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Firmin- ein Rattenleben

By Sam Savage

(4)

| Others | 9783550087424

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Book Description

1543 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ma come si fa a dire che non e' un bel libro questo?! e' semplicemente fantastico _ A me questo libro e' piaciuto non tanto ma tantissimo , commovente ,veramente un gran bel libro , simpatiche anche le illustrazioni _

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    meryoc said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La pantegana lettrice

    Ci sono libri che, una volta terminata la lettura, mi rammarico di non aver acquistato e ce ne sono altri per i quali provo il sollievo di non aver investito nemmeno un centesimo di euro per averli acquistati. Ebbene, Firmino rientra senza dubbio alc ...(continue)

    Ci sono libri che, una volta terminata la lettura, mi rammarico di non aver acquistato e ce ne sono altri per i quali provo il sollievo di non aver investito nemmeno un centesimo di euro per averli acquistati. Ebbene, Firmino rientra senza dubbio alcuno nella seconda categoria.

    Devo dare atto della simpatica e (forse?) originale idea del soggetto -una pantegana lettrice, o per esser più romantici un grazioso topo di biblioteca- ma i meriti del romanzo terminano qui e trovo un tantino forzata la sua promozione a emblema della figura "emarginata, ma ostinata, che è il lettore nella nostra società" (cit. dalla quarta di copertina).

    Probabilmente senza le ultime 30/40 pagine si sarebbero potuti limitare i danni.

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    Giordano said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    l’amore non corrisposto fa male, ma l’amore che non può essere corrisposto riesce davvero a buttarti giù

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    Fabiola e Famiglia said on Aug 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non guarderete più i topi allo stesso modo!!!

    Cosa accade se un topino, ultimo della "cucciolata" e debole si alimenta non del latte della madre Flor, ubriacona, ma dei libri della cantina della libreria nella quale è nato? E cosa accade, ancora, se a mano a mano, anzichè mangiare fisicamente i ...(continue)

    Cosa accade se un topino, ultimo della "cucciolata" e debole si alimenta non del latte della madre Flor, ubriacona, ma dei libri della cantina della libreria nella quale è nato? E cosa accade, ancora, se a mano a mano, anzichè mangiare fisicamente i libri li divora leggendoli? La risposta la dà Sam Savage con questo libricino agile e estremamente gradevole che è un inno alla bellezza della lettura e alla sua capacità di rendere "umani", al di là della specie alla quale si appartiene. Secondo me, assolutamente da leggere!

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    Maria Giovanna said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah. Buono l’inizio e la fine. (Forse) il resto non l’ho mica capito…

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    fortebraccio said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “La gente dice che la disperazione è come un senso di vuoto nelle viscere, o di freddo, o di nausea, ma per me sarà sempre quell’impressione di qualcosa che mi sguscia dalla bocca e tra le gengive.”

    Davanti ai miei occhi ho la memorabile scena finale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, dove il protagonista rivive le sue esperienze adolescenziali e le emozioni tipiche di quell’età difficile ma allo stesso tempo indimenticabile attra ...(continue)

    Davanti ai miei occhi ho la memorabile scena finale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, dove il protagonista rivive le sue esperienze adolescenziali e le emozioni tipiche di quell’età difficile ma allo stesso tempo indimenticabile attraverso le scene tagliate della censura di un film e assemblate, come ultimo dono, dal suo defunto amico, un gestore di un cinema.
    Quel finale mi è subito tornato alla mente dopo aver letto le avventure di Firmino, questo piccolo ratto speciale, divoratore di libri, amante del cinema, della musica jazz e soprattutto tanto, tanto sognatore.
    Boston, 1960.
    Flo, una femmina di ratto dedita all’alcool e al vagabondaggio, un pomeriggio dà alla luce in un seminterrato di un locale tredici piccoli ratti. All’ultimo, il più gracile, il più timido, il più fragile, viene dato il nome di Firmino.
    Il piccolo ratto trascorre i suoi primi mesi di vita a sopportare le angherie dei fratelli maggiori che non gli permettono di avvicinarsi ai capezzoli della madre e di conseguenza di nutrirsi del latte materno, alimento così fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi cucciolo.
    Per sopravvivere, il piccolo Firmino si troverà costretto a procacciarsi il cibo da solo.
    Un giorno, quasi per caso, trova un libro. Comincia a rosicchiarlo. Il sapore gli piace, è buono, è saporito, è delizioso. Se ne nutre fino a essere sazio. Ormai satollo, guarda le parole che sono incise su quella carta così saporita. Non capisce cosa siano, ma quelle parole hanno su di lui un potere quasi ipnotico. Comincia ad affezionarsi a quelle parole, a cercare di decifrarle, a cercare di capirle…dopo breve tempo, Firmino impara a leggere.
    Da quel giorno, un nuovo mondo si aprirà davanti a lui, un mondo fatto di passione per i libri, per il vecchio cinema degli anni’60, per la musica jazz, per la vita fuori da quello scantinato…non sa che queste passioni saranno fondamentali per lui, non sa che lo aiuteranno a sopravvivere in quella società che non lo ama, che lo ripugna , che lo detesta per il suo aspetto esteriore…le sue passione saranno i suoi unici amici, per sempre…
    Firmino è un po’ una metafora dell’uomo moderno, molto spesso emarginato dalla sua società perché non rispecchia alcuni canoni estetici e comportamentali, condannato a un’eterna solitudine dalla quale troverà conforto solo attraverso le sue passioni, che siano essi un libro, o un film, o una canzone, o uno sport preferito.
    Savage, professore di filosofia, al suo esordio assoluto come scrittore, ha dato vita a una fiaba deliziosa, dolce e amara allo stesso tempo, una fiaba che ti colpisce nel profondo, una fiaba dal sapore vagamente “dickensiniano” e “pennacchiano”.
    Non è un capolavoro, non è nemmeno il massimo dell’originalità se vogliamo, eppure la dolcezza di Firmino, la sua solitudine e la sua immensa voglia di amare e di essere amato, l’atmosfera soffusa che evoca i bei tempi andati, lo stile semplice, scorrevole e moderno dell’autore fanno di questo breve romanzo uno tra i più belli che abbia letto finora nella mia vita.
    Firmino è il fascino di una favola, è l’eleganza di un testo semplice ma allo stesso tempo ricco di significato, è amarezza, è solitudine, è malinconia, è dolore per un amore che non potrà mai essere corrisposto, è lacrime e sorrisi, è la dolorosa consapevolezza di quello che si è, di quello che si vorrebbe essere e, purtroppo, di quello che non si potrà mai essere.
    Delicato come la brezza marina che ti accarezza dolcemente il viso, dolce-amaro come solo la vita sa essere…un romanzo dedicato a chi nella vita si sente eternamente solo…
    Complimenti Savage, complimenti davvero.

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    Banshee said on Jun 16, 2014 | 2 feedbacks

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