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Fisica dell'impossibile

Un'esplorazione scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo

Di

Editore: Le Scienze (La biblioteca delle scienze)

4.1
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 323 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Orrao , Andrea Migliori

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Non-fiction , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Allegato al mensile Le Scienze, giugno 2010.

Siamo scienza, non fantascienza, recitava negli ottanta la pubblicità di una marca di televisori. Lo slogan tracciava una divisione invalicabile tra sapere scientifico, grazie a cui si vendeva una solida realtà tecnologica, e fantasia ammantata di scienza, che avrebbe portato a una sicura fregatura. In realtà, tra il mondo della ricerca e quello della fantascienza non c'è affatto incompatibilità, come testimonia la letteratura prodotta da Jules Verne, Isaac Asimov, Arthur C. Clarke, Herbert G. Wells, tanto per citare alcuni degli autori più importanti del genere fantascientifico.Per esempio, Clarke ha scritto che «l'unico modo per scoprire i limiti del possibile sta nell'andare un po' oltre e avventurarsi nell'impossibile», mettendo nero su bianco una tensione profondamente umana ripresa anche in Fisica dell'impossibile, il libro di Michio Kaku in edicola a richiesta con «Le Scienze» di giugno.A scanso di equivoci, è bene chiarire subito che Kaku non è un visionario o uno dei tanti futurologi la cui fortuna è costruita sulla capacità di alimentare emozioni e visioni a bassissimo contenuto di scienza. Kaku è prima di tutto un fisico di fama, con una cattedra di fisica teorica alla City University di New York. Inoltre è uno scrittore di successo, e negli Stati Uniti conduce due popolari programmi radiofonici che parlano di scienza.Nel suo libro, Kaku parla di mantelli dell'invisibilità, astronavi più veloci della luce, teletrasporto, psicocinesi, campi di forza e tanti altri cavalli di battaglia del genere fantascientifico partendo da quello che la scienza oggi può dire, invitando però il lettore a non trarre conclusioni affrettate perché «l'impossibile è un concetto relativo». Del resto, sottolinea Kaku, solo cent'anni fa invenzioni come il laser o la televisione, o conquiste come la scissione degli atomi da cui ottenere energia sarebbero sembrate fantasie, se non vere e proprie eresie. Per dirla ancora una volta con le parole di Arthur C. Clarke: «Ogni tecnologia abbastanza progredita è indistinguibile dalla magia».Tutto questo significa che in futuro più o meno vicino godremo dei sogni della fantascienza? La risposta di Kaku è articolata e ponderata. Secondo il fisico teorico ci sono tre ordini di impossibilità che ci separano dai marchingegni fantascientifici: i fenomeni non osservabili con la tecnologia attuale ma che non sono in contrasto con leggi fisiche note, quelli che si situano alla frontiera dell'attuale ricerca e che potrebbero essere sfruttabili tra centinaia, migliaia o magari milioni di anni e infine quelli che violano leggi fisiche note: gli unici che si possono considerare ragionevolmente impossibili.È una distinzione priva di intenti sofistici, visto che nelle intenzioni dell'autore serve a mettere in guardia dal trarre facili conclusioni su quello che avranno a disposizione le prossime generazioni. In effetti il teletrasporto è diventato una realtà, accettata per quanto sconcertante, con la trasmissione istantanea dell'informazione resa possibile dal fenomeno dell'entanglement. La ricerca dell'invisibilità ha trovato terreno fertile nel campo dei metamateriali, che consentono di deviare in modo controllato i cammini della luce sulla superficie dei corpi. Un campo di forza, o un muro invisibile e impenetrabile, potrebbero diventare realtà associando una finestra al plasma, una cortina laser e uno schermo di nanotubi di carbonio. E tuttavia il futuro non è ancora tra noi.Ma guai a tirare una linea rossa tra scienza e fantascienza, ammonisce Kaku. Si correrebbe il rischio di prendere cantonate colossali. Proprio come è accaduto a Lord Kelvin, uno dei padri della termodinamica, il quale aveva bocciato, giudicandole insensate e senza futuro, la radio, i raggi X e «le macchine volanti più pesanti dell'aria». Forse è bene dotarsi di un ottimismo un po' folle e visionario e di fiducia nella scienza. Un'attitudine ben riassunta nelle parole di uno dei più grandi rivoluzionari intellettuali di sempre, Albert Einstein: «Se un'idea non sembra inizialmente assurda, allora è senza speranza».

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    Física de lo imposible, este libro de Michio Kaku, es anterior a la película de J.A. Bayona que reventó taquillas, Lo imposible, que no sé si se inspiraría en él para hablar de un fenómeno físico cono ...continua

    Física de lo imposible, este libro de Michio Kaku, es anterior a la película de J.A. Bayona que reventó taquillas, Lo imposible, que no sé si se inspiraría en él para hablar de un fenómeno físico conocido y perfectamente posible. Lo que sí es cierto, y confesado por el autor, es que la vocación científica y divulgativa, que es la que inspira el libro, puede perfectamente nacer en el consumo literario, televisivo, y cinematográfico, de la ciencia ficción.

    El atractivo punto de inicio de Física de lo imposible es, por tanto, recoger las principales imposibilidades físicas retratadas en la cultura popular, clasificarlas en razón de la capacidad tecnológica actual para llevarlas a cabo, y estudiarlas desde un punto de vista científico. Así, tenemos imposibilidades de clase I, posiblemente solucionadas tecnológicamente en un siglo (invisibilidad, teletransporte, psicoquinesia, antimateria…); de clase II, que no contravienen las leyes de la física pero que están lejos de nuestro alcance tecnológico (el viaje en el tiempo, los universos paralelos), y las de clase III, que supondrían una reformulación de las leyes de la física (precognición, máquinas de tiempo perpetuo). Cada imposibilidad tiene su capítulo, precedido casi siempre por el ejemplo sacado de una película o novela, estudiada bajo la luz de las expectativas humanas respecto al mismo, los científicos prominentes que dieron los primeros pasos que ayudaron a su resolución, y el estado del arte actual, tanto tecnológico como científico. Bueno, no exactamente actual, sino de 2008, claro.

    El resultado es un apabullante resumen de los principales campos científicos punteros actuales (siempre alrededor de la física, sin entrar en la biología y la genética, que sería la otra gran disciplina científica en la cresta de la ola), con apariencia rigurosa a pesar del cebo de la cultura popular, que puede tal vez parecerle prolijo al lector analfabeto en ciencia (a estas alturas, igual debería dejarlo sólo en lector analfabeto) cuando la tecnología se va filtrando e imponiendo en cada capítulo, pero que resulta brillante en varios de sus episodios al encontrar el nexo emocional que une al desarrollo científico teórico más complejo con la aplicación deseada que contribuya a cambiar la humanidad, y por ello nuestras vidas cotidianas.

    Kaku escribe claro y preciso, con definiciones sencillas de lo complejo, y ejemplos culturales reconocibles. Tal vez sea banal responder a si existirán alguna vez las espadas láser, o a si podremos teletransportarnos, pero sucede que la imaginación también desata la Ciencia, como sucede en el caso que narra el propio autor, en que Star Trek consiguió dar una solución a un problema concreto. Kaku abre la puerta al interés de cada lector por un tema concreto, y cumple bien con lo que es la divulgación científica, apoyándose más de lo que el canon espera en el imaginario popular, pero usándolo inteligentemente en beneficio del conocimiento.

    http://banquetealatropa.blogspot.com.es/2014/04/lo-imposible.html

    ha scritto il 

  • 4

    “Una nuova verità scientifica non si impone convincendo i suoi oppositori e facendo veder loro la luce, ma perché alla fine i suoi oppositori muoiono, e il loro posto viene preso da una generazione c ...continua

    “Una nuova verità scientifica non si impone convincendo i suoi oppositori e facendo veder loro la luce, ma perché alla fine i suoi oppositori muoiono, e il loro posto viene preso da una generazione che ha maggior familiarità con le nuove idee.” Max Plank
    Per questo molte cose oggi impossibili, domani saranno semplicemente parte della nostra visuale?
    Il termine “Impossibile” però è troppo generale, ci fa notare Michio Kaku, e necessità di specificazione.
    La psicocinesi, i viaggi nel tempo o le macchine a moto perpetuo sono tutte impossibilità ma non sullo stesso livello. Infatti impossibilità di :
    -tipo I, non vanno contro le leggi fisiche a noi note e quindi entro un secolo potrebbero accompagnare la vita dell’uomo ( psicocinesi ad esempio);
    tipo II , al limite delle nostre conoscenze e se si rivelassero possibili, potrebbero essere attuate tra migliaia, e oltre, anni(viaggi nel tempo);
    -tipo III, tutto ciò che viola le nostre leggi fisiche( macchine a moto perpetuo).
    Mi è piaciuto molto il metodo di scrittura, spesso ripete concetti molte volte, come se fosse la prima e secondo me è un ottimo modo, coinvolgente, per imprimere al meglio ciò che si vuole trasmettere .
    E, soprattutto conoscere, cosa possiamo attendere aspettarci per l’umanità futura.

    ha scritto il 

  • 4

    This is a book that will appeal to any science fiction fan or anyone who ever wonders about the impossible. Michio Kaku has done a great job discussing all sorts of fringe science or pseudoscience, f ...continua

    This is a book that will appeal to any science fiction fan or anyone who ever wonders about the impossible. Michio Kaku has done a great job discussing all sorts of fringe science or pseudoscience, from phasers to psychokinesis to parallel universes. Though he doesn't go into the mathematical details (I'm glad he doesn't!), he does give brief historical accounts of how the ideas developed over time, which makes the book a much more interesting read.

    The only flaw is that Kaku's explanations can sometimes be a bit muddled, like the following on precognition:

    "But then if you reversed the charge of the antielectron, it became an ordinary electron going backward in time. You could then rewrite the same diagram with the arrow of time reversed. It now appeared as if the electron went forward in time, then suddenly decided to reverse direction." (P.278)

    I read that part over and over again, but I still couldn't figure out what he means. Or perhaps I'm just not smart enough?

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro de lectura muy recomendable, trata los problemas físicos con lenguaje llano y cercano, poniendo de manifiesto los problemas y dificultades de algunas de las teorías de la ciencia ficción, al ...continua

    Un libro de lectura muy recomendable, trata los problemas físicos con lenguaje llano y cercano, poniendo de manifiesto los problemas y dificultades de algunas de las teorías de la ciencia ficción, al mismo tiempo que se proponen diferentes formas de abordar una posible solución.

    Un libro más que recomendable por entretenido, divulgativo y de fácil lectura y comprensión. Además todo viene de la mano de Kaku, uno de los actuales físicos destacados.

    ha scritto il 

  • 5

    cibo per la mente

    Un fulgido esempio di divulgazione scientifica per tutti i palati. Semplicità e chiarezza nello spiegare concetti anche complicati. Esposizione di teorie e controteorie senza remore.
    Ti stimola la men ...continua

    Un fulgido esempio di divulgazione scientifica per tutti i palati. Semplicità e chiarezza nello spiegare concetti anche complicati. Esposizione di teorie e controteorie senza remore.
    Ti stimola la mente e tiene vivo l'interesse per cose che altrimenti relegheremmo nel dimenticatoio solo perché non ci rendiamo di quanto la ricerca ed il lavoro dei fisici influenzi la vita di tutti i giorni.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro ha deluso le mie attese: dal titolo mi aspettavo un libro che cercasse delle possibili spiegazioni scientifiche a concetti "fantascientifici" (un po' sullo stile de "La fisica di Star Tre ...continua

    Questo libro ha deluso le mie attese: dal titolo mi aspettavo un libro che cercasse delle possibili spiegazioni scientifiche a concetti "fantascientifici" (un po' sullo stile de "La fisica di Star Trek", di L. Krauss); invece è uno dei tanti libri "futurologi", delle possibili evoluzioni teoriche e soprattutto pratiche della fisica, estremamente generalista nello stile divulgativo.

    ha scritto il