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Figlio di un preservativo bucato

Di

Editore: Magic Press

4.3
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000011133 | Isbn-13: 9788877595089 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Prefazione: Alison Bechdel

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
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  • 5

    Svincolarsi dagli stereotipi

    Trama: ***** Nell’America del Sud degli anni ’50 e ’60 Toland vive la propria infanzia e adolescenza, sprofondato nel provinciale paese bianco di Clayville, davanti ad una società in cui non ...continua

    Trama: ***** Nell’America del Sud degli anni ’50 e ’60 Toland vive la propria infanzia e adolescenza, sprofondato nel provinciale paese bianco di Clayville, davanti ad una società in cui non si rispecchia. Toland che, una volta adulto, ci racconta in ordine sparso i ricordi degli anni più intensi e turbolenti della sua gioventù quando insieme ad un gruppo di amici fuori dagli schemi scopre l’importanza di schierarsi, pacificamente, per la libertà. Una confessione spassionata del proprio essere, fatta da una persona indecisa in balia degli eventi, perennemente in autocommiserazione per il suo non riuscire a decidere così chiaramente come fanno i suoi conoscenti. Toland, persi per una disgrazia i genitori, vive per un poco nella vecchia casa con la sorella Melanie ed il marito Orley. Orley però è esattamente lo stereotipo del “maschio bianco razzista” e questo spinge Toland a trovarsi un lavoro come benzinaio e spostarsi nella casa degli amici Riley Wheely e Mavis, chiamata Wheelerie. La nuova vita goliardica gli permette di conoscere molte persone e frequentare ambienti borderline, tra bar omosessuali e locali jazz di neri, cori per la libertà e ritrovi per l’uguaglianza. E scopre anche la sua sessualità, all’inizio tra tentazioni e rifiuto tanto che cerca di convincersi di essere etero lottando contro la propria natura ma innamorandosi davvero nel contempo della “pasionaria” Ginger. Ma la sua sessualità repressa diventa un costante tormento, un segreto di pulcinella che lo porterà infine, per tristi prove, ad una accettazione del suo essere. Al contempo Toland ha occasione di scontarsi con il razzismo del posto dove è nato, che accomuna tutti i diversi, neri o gay, come indesiderabili da reprimere.

    Stile: **** Un romanzo di formazione di un ragazzo diverso nel periodo di Kennedy e di Martin Luther King, dei figli dei fiori e nella conseguente tensione che si crea nei diversi settori della società statunitense, che vive la propria adolescenza durante le manifestazioni pacifiche per i diritti civili dei neri. Eppure tutto è affrontato non con sensazionalismo ma con una soffice pacatezza intimistica e soggettività di cronaca. La sceneggiatura è accurata e solida, i testi sono profondi ed introspettivi, ci si propone come una scrittura densa e pregna da affrontare con calma. I personaggi sono a tutto tondo, persone profonde con le loro contraddizioni, con sentimenti non sempre chiari o condivisibili eppure veri.

    Ho apprezzato del disegno l’accuratezza nel rendere espressivi i personaggi attraverso sia i volti che le posizioni del corpo, la pienezza delle vignette, sempre ben leggibili pur nell’amore per i dettagli che rendono realistica l’opera quanto fosse un film e perfettamente calata nell’epoca che rappresenta, come le opere di Eisner. Mi è piaciuto quel “puntinismo” finissimo ed il tratto tondo non realistico nelle persone che mi ha ricordato un Crumb addolcito e meno sboccatamente sensuale. D’altronde per scrivere e disegnare tutto Cruse ci ha messo 4 anni, in cui ha rischiato anche la bancarotta. Ho odiato di contro i menti eccessivi all’americana ;)

    Piacevolezza: ***** Sebbene non brilli per originalità, i fatti narrati sono abbastanza tristemente prevedibili, essi risultano tanto realistici da sembrare una biografia, brillano di vitalità e sono eventi importanti che assumono forza nella loro prosaicità ed ancora oggi trasmettono un messaggio di libertà ed uguaglianza forte e che va ascoltato. “Figlio di un preservativo bucato” affronta il tema della discriminazione in maniera poetica e delicata anche davanti a momenti molto violenti, ci parla di razzismo, KKK, omosessualità senza facili scappatoie nel vittimismo né nel sensazionalismo. D’altronde sia Toland che Ginger mi è sono rimasti abbastanza antipatici, nel loro essere di fondo molto egoisti (probabilmente giustamente) ed indecisi. Gli ho apprezzato di più Sammy Noone, il giovane che sembra sempre scanzonato ma nasconde grandi dolori, Anna Dellyne, con la sua vita domestica, la sorella di Toland, Melanie, che cerca una vita normale facendo i suoi sbagli e risultando talvolta odiosa ma sempre molto umana. Il titolo mi sembra sminuente del contenuto dell’opera, sottolineando solo l’aspetto omofobo dell’opera e puntando ad una morbosità che poi nella graphic novel manca del tutto.

    Consigliato: Assolutamente consigliato, sebbene il titolo “sensazionalista” allontani probabilmente molto pubblico, presentando l’opera come assai più sboccata di quel che è. Mi è piaciuta la pacatezza dell’autore nell’affrontare temi importanti e talvolta scabrosi senza sensazionalismo, con una calma spiegazione dei fatti ed introspezione di quanto accade. Il dramma, la malinconia e il dolore sono onnipresenti, ma sempre trattati con estrema delicatezza. E’ un’opera piena di vita. Consigliata per ricordare sempre di lottare, nel modo giusto, per la libertà di tutti compresa la propria libertà di essere semplicemente come si è.

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

    ha scritto il 

  • 5

    Nuova edizione per un capolavoro del fumetto. Si parla della diversità come la concepiamo e come la concepiscono. Come l'accettiamo e come l'accettano. Disegno magnificamnet underground per un inno ...continua

    Nuova edizione per un capolavoro del fumetto. Si parla della diversità come la concepiamo e come la concepiscono. Come l'accettiamo e come l'accettano. Disegno magnificamnet underground per un inno alla conoscenza di se stessi.

    ha scritto il 

  • 5

    Oggi, nella società del politically correct, le lotte per l'integrazione razziale degli afroamericani ci sembrano così lontane e irreali da non essere quasi più prese sul serio.
    Oggi sono tema di ...continua

    Oggi, nella società del politically correct, le lotte per l'integrazione razziale degli afroamericani ci sembrano così lontane e irreali da non essere quasi più prese sul serio.
    Oggi sono tema di film leggerotti e stupidini come Hairspray, ci si fa una risata su.
    Un tempo non era così.
    Un tempo, in America, il KKK esisteva davvero, e la gente viveva l'intolleranza sulla propria pelle. Come Howard Cruse, autore di questo splendido volume, scopertosi gay proprio negli anni in cui infuriavano le manifestazioni per l'integrazione degli afroamericani, e gli episodi di razzismo prendevano spesso risvolti cruenti e sanguinosi.
    Questa storia autobiografica serve per non farci dimenticare la rabbia del passato, per aiutarci a capire con quali sacrifici si è arrivati al presente e per non smettere di lottare per un futuro in cui questi episodi non possano più accadere.

    ha scritto il 

  • 0

    Un manifesto forte e vibrante, denso nei disegni e nei testi tanto da costringere ad una lettura lenta, rarefatta, eppure piena di significato e di contenuti, un grido di rabbia e di disgusto verso ...continua

    Un manifesto forte e vibrante, denso nei disegni e nei testi tanto da costringere ad una lettura lenta, rarefatta, eppure piena di significato e di contenuti, un grido di rabbia e di disgusto verso l'intolleranza cieca e becera.
    RECENSIONE: http://www.lospaziobianco.it/441

    ha scritto il 

  • 5

    Howard Cruse ci racconta un'epopea bellissima e dolorosa (a tratti autobiografica), calata completamente in un'America di fine anni '60, sconquassata dalle lotte per i vari diritti negati.

    Difficile ...continua

    Howard Cruse ci racconta un'epopea bellissima e dolorosa (a tratti autobiografica), calata completamente in un'America di fine anni '60, sconquassata dalle lotte per i vari diritti negati.

    Difficile dire quale sia la tavole più bella o più curata. Il disegno è estremamente minuzioso e attento, non subisce mai un calo di qualità ed è impressionante se si pensa che parliamo di 224 pagine. Cruse ci ha creduto così tanto che ha dedicato 4 anni della sua vita dietro a questo volume, arrivando addirittura a indebitarsi, pur di finirlo nel modo in cui avrebbe voluto, senza fretta e con la massima cura.

    Leggi l'articolo che Ettore Gabrielli ha scritto su LoSpazioBianco.it:
    http://www.lospaziobianco.it/441

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia di lotte e di diritti, ma anche una storia privata molto emozionante di una crescita, scoperta e perdita...
    I disegni sono accuratissimi (l'autore ci ha messo una vita a realizzarli) e lo ...continua

    Una storia di lotte e di diritti, ma anche una storia privata molto emozionante di una crescita, scoperta e perdita...
    I disegni sono accuratissimi (l'autore ci ha messo una vita a realizzarli) e lo stile molto particolare.
    Un esempio ottimamente riuscito di una trasposizione in "finzione" delle proprie esperienze.

    ha scritto il 

  • 5

    Lavoro intenso e complesso.. una veduta realistica sull'america degli anni sessanta e le lotte di integrazione razziali (e per il colore e per a sessualità).. un documento, una storia da leggere che ...continua

    Lavoro intenso e complesso.. una veduta realistica sull'america degli anni sessanta e le lotte di integrazione razziali (e per il colore e per a sessualità).. un documento, una storia da leggere che fa pensare e meditare.. che fa riflettere a quante poche libertà ci fossero e probabilmente ci sono nella libera america e di come ancora, molti anche da noi non ne sono usciti fuori .. la paura del diverso è sempre dietro l'angolo!.. un fumetto denso e di alto conteuto, consigliato.. non ci sono super eroi, viaggi allucinanti, sogni o voli impossibili, è tutto tragicamente dolorosamente intensamente reale... nessuna metafora, nessun volo pindarico.. dura, sporca intensa realtà!

    ha scritto il