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Fisica dell'impossibile

Un'esplorazione scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo

By Michio Kaku

(103)

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Book Description

Allegato al mensile Le Scienze, giugno 2010.

Siamo scienza, non fantascienza, recitava negli ottanta la pubblicità di una marca di televisori. Lo slogan tracciava una divisione invalicabile tra sapere scientifico, grazie a cui si vendeva una so Continue

Allegato al mensile Le Scienze, giugno 2010.

Siamo scienza, non fantascienza, recitava negli ottanta la pubblicità di una marca di televisori. Lo slogan tracciava una divisione invalicabile tra sapere scientifico, grazie a cui si vendeva una solida realtà tecnologica, e fantasia ammantata di scienza, che avrebbe portato a una sicura fregatura. In realtà, tra il mondo della ricerca e quello della fantascienza non c'è affatto incompatibilità, come testimonia la letteratura prodotta da Jules Verne, Isaac Asimov, Arthur C. Clarke, Herbert G. Wells, tanto per citare alcuni degli autori più importanti del genere fantascientifico.
Per esempio, Clarke ha scritto che «l'unico modo per scoprire i limiti del possibile sta nell'andare un po' oltre e avventurarsi nell'impossibile», mettendo nero su bianco una tensione profondamente umana ripresa anche in Fisica dell'impossibile, il libro di Michio Kaku in edicola a richiesta con «Le Scienze» di giugno.
A scanso di equivoci, è bene chiarire subito che Kaku non è un visionario o uno dei tanti futurologi la cui fortuna è costruita sulla capacità di alimentare emozioni e visioni a bassissimo contenuto di scienza. Kaku è prima di tutto un fisico di fama, con una cattedra di fisica teorica alla City University di New York. Inoltre è uno scrittore di successo, e negli Stati Uniti conduce due popolari programmi radiofonici che parlano di scienza.
Nel suo libro, Kaku parla di mantelli dell'invisibilità, astronavi più veloci della luce, teletrasporto, psicocinesi, campi di forza e tanti altri cavalli di battaglia del genere fantascientifico partendo da quello che la scienza oggi può dire, invitando però il lettore a non trarre conclusioni affrettate perché «l'impossibile è un concetto relativo». Del resto, sottolinea Kaku, solo cent'anni fa invenzioni come il laser o la televisione, o conquiste come la scissione degli atomi da cui ottenere energia sarebbero sembrate fantasie, se non vere e proprie eresie. Per dirla ancora una volta con le parole di Arthur C. Clarke: «Ogni tecnologia abbastanza progredita è indistinguibile dalla magia».
Tutto questo significa che in futuro più o meno vicino godremo dei sogni della fantascienza? La risposta di Kaku è articolata e ponderata. Secondo il fisico teorico ci sono tre ordini di impossibilità che ci separano dai marchingegni fantascientifici: i fenomeni non osservabili con la tecnologia attuale ma che non sono in contrasto con leggi fisiche note, quelli che si situano alla frontiera dell'attuale ricerca e che potrebbero essere sfruttabili tra centinaia, migliaia o magari milioni di anni e infine quelli che violano leggi fisiche note: gli unici che si possono considerare ragionevolmente impossibili.
È una distinzione priva di intenti sofistici, visto che nelle intenzioni dell'autore serve a mettere in guardia dal trarre facili conclusioni su quello che avranno a disposizione le prossime generazioni. In effetti il teletrasporto è diventato una realtà, accettata per quanto sconcertante, con la trasmissione istantanea dell'informazione resa possibile dal fenomeno dell'entanglement. La ricerca dell'invisibilità ha trovato terreno fertile nel campo dei metamateriali, che consentono di deviare in modo controllato i cammini della luce sulla superficie dei corpi. Un campo di forza, o un muro invisibile e impenetrabile, potrebbero diventare realtà associando una finestra al plasma, una cortina laser e uno schermo di nanotubi di carbonio. E tuttavia il futuro non è ancora tra noi.
Ma guai a tirare una linea rossa tra scienza e fantascienza, ammonisce Kaku. Si correrebbe il rischio di prendere cantonate colossali. Proprio come è accaduto a Lord Kelvin, uno dei padri della termodinamica, il quale aveva bocciato, giudicandole insensate e senza futuro, la radio, i raggi X e «le macchine volanti più pesanti dell'aria». Forse è bene dotarsi di un ottimismo un po' folle e visionario e di fiducia nella scienza. Un'attitudine ben riassunta nelle parole di uno dei più grandi rivoluzionari intellettuali di sempre, Albert Einstein: «Se un'idea non sembra inizialmente assurda, allora è senza speranza».

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