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Flatlandia

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.0
(2939)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Galego , Svedese , Polacco , Chi tradizionale

Isbn-10: 884250596X | Isbn-13: 9788842505969 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Nascimbeni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 0

    l'infinito punto

    cosa è punto, se non un pensiero, una visione del mondo ad una dimensione, un universo dove coincide tutto, un identificazione con il linguaggio totale.
    la flatlandia è una terra bidimensionale abitata da figure piatte, e la ‘terra’ dove vivono è pura invenzione linguistica, la terra è la l ...continua

    cosa è punto, se non un pensiero, una visione del mondo ad una dimensione, un universo dove coincide tutto, un identificazione con il linguaggio totale.
    la flatlandia è una terra bidimensionale abitata da figure piatte, e la ‘terra’ dove vivono è pura invenzione linguistica, la terra è la lingua!
    abbott ci fa precipitare in un luogo senza pericoli vasto, piatto, e senza la terza dimensione che li mette al sicuro nella loro terificante gerarchia, ispirata a quello che è sempre stato il potere degli uni contro gli altri.

    nel incipit l’autore scrive: ‘immaginate un vasto foglio di carta su cui delle linee rette, dei triangoli, dei quadrati, dei pentagoni, degli esagoni e altre figure geometriche, invece di restar ferme al lor posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma – consistenti, però, e dai contorni luminosi. così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose’.

    tutto è retto da regole, che hanno l’arbitrio di essere figure più o meno importanti e la visione è piatta come lo è la bidimensionalità. manganelli nella postfazione dice: ‘non sappiamo dire se è un incubo, una farsa, un apologo, una satira, un jeu d’esprit, una scommessa, una allegoria, una visione, o la satira di tutte le visioni. è un libro leggero e inafferrabile, un capolavoro di illusionismo prospettico’
    e poi continua: ‘ma il piacere del ravvisare sotto la favola matematica i connotati del noto,con quella specifica tensione che collega l'assurdo al quotidiano, il razionale al mondano, non deve
    distrarci da quello che mi pare il problema critico essenziale: cioè, la descrizione del modo in cui agisce questa finzione sociale all'interno della macchina narrativa.’

    non ci sono molte cose da aggiungere:
    solo la lettura:
    http://eurekamat.weebly.com/uploads/1/4/6/5/14658182/ea_abbott_-_flatlandia.pdf

    ha scritto il 

  • 3

    Flatlandia, alla scoperta della verità sulla dimesione

    Il capolavoro fantasioso e matematico di Abbott mi ha fatto capire fedelmente la natura delle dimensioni, facendomi riflettere sul fatto che anche quello che ci sembra scontato, in realtà non lo è affatto. Il ritmo della narrazione non è particolarmente scorrevole - data l’importanza degli argome ...continua

    Il capolavoro fantasioso e matematico di Abbott mi ha fatto capire fedelmente la natura delle dimensioni, facendomi riflettere sul fatto che anche quello che ci sembra scontato, in realtà non lo è affatto. Il ritmo della narrazione non è particolarmente scorrevole - data l’importanza degli argomenti trattati, occorre infatti spiegare dettagliatamente al lettore tutto ciò che concerne il mondo della Flatlandia – ma, analizzando il contenuto del libro, ci si meraviglia dall’estrema fantasia dell’autore, portavoce di uno delle più misteriose verità della Matematica. Questa straordinaria scienza è infatti l’unica che non necessità l’appoggio di altre discipline: spiega tutto ciò che è presente nel nostro mondo, ma soprattutto tutto ciò che la mente umana non riesce a comprendere appieno. La spiccata intelligenza ed ammirabile elasticità mentale dell’autore, testimoniano dunque una vasta conoscenza della vera realtà che lo circonda. Consiglio vivamente il libro in quanto apre la mente ad una più completa visione della nostra esistenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Non consigliato

    Originalissimo quanto noioso e banale.
    Aldilà del numero spropositato di voti altissimi (questo mi fa pensare che forse mi sono perso io qualcosa per strada) mi aspettavo qualcosa di diverso, invece non ci ho proprio trovato niente.
    Pazienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Notevolissimo

    Il libro è un'utopia (nel senso di ou-topos: descrive un non luogo, non un luogo ideale) che narra le avventure di un quadrato che vive in un mondo a due dimensioni, la Flatlandia che da il nome all'opera, il quale scopre dell'esistenza della terza dimensione grazie ad una sfera. Questo impianto ...continua

    Il libro è un'utopia (nel senso di ou-topos: descrive un non luogo, non un luogo ideale) che narra le avventure di un quadrato che vive in un mondo a due dimensioni, la Flatlandia che da il nome all'opera, il quale scopre dell'esistenza della terza dimensione grazie ad una sfera. Questo impianto narrativo molto semplice è lo spunto per una descrizione seria e rigorosa, corredata da disegni e spiegazioni: si intuisce facilmente che l'autore, il reverendo Abbott, è stato un grande didatta. Attraverso la descrizione dell'utopia l'autore ci offre lo spunto per una serie di riflessioni a tutto tondo: si va dalla coerenza delle scienze, all'etica, alla politica in senso nobile fino persino alla gnoseologia. Mentre lo si legge si sorride, ma al contempo è necessario che il cervello sia davvero ben acceso! Molto interessante!

    ha scritto il 

  • 4

    Originale avventura in mondi a più dimensioni che affronta tematiche che esulano dalla pura matematica, fino ad anticipare il relativismo di Einstein. Un po' troppo prolisso nella prima parte, anche se è proprio in essa che abbondano le potenti critiche sociali dell'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Quante dimensioni hanno i sogni?

    Sicuramente un’idea originale quella di ambientare questa storia e questi personaggi in un mondo a due dimensioni. La descrizione della vita in Flatlandia si spinge e si insinua nei dettagli più banali, diventando in alcuni casi prolissa. Ho trovato più interessanti le escursioni nella Lineland ...continua

    Sicuramente un’idea originale quella di ambientare questa storia e questi personaggi in un mondo a due dimensioni. La descrizione della vita in Flatlandia si spinge e si insinua nei dettagli più banali, diventando in alcuni casi prolissa. Ho trovato più interessanti le escursioni nella Linelandia, il mondo ad una dimensione, dove tutto si svolge a cavallo di una linea retta. Ancora più filosofica la vita in Pointlandia ossia nell’universo adimensionale. Il suo abitante e sovrano è un punto. Egli ignora il significato di qualsiasi numero superiore all’uno. Non può concepire nulla all’infuori di se stesso. Esso è tutto l’universo.
    C’è un vago riferimento alla quarta dimensione ma senza azzardare escursioni e considerazioni.
    Teniamo presente che quando l’opera fu scritta, nel 1880, relatività e stringhe avevano ancora da venire.

    ha scritto il 

  • 3

    Flatlandia è un mondo bidimensionale, in cui figure piane convivono in una società gerarchica che prevede solo lievi passaggi di classe, rigidamente controllati e normati. Le donne sono esseri irrazionali e pericolosi, e i preti comandano in ogni ambito. Le devianze e le idee rivoluzionarie vengo ...continua

    Flatlandia è un mondo bidimensionale, in cui figure piane convivono in una società gerarchica che prevede solo lievi passaggi di classe, rigidamente controllati e normati. Le donne sono esseri irrazionali e pericolosi, e i preti comandano in ogni ambito. Le devianze e le idee rivoluzionarie vengono punite gravemente, fino all'eliminazione del dissidente o dell'irregolare. Cosa succede quando un abitante del mondo piatto scopre che esiste la terza dimensione?
    Libro che non conoscevo, mi è stato consigliato tempo fa; non sapevo che era stato scritto negli anni '80 dell'800, e questo mi ha notevolmente sorpreso (anche se forse mi aspettavo di più). Piacerà alle menti scientifiche, ma non solo: il suo umorismo fine, la sua critica sociale e i suoi interrogativi su altre dimensioni possibili (oltre a quelle che ci sono note e diamo per scontate) spalancano le porte a molte riflessioni che ancor oggi hanno ragione di essere.

    ha scritto il 

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