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Flatlandia

Racconto fantastico a più dimensioni

By Edwin A. Abbott

(207)

| Paperback | 9788806207939

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Book Description

Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo Continue

Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo racconta un Quadrato, suo abitante, che nella seconda parte del libro fa esperienza della spocchiosa tracotanza dei sovrani di Puntolandia e Linealandia, e subisce le minacce della Sfera convinta della sua superiorità. Infine, tutti sono ugualmente schiavi dei rispettivi pregiudizi dimensionali.
Favola geometrica di impareggiabile fantasia, Flatlandia è molto piú di questo; come scrive Claudio Bartocci nella sua ricca introduzione, è un'opera plurivoca: esemplificazione didattica, utopia, satira sociale, esercizio di argomentazione, riflessione teologica.

604 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Eccezionale

    Un esercizio mentale. Questo libro è una pura fantasia che sfrutta concetti matematici razionali, quali le dimensioni nello spazio, per muovere quel muscolo detto cervello, spesso sopito, verso l'intuizione di concetti che non gli appartengono. L'aut ...(continue)

    Un esercizio mentale. Questo libro è una pura fantasia che sfrutta concetti matematici razionali, quali le dimensioni nello spazio, per muovere quel muscolo detto cervello, spesso sopito, verso l'intuizione di concetti che non gli appartengono. L'autore concentra la sua attenzione iniziale sul mondo a due dimensioni: flatlandia. Un mondo assurdo, con limiti incredibili per una mente cresciuta nelle tre dimensioni. Una realtà che, vista dall'alto della nostra terza dimensione, fa quasi pena. Crea nel lettore un senso di onnipotenza, come quando da piccoli ci si accostava a un formicaio. Le gerarchie sociali sono definite dalla forma dei soggetti che ci vivono: le forme irregolari rappresentato le classi disagiate mentre dal triangolo equilatero comincia l'ascesa sociale segnata dal numero dei segmenti che costituiscono i poligoni regolari. Quadrato, pentagono, esagono su fino al cerchio, entità talmente assoluta e dominante da lasciare il dubbio che i rari cerchi viventi siano in realtà poligoni con innumerevoli segmenti. Tutti rigorosamente di sesso maschile; le femmine sono sommessi segmenti, pericolosi ma ottusi e irrilevanti nella distribuzione del potere sociale. Ecco, tutto ciò ci pare, appunto, penoso, ridicolo, limitato. Poi il romanzo cambia registro: abbandona la descrizione quasi didascalica del mondo bidimensionale e il lettore comincia a sentirsi coinvolto. Questo perché il protagonista, un triangolo, a un certo punto viene a scoprire il mondo a una dimensione, linelandia, fatto di una retta vissuta da punti. Scatta dunque nel triangolo lo stesso senso di superiorità che ha provato il lettore nello scoprire, poco prima, le difficoltà e i limiti che il triangolo inconsapevolmente affronta nel suo mondo. I parallelismi tra le realtà vengono spontanei: il mondo vero sta a flatlandia come flatlandia sta a linelandia. L'autore si spinge poi oltre, descrivendo pointlandia: mondo costituito da un punto. L'operazione di "discesa agli inferi" della mono dimensione è utile all'autore per fare il percorso a ritroso, raggiungerci a semplicemente superarci. Il triangolo scopre così la terza dimensione che gli mette a nudo tutti limiti del suo mondo, limiti che gli abitanti di flatlandia non accetteranno mai. Il passaggio da tre a quattro dimensioni, nella mente del lettore, diviene immediato. I parallelismi sono talmente evidenti che non ci si può esimere dal sentirsi protagonisti di un mondo a sua volta limitato, umile e quasi ridicolo nella sua organizzazione sociale a fronte di una possibile realtà a quattro dimensioni. Uno spunto di riflessione forte, non un semplice esercizio matematico ma di stravolgento d'ogni certezza, di granitica sicurezza che il sopra è sopra e il davanti è davanti. Il progressismo portato agli estremi. In una parola: eccezionale.

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    Kappe said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non è affatto facile parlare compiutamente di questo piccolo capolavoro della letteratura. Abbiamo certamente a che fare con un testo originale, dalla logica serrante, e dal contenuto profondo. La struttura su cui si poggia questo libriccino è fortem ...(continue)

    Non è affatto facile parlare compiutamente di questo piccolo capolavoro della letteratura. Abbiamo certamente a che fare con un testo originale, dalla logica serrante, e dal contenuto profondo. La struttura su cui si poggia questo libriccino è fortemente razionale: il tutto si basa infatti sulla materia razionale per eccellenza, la matematica. Sfuggire dai suoi schemi è impossibile... ma non troppo, se un semplice quadrato della Flatlandia riesce a penetrare i segreti del mondo dei Solidi, altrimenti detto Spacelandia. Ma come fare a diffondere il verbo, la rivelazione sulla Terza Dimensione, in un mondo tanto rigido e "piano" come quello descritto nella prima parte dell'opera? L'idea è geniale, ma, a pelle, non mi sento di dare a questo testo la tanto agognata quinta stellina... forse una descrizione più accurata (che mi rendo conto potrebbe essere stata evitata proprio per non appesantire il testo), o un maggiore approfondimento di certi temi (come il ruolo della donna, fondamentale nel testo), o una trama più corposa mi avrebbero maggiormente sedotto... io stesso non saprei dire. Fatto sta che questo resta comunque un libro che mi sento vivamente di consigliarvi! Buona lettura!!

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    Ipsen said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il romanzo a più dimensioni del reverendo Abbott può essere letto a più livelli con uguale piacere ed interesse. Come racconto fantastico, trattato di geometria, insegnamento morale, saggio filosofico, testo di critica sociale...<br />Frasi com ...(continue)

    Il romanzo a più dimensioni del reverendo Abbott può essere letto a più livelli con uguale piacere ed interesse. Come racconto fantastico, trattato di geometria, insegnamento morale, saggio filosofico, testo di critica sociale...<br />Frasi come "le donne sono deficienti nella ragione ma sovrabbondanti nell'emozione" gli hanno procurato accuse di misoginia, ma io non mi sento offesa... tra "ragione" e "sentimento" non ho dubbi su cosa preferire.

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    Mara said on Jul 15, 2014 | 6 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Un libro semplice... ma complesso!

    Un libro scritto con uno stile semplicissimo, a volte quasi ingenuo, per far capire anche ai più giovani (io l'ho letto la prima volta intorno ai 13-14 anni) alcune delle difficoltà prospettiche di vivere la realtà sempre dallo stesso punto di vista ...(continue)

    Un libro scritto con uno stile semplicissimo, a volte quasi ingenuo, per far capire anche ai più giovani (io l'ho letto la prima volta intorno ai 13-14 anni) alcune delle difficoltà prospettiche di vivere la realtà sempre dallo stesso punto di vista che diventa, forse troppo velocemente, l'unico punto di vista su cui basare le proprie esperienze.<br />Il libro è diviso in due parti: nella prima viene descritta Flatlandia, mondo a due dimensioni, con gli abitanti che ritengono il "piano" il loro Universo senza fine, mentre nella seconda parte viene raccontato l'incontro di questo mondo bidimensionale con una Sfera proveniente da Spacelandia, un mondo sconosciuto a tre dimensioni.<br />Con buoni spunti nella allegoria e nella retorica è un libro validissimo per aiutare le persone a capire come non sempre il proprio punto di vista sia quello giusto e, soprattutto, come non sia da considerarsi come unico.<br />Consigliato a tutti!

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    Gio said on May 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Carinissimo. Ovviamente, mi ha ricordato moltissimo Carrol, ma questo è più "serio". E pieno di spunti, ovviamente. È davvero una leggerezza, lo stra consiglio, visto che è un cult.

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    mementomihi said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Attenzione, pericolo!

    Nel 1882 un sacerdote, Abbott, ha scritto questo romanzo fuori da ogni schema. Si parla di un mondo bidimensionale il cui protagonista, un quadrato che ovviamente non concepisce la terza dimensione, viene iniziato ai misteri delle altre dimensioni, d ...(continue)

    Nel 1882 un sacerdote, Abbott, ha scritto questo romanzo fuori da ogni schema. Si parla di un mondo bidimensionale il cui protagonista, un quadrato che ovviamente non concepisce la terza dimensione, viene iniziato ai misteri delle altre dimensioni, dalla zero alla enne dimensionale. Meraviglioso. Divertente, non pedante, con il pericolo enorme di non riuscire a smettere di pensare.
    Nella prima metà del libro si spiega la società bidimensionale, una satira dei tempi, niente matematica. Ma nella seconda metà ecco che una sfera interseca il piano-universo del protagonista e tutto cambia, in un lampo il nostro cervello (attenzione, pericolo!) inizia a pensare, a collegare, a capire e non la smette più. Si legge una pagina, si chiude il libro per pensare, si legge avidamente un'altra pagina, ci si ferma per osservare la realtà, si trangugia ancora una pagina, e ecco che già stiamo cercando di immaginare un cubo quadridimensionale... Una serie di punti forma una linea, una serie di linee forma un quadrato, una serie di quadrati forma un cubo, una serie di cubi forma un ipercubo, e così via... Tutto in un romanzo, storiella semplice ma simpatica, usata solo per introdurre facilmente il lettore ai misteri delle dimensioni. Ed è del 1882.
    Attenzione, pericolo: leggendo la seconda parte di questo romanzo non si riesce più a smettere di cercare di capire la realtà. :)

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    Gianni Sarti said on May 1, 2014 | Add your feedback

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