Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Flatlandia

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.0
(3011)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Galego , Svedese , Polacco , Chi tradizionale

Isbn-10: 884250596X | Isbn-13: 9788842505969 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Nascimbeni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Flatlandia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Rivelazione! O mia visione della terza dimensione

    Fu il mio professore di algebra lineare ai tempi dell'università a consigliarmi questa lettura. Sono passati 10 anni da allora e finalmente posso capire il perché di tanto entusiasmo nel raccontare di ...continua

    Fu il mio professore di algebra lineare ai tempi dell'università a consigliarmi questa lettura. Sono passati 10 anni da allora e finalmente posso capire il perché di tanto entusiasmo nel raccontare di quel libro che narra la storia di un quadrato. Flatlandia è avveniristico nella sua semplicità. Ogni poligono è un essere vivente, o meglio, un essere umano. Più lati possiede un poligono più altolocato sarà nella scala gerarchica del suo mondo. I poligoni irregolari sono ritardati o deformi: l'estetica riproduce anche il contenuto. Le donne sono degli esseri di scarsa intelligenza, dominate dalle loro emozioni, ci si rivolge a loro con un linguaggio apposito, come quando si parla ad un bambino piccolo. Il potere legislativo diventa oggetto di culto e viene detenuto dai poligoni più altolocati, primo fra tutti la circonferenza, dotata di comune accordo di ben diecimila lati. La storia si sviluppa facendoci immaginare: cosa succederebbe se venissi a conoscenza di un mondo con regole più semplici delle mie? Farei l'arrogante schernendo la pochezza di questi esseri inferiori? O proverei magari ad illuminarli concedendogli il mio sapere, conscio però di correre il rischio di confonderli e aizzarmeli contro? E se invece questo nuovo mondo avesse regole più complesse che non riesco ad interpretare? Rispondo Flatlandia.

    ha scritto il 

  • 3

    Abbott ci fa entrare nella prospettiva bidimensionale di un abitante del mondo della Flatlandia, e siamo costretti a mutare sguardo, a conoscere il microcosmo descrittoci, passando in rassegna tutta l ...continua

    Abbott ci fa entrare nella prospettiva bidimensionale di un abitante del mondo della Flatlandia, e siamo costretti a mutare sguardo, a conoscere il microcosmo descrittoci, passando in rassegna tutta la vita di questa specie umana, dalle conformazioni che i suoi membri assumono ai loro rapporti sociali. Abbott non fa altro che dedurre un quadro socio-politico da delle premesse matematiche: l'altezza non esiste, e le uniche dimensioni possibili sono larghezza e lunghezza. Ogni particolare pare necessariamente concatenato a questa limitazione spaziale, e allora vien naturale chiedersi se effettivamente la nostra intera vita è conseguenza banale del mondo tridimensionale che abitiamo. E poi cosa concretamente distingue l'uomo della Flatlandia da quello della Spacelandia? L'aggiunta di una dimensione ci rende più perfetti, più difettosi, o siamo poi sempre identici a noi stessi? La nostra mente sa andare oltre le dimensioni con l'ausilio della sua immaginazione e capacità deduttiva? Tante e tante di queste domande sono sollevate dalle pagine del libro, ma Abbott non ci dà i mezzi per rispondere con competenza; questa serie di deduzioni che lo hanno portato a costruire un mondo perfettamente coerente è solo pura speculazione accompagnata da buona capacità immaginativa oppure è reale? Io penso che alla fine di tutto "Flatlandia" non è altro che una simpatica storiella, che forse farà venire la curiosità a qualche lettore di approfondire le basi matematiche sottese alle fantasticherie dell'autore. Però rimane un'opera incompleta; troppi quesiti, troppe poche risposte.

    ha scritto il 

  • 5

    The big bang theory

    L'ho preso perché citato nella serie "The big bang theory", ma devo dire che si tratta di un lavoro geniale.
    La quadridimensionalità ipotizzata prima della teoria della relatività. Con tutta una serie ...continua

    L'ho preso perché citato nella serie "The big bang theory", ma devo dire che si tratta di un lavoro geniale.
    La quadridimensionalità ipotizzata prima della teoria della relatività. Con tutta una serie di riferimenti politico-sociologici che oggi ci fanno sorridere, ma se si pensa al momento in cui il libro è stato scritto, è di una sagacia e lungimiranza incredibile.
    Da legger, ma soprattutto da capire!

    ha scritto il 

  • 4

    Satira sociale ironica e fantasy

    Il romanzo è il divertimento intellettuale di un erudito insegnante di fine ‘800, autore di saggi letterari e teologici. Abbott immagina un paese a due dimensioni abitato da figure geometriche viventi ...continua

    Il romanzo è il divertimento intellettuale di un erudito insegnante di fine ‘800, autore di saggi letterari e teologici. Abbott immagina un paese a due dimensioni abitato da figure geometriche viventi e pensanti come esseri umani, regolato da rigide leggi gerarchiche, classista come la società inglese del tempo. Le donne sono semplici segmenti privi d’intelletto e istruzione, guidate solo dall’istinto, ma pericolose perché con la loro punta acuminata possono trafiggere qualsiasi malcapitato, e sono quindi discriminate. L’importanza degli individui è determinata dal numero e dalla regolarità degli angoli, x cui il paese è governato dai Circoli, poligoni perfetti dagli infiniti lati, rappresentanti dei politici e del clero. La classe infima è costituita dai Triangoli Isosceli, criminali da eliminare, e soldati, che possono uccidere con il loro angolo acuto. Anche Flatlandia ha conosciuto un tentativo di rivoluzione popolare, guidata dal paladino del colore Cromatiste, repressa dall’astuzia dei Circoli. Un giorno il Quadrato narrante ha una rivelazione su un mondo a tre dimensioni, svelatogli da una Sfera, e cerca invano di convertire i suoi compatrioti ad altre dimensioni, x cui è perseguitato e imprigionato. Chiaramente il libro è un’opera satirica ricca di umorismo sulla miopia conservatrice e classista, incapace di vedere oltre le proprie conoscenze e convinzioni. La quarta dimensione, ipotizzata dal Quadrato ma negata dalla Sfera, non è a mio avviso il tempo, il fattore fondamentale della fisica di Einstein, teoria sconosciuta alla fine del XIX secolo, ma, secondo il reverendo Abbott, il pensiero, capace di vedere “dentro” agli individui. E’ un’opera divertente e di piacevole lettura, anche se un po’ troppo didattica in alcuni passaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un Piatto Originale

    L'originalità e lo spunto iniziale rendono questo libro sicuramente unico nel panorama letterario.
    Il mio interesse però è andato scemando passo passo, vuoi per la prevedibilità delle scene, che fanno ...continua

    L'originalità e lo spunto iniziale rendono questo libro sicuramente unico nel panorama letterario.
    Il mio interesse però è andato scemando passo passo, vuoi per la prevedibilità delle scene, che fanno molto "A Christms Carol", e per una certa ripetitività e mancanza di pathos.
    Sicuramente interessante l'analogia che Abbott allestisce con il parallelismo racconto/realtà, dove trasuda nettamente la critica al pensiero corrente del suo periodo, ma se da un punto di vista "saggistico" il libro fa la sua figura, dal punto di vista letterario, almeno a tratti, l'ho trovato, come dire....piatto.

    ha scritto il 

  • 4

    Non riesco a trovare parole migliori di quelle di Giorgio Manganelli, che nel saggio pubblicato a mo' di postfazione scrive: "La lettura di Flatland offre un intricato piacere, una felicità perplessa, ...continua

    Non riesco a trovare parole migliori di quelle di Giorgio Manganelli, che nel saggio pubblicato a mo' di postfazione scrive: "La lettura di Flatland offre un intricato piacere, una felicità perplessa, in cui riconosco tracce di acredine swiftiana, di delirio carrolliano; inoltre, un insieme di candore e di ferocia, una pedante concentrazione tra didascalica e demenziale, una gelida grazia astratta e, qualità più inquietante, un continuo affluire di brividi, di fulminei spasimi, di ammicchi che subitamente si trasformano in criptiche allusioni ad altro. Insieme alla asciutta ilarità del gioco intellettuale avvertiamo nel libro il fiato ustionante del terrorismo logico e didattico; nella sua matematica chiarezza è inesauribilmente ambiguo. Il suo spazio sta tra il bon mot e l'Apocalisse: uno spazio assai ampio, abitato da mostri tremendi quanto sommessi".
    In realtà, vorrei saper scrivere come Manganelli, più che come Abbott. La quarta stellina, di fatto, è per Manganelli.

    ha scritto il 

  • 3

    «Bada alla tua Configurazione» (p. 83)

    "Ahimè, come si assomiglia, in tutte le Dimensioni, l'umanità, cieca e persecutrice! Punti, Linee, Quadrati, Cubi, Super-Cubi - siamo tutti vittime degli stessi errori, tutti ugualmente Schiavi dei no ...continua

    "Ahimè, come si assomiglia, in tutte le Dimensioni, l'umanità, cieca e persecutrice! Punti, Linee, Quadrati, Cubi, Super-Cubi - siamo tutti vittime degli stessi errori, tutti ugualmente Schiavi dei nostri rispettivi Pregiudizi dimensionali." (p. 26)

    ha scritto il 

Ordina per