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Flatland

A Romance of Many Dimensions

By

Publisher: Rebound by Sagebrush

4.0
(3005)

Language:English | Number of Pages: 103 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , French , Spanish , German , Catalan , Galego , Swedish , Polish , Chi traditional

Isbn-10: 0613614240 | Isbn-13: 9780613614245 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Library Binding , Hardcover , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
An odd, amusing and still provocative fantasy. The narrator is a Square who lives in a world of two dimensions, and whose vision of a third gets him into grave trouble with the authorities.
Sorting by
  • 4

    Rivelazione! O mia visione della terza dimensione

    Fu il mio professore di algebra lineare ai tempi dell'università a consigliarmi questa lettura. Sono passati 10 anni da allora e finalmente posso capire il perché di tanto entusiasmo nel raccontare di ...continue

    Fu il mio professore di algebra lineare ai tempi dell'università a consigliarmi questa lettura. Sono passati 10 anni da allora e finalmente posso capire il perché di tanto entusiasmo nel raccontare di quel libro che narra la storia di un quadrato. Flatlandia è avveniristico nella sua semplicità. Ogni poligono è un essere vivente, o meglio, un essere umano. Più lati possiede un poligono più altolocato sarà nella scala gerarchica del suo mondo. I poligoni irregolari sono ritardati o deformi: l'estetica riproduce anche il contenuto. Le donne sono degli esseri di scarsa intelligenza, dominate dalle loro emozioni, ci si rivolge a loro con un linguaggio apposito, come quando si parla ad un bambino piccolo. Il potere legislativo diventa oggetto di culto e viene detenuto dai poligoni più altolocati, primo fra tutti la circonferenza, dotata di comune accordo di ben diecimila lati. La storia si sviluppa facendoci immaginare: cosa succederebbe se venissi a conoscenza di un mondo con regole più semplici delle mie? Farei l'arrogante schernendo la pochezza di questi esseri inferiori? O proverei magari ad illuminarli concedendogli il mio sapere, conscio però di correre il rischio di confonderli e aizzarmeli contro? E se invece questo nuovo mondo avesse regole più complesse che non riesco ad interpretare? Rispondo Flatlandia.

    said on 

  • 3

    Abbott ci fa entrare nella prospettiva bidimensionale di un abitante del mondo della Flatlandia, e siamo costretti a mutare sguardo, a conoscere il microcosmo descrittoci, passando in rassegna tutta l ...continue

    Abbott ci fa entrare nella prospettiva bidimensionale di un abitante del mondo della Flatlandia, e siamo costretti a mutare sguardo, a conoscere il microcosmo descrittoci, passando in rassegna tutta la vita di questa specie umana, dalle conformazioni che i suoi membri assumono ai loro rapporti sociali. Abbott non fa altro che dedurre un quadro socio-politico da delle premesse matematiche: l'altezza non esiste, e le uniche dimensioni possibili sono larghezza e lunghezza. Ogni particolare pare necessariamente concatenato a questa limitazione spaziale, e allora vien naturale chiedersi se effettivamente la nostra intera vita è conseguenza banale del mondo tridimensionale che abitiamo. E poi cosa concretamente distingue l'uomo della Flatlandia da quello della Spacelandia? L'aggiunta di una dimensione ci rende più perfetti, più difettosi, o siamo poi sempre identici a noi stessi? La nostra mente sa andare oltre le dimensioni con l'ausilio della sua immaginazione e capacità deduttiva? Tante e tante di queste domande sono sollevate dalle pagine del libro, ma Abbott non ci dà i mezzi per rispondere con competenza; questa serie di deduzioni che lo hanno portato a costruire un mondo perfettamente coerente è solo pura speculazione accompagnata da buona capacità immaginativa oppure è reale? Io penso che alla fine di tutto "Flatlandia" non è altro che una simpatica storiella, che forse farà venire la curiosità a qualche lettore di approfondire le basi matematiche sottese alle fantasticherie dell'autore. Però rimane un'opera incompleta; troppi quesiti, troppe poche risposte.

    said on 

  • 5

    The big bang theory

    L'ho preso perché citato nella serie "The big bang theory", ma devo dire che si tratta di un lavoro geniale.
    La quadridimensionalità ipotizzata prima della teoria della relatività. Con tutta una serie ...continue

    L'ho preso perché citato nella serie "The big bang theory", ma devo dire che si tratta di un lavoro geniale.
    La quadridimensionalità ipotizzata prima della teoria della relatività. Con tutta una serie di riferimenti politico-sociologici che oggi ci fanno sorridere, ma se si pensa al momento in cui il libro è stato scritto, è di una sagacia e lungimiranza incredibile.
    Da legger, ma soprattutto da capire!

    said on 

  • 4

    Satira sociale ironica e fantasy

    Divertimento intellettuale di un erudito insegnante di fine ‘800, autore di saggi letterari e teologici. Abbott immagina un paese a due dimensioni abitato da figure geometriche viventi e pensanti come ...continue

    Divertimento intellettuale di un erudito insegnante di fine ‘800, autore di saggi letterari e teologici. Abbott immagina un paese a due dimensioni abitato da figure geometriche viventi e pensanti come esseri umani, regolato da rigide leggi gerarchiche, classista come la società inglese del tempo. Le donne sono semplici segmenti privi di intelletto e istruzione, guidate solo dall’istinto, ma pericolose perché con la loro punta acuminata possono trafiggere qualsiasi malcapitato, e sono quindi discriminate. L’importanza degli individui è determinata dal numero e dalla regolarità degli angoli, x cui il paese è governato dai Circoli, poligoni perfetti dagli infiniti lati, rappresentanti dei politici e del clero. La classe più infima è costituita dai Triangoli Isosceli, criminali da eliminare, e soldati, che possono uccidere con il loro angolo acuto. Anche Flatlandia ha conosciuto un tentativo di rivoluzione popolare, guidata dal paladino del colore Cromatiste, repressa dall’astuzia dei Circoli. Ma un giorno il Quadrato narrante ha una rivelazione su un mondo a tre dimensioni, svelatogli da una Sfera, e cerca invano di convertire i suoi compatrioti ad altre dimensioni, x cui viene perseguitato e imprigionato. Chiaramente il libro è un’opera satirica ricca di umorismo sulla miopia conservatrice e classista, incapace di vedere oltre le proprie conoscenze e convinzioni. La quarta dimensione, ipotizzata dal Quadrato ma negata dalla Sfera, non è a mio avviso il tempo, il fattore fondamentale della fisica di Einstein, teoria sconosciuta alla fine del XIX secolo, ma, secondo il reverendo Abbott, il pensiero, capace di vedere “dentro” agli individui. Un’opera divertente e di piacevole lettura, anche se un po’ troppo didattica in alcuni passaggi.

    said on 

  • 2

    originale ma.....

    L' idea è sicuramente geniale.
    Peccato che la lettura sia appesantita da una scrittura pedante e prolissa che lo rendono a mio avviso difficilissimo da leggere.

    said on 

  • 3

    Un Piatto Originale

    L'originalità e lo spunto iniziale rendono questo libro sicuramente unico nel panorama letterario.
    Il mio interesse però è andato scemando passo passo, vuoi per la prevedibilità delle scene, che fanno ...continue

    L'originalità e lo spunto iniziale rendono questo libro sicuramente unico nel panorama letterario.
    Il mio interesse però è andato scemando passo passo, vuoi per la prevedibilità delle scene, che fanno molto "A Christms Carol", e per una certa ripetitività e mancanza di pathos.
    Sicuramente interessante l'analogia che Abbott allestisce con il parallelismo racconto/realtà, dove trasuda nettamente la critica al pensiero corrente del suo periodo, ma se da un punto di vista "saggistico" il libro fa la sua figura, dal punto di vista letterario, almeno a tratti, l'ho trovato, come dire....piatto.

    said on 

  • 4

    Non riesco a trovare parole migliori di quelle di Giorgio Manganelli, che nel saggio pubblicato a mo' di postfazione scrive: "La lettura di Flatland offre un intricato piacere, una felicità perplessa, ...continue

    Non riesco a trovare parole migliori di quelle di Giorgio Manganelli, che nel saggio pubblicato a mo' di postfazione scrive: "La lettura di Flatland offre un intricato piacere, una felicità perplessa, in cui riconosco tracce di acredine swiftiana, di delirio carrolliano; inoltre, un insieme di candore e di ferocia, una pedante concentrazione tra didascalica e demenziale, una gelida grazia astratta e, qualità più inquietante, un continuo affluire di brividi, di fulminei spasimi, di ammicchi che subitamente si trasformano in criptiche allusioni ad altro. Insieme alla asciutta ilarità del gioco intellettuale avvertiamo nel libro il fiato ustionante del terrorismo logico e didattico; nella sua matematica chiarezza è inesauribilmente ambiguo. Il suo spazio sta tra il bon mot e l'Apocalisse: uno spazio assai ampio, abitato da mostri tremendi quanto sommessi".
    In realtà, vorrei saper scrivere come Manganelli, più che come Abbott. La quarta stellina, di fatto, è per Manganelli.

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  • 3

    «Bada alla tua Configurazione» (p. 83)

    "Ahimè, come si assomiglia, in tutte le Dimensioni, l'umanità, cieca e persecutrice! Punti, Linee, Quadrati, Cubi, Super-Cubi - siamo tutti vittime degli stessi errori, tutti ugualmente Schiavi dei no ...continue

    "Ahimè, come si assomiglia, in tutte le Dimensioni, l'umanità, cieca e persecutrice! Punti, Linee, Quadrati, Cubi, Super-Cubi - siamo tutti vittime degli stessi errori, tutti ugualmente Schiavi dei nostri rispettivi Pregiudizi dimensionali." (p. 26)

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  • 0

    l'infinito punto

    cosa è punto, se non un pensiero, una visione del mondo ad una dimensione, un universo dove coincide tutto, un identificazione con il linguaggio totale.
    la flatlandia è una terra bidimensionale abitat ...continue

    cosa è punto, se non un pensiero, una visione del mondo ad una dimensione, un universo dove coincide tutto, un identificazione con il linguaggio totale.
    la flatlandia è una terra bidimensionale abitata da figure piatte, e la ‘terra’ dove vivono è pura invenzione linguistica, la terra è la lingua!
    abbott ci fa precipitare in un luogo senza pericoli vasto, piatto, e senza la terza dimensione che li mette al sicuro nella loro terificante gerarchia, ispirata a quello che è sempre stato il potere degli uni contro gli altri.

    nel incipit l’autore scrive: ‘immaginate un vasto foglio di carta su cui delle linee rette, dei triangoli, dei quadrati, dei pentagoni, degli esagoni e altre figure geometriche, invece di restar ferme al lor posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma – consistenti, però, e dai contorni luminosi. così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose’.

    tutto è retto da regole, che hanno l’arbitrio di essere figure più o meno importanti e la visione è piatta come lo è la bidimensionalità. manganelli nella postfazione dice: ‘non sappiamo dire se è un incubo, una farsa, un apologo, una satira, un jeu d’esprit, una scommessa, una allegoria, una visione, o la satira di tutte le visioni. è un libro leggero e inafferrabile, un capolavoro di illusionismo prospettico’
    e poi continua: ‘ma il piacere del ravvisare sotto la favola matematica i connotati del noto,con quella specifica tensione che collega l'assurdo al quotidiano, il razionale al mondano, non deve
    distrarci da quello che mi pare il problema critico essenziale: cioè, la descrizione del modo in cui agisce questa finzione sociale all'interno della macchina narrativa.’

    non ci sono molte cose da aggiungere:
    solo la lettura:
    http://eurekamat.weebly.com/uploads/1/4/6/5/14658182/ea_abbott_-_flatlandia.pdf

    said on 

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