Flowers for Algernon

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Publisher: Walberg Publishing

4.5
(2543)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Japanese , Chi simplified , Italian , French , Catalan , German , Russian , Czech , Polish , Hungarian , Romanian

Isbn-10: 1886392048 | Isbn-13: 9781886392045 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , Library Binding , School & Library Binding , Others , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Corri Charlie corri... corri Charlie corri... corri Charlie corri...

    E’ classificato anche come romanzo di fantascienza (?) quindi pensavo che Algernon fosse un pianeta brullo e pelato come Marte, su cui veniva inviata un’astronave con a bordo un esercito di giardini ...continue

    E’ classificato anche come romanzo di fantascienza (?) quindi pensavo che Algernon fosse un pianeta brullo e pelato come Marte, su cui veniva inviata un’astronave con a bordo un esercito di giardinieri pronti a spalmare quintalate di terra e a piantare semi d'erba e di fiori. Solo che dopo aver creato un fantastico giardino si accorgevano che manca l’acqua per annaffiare, quindi tornavano desolati sulla Terra bestemmiando tutti i santi del calendario.
    Più o meno come fanno i volontari della cooperazione in Africa quando ricevono casse di latte in polvere per neonati quasi in scadenza e non hanno a disposizione neanche un pozzo di acqua lurida.
    Invece no. Ho sbagliato tutto!

    Algernon è il nome di un topo-cavia da laboratorio reso superintelligente da un esperimento; percorre complicati labirinti in tempo da record, e mi ricorda molto il topo Parmareggio.
    L'ho immaginato come lui, in giacca e cravatta, tutto spocchioso, che gareggia col povero Charlie e quando vince gli fa il gesto dell’ombrello. Charlie è un ritardato mentale-cavia da laboratorio, anche lui reso superintelligente da un esperimento; percorre il complicato labirinto mentale della vita in tempo da record, e mi ricorda molto Giuseppe.
    Giuseppe ha un ritardo mentale moderato e anche sua madre, come quella di Charlie, si è vergognata di lui e lo ha nascosto affidandolo ad una nonna. Quando è cresciuto è andato a lavare pavimenti e pulire banconi e cessi di un laboratorio alimentare protetto che prepara i pasti per le varie comunità.
    Proprio come Charlie.
    Qui però le loro strade si dividono, per Giuseppe niente esperimenti, lui è rimasto fermo a un livello di scolarizzazione da prima elementare; con molta fatica ha imparato a prendere da solo l’autobus per andare e tornare dal lavoro, e poco altro. Charlie ha la fissa di diventare intelligente e imparare a leggere e scrivere bene, Giuseppe ha quella di conquistare le ragazze. E per farlo tira fuori tutto il suo potenziale e mette in campo l’artiglieria pesante.
    Sull’autobus, per strada, in ospedale, al parco, ovunque lo incontri… non gli scappi.

    E così, mentre il Charlie di questo bel libro è dolce e ispira tenerezza, il Giuseppe della vita è un grandissimo rompipalle, e quello che ispira penso sia meglio se non lo scrivo.

    ☆☆☆☆

    said on 

  • 5

    Tanto intelligente da commuovere

    Un libro eccezionale, da leggere, con attenzione: risvolti psicologici e una sensibilità incredibile. Riflessioni di una portata incredibile!
    Lo raccomando, davvero bello, anche se difficile da trovar ...continue

    Un libro eccezionale, da leggere, con attenzione: risvolti psicologici e una sensibilità incredibile. Riflessioni di una portata incredibile!
    Lo raccomando, davvero bello, anche se difficile da trovare.

    said on 

  • 4

    Fiori per Algernon è un libro intenso, forte...ma anche dolcissimo e commovente...
    Attraverso i "rapporti sui progressi" , il lettore segue Charlie lungo il cammino che lo porterà a diventare intell ...continue

    Fiori per Algernon è un libro intenso, forte...ma anche dolcissimo e commovente...
    Attraverso i "rapporti sui progressi" , il lettore segue Charlie lungo il cammino che lo porterà a diventare intelligente, a scoprire il suo intimo più profondo, a ritrovare ricordi perduti...vivendo gioie insperate...ma anche dolori sconosciuti e cocenti delusioni...
    "L'intelligenza e l'educazione che non siano temperate dall'affetto umano non valgono nulla.
    Non mi fraintenda...l'intelligenza è uno dei piu grandi doni umani. Ma la ricerca della conoscenza esclude anche troppo spesso la ricerca dell'amore. Questa è un'altra cosa che ho scoperto per mio conto molto di recente. Gliela offro come una ipotesi: l'intelligenza, senza la capacità di dare e ricevere affetto, porta a un tracollo mentale e morale. Alla nevrosi e forse anche alla psicosi. E io dico che la mente assorta e chiusa in se stessa come un fine centrato sull'io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore...quando ero mentalmente ritardato avevo molti amici. Ora non ne ho alcuno. Oh, conosco un mucchio di gente. Innumerevoli persone. Ma non ho alcun vero amico. Non un amico al mondo che abbia qualche importanza per me, e nessuno per il quale io rivesta qualche importanza"...

    Grazie a Fry che mi ha consigliato questa lettura...senza di lei, probabilmente, non avrei mai conosciuto, e amato, Charlie e Algernon...

    said on 

  • 5

    Questo è uno di quei libri che consigli agli altri dopo averlo letto, perché ti lascia con degli interrogativi e degli spunti di riflessione che vorresti condividere con qualcuno.
    Sulla storia non dic ...continue

    Questo è uno di quei libri che consigli agli altri dopo averlo letto, perché ti lascia con degli interrogativi e degli spunti di riflessione che vorresti condividere con qualcuno.
    Sulla storia non dico altro, quel che posso dire è che il suo protagonista non lascia indifferenti. Per me è stata una lettura illuminante ed anche un po' spiazzante, ti fa sorgere tanti dubbi...innanzitutto sui modi attraverso cui il "progresso" scientifico si fa avanti, talvolta senza scrupoli. Poi, sul modo in cui si guarda ai diversamente abili...chi non si è mai chiesto almeno una volta: qual è il senso di vivere una vita menomata rispetto agli altri? È "giusto" avere il diritto di vivere una vita diversa, seppur con dei limiti? Ma questo libro porta a riconsiderare il concetto stesso di limite.
    Infine, si fanno riflessioni sul concetto di amore, che è visto in fin dei conti come un grande mistero. L'intelligenza di Charlie e la sua sfera emotiva, non andranno infatti di pari passo...

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  • 4

    Es uno de esos libros que te puede gustar más o menos pero que no te deja indiferente. Una historia humana que nos acerca a una realidad que muchos desconocemos. Sin duda te hace pensar.

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  • 5

    L'intelligenza non è tutto

    “Il dotor Strauss dicie che dovrei skrivvere quello che penso e riccordo e tutto quello che mi sucederà dora inavanti. Non lo so il perché ma lui dicie che importante perché così vedranno se potrò ser ...continue

    “Il dotor Strauss dicie che dovrei skrivvere quello che penso e riccordo e tutto quello che mi sucederà dora inavanti. Non lo so il perché ma lui dicie che importante perché così vedranno se potrò servire a cualcosa. Spero di sì perché Miss Kinnian dicie che forse riusiranno a farmi diventare inteligiente. Vollio esere inteligiente. Michiamo Charlie Gordon e lavvoro nela paneteria di Donner indove che il signor Donner mi dà 11 dollari a la setimana e pane o torta se volio. Ho 32 anni e il mese prossimo sarà il mio compleanno”.

    Fiori per Algernon è un romanzo del 1959. La storia parla di Charlie, un ritardato mentale di trentadue anni che viene scelto, per via della sua forte motivazione ad imparare, come cavia per un esperimento neuro-psicologico volto ad aumentare l’intelligenza.
    Prima, durante e dopo l’esperimento deve scrivere rapporti giornalieri sui suoi progressi, sui suoi pensieri e sui suoi sogni. Charlie è una persona che vuole piacere agli altri e che ha il sogno di diventare intelligente per poter finalmente imparare a leggere e a scrivere senza errori.
    La stessa operazione è già stata effettuata in precedenza con successo su un topolino, Algernon, che è riuscito a triplicare così la sua intelligenza. Osservando Algernon in qualche modo Charlie riesce a vedere in anticipo i risultati dell’esperimento che sarà condotto su di lui.
    L’esperimento ha successo anche su Charlie, che vede con estrema gioia la sua intelligenza crescere poco per volta.
    Comincia a ricostruire il suo passato e a rendersi conto, tramite momenti di flashback, di molte cose non particolarmente piacevoli: del fatto che i suoi amici in realtà ridevano di lui, che gli scienziati che considerava dei superuomini sono persone normali, che la madre lo picchiava e lo trattava malissimo per via della sua diversità, di tanti episodi dolorosi accaduti nel suo passato. Si rende conto di avere sempre avuto desiderio di amore, desiderio di essere “accettato” dalla madre:

    “Ma io non smisi mai di desiderare di essere il bambino intelligente che lei avrebbe voluto, affinché potesse amarmi”.

    Tutto il romanzo non è che la trascrizione dei resoconti quotidiani di Charlie, all’inizio sgrammaticati e estremamente difficili da leggere, poi man mano che la sua intelligenza aumenta, sempre più leggibili e dettagliati.
    Charlie prima dell’esperimento è buono, rispettoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, stupido ma felice. Crede che tutti ridano insieme a lui mentre in realtà ridono di lui. Diventando intelligente capisce come sono fatte veramente le persone, ne riceve una delusione, diventa fragile emotivamente ma anche saccente sentendosi superiore agli altri. E rimane solo.

    “L’esperimento serviva a renderti intelligente, non a renderti il beniamino di tutti”.

    Charlie diventa un genio, ma purtroppo iniziano le prime allucinazioni: vede lo “stupido” Charlie che lo osserva e lo atterrisce con la sua umanità. E inizia a capire che l’intelligenza del topo prima e la sua poi iniziano un processo irreversibile di regressione. Dopo uno struggente incontro con la madre che gli farà capire le ragioni dei suoi problemi di emotività, tornerà in modo abbastanza veloce allo status mentale iniziale. Mi ha ricordato un po’, verso la parte finale, il film “Risvegli”.

    Fiori per Algernon è un bellissimo libro. Si potrebbero trovare un paio di difettucci, ossia che il tempo di miglioramento iniziale sia troppo breve e che l’aumento di intelligenza sproporzionato. Ma nonostante queste piccole pecche, rimane un libro molto molto bello, purtroppo molto triste (a tratti devastante) e che ci fa interrogare su temi morali importanti, quali il legame tra intelligenza e felicità, tra intelligenza e capacità di gestire i rapporti umani, la gestione delle diversità, le ambizioni dei ricercatori scientifici, l’attesa della morte, il rapporto tra felicità e amore.
    Credo che alla fine il libro voglia sottolineare quanto i sentimenti siano parte fondamentale del nostro essere.

    "L'intelligenza è uno dei più grandi doni umani. Ma la ricerca della conoscenza esclude anche troppo spesso la ricerca dell'amore. Questa è un'altra cosa che ho scoperto per mio conto molto di recente. Gliela offro come un'ipotesi: l'intelligenza, senza la capacità di dare e di ricevere affetto, porta ad un tracollo mentale e morale, alla nevrosi e forse anche alla psicosi. E io dico che la mente assorta e chiusa in se stessa come un fine centrato sull'io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore".

    Cinque stelle piene.

    said on 

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