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Finché morte non ci separi

Di

3.5
(196)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831711334 | Isbn-13: 9788831711333 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Torniamo ai nostri seriali - 23 mar 14

    Un romanzo che si apre praticamente sull’ultima pagina del romanzo precedente (“Il testamento di Nobel”) quasi senza rottura di continuità (e pare prosegua con il successivo “Freddo Sud” ipotizzando una trilogia all’interno della serie dedicata alla giornalista investigativa Annika Bengtzon). Sem ...continua

    Un romanzo che si apre praticamente sull’ultima pagina del romanzo precedente (“Il testamento di Nobel”) quasi senza rottura di continuità (e pare prosegua con il successivo “Freddo Sud” ipotizzando una trilogia all’interno della serie dedicata alla giornalista investigativa Annika Bengtzon). Sembra quasi un tentativo anche di mettere ordine a tutte le sue storie, che si sono andate dipanando in tutti i primi otto libri. Sia le storie gialle che le storie private. Mantenendo la cifra di questa giornalista sempre un po’ spaurita, sempre un po’ troppo al centro delle attenzioni, quasi che si trovasse suo malgrado a risolvere i casi che affronta. È anche (come dice nelle note finali l’autrice) il primo romanzo che comporta un’inchiesta poliziesca vera e propria, coinvolgendo fin dalle prime battute l’ispettrice Nina Hoffmann. Ma soprattutto perché il morto è un ispettore di polizia anche lui, il bello e mai troppo decifrato David Lindholm, e la principale sospettata è la di lui moglie, nonché miglior amica di Nina, nonché anch’essa poliziotta, Linda. Quindi, mentre da un lato seguiamo le vicende “gialle”, dall’altro dobbiamo fare il conto con Annika che al termine del precedente libro avevamo visto sfuggire miracolosamente, insieme ai suoi due figli, ad un attentato che manda in fumo (letteralmente) la sua casa. Dopo che anche la vita privata era anch’essa bruciata, in seguito all’allontanamento del marito Thomas, innamoratosi della bella Sophia. Questi due registri erano sempre stati presenti nelle storie di Annika, dagli scontri violenti con il suo precedente marito (tanto violento da giustamente finire male) all’amore con il placido Thomas, che, libro dopo libro, diventa sempre più antipatico, fino a raggiungere un buon punto di cattiveria in questo (e mi domando, cosa succederà nel prossimo). Nel momento in cui perde tutto, Annika trova un supporto nella collega Berit, che l’aiuta con i figli e la sprona a riprendere le indagini. Ritroviamo così il piglio deciso della giornalista d’assalto, che mette insieme interviste, ricerche su Internet ed intuizioni varie, per ricostruire la vita dell’irreprensibile David, che poi tanto irreprensibile non sembra sia stato. Bello e carismatico, ma sempre molto vicino al fuoco, come se avesse interessi sul lato criminale, utili a coprire suoi traffici, ed a scoprire pesci piccoli da mettere in gabbia. Inoltre David è uno “sciupa-femmine”, cosa che sanno tutti, e sembra dare margini di credibilità (almeno per Annika) quando Linda sostiene che nell’appartamento durante l’uccisione c’era un’altra donna, che avrebbe portato via il figlio Alexander (che in effetti, risulta scomparso). Tuttavia i poliziotti fanno fronte intorno a David, con la relativa condanna di Linda anche per la morte di Alex (benché non si trovi il corpo). Annika, tra una lite e l’altra con l’ex Thomas (e poi ci torniamo), trova il bandolo anche di questa matassa, risolvendo (nel solito convulso finale) tutti i maggiori nodi: ritrovamento di Alex, scoprimento del reale colpevole di questo e di un altro precedente delitto, che aveva portato in carcere un innocente, con un doppio legame con la polizia. Da un lato con David e dall’altro … No, questo non ve lo dico. Tanto uscirà fuori sicuramente nel prossimo. Torniamo un attimo sulle vicende private: nonostante sia in rotta dura con l’ex e non sopporti Sophia, non esita a dar loro una mano nelle settimane di affidamento alterno dei due figli. Questioni di civiltà? Quanto siamo lontani noi da queste realtà? Un altro appunto (più criptico) viene durante le discussioni tra i redattori del giornale in crisi, dove due giovani apprendisti si chiamano Emil e Ronja. Così che la Marklund accenna alla provenienza di molta gioventù svedese dalla saga di Pippilotta Långstrump. Ovviamente, noi si rimane spiazzati, che la saga da noi è nota come Pippi Calzelunghe. Ma sfido qualcuno a conoscere a memoria i personaggi, e ricordarsi che i due sodali di Pippi si chiamano… Annika e Tommy. Nel complesso (dopo aver convenuto anche con la polizia che l’autrice dell’incendio di casa Bengtzon è la gattina colpevole degli assassini del precedente romanzo) una lettura gradevole, in attesa di collegarla con il successivo libro della trilogia. Ah, un’ultima domanda: spero che “Livstid” (significato in svedese “tutta la vita”) sia una formula usata nei matrimoni svedesi. Cosa che giustificherebbe l’altrimenti poco sensato titolo italiano.
    “Il primo caso riguardava quello di un ventunenne, Tony BERGLUND” [ma quanti ce ne sono, di Berglund in Svezia…] (140)

    ha scritto il 

  • 4

    Quinto episodio - 2007

    Questo capitolo l'ho trovato un po' frustrante. A parte la storia che parla di poliziotti corrotti e i soliti attentati alla sua vita (ma i suoi adorati figli le vengono in mente solo quando pensa che sta per morire? Mai che ci pensi un po' prima ed eviti di cacciarsi in situazioni assurde), qua ...continua

    Questo capitolo l'ho trovato un po' frustrante. A parte la storia che parla di poliziotti corrotti e i soliti attentati alla sua vita (ma i suoi adorati figli le vengono in mente solo quando pensa che sta per morire? Mai che ci pensi un po' prima ed eviti di cacciarsi in situazioni assurde), qua anche la sua vita affettiva va alla deriva, il lavoro va sempre peggio (colpa del suo carattere insopportabile ed aggressivo) e ci si mette pure il segreto di stato che la lascia sospettata di aver dato fuoco a casa sua! Il marito poi... viene descritto davvero come un bambolotto senza nessun carattere nè coscenza nè sentimenti...
    Insomma, da qui in avanti non può che miglirare, no? Via a leggere il prossimo sperando che le cose vadano un po' meglio!

    ha scritto il 

  • 4

    Niente di eclatante ma è un giallo piacevole e scritto bene. Ho scoperto che fa parte di una serie incentrata sulla giornalista Annika non ricordo il cognome che in effetti qui ha un ruolo centrale, ma dal momento che l'autrice non ha scritto i libri seguendo una sequenza temporale riguardo la vi ...continua

    Niente di eclatante ma è un giallo piacevole e scritto bene. Ho scoperto che fa parte di una serie incentrata sulla giornalista Annika non ricordo il cognome che in effetti qui ha un ruolo centrale, ma dal momento che l'autrice non ha scritto i libri seguendo una sequenza temporale riguardo la vita della protagonista, credo non sia fondamentale seguire un ordine. Come ho già scritto il giallo è piacevole, non ci sono colpi di scena ma le cose si scoprono piano piano...non si capisce subito chi è il colpevole semplicemente perchè i personaggi entrano a far parte del libro un pò alla volta, non all'inizio tutti insieme...per me libro promosso.

    ha scritto il 

  • 2

    La Postfazione è davvero interessante, peccato però per il resto del romanzo che pone la domanda: "se non hai niente da dire, perchè scrivi 486 pagine"? e un'altra domanda: "Dopo averle scritte, come fai a venderle?"

    Bho...

    ha scritto il 

  • 3

    Al centro – più che la storia gialla – tormenti e turbamenti di Annika, ridotta veramente male dopo il tradimento del marito e l’incendio della sua casa. In qualche modo comunque ce la fa a scoprire il colpevole, anche se la storia si trascina per mesi e non è che alla fine sia proprio tutto chia ...continua

    Al centro – più che la storia gialla – tormenti e turbamenti di Annika, ridotta veramente male dopo il tradimento del marito e l’incendio della sua casa. In qualche modo comunque ce la fa a scoprire il colpevole, anche se la storia si trascina per mesi e non è che alla fine sia proprio tutto chiaro (nonostante un epilogo e una postfazione dell’autrice). Ma tant’è, il risultato essenziale è raggiunto e dei particolari non ci importa poi molto.

    ha scritto il 

  • 3

    Per fortuna che ci sono i ficcanaso...

    Non ci sono più i giornalisti di una volta e nemmeno i polizziotti....corruzione e intrighi tra politica, sicurezza e informazione.....la pazzia protegge e alla fine il bene trionfa...forse....

    ha scritto il 

  • 3

    Stoccolma. Annika è una cronista storica del Corriere locale. Madre di due figli e tradita dal marito, conserva la sua tenacia e l’amore per la verità. Importante è per lei, la veicolazione di giuste informazioni. Grazie alla sua impulsività riuscirà a scoprire il vero assassino di David, un poli ...continua

    Stoccolma. Annika è una cronista storica del Corriere locale. Madre di due figli e tradita dal marito, conserva la sua tenacia e l’amore per la verità. Importante è per lei, la veicolazione di giuste informazioni. Grazie alla sua impulsività riuscirà a scoprire il vero assassino di David, un poliziotto-eroe e a scagionare, così, la moglie, alla quale era stata assegnata una condanna pesante: l’ergastolo. La sua vita privata si scontra con il suo lavoro e riesce a cavarsela anche quando il tutto diventa insostenibile. Il poliziotto-eroe, in realtà non è l’uomo corretto che tutti pensano, ha due facce: una buona e l’altra violenta. Sua moglie Julia, anch’ella poliziotta, dopo aver assistito alla violenta morte del marito e alla scomparsa del figlio, cade di uno shock psicotico dal quale pare non riprendersi immediatamente. Il sistema svedese sembra non rendersi conto delle reali cure necessarie alla vedova che, oltretutto, ha anche perso un figlio di 4 anni. David, anche prima del feroce accaduto, si era impossessato della vita della moglie, facendole subire maltrattamenti e tradimenti. Solo i deboli possono perpetrare violenza su altre persone deboli!! Nina, amica e collega di Julia, aiuta Annika seppur con timore. Nel romanzo si evince una Stoccolma non del tutto ignara alle abili manovre messe in atto per manipolare i processi penali e le incarcerazioni. Sullo sfondo giacciono i temi della corruzione e delle buone garanzie, solo per pochi, però! La scrittura è semplice, se non elementare e ciò gioca un punto a sfavore del romanzo perché non risulta essere incalzante quando dovrebbe esserlo. Vi sono due tipi di dialogo: quello comune e uno interno, utile per meglio comprendere la psicologia dei personaggi. È un mattone di circa 480 pagine, ma proprio perché di facile lettura, è possibile leggerlo in due giorni.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima parte mi aveva un po' stufato: il marito, i bambini, l'amica, l'accusa di incendio doloso etc. Sindrome di Calimero.
    Nella seconda parte (da giugno) inizia a svilupparsi meglio il poliziesco e le vicende personali non sono troppo invadenti così ci si ricrede.
    Scommetto che il ...continua

    La prima parte mi aveva un po' stufato: il marito, i bambini, l'amica, l'accusa di incendio doloso etc. Sindrome di Calimero.
    Nella seconda parte (da giugno) inizia a svilupparsi meglio il poliziesco e le vicende personali non sono troppo invadenti così ci si ricrede.
    Scommetto che il prossimo riprenderà da dove questo si è fermato: il meccanismo del sequel è ben rodato

    ha scritto il 

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