Flatlandia

Racconto fantastico a più dimensioni

Di

Editore: Einaudi (ET Classici)

3.9
(3247)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Galego , Svedese , Polacco , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806207938 | Isbn-13: 9788806207939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Oddera

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo racconta un Quadrato, suo abitante, che nella seconda parte del libro fa esperienza della spocchiosa tracotanza dei sovrani di Puntolandia e Linealandia, e subisce le minacce della Sfera convinta della sua superiorità. Infine, tutti sono ugualmente schiavi dei rispettivi pregiudizi dimensionali.
Favola geometrica di impareggiabile fantasia, Flatlandia è molto piú di questo; come scrive Claudio Bartocci nella sua ricca introduzione, è un'opera plurivoca: esemplificazione didattica, utopia, satira sociale, esercizio di argomentazione, riflessione teologica.
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  • 5

    一開始敘述平面國, 會有點無聊, 一但出現三維的圓球後, 就有趣多了, 二維正方形無法理解三維的世界, 不正如 我們身在三維, 無法想像四維空間一樣嗎

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un mondo curioso e originale fatto di due sole dimensioni, un sistema vivente diviso per poligoni, una piramide sociale coi preti (sfere) al vertice e le donne (linee) alla base, un viagg ...continua

    Ingredienti: un mondo curioso e originale fatto di due sole dimensioni, un sistema vivente diviso per poligoni, una piramide sociale coi preti (sfere) al vertice e le donne (linee) alla base, un viaggio gulliveriano attraverso mondi ad una dimensione (linelandia) e a tre dimensioni (spacelandia).
    Consigliato: a chi vuol vedere la geometria prendere vita, a chi vuol toccare col sesto senso la quarta dimensione.

    ha scritto il 

  • 4

    “Essere soddisfatti di sé significa essere vili e ignoranti, meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici.”

    Molto conosciuto a dispetto della sua non facile lettura, questo testo del reverendo Abbot si inserisce a pieno merito nel filone della letteratura inglese dedita a rimarcare con sarcasmo e ironia i v ...continua

    Molto conosciuto a dispetto della sua non facile lettura, questo testo del reverendo Abbot si inserisce a pieno merito nel filone della letteratura inglese dedita a rimarcare con sarcasmo e ironia i vari difetti degli uomini, sulla scia di altri capolavori del genere come “I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, per fare un esempio noto.
    Se da una parte si discute delle varie scienze matematiche, nonché geometriche, visive e prospettiche, per venire a capo delle verità dimensionali non accettate da altri mondi meno evoluti, in quanto difficile per loro credere a quello che non vedono, in questo scettici come gli uomini; dall’altra si parla e si descrivono i vari mondi con i loro abitanti, sotto forma di: punti, linee, segmenti e figure geometriche varie, con i loro modi di vivere, che prevedono, almeno nella Flatlandia, misure e pene severissime, fino all’eliminazione materiale, per chi non si attiene alle regole rispettando la rigida disciplina; leggi quindi, non molto diverse da quelle degli uomini, comprese le connotazioni negative.
    È un racconto fantastico, nel senso del genere narrativo che, chi è appassionato di geometria e altre scienze matematiche, proverà piacere nel leggere, e chi non lo è potrà apprezzare la fervida fantasia dell’autore nell’immaginare questi mondi pieni di riferimenti reali e concreti al nostro mondo imperfetto.
    Voglio sottolineare, a proposito degli sberleffi sarcastici, l’imbarazzante caratterizzazione delle donne di Flatlandia che subiscono un trattamento al limite del ridicolo con la grottesca trovata che, essendo pericolose per l’incolumità altrui sono costrette a muoversi segnalando sempre la loro presenza con un canto cosiddetto della pace o in alternativa muovendo continuamente il posteriore: destra, sinistra; sinistra, destra, in un movimento poco edificante, ma forse con un ben preciso riferimento.
    Inutile dire che queste trovate costarono al reverendo più di un attacco per misoginia conclamata che lui però continuò sdegnosamente a respingere negando particolari avversioni verso il gentil sesso, ma con poco credito, aggiungo io…

    ha scritto il 

  • 0

    Filosofia dimensionale

    L'idea mi ha immediatamente affascinata, è il fatto che fosse anche un libro non modernissimo l'ha reso ancor più intrigante. La dimensione dello spazio bidimensionale vista da una figura Piana che si ...continua

    L'idea mi ha immediatamente affascinata, è il fatto che fosse anche un libro non modernissimo l'ha reso ancor più intrigante. La dimensione dello spazio bidimensionale vista da una figura Piana che si confronta con le gerarchie dei poligoni, con la perfezione del cerchio, con la limitatezza delle rette.....fino a che impatta in un essere tridimensionale che gli sconvolge tutte le certezze. È' una metafora sulla nostra vita, sul bisogno di andare oltre o l'impossibilità di guardare oltre il proprio naso. Affascinante, non sempre scorrevole, ma vista la brevità da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Due e mezzo arrotondato.

    Consigliato dalla mia professoressa di Lingua e Letteratura Italiana I. Un'idea geniale per gli standard dell'epoca e ancora schietta per l'epoca contemporanea. Significati sociologici celati, una sor ...continua

    Consigliato dalla mia professoressa di Lingua e Letteratura Italiana I. Un'idea geniale per gli standard dell'epoca e ancora schietta per l'epoca contemporanea. Significati sociologici celati, una sorta di Mondo Nuovo geometrico. Interessante la strutturazione dei punti di vista dei personaggi, spesso molto particolare ed approfondita. Il motivo della mia ristrettezza di voto è il fatto che ci siano troppe pagine di contorno: la storia sarebbe potuta rimanere un racconto breve senza alcuna perdita notevole nella forza del racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopotutto e' matematica....

    Pointlandia in cui l'unico abitante, un Punto, concepisce esclusivamente l'esistenza di se stesso, riconducendo al suo Io tutto il percepibile.
    Linelandia, governata da un re Segmento e abitata da pun ...continua

    Pointlandia in cui l'unico abitante, un Punto, concepisce esclusivamente l'esistenza di se stesso, riconducendo al suo Io tutto il percepibile.
    Linelandia, governata da un re Segmento e abitata da punti e linee, in cui non e' possibile vedere nessuno ma solo sentirlo.
    Flatlandia in cui vive il protagonista, un Quadrato, e in cui il grado sociale degli abitanti viene ricondotto al numero di lati e all'ampiezza degli angoli.
    Spacelandia il mondo tridimensionale e Thoughlandia il famigerato mondo a quattro dimensioni.

    Brillante, breve, originale, scritto nel 1885 ma sicuramente attuale, un bella allegoria che insegna come l'individuo tenda a negare,rigettare ed allontanare cio' che non conosce e non puo' conoscere.

    ha scritto il 

  • 4

    La sconosciuta quarta dimensione

    "Flatlandia" è assolutamente un classico della letteratura fantastica, oltre che una delle prime riflessioni sulla quarta dimensione (e il primo racconto narrato da un quadrato). L'autore, il Reverend ...continua

    "Flatlandia" è assolutamente un classico della letteratura fantastica, oltre che una delle prime riflessioni sulla quarta dimensione (e il primo racconto narrato da un quadrato). L'autore, il Reverendo Edwin A. Abbott, ci spiega l'essenza delle tre canoniche dimensioni (lunghezza, larghezza e altezza) del mondo in cui viviamo, allo scopo di prepararci all'eventualità di una quarta dimensione ancora sconosciuta. La Flatlandia è una terra bidimensione abitata da figure totalmente piatte dove i maschi sono figure totalmente poligonali: ed essi si collocano gerarchicamente, a seconda del numero dei lati, dagli infimi Isosceli passando per la piccola borghesia dei Triangoli equilateri, per i Quadrati professionisti e i Pentagoni gentiluomini, per la sempre più poligonale nobiltà fino alla classe ecclesiastica, facente parte del Circolo. La società che regge la Flatlandia è di tipo terroristica; la sua crudeltà è logica, pacata, fondata su buoni argomenti, infine del tutto naturale.
    Nella prima parte del romanzo seguiamo la narrazione del protagonista, il Quadrato, che ci dipinge la natura del suo paese, il clima, le case, gli abitanti, le Donne (il capitolo più esilarante e quello che ha dato problemi all'autore, visto che fu tacciato di misoginia), i comportamenti, gli Irregolari, i Preti, eccetera.
    Nella seconda parte si stravolge la prima, ovvero dalla descrizione storica della Flatlandia si passa a delle visioni del Quadrato. Nella prima visione sogna di essere nella Linelandia, ovvero un mondo a una sola dimensione, per poi finire all'apparizione della Sfera a tre dimensioni. Come un Messia, questa Sfera porta, anzi rapisce il quadrato nel suo mondo e gli rivelerà un nuovo linguaggio. E quando il Quadrato tornerà nel suo mondo nessuno crederà a quello che ha visto e verrà per questo incarcerato. Ecco che esce fuori il tema della follia: e in effetti l'autore potrebbe suggerirci proprio questo: non sarà forse ogni linguaggio, il nostro, e qualsiasi altro che possa prenderne il posto, un sistema di coerente follia, una delirante organizzazione del nulla?
    In conclusione, Abbott ha creato una delle più notevoli satire della società (non solo di quella vittoriana) che siano mai state scritte.

    ha scritto il 

  • 4

    Simpaticissima, ma anche profonda opera. Forse pesantemente classista e maschilista ma, calandola negli anni in cui visse il suo autore, fine 1800 ed inizio 1900, se ne possono apprezzare le qualità. ...continua

    Simpaticissima, ma anche profonda opera. Forse pesantemente classista e maschilista ma, calandola negli anni in cui visse il suo autore, fine 1800 ed inizio 1900, se ne possono apprezzare le qualità. L'universo è formato da un piano a due dimensioni, infinito, e l'io narrante è un quadrato che ci spiega leggi ed usanze di quest'universo. Nella seconda parte, il nostro quadrato ci narra delle incredibili esperienze (o sogni?) che ha vissuto quando una sfera (un solido a tre dimensioni) si è introdotta in casa sua, dall'alto... Non è opportuno andare oltre, poichè il gusto che si prova nel leggere si ridurrebbe eccessivamente con troppe informazioni preliminari. Buon divertimento!

    ha scritto il 

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