con gioia l'inaspettata maternità ma dovrà affrontare anche molte difficoltà: Phoebe è vivace e sensibile ma i suoi problemi e i pregiudizi che la circondano costringeranno Caroline a combattere una dura battaglia contro il mondo. Fino al giorno in cui i destini delle due famiglie torneranno a incrociarsi.

712 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Caso lampante in cui l'autrice ha avuto un'ottima idea e non ha saputo sfruttarla a pieno :(
    E' il 1964 e Norah partorisce due gemelli, di cui la femmina presenta la sindrome di down; David, il padre, decide senza nemmeno pensarci su un minuto di aff ...(continue)

    Caso lampante in cui l'autrice ha avuto un'ottima idea e non ha saputo sfruttarla a pieno :(
    E' il 1964 e Norah partorisce due gemelli, di cui la femmina presenta la sindrome di down; David, il padre, decide senza nemmeno pensarci su un minuto di affidarla ad in istituto speciale per gente ritardata affidandola all'infermiera presente, Caroline.. A Norah dirà semplicemente che la bambina è nata morta.
    Caroline compirà una scelta coraggiosissima e abbandonerà la sua vita per ricominciare da capo con la piccola Phoebe.
    L'opera è articolata su due piani paralleli: quello che segue Norah, David e Paul (il primogenito nato sano) e quello che invece segue Caroline e Phoebe. Quest'ultimo è quello più interessante e che ho letto con più piacere, però purtroppo è quello a cui viene dedicato (ingiustamente, secondo me) meno spazio narrativo: mi sarebbe piaciuto approfondire il discorso di cosa abbia voluto dire crescere un figlio Down negli anni '70/'80.. Ad esempio ho trovato davvero interessante la lotta chw Caroline affronta per far frequentare a Phoebe la scuola pubblica: le viene detto che i 'ritardati mentali' rallenterebbero troppo i bambini 'normali', mettendogli il bastone tra le ruote e che dunque si sprecherebbero le già poche risorse finanziare per la scuola.. Agghiacciante, mamma mia!
    I discorsi della diversità, delle lotte combattute e della vita stessa con una ragazza con la sindrome di Down sono trattati solo di striscio e lasciano il lettore insoddisfatto, anche perché viene dato ampio spazio alla famiglia Henry: Norah sorda di dolore per la perdita della bambina e di quello che "avrebbe potuto essere se fosse ancora viva", David che proprio non capisce perché Norah non sia più la Norah che ha conosciuto e Paul, che vede disfare la propria famiglia senza riuscire a capirne il motivo.
    Chi più chi meno sono riusciti a farmi una gran antipatia: aridi, egoisti, convinti di essere gli unici esseri sulla terra a soffrire (e non come famiglia: proprio come individui!), di aver diritto a tutto e soprattutto incapaci di comunicare.
    Una famiglia altamente disfunzionale che non è capace di perdonare l'altro, nonostante essi stessi commettano tanti errori.. Terribile :(
    I fatti si susseguono a volte senza un filo logico, alcune cose sono date per scontate e buttate lì e soprattutto c'è un senso di "Adesso si redimono" che poi viene puntualmente disatteso: giuro che per tutto il romanzo ho aspettato una sorta di rivincita e di ammenda, ma zero!
    Oltre a ciò.. Io David l'ho proprio detestato.. Mi ha fatto venire i nervi a fior di pelle!!!

    Non mi sento di sconsigliarvelo, ci sono alcuni punti molto belli e poi apre un po' gli occhi sulla situazione dei bambini down quando ancora li si considerava individui 'inferiori'.. Peccato che l'autrice abbia voluto concentrarsi sugli effetti psicologici di cosa voglia dire perdere un figlio alla nascita (non riuscendoci però, secondo me, al cento per cento).

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    Sery-amente (Di nuovo sul blog! *_*) said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E se..?

    "Chissà cosa sarebbe successo se avessimo preso questa decisione invece che un'altra?": a chi di noi non è mai capitato di pensarlo? Qui il protagonista fa una decisione che gli sconvolgerà la vita, gliela devasterà e dovrà convivere con il peso di q ...(continue)

    "Chissà cosa sarebbe successo se avessimo preso questa decisione invece che un'altra?": a chi di noi non è mai capitato di pensarlo? Qui il protagonista fa una decisione che gli sconvolgerà la vita, gliela devasterà e dovrà convivere con il peso di questa decisione per sempre.

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    Mimil said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nel periodo in cui l'ho letto credevo che dopo due pagine l'avrei risposto sullo scaffale.....invece mi ha sorpreso, appena avevo un minuto libero leggevo!

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    Valentina said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una bella storia molto struggente, su come a volte prendiamo decisioni pensando siano la cosa migliore,mentre invece non lo sono.

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    La Giuls said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Riconosco che sia un bel libro, una bella storia, ma non mi ha esaltato...

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    Simona said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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