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Finito o infinito?

Limiti ed enigmi dell'universo

By Marc Lachièze-Rey,Jean-Pierre Luminet

(55)

| Softcover

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Book Description

L'idea che possa esistere qualcosa di «infinito», di non finito, sia esso un numero, lo spazio o il tempo, ha fatto irruzione nel pensiero umano migliaia di anni fa. Ed è una di quelle domande senza risposta che accompagnano il pensiero filosofico in Continue

L'idea che possa esistere qualcosa di «infinito», di non finito, sia esso un numero, lo spazio o il tempo, ha fatto irruzione nel pensiero umano migliaia di anni fa. Ed è una di quelle domande senza risposta che accompagnano il pensiero filosofico in tutte le sue sfumature. In particolare, come è ovvio, nella filosofia della natura, dove la questione dell'esistenza dell'infinito - in potenza o in atto, come distingueva Aristotele, riconoscendogli un'utilità teorica, ma negando che esistesse nel mondo reale - attraversa la storia della matematica, della logica, della fisica, della cosmologia. Basti pensare al calcolo differenziale, agli infiniti che compaiono (terribilmente sgraditi) nelle teorie fisiche, e alla domanda delle domande: l'universo che ci circonda è finito o infinito?
È questo l'argomento di Finito o infinito? Limiti ed enigmi dell'universo, il volume di Jean-Pierre Luminet e Marc Lachièze-Rey in edicola con il numero di aprile di «Le Scienze». Entrambi astrofisici di fama mondiale e direttori di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique, Luminet e Lachièze-Rey hanno alle spalle una lunga, brillante esperienza di divulgazione. E anche questo volume ne è una preziosa, originale testimonianza.Gli autori stabiliscono la rotta del loro viaggio attraverso gli infiniti della conoscenza distinguendoli in tre grandi classi: l'infinito del cielo, l'infinito dei numeri, l'infinito della materia. E partono dal primo, osservando che «la cosmologia relativistica è il solo dominio della fisica ove l'infinito "attuale" (infinità dello spazio, eternità del tempo) non sia stato eliminato, e questo rifletterebbe la sua particolare collocazione epistemologica tra le altre discipline scientifiche».L'infinito del cielo muove i suoi primi passi nella filosofia di Anassagora, vero la metà del V secolo a.C., e assume contorni precisi con la filosofia classica greca, dai presocratici ad Aristotele, che compie la prima tappa essenziale della modellizzazione del cosmo, identificando il mondo fisico con lo spazio geometrico. Cavalcando 25 secoli di filosofia e di scienza, Luminet e Lachièze-Rey incontrano l'universo di Newton, che prende le forme dello spazio euclideo infinito, per poi affrontare il nodo delle geometrie non euclidee. È Bernhard Riemann a dimostrare che uno spazio sprovvisto di limite non è necessariamente infinito, vale a dire che possiamo concepire uno spazio illimitato ma finito, come la superficie di una sfera. Con la relatività di Einstein, la nostra visione del mondo muta radicalmente, e le più moderne teorie cosmologiche ammettono soluzioni diverse. Lo spazio, insomma, può essere finito o infinito, e il dibattito scientifico ed epistemologico è quanto mai vivo.
Lo stesso modo di procedere, attraverso il percorso storico del concetto di infinito, caratterizza le altre due sezioni in cui è suddiviso volume. E se in matematica troviamo una splendida esposizione della sublime formalizzazione che sfocia in tutta la gerarchia degli infiniti proposta dal «legislatore degli infiniti» Georg Cantor, è con l'infinito della materia che il libro trova il suo più ampio respiro. È qui che entra in gioco anche l'infinitamente piccolo, con i celebri paradossi di Zenone di Elea che sembravano portare argomenti sia contro la continuità della materia sia contro l'atomismo.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, e la fisica ha attraversato terremoti impressionanti, in cui gli infiniti - sia l'infinitamente grande sia l'infinitamente piccolo - hanno giocato ruoli di primo piano: Luminet e Lachièze-Rey ricordano quello del corpo nero, che portò Planck all'ipotesi dei quanti per evitare la cosiddetta «catastrofe ultravioletta», ma descrivono anche i guai della teoria quantistica dei campi e la rinormalizzazione che li ha arginati, via via fino alle stringhe, ai buchi neri, alla cosmologia quantistica e ai problemi di frontiera della fisica contemporanea.
L'infinito fa paura agli scienziati. Eppure «da un ramo all'altro della fisica, l'aver evocato l'infinito può rivelarsi fecondo in più di un modo, e ricorrervi è spesso indispensabile. [...] Come una Sfinge o una Fenice - concludono - l'infinito rinasce senza posa dalle sue ceneri». E la vertigine che evoca non smette di turbarci e ammaliarci.

7 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    interessate ma complicato

    Contiene nozioni scientifiche interessanti, ma non è tanto comprensibile se non sia ha una buona preparazione in fisica. Io su certe cose mi perdevo non gli stavo dietro!

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    Valtur said on Jun 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «L’onnipresenza dell’infinito in matematica è sorprendente, poiché l’uomo è un essere finito, limitato, collocato su un pianeta limitato e finito. Eppure, questo essere finito esamina l’infinito e se ne serve, al punto che l’infinito gli risulta indi ...(continue)

    «L’onnipresenza dell’infinito in matematica è sorprendente, poiché l’uomo è un essere finito, limitato, collocato su un pianeta limitato e finito. Eppure, questo essere finito esamina l’infinito e se ne serve, al punto che l’infinito gli risulta indispensabile per comprendere il finito stesso». Dal prologo del libro.

    EdMax

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    Max said on Jun 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Confusionario e un po' povero, manca di spunti scientifici veramente degni di nota, dà solo accenni. Sconsigliato fortemente a chi ha un background scientifico di un certo livello.

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    Swen said on Feb 13, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    che palle! didascalico, pretenzioso, di nessun approfondimento, e noioso.

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    Mario Profili said on Jan 28, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ha uno stile da tesina, poco incisivo.
    Interessanti i riferimenti alla filosofia, peccato che come la maggior parte degli argomenti trattati non siano abbastanza approfonditi.
    Il capitolo fatto meglio è il secondo, sull'infinito in matemati ...(continue)

    Ha uno stile da tesina, poco incisivo.
    Interessanti i riferimenti alla filosofia, peccato che come la maggior parte degli argomenti trattati non siano abbastanza approfonditi.
    Il capitolo fatto meglio è il secondo, sull'infinito in matematica.

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    Alessandra e Fabio said on Jan 17, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una sorta di bignamino sul concetto di infinito in fisica, maetmatica, cosmologia. Tra il pretenzioso e l'irritante il primo capitolo che tratta il concetto di infinito dai presocratici ad oggi, con ovvi continui rimandi ad altri testi dell'autore (u ...(continue)

    una sorta di bignamino sul concetto di infinito in fisica, maetmatica, cosmologia. Tra il pretenzioso e l'irritante il primo capitolo che tratta il concetto di infinito dai presocratici ad oggi, con ovvi continui rimandi ad altri testi dell'autore (un vero markettaro). Si salva solo il secondo capitolo che tratta dell'infinito in matematica, il resto e' da tesina per la maturita'...

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    Eugenio Angelillo said on Aug 28, 2008 | Add your feedback

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