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Firmino

Avventure di un parassita metropolitano

Di

Editore: Mondolibri

3.2
(6942)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: A000176133 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Evelina Santangelo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio.
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  • 1

    A distanza di circa 7 anni, l'ho letto il 29/8/2008, non c'è più la mia recensione in cui stroncavo questo libro insulso, che avevo comprato solo per il parere entusiasta di Starnone in quarta di cope ...continua

    A distanza di circa 7 anni, l'ho letto il 29/8/2008, non c'è più la mia recensione in cui stroncavo questo libro insulso, che avevo comprato solo per il parere entusiasta di Starnone in quarta di copertine e il consiglio di un collega ingegnere incontrato per caso in un viaggio, fregatura totale, mai fidarsi del parere degli scrittori e degli ingegneri.

    ha scritto il 

  • 4

    Carino e, a meditarci, anche profondo. E' la nostra vita?

    Una lettura carina. Forse un poco confusa all'inizio, ma dopo scorre bene. Un racconto triste, come per certi versi, è triste e senza significato la vita... Ma forse no. Dopotutto racconta di una vita ...continua

    Una lettura carina. Forse un poco confusa all'inizio, ma dopo scorre bene. Un racconto triste, come per certi versi, è triste e senza significato la vita... Ma forse no. Dopotutto racconta di una vita, dall'inizio alla fine vissuta bene: in compagnia dei libri e dei propri sogni.
    Non un capolavoro, ma bello niente affatto banale.

    ps: la vita è quella di un topo, ma ha tante analogie con la nostra..

    ha scritto il 

  • 3

    Sebbene fossi ancora amareggiato per aver seguito il consiglio di una donna di leggere lo sciagurato "Gli anni al contrario" di Nadia Terranova, ho voluto dare ascolto al consiglio di un'altra donna. ...continua

    Sebbene fossi ancora amareggiato per aver seguito il consiglio di una donna di leggere lo sciagurato "Gli anni al contrario" di Nadia Terranova, ho voluto dare ascolto al consiglio di un'altra donna.
    Sono grato a questa tenera fiaba per avermi restituito la fiducia nel genere femminile.
    Nonostante il tono un po' troppo nostalgico, non posso che provare tenerezza per questo ratto che vorrebbe uscire dalla propria solitudine in modo sincero, avere un vero incontro amoroso con l'Altro (gli esseri "umani"), al di là delle illusioni che ci costruiamo un po' per stare tranquilli, un po' perché non osiamo fare altrimenti.
    Questo topo invece ci prova con tutte le sue deboli forze ed in un mondo in cui "con la Cultura non si mangia", lui prova nutrirsi solo di libri.
    Ed anche se ammiro le sue sconfitte molto più di tante presunte vittorie, non posso dare un voto maggiore a questo libro perché più che cullarmi nella malinconia, come questo romanzo ci induce a fare, aspiro ad un mondo diverso, ad un'altra vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Firmino

    Questo libro mi è stato prestato da una signora che ha insistito molto perché lo leggessi.
    Ebbene sono qui a parlarne e sono triste, triste perché ho finito un libro davvero incantevole.
    Il topo Firmi ...continua

    Questo libro mi è stato prestato da una signora che ha insistito molto perché lo leggessi.
    Ebbene sono qui a parlarne e sono triste, triste perché ho finito un libro davvero incantevole.
    Il topo Firmino rappresenta quello che nella società di oggi sono i lettori: emarginati e incompresi. Lui vive la sua vita all'interno di una libreria, leggendo infiniti romanzi che lo rendono molto più intelligente degli altri animali della sua specie.
    La sua vita è fatta di sogni: sogna di essere uno dei personaggi dei suoi libri, sogna di poter parlare con gli uomini, di poter comunicare con loro, sogna di poter fare lo scrittore, o di poter conoscere dei veri scrittori, di parlare con intellettuali in un salotto fumando un sigaro. Tutto ciò che desidera è irrealizzabile, e questi desideri sono stati stimolati dalla lettura dei libri.

    Per il topo Firmino si prova pena, compassione, tenerezza, ma ci si immedesima anche in lui, in quanto persone limitate e prive di tutte le capacità che vorremmo avere. Ma lui diventa anche un esempio, perché non si arrende mai, non si da mai per vinto, cerca di fare ciò che desidera, anche quando è impossibile, anche quando è impensabile.
    Nonostante la fine drammatica del libro, non possiamo che riconoscere in Firmino un eroe, un sopravvissuto. I suoi sentimenti sono profondissimi, le sue sensazioni acute. Gioiamo con lui, quando scopre che un umano lo tratta con rispetto, piangiamo con lui quando il mondo lo delude, e lo fa tante volte.
    Noi lettori siamo un po' come questo piccolo topolino: i libri ci aprono la mente, ci fanno sognare, desiderare di essere migliori, diversi, nuovi. E ci spinge a imitare i protagonisti delle nostre storie, a lottare per realizzarci, per avere anche noi il nostro lieto fine.

    Un libro che tutti dovrebbero leggere, ma che non può mancare nelle librerie dei veri lettori.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho l'abitudine di leggere i casi editoriali (solo alcuni per la verità) molto dopo che se ne è spento il clamore.

    Questo Firmino, ad esempio, mi ha incuriosito dall'inizio, ma ho aspettato per non far ...continua

    Ho l'abitudine di leggere i casi editoriali (solo alcuni per la verità) molto dopo che se ne è spento il clamore.

    Questo Firmino, ad esempio, mi ha incuriosito dall'inizio, ma ho aspettato per non farmi condizionare dal tanto che se ne disse e scrisse.

    Che dire, un libriccino così così, con una discreta idea (plagiata? non so, non mi esprimo) ed uno sviluppo appena sufficiente. Quasi noioso in alcune parti, nonostante sia piuttosto corto.

    Niente di che, insomma. Ne potevo fare a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Firmin vive durante la época de los años 60 en una modesta librería del barrio de Boston, concretamente en las inmediateces de la plaza Scollay. Pero, ¿Cómo acaba ahí? Pues resulta que su madre alcohó ...continua

    Firmin vive durante la época de los años 60 en una modesta librería del barrio de Boston, concretamente en las inmediateces de la plaza Scollay. Pero, ¿Cómo acaba ahí? Pues resulta que su madre alcohólica y embarazada es lo primero que encuentra para poder dar a luz a sus ¡trece! criaturitas sin complicaciones...
    http://labibliotecaderachel.blogspot.com.es/2014/09/firmin-de-sam-savage.html

    ha scritto il 

  • 5

    ma come si fa a dire che non e' un bel libro questo?! e' semplicemente fantastico _ A me questo libro e' piaciuto non tanto ma tantissimo , commovente ,veramente un gran bel libro , simpatiche anche l ...continua

    ma come si fa a dire che non e' un bel libro questo?! e' semplicemente fantastico _ A me questo libro e' piaciuto non tanto ma tantissimo , commovente ,veramente un gran bel libro , simpatiche anche le illustrazioni _

    ha scritto il 

  • 2

    La pantegana lettrice

    Ci sono libri che, una volta terminata la lettura, mi rammarico di non aver acquistato e ce ne sono altri per i quali provo il sollievo di non aver investito nemmeno un centesimo di euro per averli ac ...continua

    Ci sono libri che, una volta terminata la lettura, mi rammarico di non aver acquistato e ce ne sono altri per i quali provo il sollievo di non aver investito nemmeno un centesimo di euro per averli acquistati. Ebbene, Firmino rientra senza dubbio alcuno nella seconda categoria.

    Devo dare atto della simpatica e (forse?) originale idea del soggetto -una pantegana lettrice, o per esser più romantici un grazioso topo di biblioteca- ma i meriti del romanzo terminano qui e trovo un tantino forzata la sua promozione a emblema della figura "emarginata, ma ostinata, che è il lettore nella nostra società" (cit. dalla quarta di copertina).

    Probabilmente senza le ultime 30/40 pagine si sarebbero potuti limitare i danni.

    ha scritto il 

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