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Fiktioner

By Jorge Luis Borges

(5)

| Others | 9789100114169

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Book Description

En klassisk, epokgörande modern spanskspråkig amerikansk bok. Nu för första gången på svenska i komplett skick  "Jag har mötet mellan en spegel och en encyklopedi att tacka för upptäckten av Uqbar", skriver Jorge Luis Borges om det dittills Continue

En klassisk, epokgörande modern spanskspråkig amerikansk bok. Nu för första gången på svenska i komplett skick  "Jag har mötet mellan en spegel och en encyklopedi att tacka för upptäckten av Uqbar", skriver Jorge Luis Borges om det dittills okända landet i  "Tlön, Uqbar, Orbis Tertius" som ingår i hans klassiska samling Fiktioner från 1944. Med hjälp av sin litterära uppfinning, den fiktiva essän, skapar Borges en till synes oändligt utförlig text på ett par sidor bara. Borges som i svensk översättning alltid antologiserats sönder presenteras nu på svenska med en av sina originalböcker.   Författaren och kritikern Gabriella Håkansson har skrivit förord till denna utgåva.

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  • 1 person finds this helpful

    Un'immersione nel mondo fantastico di Borges

    Raccolta di racconti più volte rieditata, modificata ed estesa, Finzioni è, per quanto mi riguarda, uno dei libri più belli mai scritti. Fosse anche solo per il valore letterario e narrativo di un singolo racconto (non è questo il caso ma potrebbe an ...(continue)

    Raccolta di racconti più volte rieditata, modificata ed estesa, Finzioni è, per quanto mi riguarda, uno dei libri più belli mai scritti. Fosse anche solo per il valore letterario e narrativo di un singolo racconto (non è questo il caso ma potrebbe anche essere), l'opera di Borges è un'esperienza imprescindibile per chi ama semplicemente leggere.

    Multiforme, complicata come un gioco di specchi che rimanda all'infinito immagini distorte o forse reali come solo la letteratura sa immaginare, la racconta di "finzioni" del maestro argentino si muove tra il fantastico e il filologico, il citazionismo (e auto-citazionismo) spinto a livelli quasi virtuosistici e un continuo rimandare a cose, idee e persone presenti sia all'interno del libro che nella poetica di Borges.

    Finzioni è un gioco, sostanzialmente, traboccante di idee e costruito quasi come un puzzle dove l'autore si diverte a mischiare fantastico e metanarrazione, solipsismo e labirinti, realtà immaginarie che si sovrappongono a realtà narrative. Su tutti, almeno per quanto mi riguarda, si erge quella gemma preziosa che è "La biblioteca di Babele" e che andrebbe letta almeno una volta nella vita. Come buona parte dei testi contenuti nel libro in oggetto, d'altronde.

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    Sir Arthur said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "La più goffa delle tentazioni dell' artista: quella di essere un genio".

    Sotto il nome di "Finzioni" Borges presenta una raccolta di racconti che non sono altro che, appunto, finzioni. Finzioni letterarie, giochi metanarrativi, virtuo ...(continue)

    "La più goffa delle tentazioni dell' artista: quella di essere un genio".

    Sotto il nome di "Finzioni" Borges presenta una raccolta di racconti che non sono altro che, appunto, finzioni. Finzioni letterarie, giochi metanarrativi, virtuosismi e visioni fantastiche. Le stesse atmosfere oniriche e le stesse visioni che si trovano ne L'Aleph, ma accentuate nell'aspetto virtuosistico e con in più la sensazione, durante la lettura, che la tua stessa vita sia il racconto scritto da qualcun altro.
    Per i miei gusti, molto apprezzabile la prima sezione, più apertamente fantastica, mentre ho trovato più tediosa la seconda, con racconti che mi sono apparsi dei giri a vuoto. Nondimeno, fosse solo per l'innegabile debito che il fantastico contemporaneo e la narrativa postmoderna riconoscono a Borges, il suo valore è indiscutibile e al di là delle singole esperienze di lettura.
    Se siete, come me, tra i fortunati spendaccioni possessori del Codex Seraphinianus, è d'obbligo averlo tra le mani durante la lettura del primo racconto (Tlön, Uqbar, Orbis Tertius): il piacere della lettura ne risulterà decuplicato.

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    Tancredi said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 33 people find this helpful

    "V'erano certi leoni di pietra, v'era una latrina segreta chiamata Qaphqa..."

    ..che chiami Kafka "latrina segreta" pare che non se ne sia accorto nessuno.

    Mano paterna sulla spalla, inventore di racconti che si sollevano traendosi dalle stringhe dei propri scarponi, orologio inutile, bilancia in assenza di gravità, metafisica ...(continue)

    ..che chiami Kafka "latrina segreta" pare che non se ne sia accorto nessuno.

    Mano paterna sulla spalla, inventore di racconti che si sollevano traendosi dalle stringhe dei propri scarponi, orologio inutile, bilancia in assenza di gravità, metafisica del possibile, ricordo del futuro, bellezza eterna, urlo nel vuoto, mentre il mondo fra i '30 e i'40 o si sparava o sperava di farlo, in un altrove relativamente quieto Borges scriveva ficciones;

    Il giardino dei sentieri che si biforcano

    Tlön, Uqbar, Orbis Tertius
    L'accostamento ad Almotasim
    Pierre Menard, autore del Chisciotte
    Le rovine circolari
    La lotteria a Babilonia
    Esame dell'opera di Herbert Quain
    La biblioteca di Babele
    Il giardino dei sentieri che si biforcano

    Artifici

    Funes, o l'uomo della memoria
    La forma della spada
    Tema del traditore e dell'eroe
    La morte e la bussola
    Il miracolo segreto
    Tre versioni di Giuda

    Traduzione a cura di quel signore di Franco Lucentini.

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    Procyon Lotor said on Aug 4, 2014 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Finzioni è una raccolta di racconti di Jorge Luis Borges, scritti tra il 1935 e il 1944.
    Finzioni è suddivisa in due parti, intitolate rispettivamente Il giardino dei sentieri che si biforcano e Artifici. La prima parte è stata pubblicata a parte nel ...(continue)

    Finzioni è una raccolta di racconti di Jorge Luis Borges, scritti tra il 1935 e il 1944.
    Finzioni è suddivisa in due parti, intitolate rispettivamente Il giardino dei sentieri che si biforcano e Artifici. La prima parte è stata pubblicata a parte nel 1941; Artifici nel 1944. Numerosi racconti erano stati pubblicati singolarmente in precedenza sulla rivista letteraria Sur. Le due parti furono riunite parzialmente nel 1944 dalle edizioni Sur di Buenos Aires e infine nel 1955, nella versione definitiva, a costituire il V volume delle "Obras completas" di Borges pubblicate dell'editore Emecé di Buenos Aires.
    Il giardino dei sentieri che si biforcano, pubblicata nel 1941 come libro a sé, raccoglie:

     Tlön, Uqbar, Orbis Tertius
     L'accostamento ad Almotasim
     Pierre Menard, autore del Chisciotte
     Le rovine circolari
     La lotteria a Babilonia
     Esame dell'opera di Herbert Quain
     La biblioteca di Babele
     Il giardino dei sentieri che si biforcano

    Artifici, La seconda parte della raccolta venne completata nel 1944; comprende:

     Funes, o della memoria
     La forma della spada
     Tema del traditore e dell'eroe
     La morte e la bussola
     Il miracolo segreto
     Tre versioni di Giuda

    Una scrittura altamente densa di sensi, di stratificazioni, di elementi soprannaturali, di nozioni e elementi che di tanto in tanto sorprendono il lettore – magari spinto così ad approfondire quel tale elemento -.
    Non tutti li ho apprezzati, però detto ciò, non si può negare il genio di questo autore, che spazia con una disinvoltura sorprendente nei vari generi letterari, seppur si resta sempre nel fantastico, con una singola eccezione che richiama al poliziesco.

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    Jack said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Bisogna tacere di cose di cui non si sa parlare

    Se uno scienziato si ostinasse a spiegare il “perché respiriamo”- prendendo a caso, uno per uno, tutti gli istanti fisiologici, dal riflesso gamma generato dalla pP della Co2 fino all’alito di catrame avvertita da chi è vicino al soggetto questione d ...(continue)

    Se uno scienziato si ostinasse a spiegare il “perché respiriamo”- prendendo a caso, uno per uno, tutti gli istanti fisiologici, dal riflesso gamma generato dalla pP della Co2 fino all’alito di catrame avvertita da chi è vicino al soggetto questione d’indagine- con il processo definito una volta per tutte del”come”respiriamo, e con la dovuta concisione che richiede un racconto borgesiano, sarebbe, questo scienziato, un redivivo Pierre Renard che, finito il Don Chisciotte, si fosse buttato anima ( che Borges gli nega lasciando ad altri la facoltà di affibbiargliela a piacimento) e corpo in un altro campo la cui conoscenza non è strettamente necessaria?

    Ho detto, a persona carissima, di non farsene un cruccio dei parti della mente incomprensibili del figlio definito “disturbato”, nei quali lui trova una logica enfatica.
    Bisogna tacere di cose di cui non si sa parlare.

    Pertanto senza stelle oltre che senza parole.

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    Maria Francesca e basta said on Jul 1, 2014 | 3 feedbacks

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