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Firmin

Aventuras de una alimaña urbana

By Sam Savage

(368)

| Paperback | 9788432228247

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Book Description

Nacido en el sótano de una librería en el Boston de los años 60, Firmin aprende a leer devorando las páginas de un libro. Pero una rata culta es una rata solitaria. Marginada por su familia, busca la amistad de su hé Continue

Nacido en el sótano de una librería en el Boston de los años 60, Firmin aprende a leer devorando las páginas de un libro. Pero una rata culta es una rata solitaria. Marginada por su familia, busca la amistad de su héroe, el librero, y de un escritor fracasado. A medida que Firmin perfecciona un hambre insaciable por los libros, su emoción y sus medios se vuelven humanos. Original, brillante y lleno de alegorías, Firmin derrocha humor y tristeza, encanto y añoranza por un mundo que entiende el poder redentor de la literatura, un mundo que se desvanece dejando atrás una rata con un alma creativa, una amistad excepcional y una librería desordenada.

1541 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    l’amore non corrisposto fa male, ma l’amore che non può essere corrisposto riesce davvero a buttarti giù

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    Fabiola e Famiglia said on Aug 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non guarderete più i topi allo stesso modo!!!

    Cosa accade se un topino, ultimo della "cucciolata" e debole si alimenta non del latte della madre Flor, ubriacona, ma dei libri della cantina della libreria nella quale è nato? E cosa accade, ancora, se a mano a mano, anzichè mangiare fisicamente i ...(continue)

    Cosa accade se un topino, ultimo della "cucciolata" e debole si alimenta non del latte della madre Flor, ubriacona, ma dei libri della cantina della libreria nella quale è nato? E cosa accade, ancora, se a mano a mano, anzichè mangiare fisicamente i libri li divora leggendoli? La risposta la dà Sam Savage con questo libricino agile e estremamente gradevole che è un inno alla bellezza della lettura e alla sua capacità di rendere "umani", al di là della specie alla quale si appartiene. Secondo me, assolutamente da leggere!

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    Maria Giovanna said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah. Buono l’inizio e la fine. (Forse) il resto non l’ho mica capito…

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    fortebraccio said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “La gente dice che la disperazione è come un senso di vuoto nelle viscere, o di freddo, o di nausea, ma per me sarà sempre quell’impressione di qualcosa che mi sguscia dalla bocca e tra le gengive.”

    Davanti ai miei occhi ho la memorabile scena finale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, dove il protagonista rivive le sue esperienze adolescenziali e le emozioni tipiche di quell’età difficile ma allo stesso tempo indimenticabile attra ...(continue)

    Davanti ai miei occhi ho la memorabile scena finale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, dove il protagonista rivive le sue esperienze adolescenziali e le emozioni tipiche di quell’età difficile ma allo stesso tempo indimenticabile attraverso le scene tagliate della censura di un film e assemblate, come ultimo dono, dal suo defunto amico, un gestore di un cinema.
    Quel finale mi è subito tornato alla mente dopo aver letto le avventure di Firmino, questo piccolo ratto speciale, divoratore di libri, amante del cinema, della musica jazz e soprattutto tanto, tanto sognatore.
    Boston, 1960.
    Flo, una femmina di ratto dedita all’alcool e al vagabondaggio, un pomeriggio dà alla luce in un seminterrato di un locale tredici piccoli ratti. All’ultimo, il più gracile, il più timido, il più fragile, viene dato il nome di Firmino.
    Il piccolo ratto trascorre i suoi primi mesi di vita a sopportare le angherie dei fratelli maggiori che non gli permettono di avvicinarsi ai capezzoli della madre e di conseguenza di nutrirsi del latte materno, alimento così fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi cucciolo.
    Per sopravvivere, il piccolo Firmino si troverà costretto a procacciarsi il cibo da solo.
    Un giorno, quasi per caso, trova un libro. Comincia a rosicchiarlo. Il sapore gli piace, è buono, è saporito, è delizioso. Se ne nutre fino a essere sazio. Ormai satollo, guarda le parole che sono incise su quella carta così saporita. Non capisce cosa siano, ma quelle parole hanno su di lui un potere quasi ipnotico. Comincia ad affezionarsi a quelle parole, a cercare di decifrarle, a cercare di capirle…dopo breve tempo, Firmino impara a leggere.
    Da quel giorno, un nuovo mondo si aprirà davanti a lui, un mondo fatto di passione per i libri, per il vecchio cinema degli anni’60, per la musica jazz, per la vita fuori da quello scantinato…non sa che queste passioni saranno fondamentali per lui, non sa che lo aiuteranno a sopravvivere in quella società che non lo ama, che lo ripugna , che lo detesta per il suo aspetto esteriore…le sue passione saranno i suoi unici amici, per sempre…
    Firmino è un po’ una metafora dell’uomo moderno, molto spesso emarginato dalla sua società perché non rispecchia alcuni canoni estetici e comportamentali, condannato a un’eterna solitudine dalla quale troverà conforto solo attraverso le sue passioni, che siano essi un libro, o un film, o una canzone, o uno sport preferito.
    Savage, professore di filosofia, al suo esordio assoluto come scrittore, ha dato vita a una fiaba deliziosa, dolce e amara allo stesso tempo, una fiaba che ti colpisce nel profondo, una fiaba dal sapore vagamente “dickensiniano” e “pennacchiano”.
    Non è un capolavoro, non è nemmeno il massimo dell’originalità se vogliamo, eppure la dolcezza di Firmino, la sua solitudine e la sua immensa voglia di amare e di essere amato, l’atmosfera soffusa che evoca i bei tempi andati, lo stile semplice, scorrevole e moderno dell’autore fanno di questo breve romanzo uno tra i più belli che abbia letto finora nella mia vita.
    Firmino è il fascino di una favola, è l’eleganza di un testo semplice ma allo stesso tempo ricco di significato, è amarezza, è solitudine, è malinconia, è dolore per un amore che non potrà mai essere corrisposto, è lacrime e sorrisi, è la dolorosa consapevolezza di quello che si è, di quello che si vorrebbe essere e, purtroppo, di quello che non si potrà mai essere.
    Delicato come la brezza marina che ti accarezza dolcemente il viso, dolce-amaro come solo la vita sa essere…un romanzo dedicato a chi nella vita si sente eternamente solo…
    Complimenti Savage, complimenti davvero.

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    Banshee said on Jun 16, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Senza infamia e senza gloria

    Lettura leggera e godibile ma niente di straordinario.... Da consigliarsi ad adolescenti che si avvicinano al mondo della lettura , Firmino con i suoi complessi e le sue manie è simpatico anche se non è il mio sorcio preferito!

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    Elisabetta Benvenuti said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per carità!

    Devo ancora capire perchè Firmino dovrebbe essere il libro preferito di chi ama leggere......

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    Marianna said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

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