Figlio di Dio

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.7
(1043)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8806168959 | Isbn-13: 9788806168957 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Raul Montanari

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Lester Ballard è un uomo violento, dal passato difficile. Avendo perso ogni cosa, vive nell'abbandono e da sempre sfida e aggredisce i cittadini del suo paese, East Tennessee. Viene incarcerato, con l'accusa di violenza carnale. Quando si scopre che non è colpevole, gli viene concessa la libertà, il permesso di vagare a piacere, razziando e depredando la popolazione con le sue strane voglie. Normali e casuali incontri per commissioni in merceria, dal maniscalco e all'emporio diventano scene di travolgente forza insieme comica e grottesca. Mentre la storia precipita verso il suo indimenticabile finale, McCarthy dipinge le realtà più sordide della vita con senso umoristico oltre che di partecipazione umana.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un uomo solo, che odia le persone, che arriva al punto di fare atrocità, molto abile nei suoi progetti e nello sfuggire alla Legge, un escluso dalla società, "nient'altro che un figlio di Dio come voi ...continua

    Un uomo solo, che odia le persone, che arriva al punto di fare atrocità, molto abile nei suoi progetti e nello sfuggire alla Legge, un escluso dalla società, "nient'altro che un figlio di Dio come voi, forse".

    ha scritto il 

  • 5

    La follia ci abita tutti

    Nella tradizione mitologica greca i figli di Dio sono Dioniso, Prometeo e Eracle. Con loro morte violenta, essi danno agli uomini piena coscienza di sé. Come espressione della divaricazione dalla vit ...continua

    Nella tradizione mitologica greca i figli di Dio sono Dioniso, Prometeo e Eracle. Con loro morte violenta, essi danno agli uomini piena coscienza di sé. Come espressione della divaricazione dalla vita, la coscienza è sempre coscienza lacerata. Ed è per questo che i figli del Dio sono sacrificati, scontano la scissione da cui sono nati. Il dramma della separazione. La tradizione cristiana s’innesta nella precedente cultura pagana, e nella Bibbia è il Cristo, il figlio di Dio, che salva l’umanità dalla colpa del peccato con il sacrificio della croce. Cosa c’entra tutto questo con il Figlio di Dio di McCartthy. Cosa c’entra con Lester Ballard, un solitario disadattato, killer seriale, stupratore e necrofilo che vive il selvaggio Sud delle campagne, dove i giorni sono scanditi da linciaggi e impiccagioni. Forse no, ma se pare non esserci scampo per un’umanità colpevole, le ragioni vanno trovate nelle nostre antichissime radici. Nel nostro profondo sé. Forse MacCarthy ci sta dicendo che la follia e la violenza abitano la ragione e la ragionevolezza, alloggiano nel nostro cuore più di quanto non pensiamo. L’olocausto è l’edificazione di una scissione, la nascita della differenza nell’unità originaria che non sa di sé. E il sacrificio del figlio di Dio è la violenza implicita in ogni distacco, una violenza che allontana quella più grande contenuta nel misconoscimento della differenza. Lester Ballard non fu mai imputato di alcun crimine. Lo mandarono prima in un ospedale e poi lo rinchiusero in una cella a fianco di uno che aveva avuto l’amabile abitudine di aprire il cranio alla gente e mangiarne il cervello con un cucchiaino. A margine di tutto, potete pensare qualsiasi cosa. Il suo mondo così poeticamente violento e altrettanto atrocemente tenero. McCarthy è uno di quei pochi autori per me ‘maledetti’. Mentre li leggi, in realtà leggono te. Non sei tu, lettore, che entri nel loro mondo descritto, in quella regione della mente che sospende ogni verità. È la liturgia. Sfogli ogni pagina, poi chiudi il libro e infine lo riponi nel suo ossario. Lo sai questo. No, non è così per lui. È lui che entra nel tuo cervello. Ti legge. Legge te, in realtà. Fate attenzione. È un fottuto autore che vi fotte.

    ha scritto il 

  • 4

    McCarthy è duro e infame come una bastonata sulla nuca. Figlio di Dio è composto da centosettanta pagine di indagine sul male: sboccia in una provincia sudicia e abbandonata degli Stati Uniti del sud, ...continua

    McCarthy è duro e infame come una bastonata sulla nuca. Figlio di Dio è composto da centosettanta pagine di indagine sul male: sboccia in una provincia sudicia e abbandonata degli Stati Uniti del sud, seduce un povero bifolco dal nome Lester Ballard e lo trasforma in un mostro. È un romanzo ruvido, fastidioso, scritto in modo impeccabile, che non eccede mai nonostante le tante efferatezze commesse da Ballard, e che spesso è capace di stupire con una delicatezza quasi fuori luogo. È una lezione di scrittura: Cormac McCarthy è secco ed essenziale, non usa mai una parola di troppo ma è in grado di dipingere personaggi perfetti con due frasi. "Lester Ballard era un uomo che guardava il mondo in cagnesco (...) Era cresciuto così: magro e cattivo. Matto, diceva qualcuno".

    ha scritto il 

  • 4

    La miseria umana

    Ecco, sapevo che McCarthy è durissimo con i suoi personaggi, ma non mi aspettavo che non lasciasse loro alcuno scampo. Forse solo lo stimolo della bellezza tocca il cuore dell'incredibilmente umano pr ...continua

    Ecco, sapevo che McCarthy è durissimo con i suoi personaggi, ma non mi aspettavo che non lasciasse loro alcuno scampo. Forse solo lo stimolo della bellezza tocca il cuore dell'incredibilmente umano protagonista di questo terribile romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    FIGLIO DI DIO

    Lester Ballard è un misantropo. Costretto ad abbandonare la baracca in cui vive, si trascina tra lande desolate, vivendo un’oscena esistenza fatta d’espedienti e di violenza, per finire lassù, nelle g ...continua

    Lester Ballard è un misantropo. Costretto ad abbandonare la baracca in cui vive, si trascina tra lande desolate, vivendo un’oscena esistenza fatta d’espedienti e di violenza, per finire lassù, nelle gelide grotte di Frog Mountain. Molti sono i balordi che popolano il misero Sud rurale americano, ma Ballard rappresenta l’espressione peggiore di quella disperata umanità. È un assassino, un feticista e un necrofilo.
    Un grande McCarthy, fedele alla sua cifra stilistica. Da una parte una natura ancestrale liricamente descritta, dall’altra la devastata umanità dei ‘figli di Dio’, le cui debolezze sono raccontate con cruda essenzialità.

    ha scritto il 

  • 4

    si riconosce il tocco dello stile e la classe.
    la filosofia di mcCarthy si riassume nella domanda del libro" ma gli uomini sono sempre stati cattivi così?
    e la risposta è che l'uomo è uomo da quando è ...continua

    si riconosce il tocco dello stile e la classe.
    la filosofia di mcCarthy si riassume nella domanda del libro" ma gli uomini sono sempre stati cattivi così?
    e la risposta è che l'uomo è uomo da quando è nato il mondo, dalla mela continuando per Caino.
    e Cormac è crudo e non giudica, racconta con distacco e riesce a dare l'essenzialità dell'essere delle cose, uomo compreso e della natura.
    grande come sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    «Nient'altro che un figlio di Dio come voi, forse. […] un atroce atto di accusa contro gli dèi.»

    In queste due frasi, distanti circa 155 pagine di narrazione superlativa sorprendente scarna, è condensata l'indagine sul Male.
    Quali sono l'origine, l'essenza e gli scopi del Male?
    Il male sbuca mist ...continua

    In queste due frasi, distanti circa 155 pagine di narrazione superlativa sorprendente scarna, è condensata l'indagine sul Male.
    Quali sono l'origine, l'essenza e gli scopi del Male?
    Il male sbuca misteriosamente ora da un ambiente bucolico, come nell'incipit («[...] un uomo guarda tutto ciò scaturire da un mattino bucolico e per il resto completamente muto») ora da un ambiente devastato da vere e proprie discariche, come nel caso del guardiano della discarica che stupra una figlia, ora da un ambiente devastato da immondizia umana sparsa ( lattine schiacciate, vetri rotti, carcasse di auto ed autocarri, etc ) come quando Lester viene minacciato ed accusato ingiustamente da una donna. E così via per tutto il romanzo. Il male è compiuto, in forma e grado diversi, da tutti gli esseri viventi: esseri umani contro altri individui, contro l'ambiente, contro gli animali, ma anche da animali contro animali in «[…] un'orgia di amore e di sangue»: il male sembra connaturato alla vita, all'esistenza. Del reietto Lester in modo speciale.
    Se Dio ha creato tutto, ivi compreso l'essere umano, chi ha creato il Male ( assoluto, il Diavolo ) ? Dio stesso?
    L'essere umano è figlio di Dio, l'essere umano è il Male, il male è figlio di Dio: questo diabolico sillogismo, che percorre la narrazione, spalanca la porta di un nichilismo assoluto e senza ritorno.
    Quali che siano le risposte suggerite dai pettegoli del paese (il trauma infertogli dalla società, la vendita del suo terreno per cui «da quel giorno Lester Ballard non fu più in grado di tenere la testa dritta» oppure un trauma psicologico in età infantile, «dicono che non fu mai più a posto con la testa, dopo che suo padre si ammazzò»); o dagli ubriaconi («Un uomo che guardava il mondo in cagnesco […] Era cresciuto così, magro e cattivo. Matto, diceva qualcuno. Una cattiva stella lo teneva sotto il suo influsso» ); o dal pastore locale le cui «parole erano un chiacchiericcio biblico alle orecchie di Ballard» il quale, «emerso dal buio», se «ci fossero state più buie regioni della notte, lui le avrebbe trovate», continuamente, dunque, in cerca di riposte volge lo sguardo in alto, più in alto, dove «gli occhi vigili e remoti delle Pleiadi bruciavano nel cielo, freddi e assoluti […] orde di stelle fredde disseminate lassù nella cornice del buco, e si domandò di cosa fossero, e di cosa fosse fatto lui», McCarthy sembra voler dimostrare una tesi: è il romanzo lo strumento per affrontare questa indagine, è la creazione artistica, un romanzo in cui i narratori hanno tutti la stessa autorevolezza.

    ha scritto il 

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