Fluo

Storie di giovani a Riccione

Di

Editore: Castelvecchi

2.8
(768)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000116327 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Casa & Giardinaggio , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 2

    Libri "cannibali"

    La Santacroce fa parte del movimento "culturale" definito "cannibale", dall' antologia "Gioventù cannibale". Questa corrente letteraria italiana degli anni '90 si è ormai esaurita, fra i suoi maggiori ...continua

    La Santacroce fa parte del movimento "culturale" definito "cannibale", dall' antologia "Gioventù cannibale". Questa corrente letteraria italiana degli anni '90 si è ormai esaurita, fra i suoi maggiori esponenti vi è appunto la Santacroce con Fluo.
    Il fatto che Fluo sia il suo libro d' esordio la dice lunga.
    La realtà è che la signora Isabella, quando uscì Fluo, era una bella gnocca, e fece scalpore (e pubblicità) con le sue foto (usate google) e divenne famosa nel mondo underground grazie al suo personaggio costruito ad hoc.
    A livello letterale non si salva niente, nemmeno in fluo. Una serie di frasi sconnesse, prive di senso e con una trama -per modo di dire-. L' ho letto solo perché un grandissimo fan ha insisto per prestarmi i libri. Se non altro si perde meno di un' ora nel leggerli.
    20 anni fa la Santacroce era adatta a chi voleva fare "l' anticonformista", ora va bene solo per la differenziata ;)

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo d'esordio poco convincente

    Recensione #35

    Isabella Santacroce è la mia scrittrice contemporanea preferita, ma non per questo tutto ciò che scrive è per me oro colato. "Fluo - Storie di giovani a Riccione", pubblicato nel 1995, ...continua

    Recensione #35

    Isabella Santacroce è la mia scrittrice contemporanea preferita, ma non per questo tutto ciò che scrive è per me oro colato. "Fluo - Storie di giovani a Riccione", pubblicato nel 1995, è il suo romanzo d'esordio...poco convincente, mi dispiace ammetterlo. Gioventù bruciata nel pieno della decadenza italiana di metà anni Novanta, sogni infranti e da infrangere, disillusione e ribellioni frutto d'incertezze interiori. Lo stile di scrittura è rosa meravigliosa, ma ancora in boccio. Consigliato solo a chi (come me) ammira profondamente la scrittrice in questione tanto da collezionarne tutti i romanzi. Agli altri dico solo: leggete altro, o non leggete proprio nulla. La Santacroce, si sa, è di tutti ma non è per tutti.

    ha scritto il 

  • 1

    Non so che dire... Già dalle prime pagine ho intuito non fosse il mio genere. Il libro "con il suo linguaggio inedito e contaminato e nel tuo stile immaginifico" (cit.) mi risulta difficile da leggere ...continua

    Non so che dire... Già dalle prime pagine ho intuito non fosse il mio genere. Il libro "con il suo linguaggio inedito e contaminato e nel tuo stile immaginifico" (cit.) mi risulta difficile da leggere e, a volte, perfino tollerare. Una forzatura dello "slang" giovanile. Almeno ci fosse stata una storia di sottofondo da raccontare, ma forse, passando un'estate a Riccione, non c'è. Il nulla.

    ha scritto il 

  • 1

    Reading Challenge 2016, un libro di un/a giovane autore/trice all'esordio

    Descrizione: La protagonista di queste storie riccionesi racconta in prima persona di una sua estate trascorsa in un appartamento condiviso con amici e amiche e in giro per luoghi abitati da un mondo ...continua

    Descrizione: La protagonista di queste storie riccionesi racconta in prima persona di una sua estate trascorsa in un appartamento condiviso con amici e amiche e in giro per luoghi abitati da un mondo parallelo che rifugge la "normalità" degli adulti. Fluo, con il suo linguaggio inedito e contaminato e nel suo stile immaginifico, narra storie di vita di giovani degli anni novanta, che vivono una loro esistenza accelerata, dissipatoria, talora irresponsabile, e sono insieme trasgressivi e sognatori, iper-consumisti e super-omisti.
    “Mi piace chiudere gli occhi. Proiezioni acide riempiono la stanza creando giochi lisergici silenziosi. Le mie gambe si muovono lentamente sotto rete lurex abbondantemente smagliata. Adoro le smagliature, i buchi vistosi. Vorrei partecipare a serate di gala lucidate a nuovo coperta solo da un certo plaid semicarbonizzato e da un bikini più micro del dovuto. Così, tranquillamente, provocare scandali lanciando ragni liofilizzati.”

    Un libro particolare, ma particolare con questa scrittrice ormai è abitudine. La protagonista è Starlet e siamo negli anni ’90, vengono raccontati senza filtri gli eccessi, l’alcol, gli abusi sotto ogni punto di vista di questa ragazza e della generazione che le è contemporanea. Se vi aspettate una trama andate oltre, piuttosto il libro può essere assimilato ad un diario, un diario di questa ragazza nelle sue follie, nei suoi eccessi, nella sua mancata normalità. Son arrivato alla fine per non lasciare il libro a metà, ma della scrittura ci sarebbe molto da dire, ma è così, la Santacroce è quella scrittrice che in un rigo ti fa dire: ‘oh, cazzo, quando avrei voluto scriverlo io questa frase’ e per le restanti sessanta pagine ti destabilizza, sfida il lettore, lo pone in un bivio: andare oltre, o abbandonare. Ogni volta una sfida cara Santacroce, ma forse è proprio per questo che hai nel modo o nell’altro un alto riscontro di pubblico.

    ha scritto il 

  • 2

    Santacroce versione estiva

    Molto particolare per la scrittura utilizzata e la mancanza di trama. E' un monologo interiore/diario segreto della protagonista Starlet, che dipinge la sua vita in riviera romagnola tra eccessi droga ...continua

    Molto particolare per la scrittura utilizzata e la mancanza di trama. E' un monologo interiore/diario segreto della protagonista Starlet, che dipinge la sua vita in riviera romagnola tra eccessi droga e situazioni familiari inesistenti. In piccolo (ma molto in piccolo) un'arancia meccanica della rimini anni 90.

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato!

    Mi dispiace sempre moltissimo abbandonare i libri ma arrivata a pagina 40 non ce l'ho fatta più. Non ho proprio capito la storia, c'è una trama? Non lo so. Ho solo letto un mix di frasi che sembravano ...continua

    Mi dispiace sempre moltissimo abbandonare i libri ma arrivata a pagina 40 non ce l'ho fatta più. Non ho proprio capito la storia, c'è una trama? Non lo so. Ho solo letto un mix di frasi che sembravano buttate li per caso, legate tra loro tra qualche parola in inglese. Non so nemmeno dirvi se mi è piaciuto o no. Ho altri libri della Santacroce, proverò a leggerli, sperando che lo stile non sia sempre questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non aspettatevi un romanzo vero e proprio

    A me piace moltissimo Isabella Santacroce (questo è il quarto libro che leggo dell'autrice) e credo sia fondamentale, soprattutto in questo caso, approcciarsi nel modo giusto alla sua produzione per a ...continua

    A me piace moltissimo Isabella Santacroce (questo è il quarto libro che leggo dell'autrice) e credo sia fondamentale, soprattutto in questo caso, approcciarsi nel modo giusto alla sua produzione per apprezzarla davvero. E' difficile rintracciare tra i suoi libri romanzi veri e propri e questo ne è l'esempio lampante. E' un libro da leggersi per le atmosfere che vuole dipingere, per le sensazioni che vuole trasmettere, per una gioventù ormai passata che vuole rappresentare. Capisco perfettamente tutti coloro che scrivono che il libro non li ha entusiasmati, non è un libro che vuole raccontare storie concluse ma paragrafi di vite allo sbando lasciando la vicenda completamente aperta. E' il racconto di una parentesi di esistenza, un capitolo di 100 pagine all'interno della vita della "protagonista" Starlet.
    Credo che Isabella Santacroce sia da leggere per la sua scrittura estremamente estetica e secondo me meravigliosamente contaminata, la vicenda è il mezzo per poter apprezzare una scrittura assolutamente diversa da quello che siamo abituati ad incontrare normalmente.
    Bello! Non sarà l'ultimo che leggerò.

    ha scritto il 

  • 1

    Sarò sincera, sono arrivata con un grande sforzo a pagina 20, e ho deciso di abbandonare la lettura di questo libro.
    Irritante fino all'estremo, non sono riuscita a tollerare questo stile che letteral ...continua

    Sarò sincera, sono arrivata con un grande sforzo a pagina 20, e ho deciso di abbandonare la lettura di questo libro.
    Irritante fino all'estremo, non sono riuscita a tollerare questo stile che letteralmente rigurgita termini astrusi affiancati a parole inglesi senza un motivo. In venti pagine sono riuscita a passare attraverso alcool, sesso, croci disegnate sul corpo col rossetto nero, insulti a chiunque, il tutto accompagnato da questo stile così autocompiaciuto e artificialmente alternativo da darmi il voltastomaco.
    Non so, forse la Santacroce avrebbe voluto essere provocatrice, ma tutto quello a cui sono riuscita a pensare è uno squallidissimo numero da circo. Un voler essere alternativi a tutti i costi che scade nel patetico, così come presentarsi mezze nude o con maschere dagli improbabili piumaggi e ragazze al guinzaglio alle presentazioni dei propri libri.
    Lo so che 20 pagine sono troppo poche per dare un giudizio, ma la voglia di scagliare l'e-reader contro il muro era veramente troppa.

    ha scritto il 

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