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Finestra con le sbarre

Di

Editore: SE

3.8
(55)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877105593 | Isbn-13: 9788877105592 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Amoroso F.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1937, questo è un racconto che appartiene al genere storico. Tuttavia, nonostante la sua fedeltà alle fonti, propone nel finale una identificazione tra Ludwig e Tristano che illumina da una prospettiva inconsueta l'enigmatica figura del personaggio.
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  • 4

    Io sono il cavaliere del cigno, e sono il cigno

    Impossibile durante la lettura di questo bel racconto togliermi dalla mente il Ludwig di Visconti! Il volto bellissimo, ma ormai sfigurato dagli eccessi e dalla follia, di Helmut Berger si sovrapponeva continuamente a quello del sovrano, impresso nelle foto che accompagnano il libro. Eppure Klaus ...continua

    Impossibile durante la lettura di questo bel racconto togliermi dalla mente il Ludwig di Visconti! Il volto bellissimo, ma ormai sfigurato dagli eccessi e dalla follia, di Helmut Berger si sovrapponeva continuamente a quello del sovrano, impresso nelle foto che accompagnano il libro. Eppure Klaus Mann è proprio bravo a raccontare le ultime ore di vita del re di Baviera, e certo non poteva aver visto il film perché morì suicida nel 1949 a soli quarantatré anni (ma sicuramente Visconti lesse questo libro, pubblicato in Italia anche con il titolo "La morte del cigno").
    Probabilmente la sua omosessualità apertamente vissuta, e proprio per questo mai accettata dal celebre padre, gli ha permesso di entrare in sintonia con il sensibile e romantico sovrano e di innescare anche nel lettore la profonda carica emotiva con cui lo scrittore accompagna l'infelice Ludwig sulle rive del lago... verso l'eterno annientamento... Oh! più giù...

    ha scritto il 

  • 4

    Letto poco dopo Sinfonia Patetica, primo libro per me di K. Mann.
    E' evidente l'immedesimazione dell'autore in figure tragiche e tormentate come Ludwig. Un bellissimo racconto.

    ha scritto il 

  • 5

    La pazzia di re Ludwig

    Stampato ad Amsterdam nel 1937, la Finestra con le sbarre di Klaus Mann (1906 - 1949) racconta (in forma romanzata) gli ultimi due giorni di vita di Ludwig II di Baviera.

    Recensito su Parole GLBT: http://www.paroleglbt.info/2013/05/la-pazzia-di-re-ludwig.html

    ha scritto il 

  • 3

    Il principe di mezzanotte

    Pittorico, classico (nella quarta di copertina si parla di un'evidente analogia tra la figura di Elisabeth e quella di Isotta, almeno nell'atto della corsa, leggera, verso il luogo dove giacciono le spoglie mortali dei rispettivi innamorati), assolutamente sublime l'epilogo di questo volumetto; p ...continua

    Pittorico, classico (nella quarta di copertina si parla di un'evidente analogia tra la figura di Elisabeth e quella di Isotta, almeno nell'atto della corsa, leggera, verso il luogo dove giacciono le spoglie mortali dei rispettivi innamorati), assolutamente sublime l'epilogo di questo volumetto; pregne di una quasi sconvolgente intensità poetica, le ultime pagine scivolano via con incredibile rapidità: la lunga gonna dell'Imperatrice austriaca (capace di celare, a quanto pare, scarpe dai tacchi piuttosto alti) ed i suoi abbondanti capelli bruni (il cui splendore è reso magnificamente da Mann attraverso il paragone con una serie di morbidi scrosci di pioggia), l'una spazzando i lucidi corridoi di una delle tante residenze reali, gli altri coprendo (o, per meglio dire, avvolgendo) quasi interamente il corpo esanime di Ludwig, contribuiscono a rubare, anche se solo per un attimo, il lettore alla tragedia di un destino infelice (quello, appunto, di Ludwig II di Baviera, del quale Mann racconta, in questo volume, le ultime ore di vita: dalla segregazione nella residenza di Berg, fino alla morte, ancora oscura, nelle acque del lago Starnberg), facendogli dimenticare certe imbarazzanti questioni di potere e successione (erano tempi infelici di spietate lotte tra consanguinei, nei quali la dichiarazione di un medico, atta a certificare la presunta infermità del sovrano, diventava, in mano ad altri, lasciapassare per il trono).
    Siamo con lei mentre corre, anzi vola, verso l'amico morto (verso quell'anima tormentata ed insofferente, tanto simile, se ci è concesso credere all'infelicità di Sissi, alla sua), e siamo con lei mentre tende l'orecchio ad una rivelazione divina capace di lenire, anche se di poco, la sua pena.
    Il resto è cronaca biografica e storica (malgrado i numerosi dubbi circa l'effettiva storicità di alcuni fatti narrati da Mann) intorno ad un sovrano (che fu, prima di ogni altra cosa, un uomo), ad un regno.
    L'incursione nella mente allucinata di Ludwig, a mio parere, è il solo passo falso in un'operetta davvero rimarchevole: servito soltanto a farci sapere il numero e l'identità degli amanti del re (tra i quali sembra proprio si debba annoverare, con la dovuta cautela, anche il celebre compositore Richard Wagner), questo brevissimo viaggio rischia di compromettere la messa a fuoco di un personaggio (e dell'autore, il quale, a quanto pare, mise molto di se in Ludwig) straordinario qual era, appunto, L., la cui statura, mortificata, tradita dal "primo (o addirittura "primissimo") piano", risulta, invece, perfettamente catturata e resa da un "piano americano".
    Di grande interesse l'appendice fotografica (ricordando le impressioni di una visita a Linderhof e ai suoi giardini).

    ha scritto il 

  • 3

    In questo breve racconto storico l'autore presenta i pensieri, i rimpianti, le amare considerazioni di Ludwig II di Baviera durante le sue ultime quarantotto ore di vita.


    Klaus Mann realizza una interessante e coinvolgente analisi introspettiva del re, permettendoci di seguire Ludwig attra ...continua

    In questo breve racconto storico l'autore presenta i pensieri, i rimpianti, le amare considerazioni di Ludwig II di Baviera durante le sue ultime quarantotto ore di vita.

    Klaus Mann realizza una interessante e coinvolgente analisi introspettiva del re, permettendoci di seguire Ludwig attraverso le sue riflessioni, sin dall’inizio della sua prigionia, dopo essere stato dichiarato pazzo e detronizzato, fino al momento in cui scompare nelle acque del lago Starnberg.

    ha scritto il 

  • 4

    scritto molto bene e quasi autobiografico, si intuisce che lo scrittore sente molta empatia per questo personaggio e per la sua anima in bilico.
    Credo che Luchino Visconti si sia ispirato a questo libro per il suo Ludwig

    ha scritto il 

  • 3

    Avendo appena trascorso le vacanze estive in Baviera, visitando tra le altre cose anche i suoi fantastici castelli, è stata una lettura dettata dall'interesse per questo re inquieto, eccentrico, esteta e prepotentemente sognatore. Di chi sto parlando? Ma naturalmente di Ludwig II di Baviera, di c ...continua

    Avendo appena trascorso le vacanze estive in Baviera, visitando tra le altre cose anche i suoi fantastici castelli, è stata una lettura dettata dall'interesse per questo re inquieto, eccentrico, esteta e prepotentemente sognatore. Di chi sto parlando? Ma naturalmente di Ludwig II di Baviera, di cui Klaus Mann (figlio di Thomas) racconta in forma romanzata in questo libretto gli ultimi due giorni di vita. Dall'arresto nel castello fatato di Neuschwanstein (anche se Mann ricorda qui solo il vicino castello dei genitori di Hohenschwangau) fino alla conclusione, con la morte del re e del suo medico, in circostanze mai chiarite, nel lago di Stamberg, sopra Monaco. Due giorni con pensieri e flashback che ripercorrono anche le fasi salienti della sua vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Le ultime ore di vita di Ludwig II, re di Baviera, spirito libero e folle. Rinchiuso nel castello di Berg come un prigioniero perché considerato pazzo, durante molte travagliate ore analizza ciò che lo ha condotto fino a lì, e vede un'unica via di salvezza: novello Lohengrin, come il mitico cigno ...continua

    Le ultime ore di vita di Ludwig II, re di Baviera, spirito libero e folle. Rinchiuso nel castello di Berg come un prigioniero perché considerato pazzo, durante molte travagliate ore analizza ciò che lo ha condotto fino a lì, e vede un'unica via di salvezza: novello Lohengrin, come il mitico cigno scivola sulle acque del lago, e vi trova la morte.

    ha scritto il