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Fiume pagano

By Laura Costantini, Loredana Falcone

(29)

| Softcover | 9788896656099

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Book Description

Roma, un febbraio di nebbia e gelo, oggi.

Dal Tevere cominciano ad affiorare cadaveri di senzatetto. Suicidi forse, ma tutti hanno delle lettere marchiate a fuoco sul petto, indossano una tunica bianca e sono stati drogati d’assenzio. Unico testimone della loro morte è un solitario clochard che ten Continue

Roma, un febbraio di nebbia e gelo, oggi.

Dal Tevere cominciano ad affiorare cadaveri di senzatetto. Suicidi forse, ma tutti hanno delle lettere marchiate a fuoco sul petto, indossano una tunica bianca e sono stati drogati d’assenzio. Unico testimone della loro morte è un solitario clochard che tenta di lanciare l’allarme sulla trama di morte che aleggia nelle notti romane. Intanto qualcuno in segreto veglia sul riacceso fuoco di Vesta, tornato alla vita dopo 1618 anni. Chi è la misteriosa figura velata che accompagna i condannati al sacrificio fino al tuffo nel fiume sacro di Roma?
Cosa vogliono dire le lettere marchiate a fuoco sui loro petti?
Vesta, la dea primigenia, vuole riappropriarsi della città che le fu strappata dall’arroganza del Papato?
A tentare di fermare la strage saranno il maresciallo Quirino Vergassola e il giornalista Nemo Rossini, inedita coppia di investigatori con una spiccata propensione per la cucina romana.

Critics

  • Fiume pagano

    La trama e le recensioni di Fiume pagano, opera di Laura Costantini e Loredana Falcone pubblicata da Historica Edizioni. Roma, un febbraio di nebbia e gelo, oggi. Dal Tevere cominciano ad affiorare cadaveri di senzatetto. Suicidi forse, ma tutti hann ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 30 Nov 2010

1 Review

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  • Quando, anche noi che la viviamo – e, personalmente, la amiamo – da lontano, pensiamo a Roma, difficilmente riusciamo a separare il presente dai ricordi della sua fantastica e ingombrante storia, anzi credo che poche città come Roma intreccino così strettamente il proprio presente e passato.
    Ma cre ... (continue)

    Quando, anche noi che la viviamo – e, personalmente, la amiamo – da lontano, pensiamo a Roma, difficilmente riusciamo a separare il presente dai ricordi della sua fantastica e ingombrante storia, anzi credo che poche città come Roma intreccino così strettamente il proprio presente e passato.
    Ma credo che sia molto meno comune, probabilmente per l’incombente, e spesso bellissima, presenza della Chiesa cattolica, dei suoi luoghi di potere e di culto, il ricordo della religione pagana pre-cristiana, dei suoi riti e dei suoi simboli, se non in quanto, ormai morti e confinati nel passato remoto, sono all’origine di vestigia e reperti archeologici e artistici.

    Invece, Laura Costantini e Loredana Falcone (d’ora in poi LauraetLory, come nel loro blog), scelgono di contrapporre alla modernità – che, inopinatamente rispetto ai luoghi comuni, in questa prospettiva include anche il cattolicesimo – un’improbabile, ma non del tutto inverosimile, movimento neopagano a noi contemporaneo. E pongono questo scontro, con originalità, come sfondo del loro intrigante giallo, una complessa vicenda in cui l’inchiesta su una successione di assassinii seriali obbliga a ricercare e riannodare le connessioni tra credenze, addirittura ideologie, e pratiche religiose, che si perdono nel tempo remoto della romanità dei secoli passati, e che riverberano i propri riflessi, e le proprie ombre, fino all’oggi.

    Non basta essere “originali” o “creativi” per destreggiarsi, come sanno fare più che bene le autrici, nell’intricato labirinto di storie, di riti e simboli apparentemente incomprensibili, di drammi personali e familiari, che diventa l’inchiesta condotta con diligenza, poi con crescente partecipazione, dal luogotenente dei Carabinieri Vergassola.
    Serve una profonda cultura, nel senso della competenza e non della pura erudizione, che permetta di riconoscere i riferimenti, di comprenderli e di collegarli per favorire la soluzione del rompicapo: e LauraetLory, che questa competenza mostrano di possederla, l’affidano al vero protagonista dell’indagine, Nemo Rossini , un romanissimo “redattore anziano di un giornaletto da diecimila copie”.

    A lui, che sa muoversi con la stessa efficacia e la stessa simpatia (condivisa da chi legge) nella stazione dei Carabinieri e nei bassifondi popolati dai barboni del letto del Tevere, spetterà l’incarico di condurci, grazie al suo intuito e alle sue conoscenze, all’uscita di quel labirinto, sapendo anche cogliere, con molta maggiore prontezza del luogotenente, gli indizi che gli vengono offerti dall’evoluzione della storia che costituisce il secondo filone del romanzo.
    Ne è protagonista Monica, con la sua disperata ricerca del padre perduto, il tentennare tra i due rivali che si contendono il suo amore, la (quasi eccessiva, è forse un difetto del libro) capacità di calamitare coincidenze, di essere occasionalmente presente in tutti i momenti in cui si dipana una parte della matassa: intorno a lei, le autrici si divertono a costruire una vivace corte di personaggi, alcuni poco più che comprimari, altri più delineati (menzione speciale per la zia Nerina, che a me ricorda, con la stessa simpatia e, se possibile, ancora maggiore bonomia, la Sora Lella dei film di Verdone), tutti o quasi perfettamente funzionali all’economia della trama, fino al suo finale ricco di effetti speciali drammatici (e non del tutto sorprendenti, altro difetto), che però si stempera nell’esito contrastato delle vicende di Monica, perché alla fine l’umanità del presente diventa più importante delle conseguenze, gloriose o criminali, del passato.

    Insomma, un bel giallo, che sfida le capacità di congettura del lettore, portandolo alla soluzione, almeno parziale, ben prima del finale, nel quale le autrici sanno delineare, senza confusione, due storie principali convergenti, oltre a qualche rivolo minore.

    Sullo sfondo di tutto questo, Roma, spesso ripresa nei suoi angoli oscuri, ma anche pronta ad offrire i vivaci spaccati dei dialoghi in cui Nemo sfrutta la propria vena popolaresca: una Roma mai prevedibile, che non si limita a far da scenario alla velocità, quasi alla frenesia con cui tutti si muovono nella parte del labirinto che è loro assegnata, anche se, nel solco della sua millenaria esperienza, mantiene fermo il proprio fulcro, perché, alla fine, si sa che “a Roma tutto cambia e solo il Tevere resta”.

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    Bad'e said on Jun 2, 2012 | Add your feedback

Book Details

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  • Libri Italiani
  • Softcover 239 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8896656095
  • ISBN-13: 9788896656099
  • Publisher: Historica
  • Pub date: Jan 01, 2010
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