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Flatlandia

Racconto fantastico a più dimensioni

Di

Editore: Einaudi (ET Classici)

4.0
(2911)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Galego , Svedese , Polacco , Chi tradizionale , Catalano

Isbn-10: 8806207938 | Isbn-13: 9788806207939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Oddera

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo racconta un Quadrato, suo abitante, che nella seconda parte del libro fa esperienza della spocchiosa tracotanza dei sovrani di Puntolandia e Linealandia, e subisce le minacce della Sfera convinta della sua superiorità. Infine, tutti sono ugualmente schiavi dei rispettivi pregiudizi dimensionali. Favola geometrica di impareggiabile fantasia, Flatlandia è molto piú di questo; come scrive Claudio Bartocci nella sua ricca introduzione, è un'opera plurivoca: esemplificazione didattica, utopia, satira sociale, esercizio di argomentazione, riflessione teologica.
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  • 4

    Originale avventura in mondi a più dimensioni che affronta tematiche che esulano dalla pura matematica, fino ad anticipare il relativismo di Einstein. Un po' troppo prolisso nella prima parte, anche se è proprio in essa che abbondano le potenti critiche sociali dell'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Quante dimensioni hanno i sogni?

    Sicuramente un’idea originale quella di ambientare questa storia e questi personaggi in un mondo a due dimensioni. La descrizione della vita in Flatlandia si spinge e si insinua nei dettagli più banali, diventando in alcuni casi prolissa. Ho trovato più interessanti le escursioni nella Lineland ...continua

    Sicuramente un’idea originale quella di ambientare questa storia e questi personaggi in un mondo a due dimensioni. La descrizione della vita in Flatlandia si spinge e si insinua nei dettagli più banali, diventando in alcuni casi prolissa. Ho trovato più interessanti le escursioni nella Linelandia, il mondo ad una dimensione, dove tutto si svolge a cavallo di una linea retta. Ancora più filosofica la vita in Pointlandia ossia nell’universo adimensionale. Il suo abitante e sovrano è un punto. Egli ignora il significato di qualsiasi numero superiore all’uno. Non può concepire nulla all’infuori di se stesso. Esso è tutto l’universo. C’è un vago riferimento alla quarta dimensione ma senza azzardare escursioni e considerazioni. Teniamo presente che quando l’opera fu scritta, nel 1880, relatività e stringhe avevano ancora da venire.

    ha scritto il 

  • 3

    Flatlandia è un mondo bidimensionale, in cui figure piane convivono in una società gerarchica che prevede solo lievi passaggi di classe, rigidamente controllati e normati. Le donne sono esseri irrazionali e pericolosi, e i preti comandano in ogni ambito. Le devianze e le idee rivoluzionarie vengo ...continua

    Flatlandia è un mondo bidimensionale, in cui figure piane convivono in una società gerarchica che prevede solo lievi passaggi di classe, rigidamente controllati e normati. Le donne sono esseri irrazionali e pericolosi, e i preti comandano in ogni ambito. Le devianze e le idee rivoluzionarie vengono punite gravemente, fino all'eliminazione del dissidente o dell'irregolare. Cosa succede quando un abitante del mondo piatto scopre che esiste la terza dimensione? Libro che non conoscevo, mi è stato consigliato tempo fa; non sapevo che era stato scritto negli anni '80 dell'800, e questo mi ha notevolmente sorpreso (anche se forse mi aspettavo di più). Piacerà alle menti scientifiche, ma non solo: il suo umorismo fine, la sua critica sociale e i suoi interrogativi su altre dimensioni possibili (oltre a quelle che ci sono note e diamo per scontate) spalancano le porte a molte riflessioni che ancor oggi hanno ragione di essere.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto alla fine del 1800, è davvero un piccolo gioiellino questo libro, è di circa 130 pagine, anche meno, si legge in un weekend;
    Non è un libro di semplice intrattenimento, preso solo da questo punto di vista potrebbe deludere un pò.
    Io l'ho preso, in generale, come un invito a tenere la ment ...continua

    Scritto alla fine del 1800, è davvero un piccolo gioiellino questo libro, è di circa 130 pagine, anche meno, si legge in un weekend; Non è un libro di semplice intrattenimento, preso solo da questo punto di vista potrebbe deludere un pò. Io l'ho preso, in generale, come un invito a tenere la mente sempre aperta, a non fossilizzarsi sulle proprie convinzioni; Ma le chiavi di lettura sono molteplici.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è affatto facile parlare compiutamente di questo piccolo capolavoro della letteratura. Abbiamo certamente a che fare con un testo originale, dalla logica serrante, e dal contenuto profondo. La struttura su cui si poggia questo libriccino è fortemente razionale: il tutto si basa infatti sulla ...continua

    Non è affatto facile parlare compiutamente di questo piccolo capolavoro della letteratura. Abbiamo certamente a che fare con un testo originale, dalla logica serrante, e dal contenuto profondo. La struttura su cui si poggia questo libriccino è fortemente razionale: il tutto si basa infatti sulla materia razionale per eccellenza, la matematica. Sfuggire dai suoi schemi è impossibile... ma non troppo, se un semplice quadrato della Flatlandia riesce a penetrare i segreti del mondo dei Solidi, altrimenti detto Spacelandia. Ma come fare a diffondere il verbo, la rivelazione sulla Terza Dimensione, in un mondo tanto rigido e "piano" come quello descritto nella prima parte dell'opera? L'idea è geniale, ma, a pelle, non mi sento di dare a questo testo la tanto agognata quinta stellina... forse una descrizione più accurata (che mi rendo conto potrebbe essere stata evitata proprio per non appesantire il testo), o un maggiore approfondimento di certi temi (come il ruolo della donna, fondamentale nel testo), o una trama più corposa mi avrebbero maggiormente sedotto... io stesso non saprei dire. Fatto sta che questo resta comunque un libro che mi sento vivamente di consigliarvi! Buona lettura!!

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro semplice... ma complesso!

    Un libro scritto con uno stile semplicissimo, a volte quasi ingenuo, per far capire anche ai più giovani (io l'ho letto la prima volta intorno ai 13-14 anni) alcune delle difficoltà prospettiche di vivere la realtà sempre dallo stesso punto di vista che diventa, forse troppo velocemente, l'unico ...continua

    Un libro scritto con uno stile semplicissimo, a volte quasi ingenuo, per far capire anche ai più giovani (io l'ho letto la prima volta intorno ai 13-14 anni) alcune delle difficoltà prospettiche di vivere la realtà sempre dallo stesso punto di vista che diventa, forse troppo velocemente, l'unico punto di vista su cui basare le proprie esperienze.<br />Il libro è diviso in due parti: nella prima viene descritta Flatlandia, mondo a due dimensioni, con gli abitanti che ritengono il "piano" il loro Universo senza fine, mentre nella seconda parte viene raccontato l'incontro di questo mondo bidimensionale con una Sfera proveniente da Spacelandia, un mondo sconosciuto a tre dimensioni.<br />Con buoni spunti nella allegoria e nella retorica è un libro validissimo per aiutare le persone a capire come non sempre il proprio punto di vista sia quello giusto e, soprattutto, come non sia da considerarsi come unico.<br />Consigliato a tutti!

    ha scritto il 

  • 3

    Carinissimo. Ovviamente, mi ha ricordato moltissimo Carrol, ma questo è più "serio". E pieno di spunti, ovviamente. È davvero una leggerezza, lo stra consiglio, visto che è un cult.

    ha scritto il 

  • 4

    Attenzione, pericolo!

    Nel 1882 un sacerdote, Abbott, ha scritto questo romanzo fuori da ogni schema. Si parla di un mondo bidimensionale il cui protagonista, un quadrato che ovviamente non concepisce la terza dimensione, viene iniziato ai misteri delle altre dimensioni, dalla zero alla enne dimensionale. Meraviglioso. ...continua

    Nel 1882 un sacerdote, Abbott, ha scritto questo romanzo fuori da ogni schema. Si parla di un mondo bidimensionale il cui protagonista, un quadrato che ovviamente non concepisce la terza dimensione, viene iniziato ai misteri delle altre dimensioni, dalla zero alla enne dimensionale. Meraviglioso. Divertente, non pedante, con il pericolo enorme di non riuscire a smettere di pensare. Nella prima metà del libro si spiega la società bidimensionale, una satira dei tempi, niente matematica. Ma nella seconda metà ecco che una sfera interseca il piano-universo del protagonista e tutto cambia, in un lampo il nostro cervello (attenzione, pericolo!) inizia a pensare, a collegare, a capire e non la smette più. Si legge una pagina, si chiude il libro per pensare, si legge avidamente un'altra pagina, ci si ferma per osservare la realtà, si trangugia ancora una pagina, e ecco che già stiamo cercando di immaginare un cubo quadridimensionale... Una serie di punti forma una linea, una serie di linee forma un quadrato, una serie di quadrati forma un cubo, una serie di cubi forma un ipercubo, e così via... Tutto in un romanzo, storiella semplice ma simpatica, usata solo per introdurre facilmente il lettore ai misteri delle dimensioni. Ed è del 1882. Attenzione, pericolo: leggendo la seconda parte di questo romanzo non si riesce più a smettere di cercare di capire la realtà. :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto carino. Personalmente durante la lettura stavo sviluppando una discreta antipatia per il protagonista, per fortuna durante la storia un altro personaggio è arrivato a farmi cambiare idea

    ha scritto il 

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